Monte Erio e Croce del Civello

Monte Erio e Croce del Civello

Un anello tra pascoli panoramici, boschi e memorie della Grande Guerra (m 1627)

 

Zona: Altopiano dei 7 Comuni o di Asiago
Ore a piedi: 2,25
Difficoltà: E - Escursionistico
Ulteriori dettagli ,    Mappa e GPX

Il percorso del Monte Erio e della Croce del Civello è un’escursione ad anello sull’Altopiano dei Sette Comuni, con partenza lungo la strada che sale da Mezzaselva verso Campolongo e il Verena. L’itinerario raggiunge Baito Erio e la cima del Monte Erio, a 1627 metri, prosegue fino alla Croce del Civello e rientra attraverso Campovecchio.

Bivio stradale e imbocco della strada per il Monte Erio

Bivio stradale e imbocco della strada per il Monte Erio

Si parte dal bivio lungo la strada che da Mezzaselva sale verso Campolongo e il Verena, imboccando la strada per il Monte Erio. Dopo un breve tratto si incontrano le indicazioni della ciclovia: si continua sulla strada che sale dolcemente nel bosco.

Strada nel bosco con indicazioni della ciclovia

Strada nel bosco con indicazioni della ciclovia

La salita porta allo Spiazzo dei Mercanti, dove si incontrano più strade e si apre una radura con un’area attrezzata per il picnic. Si prosegue a destra seguendo l’indicazione per Baito Erio, attraversando il passaggio predisposto per il bestiame.

Indicazione per Baito Erio allo Spiazzo dei Mercanti

Indicazione per Baito Erio allo Spiazzo dei Mercanti

La strada prosegue verso i pascoli del Monte Erio. Il bosco già molto rado lascia gradualmente spazio ai prati e alle prime aperture panoramiche.

Strada sterrata tra gli abeti

Strada sterrata tra gli abeti

Panorama sui paesi e sui prati dell’Altopiano

Panorama sui paesi e sui prati dell’Altopiano

Panorama verso il massiccio del Pasubio

Panorama verso il massiccio del Pasubio

Il paesaggio è quello delle malghe dell’Altopiano, con prati e pozze d'alpeggio intervallati da gruppi di abeti.

Pozza d’alpeggio con bovini al pascolo

Pozza d’alpeggio con bovini al pascolo

Si continua sulla strada sterrata che attraversa il pascolo. All’incrocio si tiene la sinistra, passando vicino al Baito Erio, una piccola costruzione circondata da una recinzione in legno.

Strada verso Baito Erio, proseguire a sinistra

Strada verso Baito Erio, proseguire a sinistra

Baito Erio e recinto in legno

Baito Erio e recinto in legno

Nei pressi del baito il panorama si apre sulla conca dell’Altopiano. Oltrepassata la costruzione, la strada diventa erbosa. Si seguono le indicazioni verso sinistra per la cima, prestando attenzione ai segnavia: il sentiero è poco battuto e in alcuni punti si confonde con le tracce lasciate dai bovini.

Traccia nel prato sopra Baito Erio

Traccia nel prato sopra Baito Erio

La piccola freccia con la scritta “M. Erio” indica di piegare a sinistra. Si segue la traccia erbosa, riconoscibile anche dai successivi segnavia, tra pietre affioranti e gruppi di conifere.

Indicazione per il Monte Erio al margine del bosco

Indicazione per il Monte Erio al margine del bosco

Segnavia e traccia erbosa tra gli abeti

Segnavia e traccia erbosa tra gli abeti

Guadagnando quota si susseguono scorci sulle dorsali circostanti. Il sentiero attraversa radure e brevi tratti alberati.

Panorama verso il Portule

Panorama verso il Portule

Panorama verso il Monte Cimone di Tonezza

Panorama verso il Monte Cimone di Tonezza

Sentiero erboso con segnavia biancorosso

Sentiero erboso con segnavia biancorosso

Raggiunta la sommità del Monte Erio si trova il cartello che ne indica la cima a quota 1627 metri. La cima è una larga dorsale erbosa, punteggiata da rocce e conifere, dalla quale si possono osservare i pascoli e le montagne circostanti. Si notano nel terreno tracce di trincee e postazioni.

