Monte Meatta

Monte Meatta

Anello da Basa Senocio a Bocchetta Portule (m 1873)

 

Zona: Altopiano dei 7 Comuni o di Asiago
Ore a piedi: 5,30
Difficoltà: EE - Escursionisti Esperti
Ulteriori dettagli ,    Mappa e GPX

L'escursione ad anello del Monte Meatta, sull'Altopiano dei Sette Comuni, permette di raggiungere Bocchetta Portule seguendo un'antica strada militare della Prima Guerra Mondiale. Il percorso parte dal bivio di Basa Senocio, nei pressi della Val Galmarara, e attraversa boschi, radure e suggestivi tratti panoramici, incontrando gallerie e testimonianze della Grande Guerra. Il ritorno passa per la zona dei Monumenti, Malga Portule e il baito di Basa Senocio, completando un itinerario vario e interessante, sia dal punto di vista naturalistico sia da quello storico.

Per la salita seguiremo inizialmente la strada che porta a Malga Meatta, che più avanti si trasforma in una mulattiera militare lungo il versante del monte. Il ritorno si svolge invece su sentieri e strade forestali, con alcuni tratti in cui è necessario prestare attenzione all'orientamento.

Dal parcheggio proseguiamo verso nord, prendendo la strada sulla sinistra in direzione di Malga Meatta. L'ex malga viene oggi utilizzata per feste e attività all'aria aperta, gestite dalla Pro Loco di Camporovere.

Inizio dell'itinerario dal bivio di Basa Senocio

Inizio dell'itinerario dal bivio di Basa Senocio

Indicazione per Malga Meatta

Indicazione per Malga Meatta

Strada forestale in salita verso Malga Meatta

Strada forestale in salita verso Malga Meatta

Dopo cinque tornanti arriviamo in vista della malga.

Malga Meatta sull'Altopiano dei Sette Comuni

Malga Meatta sull'Altopiano dei Sette Comuni

Segnaletica dei sentieri nei pressi di Malga Meatta

Segnaletica dei sentieri nei pressi di Malga Meatta

Lasciata la malga, proseguiamo lungo la strada.

Strada forestale e lavori di recupero del bosco danneggiato dalla tempesta Vaia

Strada forestale e lavori di recupero del bosco danneggiato dalla tempesta Vaia

Superata la zona colpita dalla tempesta Vaia, dove sono ancora visibili gli effetti del vento e i successivi lavori di recupero del bosco, la strada si restringe progressivamente. Rientriamo tra gli alberi e continuiamo a salire affrontando diversi tornanti.

Strada che sale nel bosco verso Monte Meatta

Strada che sale nel bosco verso Monte Meatta

Tornanti della strada forestale sul Monte Meatta

Tornanti della strada forestale sul Monte Meatta

La strada si trasforma in una vecchia mulattiera militare, realizzata durante la Prima Guerra Mondiale, che attraversa il versante del Monte Meatta.

Mulattiera militare della Grande Guerra sul Monte Meatta

Mulattiera militare della Grande Guerra sul Monte Meatta

Panorama verso la zona di Basa Senocio

Panorama verso la zona di Basa Senocio

Tratto della mulattiera militare del Monte Meatta

Tratto della mulattiera militare del Monte Meatta

Il percorso diventa ora pressoché pianeggiante e attraversa due radure che si aprono lungo il versante occidentale del monte.

Sentiero nei pressi della prima radura del Monte Meatta

Sentiero nei pressi della prima radura del Monte Meatta

Mulattiera che attraversa il bosco sul Monte Meatta

Mulattiera che attraversa il bosco sul Monte Meatta

Superata la prima radura, il sentiero si allarga e usciamo dal bosco. Il panorama comincia ad aprirsi sulla valle sottostante, regalandoci scorci davvero suggestivi.

Tratto panoramico della mulattiera del Monte Meatta

Tratto panoramico della mulattiera del Monte Meatta

Panorama verso Campo Gallina dalla strada militare del Monte Meatta

Panorama verso Campo Gallina dalla strada militare del Monte Meatta

Poco prima della seconda radura incontriamo una galleria militare che attraversa la roccia e sbuca sul versante opposto della montagna. È una delle numerose testimonianze delle opere realizzate in questa zona durante la Prima Guerra Mondiale.

