Ore a piedi: 4,30
Difficoltà: E - Escursionistico
Ulteriori dettagli , Mappa e GPX
L'escursione dalla Panarotta al Monte Fravort, nel gruppo del Lagorai occidentale in Trentino, è un percorso panoramico che unisce due cime facilmente riconoscibili e numerose testimonianze della Prima guerra mondiale. L'itinerario parte dagli impianti sciistici della Panarotta, raggiunge prima la cima del Monte Panarotta e quindi, passando per La Bassa, sale al Monte Fravort.
Dal parcheggio degli impianti sciistici della Panarotta si procede verso il rifugio Chalet Panarotta.
Rifugio Chalet Panarotta alla partenza dell'itinerario
Vista verso il Monte Fravort dalla zona della Panarotta
Tenendo il rifugio sulla destra si incontra un primo bivio. Si prosegue salendo a destra verso la cima della Panarotta; al ritorno utilizzeremo invece la strada sulla sinistra, che permette di evitare una seconda risalita alla cima.
Bivio per la cima della Panarotta
Salita verso la cima del Monte Panarotta
Panorama verso i laghi di Levico e Caldonazzo dalla Panarotta
In circa 30 minuti si raggiunge la cima del Monte Panarotta, facilmente riconoscibile per la presenza delle numerose antenne e degli impianti di telecomunicazione. Nonostante queste strutture, dalla sommità il panorama si apre ampiamente sulle montagne circostanti e verso la Valsugana.
Cima del Monte Panarotta
Panorama dalla cima del Monte Panarotta
Impianti e antenne sulla cima della Panarotta
Panorama dalla Panarotta verso le montagne del Trentino
Cima della Panarotta e rilievi circostanti
Panorama dalla sommità del Monte Panarotta
Vista verso il Monte Fravort dalla cima della Panarotta
Panorama dalla cima della Panarotta
Monte Fravort visto dalla Panarotta
Paesaggio montano dalla cima della Panarotta
Oltre alle antenne, sulla cima e nei dintorni sono ancora visibili resti di postazioni risalenti alla Prima guerra mondiale.
Vista verso La Bassa dalla Panarotta
Si prosegue quindi scendendo verso il valico de La Bassa, perdendo quota prima di iniziare la successiva salita verso il Monte Fravort.
Discesa dalla Panarotta verso La Bassa
Percorso tra La Bassa e il Monte Fravort
Anche lungo questo tratto si incontrano diverse tracce e resti di opere militari della Grande Guerra, testimonianza dell'importanza strategica che queste montagne ebbero durante il conflitto.
Resti della Prima guerra mondiale lungo il percorso verso il Fravort
L'ultima salita verso il Monte Fravort è la parte più impegnativa dell'escursione, soprattutto per il dislivello già accumulato. Una volta raggiunta la cima, però, il panorama ripaga ampiamente della fatica.
Panorama dalla cima del Monte Fravort
Vista panoramica dal Monte Fravort
Panorama sulle montagne circostanti dal Monte Fravort
Panorama dalla sommità del Fravort
Ampio panorama dalla cima del Monte Fravort
Sulla cima del Fravort e nelle immediate vicinanze sono ancora presenti numerosi resti della Prima guerra mondiale, tra cui trincee, postazioni e altre opere militari.
Resti militari sulla cima del Monte Fravort
Postazione della Grande Guerra sul Monte Fravort
Resti di opere militari nei pressi della cima del Fravort
Strutture militari della Prima guerra mondiale sul Fravort
Resti della Grande Guerra nei pressi della cima del Monte Fravort
Trincea della Prima guerra mondiale sul Monte Fravort
Il ritorno avviene inizialmente lungo lo stesso percorso seguito in salita. Raggiunto nuovamente il passo de La Bassa, si imbocca la strada che parte sulla destra, evitando così di risalire sulla cima della Panarotta.
Vista del parcheggio della Panarotta dalla cima del Monte Fravort
L'itinerario Panarotta-Fravort è un'escursione varia e panoramica, interessante non solo per gli ampi scorci sulla Valsugana e sulle montagne trentine, ma anche per le numerose testimonianze della Grande Guerra ancora visibili lungo il percorso. La salita finale al Fravort richiede un po' di fatica, ma completa un percorso particolarmente suggestivo tra praterie d'alta quota, creste e memoria storica.
Come si raggiunge:
Da Levico Terme o Pergine Valsugana si seguono le indicazioni per Vetriolo Terme (TN) e quindi per gli impianti sciistici di Panarotta.