Segnavia sulla cima del Monte Erio, 1627 metri

Segnavia sulla cima del Monte Erio, 1627 metri

Dalla cima si segue il sentiero CAI 803 in direzione Chemple. La traccia inizialmente è poco evidente: raggiunta la casetta di caccia, si scende sulla destra, dove il sentiero torna più riconoscibile.

Tracce di trincee

Tracce di trincee

Casetta per la caccia

Casetta per la caccia

Il sentiero si ricongiunge allo Spiazzo dei Mercanti.

Discesa nel bosco lungo il sentiero

Discesa nel bosco lungo il sentiero

Ritorno allo Spiazzo dei Mercanti

Ritorno allo Spiazzo dei Mercanti

Si riprende la strada forestale diretta a nord, verso la Croce del Civello. Il cammino torna ampio e regolare, con una salita graduale tra il bosco e alcune aperture panoramiche.

Strada forestale verso la Croce del Civello

Strada forestale verso la Croce del Civello

Dettaglio della strada

Dettaglio della strada

Arrivati all’incrocio della Croce del Civello, riconoscibile dalla croce posta nella radura, si lascia la direttrice che prosegue verso il Verena e si prosegue a sinistra sulla strada in discesa per Campovecchio.

Incrocio alla Croce del Civello

Incrocio alla Croce del Civello

Croce del Civello

Croce del Civello

Si segue la strada che rientra nel bosco e, dopo due tornanti, si raggiunge la strada asfaltata nei pressi della casara di Campovecchio.

Strada in discesa nel bosco

Strada in discesa nel bosco

Tornante della strada verso Campovecchio

Tornante della strada verso Campovecchio

Uscita dal bosco verso i pascoli

Uscita dal bosco verso i pascoli

Raggiunta la strada asfaltata si prosegue verso sud. In questo tratto manca un sentiero separato: si procede lungo il margine della carreggiata, prestando attenzione al traffico.

Malga Campovecchio e pozza d’alpeggio

Malga Campovecchio e pozza d’alpeggio

Strada di ritorno

Strada di ritorno

Lungo la discesa si incontrano resti di strutture circolari in pietra, la cui funzione non è stata identificata con certezza.

Muratura circolare in pietra

Muratura circolare in pietra

Si arriva all'incrocio con la strada che porta a Malga Campolongo e si continua dritti utilizzando la pista sterrata che corre accanto alla carreggiata.

Incrocio verso Malga Campolongo

Incrocio verso Malga Campolongo

Pista sterrata accanto alla strada

Pista sterrata accanto alla strada

Poco più avanti sulla destra e lontano dalla strada si incontra un monumento sormontato da una croce. Sul basamento sono conservate diverse iscrizioni, tra cui una lapide in tedesco che ricorda tre militari austroungarici: un’ulteriore testimonianza della Grande Guerra lungo questo percorso. Ma l'iscrizione che colpisce di più è "1915, Cademmo per la patria".

Monumento con croce in pietra lungo il rientro

Monumento con croce in pietra lungo il rientro

Iscrizione sul basamento del monumento

Iscrizione sul basamento del monumento

Lapide in tedesco dedicata a tre militari austroungarici

Lapide in tedesco dedicata a tre militari austroungarici

Si riprende il cammino verso il vicino bivio di partenza, chiudendo l’anello.

Bivio stradale nei pressi del punto di partenza

Bivio stradale nei pressi del punto di partenza


Come si raggiunge:

Da Roana si raggiunge Mezzaselva e si prende la strada per il Monte Verena e il Rifugio Campolongo. Si prosegue fino al bivio per il Monte Erio e Baito Erio.

Apri la mappa Google per il calcolo itinerario


Mappa e traccia GPS:

Mappa e traccia Monte Erio e Croce del Civello

Monte Erio e Croce del Civello

SCHEDA PERCORSO

Zona:

Altopiano dei 7 Comuni o di Asiago

Provincia / Comune:

Vicenza / Roana

Categoria:

Montagne

Tipologia:

Paesaggistico, Storico, Panoramico

Periodo storico:

Prima Guerra Mondiale

Coordinate punto di arrivo:

45.887660 - 11.418400
(45°53'15" N - 11°25'6" E)

Coordinate parcheggio:

45.892296 - 11.403384
(45°53'32" N - 11°24'12" E)

Altitudine di partenza (m):

1516

Altitudine di arrivo (m):

1627

Altitudine minima (m):

1516

Altitudine massima (m):

1698

Dislivello (m):