Ingresso della galleria militare sul Monte Meatta

Ingresso della galleria militare sul Monte Meatta

Uscita della galleria militare sul versante opposto del Monte Meatta

Uscita della galleria militare sul versante opposto del Monte Meatta

La seconda radura è chiamata Aia dell'Orsara. Qui si trovano un bivacco e alcuni resti di altre costruzioni. Durante il nostro passaggio, però, l'erba molto alta rendeva difficile distinguere le strutture e osservare bene la zona.

Radura di Aia dell'Orsara lungo il percorso del Monte Meatta

Radura di Aia dell'Orsara lungo il percorso del Monte Meatta

Bivacco e resti di costruzioni nella zona di Aia dell'Orsara

Bivacco e resti di costruzioni nella zona di Aia dell'Orsara

Continuiamo lungo la vecchia strada militare per poco più di un chilometro, fino a raggiungere la strada che collega Bocchetta Portule all'incrocio dei Monumenti. Durante questo tratto il panorama continua ad aprirsi sulla valle, offrendo vedute sempre più ampie verso Campo Gallina e le montagne circostanti.

Mulattiera panoramica del Monte Meatta verso Bocchetta Portule

Mulattiera panoramica del Monte Meatta verso Bocchetta Portule

Panorama sulla valle sottostante dalla strada del Monte Meatta

Panorama sulla valle sottostante dalla strada del Monte Meatta

Ampia veduta verso Campo Gallina dal Monte Meatta

Ampia veduta verso Campo Gallina dal Monte Meatta

La strada del Monte Meatta termina in corrispondenza di un tornante della Erzherzog Eugen Straße, la strada militare austro-ungarica costruita durante la Grande Guerra. Svoltando a sinistra e continuando in salita raggiungiamo rapidamente Bocchetta Portule.

Collegamento tra la mulattiera del Monte Meatta e la strada militare Erzherzog Eugen Straße

Collegamento tra la mulattiera del Monte Meatta e la strada militare Erzherzog Eugen Straße

Poco prima della bocchetta incontriamo una magnifica fontana, un elemento particolarmente interessante in un ambiente montano dove l'acqua superficiale è piuttosto rara.

Fontana lungo la strada militare nei pressi di Bocchetta Portule

Fontana lungo la strada militare nei pressi di Bocchetta Portule

Ed eccoci finalmente a Bocchetta Portule, uno dei luoghi più significativi della Grande Guerra sull'Altopiano di Asiago. Qui si trovano importanti opere militari austro-ungariche, tra cui una grande galleria scavata nella roccia.

Ingresso della galleria militare austro-ungarica di Bocchetta Portule

Ingresso della galleria militare austro-ungarica di Bocchetta Portule

Interno della galleria militare di Bocchetta Portule

Interno della galleria militare di Bocchetta Portule

Per approfondire la storia e le caratteristiche delle fortificazioni, potete consultare il nostro itinerario dedicato a Bocchetta Portule - Postazione strategica della Grande Guerra.

Dopo una meritata pausa e la visita della galleria, torniamo indietro fino all'incrocio con la strada percorsa durante la salita. Da qui proseguiamo lungo la strada principale in direzione della zona dei Monumenti.

Arrivo nella zona dei Monumenti lungo la Erzherzog Eugen Straße

Arrivo nella zona dei Monumenti lungo la Erzherzog Eugen Straße

Monumento lungo la strada militare Erzherzog Eugen Straße

Monumento lungo la strada militare Erzherzog Eugen Straße

Monumento del 1916 nella zona del trivio dei Monumenti

Monumento del 1916 nella zona del trivio dei Monumenti

Chi desidera allungare ulteriormente l'escursione può raggiungere da qui Campo Gallina, un'importante base logistica austro-ungarica della Prima Guerra Mondiale. La deviazione richiede circa 45 minuti complessivi tra andata e ritorno.

Per completare il nostro anello proseguiamo invece verso est, lungo la strada pianeggiante, per circa dieci minuti. Incontriamo quindi sulla destra la strada che scende verso Malga Portule.