Mappa e traccia GPS:
SCHEDA PERCORSO | |
|---|---|
Zona: | Dolomiti di Fiemme (Lagorai) |
Provincia / Comune: | Trento / Roncegno |
Categoria: | Montagne |
Tipologia: | Storico, Panoramico |
Periodo storico: | Prima Guerra Mondiale |
Coordinate punto di arrivo: | 46.076000 - 11.351150 (46°4'33" N - 11°21'4" E) |
Coordinate parcheggio: | 46.050645 - 11.316568 (46°3'2" N - 11°18'59" E) |
Altitudine di partenza (m): | 1780 |
Altitudine di arrivo (m): | 2347 |
Altitudine minima (m): | 1780 |
Altitudine massima (m): | 2347 |
Dislivello (m): | 770 |
Difficoltà del percorso: | E - Escursionistico |
Ore a piedi:(complessive, esclusa visita) | 4 ore 30 minuti |
Km totali: | 10,40 |
Come si raggiunge: | A piedi |
Tipo di tragitto: | Parte del percorso ad anello |
Storia:
Durante la Prima guerra mondiale la Panarotta e il Monte Fravort facevano parte del sistema difensivo austro-ungarico che controllava la Valsugana e il settore occidentale del Lagorai.
Il punto strategicamente più importante era il caposaldo fortificato della Panarotta. Dalla sua posizione dominante sulla Valsugana, le artiglierie austro-ungariche potevano colpire le linee italiane della Val di Sella e le posizioni sugli altopiani. Il caposaldo della Panarotta, insieme ai sottostanti forti di Tenna e di Colle delle Benne, costituiva uno degli elementi dello sbarramento difensivo della Valsugana.
Nel 1915, con l'arretramento della linea difensiva austro-ungarica, parte degli armamenti dei forti di Tenna e Colle delle Benne fu trasferita sulla Panarotta. Sulla montagna erano presenti due batterie di artiglieria e anche una batteria dell'Alpenkorps tedesco. Le postazioni erano in parte protette e incavernate nella montagna.
Le artiglierie della Panarotta rappresentarono un serio problema per l'esercito italiano. Per avvicinarsi alla posizione, nel marzo e nell'aprile del 1916 furono tentate diverse offensive contro le linee austro-ungariche dello Spigolo Frattasecca, del Monte Broi e di Sant'Osvaldo. La conquista di queste posizioni avrebbe consentito agli italiani di minacciare direttamente la Panarotta.
Tra il 4 e il 6 aprile 1916 si combatterono scontri particolarmente violenti nella zona di Sant'Osvaldo. Tra i reparti impegnati vi erano i cosiddetti "volontari esploratori", conosciuti anche come "Compagnia della Morte", comandati dal capitano Cristoforo Baseggio. L'attacco non riuscì a sfondare le difese austro-ungariche e il reparto subì perdite gravissime.
Se la Panarotta rappresentava soprattutto un importante caposaldo di artiglieria, il Monte Fravort conserva ancora oggi numerose testimonianze delle strutture necessarie alla vita quotidiana delle truppe in alta quota. Sulla cima e lungo le pendici sono visibili trincee, camminamenti, basamenti di baracche, postazioni e resti di opere militari. Poco sotto la vetta corre inoltre una lunga trincea che costituisce uno degli elementi più evidenti dell'intero sistema difensivo.
Le postazioni non erano isolate. Una rete di strade militari e teleferiche permetteva di trasportare in quota uomini, munizioni, viveri e materiali. Nei pressi del Fravort sono ancora presenti i basamenti di una vecchia teleferica e tratti della strada militare che serviva le postazioni. Queste infrastrutture erano indispensabili per mantenere operative le truppe dislocate oltre i duemila metri di quota, soprattutto durante i lunghi mesi invernali.
Tra il 2005 e il 2006 numerose opere militari della zona sono state recuperate e consolidate. Oggi il percorso tra Panarotta, Fravort e Valle dei Mòcheni costituisce un vero itinerario della memoria, nel quale trincee e resti militari permettono ancora di leggere sul terreno l'organizzazione del fronte austro-ungarico durante la Grande Guerra.
Riferimenti
Trentino Grande Guerra - Panarotta, Fravort, Gronlait
APT Valsugana - Trincee del Monte Panarotta
Luca Girotto, La lunga trincea 1915-1918: cronache della Grande Guerra dalla Valsugana alla Val di Fiemme.
Volker Jeschkeit, Le linee avanzate della Fortezza di Trento: la difesa della Valsugana e le vie di collegamento agli Altipiani.
Data visita: 18/08/2019
Data pubblicazione: 07 Aprile 2020
Ultimo aggiornamento: 19 Settembre 2026
Autore: Corrado De Zanche