235

Difficoltà del percorso:

E - Escursionistico

Ore a piedi:


(complessive, esclusa visita)
2 ore 25 minuti

Km totali:

8,80

Come si raggiunge:

A piedi

Tipo di tragitto:

Percorso ad anello

Storia:

Prima della guerra: pascoli e vita delle comunità dell’Altopiano

Per comprendere il paesaggio del Monte Erio bisogna guardare anche alla storia dell’alpeggio. Malga Erio occupa la parte sommitale e il versante meridionale della montagna e appartiene al sistema delle malghe amministrate dal Comune di Roana. I pascoli, le pozze per il bestiame e i boschi circostanti raccontano una montagna utilizzata per il lavoro e l’allevamento.

Questa realtà si inserisce nella lunga storia pastorale dell’Altopiano dei Sette Comuni. Il progetto dell’Unione Montana “La Via delle Malghe” ricorda un documento del 983 relativo a terreni da destinare al pascolo in Marcesina: una testimonianza della pratica dell’alpeggio sull’Altopiano, senza che ciò permetta di attribuire la stessa data alla malga Erio.

Un altro elemento fondamentale è la gestione collettiva delle risorse. Boschi e pascoli costituivano il patrimonio delle comunità, amministrato anche attraverso la Spettabile Reggenza dei Sette Comuni. Dopo la sua soppressione nel 1807, la gestione dei beni attraversò diversi passaggi amministrativi. L’attuale sistema degli usi civici conserva il legame fra le comunità locali e il patrimonio silvo-pastorale.

Il Monte Erio nella Grande Guerra

La vicinanza al Verena e alla Val d’Assa inserì il Monte Erio nel settore militare occidentale dell’Altopiano. Già prima dell’inizio del conflitto, la costruzione della strada d’accesso al Forte Verena, realizzata fra il 1910 e il 1912 passando dalle pendici dell’Erio e dalla Croce del Civello, aveva rafforzato i collegamenti militari della zona.

L’offensiva austroungarica del maggio e giugno 1916 cambiò profondamente la situazione. Il Comune di Roana ricorda che, dal 25 giugno 1916 alla fine della guerra, il fronte divise il territorio comunale seguendo la Val d’Assa: Mezzaselva, Roana e Camporovere rimasero immediatamente a ridosso della prima linea imperiale, mentre Treschè Conca, Canove e Cesuna si trovarono dalla parte italiana. La posizione dell’Erio va letta in questo contesto, sul lato settentrionale della valle.

La documentazione dell’Archivio di Stato austriaco conserva fotografie del settore datate 1916-1917, fra cui una veduta del Verena ripresa da un bivio sul Monte Erio e immagini dell’acquedotto di Campovecchio. Sono testimonianze della rete di collegamenti e servizi che sosteneva le truppe in quest’area.

Anche la guerra aerea interessò la montagna. Il bollettino del Comando Supremo del 12 marzo 1918, pubblicato il giorno successivo nella Gazzetta Ufficiale, segnalò l’abbattimento di un velivolo avversario nel cielo del Monte Erio durante la giornata precedente.

La Croce del Civello e la batteria italiana

Il nome Civello identifica anche il rilievo e la costa vicini alla croce. Una descrizione di Silvio Saglio pubblicata su “Lo Scarpone” del 1° dicembre 1940 distingue la Cima Civello, la Costa del Civello e la Croce del Civello, situata poco sotto la cima. Il toponimo appartiene quindi alla geografia della dorsale e non indica soltanto la croce visibile all’incrocio.

Il settore ebbe un ruolo nell’organizzazione delle artiglierie italiane. Il catalogo fotografico del Kriegsarchiv austriaco documenta sul Monte Civello la batteria italiana numero 555, armata con mortai da 28 centimetri. La località faceva parte del sistema militare che comprendeva il vicino Forte Verena.

Il monumento lungo il rientro

La croce in legno del Civello e il monumento in pietra incontrato più avanti lungo la strada sono due testimonianze distinte. Il secondo conserva una lapide in lingua tedesca dedicata a tre militari austroungarici. L’iscrizione e le altre memorie sul basamento invitano a leggere questi luoghi anche attraverso le vicende delle persone coinvolte nel conflitto.

 

Fonti e documentazione


Data visita: 23/08/2026
Data pubblicazione: 24 Ottobre 2026

Autore:

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