Strada in discesa dalla zona dei Monumenti verso Malga Portule

Strada in discesa dalla zona dei Monumenti verso Malga Portule

Poco prima di raggiungere la malga deviamo a sinistra, in direzione di una pozza d'alpeggio.

Deviazione sul sentiero nei pressi di Malga Portule

Deviazione sul sentiero nei pressi di Malga Portule

Qui il percorso diventa decisamente meno evidente. Il sentiero si confonde con le numerose tracce lasciate dal passaggio degli animali al pascolo e bisogna prestare attenzione per individuare la direzione corretta. Proseguiamo in discesa verso sud, rimanendo all'interno della piccola valle.

Pozza d'alpeggio nei pressi di Malga Portule

Pozza d'alpeggio nei pressi di Malga Portule

Tracce del sentiero tra i pascoli di Malga Portule

Tracce del sentiero tra i pascoli di Malga Portule

Discesa nella valletta a sud di Malga Portule

Discesa nella valletta a sud di Malga Portule

Superata la prima valletta, il percorso attraversa un prato. Anche qui è necessario prestare attenzione alle tracce: il sentiero prosegue sulla sinistra ed è riconoscibile grazie a un segnavia bianco e rosso, almeno al momento della nostra escursione.

Attraversamento dei prati lungo il sentiero di ritorno da Malga Portule

Attraversamento dei prati lungo il sentiero di ritorno da Malga Portule

Traccia poco evidente del sentiero tra i pascoli

Traccia poco evidente del sentiero tra i pascoli

Una volta individuata la direzione corretta, il sentiero diventa progressivamente più evidente e facile da seguire. La discesa continua attraversando prati e tratti di bosco, in un ambiente tranquillo e poco frequentato.

Sentiero di discesa verso Basa Senocio

Sentiero di discesa verso Basa Senocio

Tratto di sentiero tra prati e boschi sotto Malga Portule

Tratto di sentiero tra prati e boschi sotto Malga Portule

Percorso di ritorno attraverso il bosco verso Basa Senocio

Percorso di ritorno attraverso il bosco verso Basa Senocio

Sentiero lungo la discesa dal Monte Meatta

Sentiero lungo la discesa dal Monte Meatta

Tratto del sentiero escursionistico verso Basa Senocio

Tratto del sentiero escursionistico verso Basa Senocio

Sentiero nel bosco lungo l'anello del Monte Meatta

Sentiero nel bosco lungo l'anello del Monte Meatta

Superato il greto di un torrente in secca, il sentiero comincia ad allargarsi fino a trasformarsi nuovamente in una strada forestale.

Avvicinamento al greto del torrente lungo la discesa verso Basa Senocio

Avvicinamento al greto del torrente lungo la discesa verso Basa Senocio

Strada forestale dopo l'attraversamento del torrente in secca

Strada forestale dopo l'attraversamento del torrente in secca

Mentre camminiamo lungo la strada, un rumore insolito attira la nostra attenzione. Guardando oltre il greto del torrente scopriamo un'altra fontana, nascosta dalla vegetazione.

Fontana nascosta nei pressi del torrente lungo il ritorno a Basa Senocio

Fontana nascosta nei pressi del torrente lungo il ritorno a Basa Senocio

Strada forestale lungo la discesa verso Basa Senocio

Strada forestale lungo la discesa verso Basa Senocio

Percorso nel bosco nella parte finale dell'escursione

Percorso nel bosco nella parte finale dell'escursione

Proseguendo incontriamo una piccola frana che interrompe parzialmente la strada. Al momento della nostra visita era comunque possibile superarla, prestando attenzione al terreno.

Piccola frana lungo la strada forestale verso Basa Senocio

Piccola frana lungo la strada forestale verso Basa Senocio

Tratto della strada dopo la frana lungo il percorso di ritorno

Tratto della strada dopo la frana lungo il percorso di ritorno

Dopo un paio di tornanti arriviamo finalmente al baito di Basa Senocio. Un posto da sogno! Immerso nel verde e circondato dal bosco, è uno di quei luoghi che invitano a fermarsi per qualche minuto e godersi la tranquillità della montagna.

Baito di Basa Senocio immerso nel verde sull'Altopiano di Asiago

Baito di Basa Senocio immerso nel verde sull'Altopiano di Asiago

Baito Basa Senocio e ambiente naturale circostante

Baito Basa Senocio e ambiente naturale circostante

Il caratteristico baito di Basa Senocio nel bosco

Il caratteristico baito di Basa Senocio nel bosco

Dal baito proseguiamo ancora per pochi minuti fino a raggiungere il parcheggio e completare così il nostro itinerario ad anello.

Ultimo tratto del percorso verso il parcheggio di Basa Senocio

Ultimo tratto del percorso verso il parcheggio di Basa Senocio

Questo anello del Monte Meatta ci ha permesso di scoprire un itinerario poco conosciuto dell'Altopiano dei Sette Comuni, dove i resti delle strade militari e delle gallerie della Prima Guerra Mondiale si alternano a boschi, pascoli e splendidi panorami sulla Val Galmarara.

La salita a Bocchetta Portule è particolarmente interessante per la ricchezza delle testimonianze storiche, mentre il ritorno attraverso Malga Portule e Basa Senocio offre un ambiente più tranquillo e naturale. Un'escursione impegnativa per lunghezza e dislivello, ma soprattutto per alcuni tratti di sentiero poco evidenti, da affrontare con una buona capacità di orientamento e preferibilmente con una traccia GPX.


Come si raggiunge:

Da Asiago in direzione Trento. Usciti dall'abitato di Camporovere dopo circa 3 km e subito dopo una curva a destra sempre sulla destra inizia una strada a fondo naturale con indicazione "Galmarara". Si prosegue per questa strada fino al primo tornante dove si può parcheggiare.

Apri la mappa Google per il calcolo itinerario


Mappa e traccia GPS:

Monte Meatta

SCHEDA PERCORSO

Zona:

Altopiano dei 7 Comuni o di Asiago

Provincia / Comune:

Vicenza / Asiago

Categoria:

Montagne

Tipologia:

Paesaggistico, Storico, Panoramico

Periodo storico:

Prima Guerra Mondiale

Coordinate punto di arrivo:

45.936055 - 11.464210
(45°56'9" N - 11°27'51" E)

Coordinate parcheggio:

45.922511 - 11.476182
(45°55'21" N - 11°28'34" E)

Altitudine di partenza (m):

1183

Altitudine di arrivo (m):

1873

Altitudine minima (m):

1183

Altitudine massima (m):

1943

Dislivello (m):

807

Difficoltà del percorso:

EE - Escursionisti Esperti

Ore a piedi:


(complessive, esclusa visita)
5 ore 30 minuti

Km totali:

16,30

Come si raggiunge:

A piedi

Tipo di tragitto:

Percorso ad anello

Storia:

Il Monte Meatta durante la Prima Guerra Mondiale

Il Monte Meatta, con i suoi 1897 metri di altitudine, occupa una posizione strategica tra la Val di Portule e la Val Galmarara, nel settore settentrionale dell'Altopiano dei Sette Comuni.

Durante la Prima Guerra Mondiale quest'area assunse una notevole importanza militare, soprattutto per i collegamenti tra le posizioni difensive dell'Altopiano e il settore di Bocchetta Portule.

Nel primo anno di guerra, tra il 1915 e il 1916, il Monte Meatta si trovava nel sistema difensivo italiano. Le posizioni austro-ungariche dislocate nella zona di Vezzena rappresentavano una minaccia costante, soprattutto per il tiro dell'artiglieria.

Per consentire il movimento delle truppe e il trasporto dei rifornimenti vennero realizzate strade e mulattiere militari, cercando di sfruttare la conformazione del terreno per proteggere uomini e materiali dall'osservazione nemica.

La mulattiera militare del Monte Meatta

Uno degli elementi storici più interessanti dell'itinerario è la mulattiera che sale dalla zona di Casara Meatta e attraversa il versante della montagna fino a raggiungere la strada militare di Bocchetta Portule.

Il tracciato risale alla Prima Guerra Mondiale e rappresenta un esempio dell'attenzione dedicata dai militari alla scelta dei percorsi di collegamento.

La strada sale con numerosi tornanti attraverso il ripido pendio della Ribalta, mantenendosi immediatamente sotto il crinale. Questa scelta non era casuale: permetteva di sfruttare la protezione naturale offerta dalla montagna, riducendo l'esposizione al tiro dell'artiglieria austro-ungarica proveniente dalle postazioni di Vezzena.

La mulattiera prosegue poi a est della sommità del Monte Meatta, attraversando tratti boscosi e ripidi versanti rocciosi. In alcuni punti venne ricavata direttamente nella montagna, formando un percorso sufficientemente largo da consentire il transito dei militari e dei materiali.

La costruzione di queste opere richiedeva un lavoro notevole: bisognava scavare nella roccia, realizzare muri di sostegno e sistemare il fondo stradale, spesso in condizioni ambientali difficili e con il rischio di essere individuati dall'artiglieria avversaria.

Ancora oggi la mulattiera conserva buona parte delle caratteristiche originarie e permette di comprendere le difficoltà affrontate per garantire i collegamenti in un territorio montano così impegnativo.

Aia dell'Orsara: una storia precedente alla guerra

Lungo il percorso si incontra Aia dell'Orsara, conosciuta anche come Roccolo di Portule, situata a circa 1890 metri di quota.

Il nome conserva il ricordo di un'attività economica un tempo diffusa nei boschi dell'Altopiano: la produzione della carbonella.

Con il termine "aia" si indicava una superficie pianeggiante sulla quale venivano costruite le cosiddette "poiatte", grandi cumuli di legname accuratamente disposti e ricoperti con terra e foglie.

All'interno di queste strutture la legna veniva fatta bruciare molto lentamente, con una quantità limitata di ossigeno, trasformandosi progressivamente in carbone vegetale.

La carbonella era un combustibile importante, utilizzato per il riscaldamento e per numerose attività artigianali e produttive.

Il toponimo Aia dell'Orsara rappresenta quindi una testimonianza delle attività forestali che caratterizzavano queste montagne ben prima della Grande Guerra.

Nei pressi della radura sono ancora visibili alcuni resti di costruzioni. La loro funzione originaria non è però chiaramente documentata nelle fonti consultate, e non è possibile stabilire con certezza quali strutture siano legate alle attività forestali e quali all'utilizzo militare della zona.

La conquista austro-ungarica di Bocchetta Portule

Nel maggio 1916 l'esercito austro-ungarico avviò una grande offensiva contro le posizioni italiane dell'Altopiano, conosciuta come Strafexpedition.

Il 23 maggio 1916, dopo l'occupazione di Cima Portule, le truppe austro-ungariche raggiunsero anche Bocchetta Portule, sottraendo agli italiani una posizione di grande importanza strategica.

Presso la bocchetta gli italiani avevano realizzato una batteria in caverna destinata a ospitare cannoni da 120 mm, con il compito di controllare e ostacolare i movimenti nemici lungo la Val d'Assa.

Durante l'avanzata austro-ungarica la batteria non riuscì a impedire la conquista della posizione. I militari italiani tentarono un'ultima resistenza, arrivando a portare un pezzo d'artiglieria all'aperto per contrastare le truppe che scendevano dalla cima.

Con l'occupazione della bocchetta, gli austro-ungarici entrarono in possesso di un collegamento fondamentale tra la Val d'Assa e il settore settentrionale dell'Altopiano.

La Erzherzog Eugen Straße

Dopo la conquista di Bocchetta Portule, il comando austro-ungarico avviò un vasto programma di costruzione e miglioramento delle strade militari.

Tra le opere più importanti vi fu la Erzherzog Eugen Straße, la strada dedicata all'arciduca Eugenio d'Austria, che collegava la zona di Val Renzola con Bocchetta Portule e le retrovie settentrionali.

La strada venne costruita nella primavera del 1916 con un imponente impiego di manodopera militare. Secondo le ricostruzioni storiche, circa 1300 uomini del III Corpo d'Armata austro-ungarico lavorarono alla sua realizzazione, completandola in poco più di un mese.

Questa nuova via di comunicazione permetteva il trasporto di truppe, munizioni, viveri e materiali da costruzione verso le posizioni più avanzate.

La strada del Monte Meatta si collega proprio a questa importante arteria militare, nei pressi di Bocchetta Portule.

Bocchetta Portule: dalle cannoniere italiane al centro logistico austro-ungarico

Dopo l'occupazione austro-ungarica, le opere militari italiane di Bocchetta Portule vennero adattate alle nuove esigenze.

La grande galleria, inizialmente costruita per ospitare la batteria di cannoni da 120 mm, perse la sua funzione originaria e venne trasformata in un'importante infrastruttura logistica.

Gli austro-ungarici vi realizzarono grandi vasche per l'accumulo dell'acqua, con una capacità complessiva di circa 80.000 litri. L'acqua veniva pompata dal fondo della Val d'Assa e successivamente distribuita alle truppe dislocate nella parte nord-orientale dell'Altopiano.

Si trattava di un'opera fondamentale in un territorio carsico, dove la presenza di acqua superficiale è limitata e il rifornimento di migliaia di soldati rappresentava un problema organizzativo di primaria importanza.

La zona venne inoltre attraversata da due teleferiche militari, che consentivano di trasportare materiali superando i forti dislivelli della montagna.

Bocchetta Portule divenne così uno dei punti principali del sistema di rifornimento austro-ungarico diretto verso Campo Gallina e le posizioni dell'Ortigara.

Per un approfondimento sulle opere ancora visitabili si rimanda alla pagina Bocchetta Portule - Postazione strategica della Grande Guerra.

Il trivio dei Monumenti

Un altro punto di grande interesse storico dell'itinerario è il cosiddetto trivio dei Monumenti, un importante incrocio della viabilità militare austro-ungarica.

Dopo la costruzione della Erzherzog Eugen Straße nel giugno 1916 e la successiva realizzazione della Kaiser Karl Straße e della Zoviello Straße, il trivio divenne uno dei principali nodi logistici della 6ª Divisione di fanteria austro-ungarica.

In questa zona terminava la teleferica da campo n. 14, proveniente dalla Val d'Assa, mentre transitava la teleferica n. 13, diretta verso Campo Gallina.

Il sistema permetteva di trasferire materiali dalle quote inferiori fino alle basi logistiche e alle posizioni militari dell'Altopiano settentrionale, riducendo la necessità di lunghi e faticosi trasporti a spalla.

Oltre a numerosi baraccamenti, lungo la Kaiser Karl Straße i reparti del Genio realizzarono una grande caverna con tre ingressi, destinata a deposito di munizioni.

A sud del trivio venne inoltre costruito un piccolo cimitero militare, ulteriore testimonianza della presenza di numerosi reparti nella zona e delle perdite subite durante il conflitto.

Le lapidi e i monumenti che ancora oggi caratterizzano il luogo ricordano l'importanza assunta da questo incrocio nel complesso sistema militare austro-ungarico.

Fotografia storica del trivio dei Monumenti, importante centro logistico austro-ungarico presso Bocchetta Portule

Fotografia storica del trivio dei Monumenti, importante centro logistico austro-ungarico presso Bocchetta Portule

Un sistema di rifornimento per il fronte dell'Ortigara

Nel corso del 1917 le strade, le teleferiche e i depositi realizzati nella zona del Monte Meatta e di Bocchetta Portule furono fondamentali per il sostegno delle truppe austro-ungariche schierate sul fronte settentrionale dell'Altopiano.

Durante la battaglia dell'Ortigara del giugno 1917, il sistema logistico doveva garantire il continuo afflusso di munizioni, viveri, materiali e rinforzi verso le posizioni impegnate nei combattimenti.

Le vie di comunicazione rappresentavano però anche obiettivi importanti per l'artiglieria italiana, che cercava di interrompere i rifornimenti e ostacolare il movimento delle truppe.

Le opere militari che oggi incontriamo lungo l'escursione permettono quindi di osservare un aspetto della Grande Guerra spesso meno conosciuto rispetto ai combattimenti in prima linea: l'enorme organizzazione necessaria per mantenere migliaia di uomini in montagna.

Dietro ogni postazione e ogni trincea esisteva infatti una complessa rete di strade, magazzini, teleferiche e acquedotti, costruita e mantenuta con un lavoro continuo, spesso in condizioni estremamente difficili.

Fonti e approfondimenti


Data visita: 18/08/2025
Data pubblicazione: 04 Settembre 2025
Ultimo aggiornamento: 14 Ottobre 2026

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