Giro delle Cave di Val Melago

Giro delle Cave di Val Melago

Un anello tra Cima Ekar e il Col del Rosso (m 1329)

 

Zona: Altopiano dei 7 Comuni o di Asiago
Ore a piedi: 3.15
Difficoltà: E - Escursionistico
Ulteriori dettagli ,    Mappa e GPX

L'Altopiano dei Sette Comuni è conosciuto anche per l'attività di estrazione della pietra e del cosiddetto marmo di Asiago. Questo itinerario ad anello nella zona di Val Melago, tra Cima Ekar, Malga Melago, Col del Rosso e Monte Melago, permette di osservare da vicino sia cave ancora attive sia vecchi siti estrattivi ormai abbandonati, alternando aspetti naturalistici, panoramici e testimonianze della Prima guerra mondiale.

La partenza è dall'area denominata Busa del Termine, in Val Melago. Da qui si sale seguendo le indicazioni per Cima Ekar.

Partenza dalla Busa del Termine in Val Melago verso Cima Ekar

Partenza dalla Busa del Termine in Val Melago verso Cima Ekar

Si raggiunge quindi la prima cava ancora attiva, attraversando l'area utilizzata per la movimentazione dei mezzi. Noi siamo passati di sabato e l'attività era ferma; nei giorni lavorativi è opportuno prestare particolare attenzione alla presenza di camion, mezzi d'opera e alle attività della cava.

Attraversamento del piazzale della prima cava in Val Melago

Attraversamento del piazzale della prima cava in Val Melago

Panorama verso Malga Melago dalla zona delle cave

Panorama verso Malga Melago dalla zona delle cave

Superata la prima cava si prosegue verso sinistra, raggiungendo poco dopo un secondo sito estrattivo ancora attivo.

Bivio verso sinistra tra le cave di Val Melago

Bivio verso sinistra tra le cave di Val Melago

Strada di collegamento tra le cave di Val Melago

Strada di collegamento tra le cave di Val Melago

Cava attiva lungo il Giro delle Cave di Val Melago

Cava attiva lungo il Giro delle Cave di Val Melago

Pareti della cava lungo il percorso

Pareti della cava lungo il percorso

Dettaglio delle lavorazioni nella cava di Val Melago

Dettaglio delle lavorazioni nella cava di Val Melago

Superata anche questa cava si segue la strada che scende leggermente verso sinistra.

Strada da seguire a sinistra dopo la cava

Strada da seguire a sinistra dopo la cava

Strada sterrata verso Cima Ekar

Strada sterrata verso Cima Ekar

Percorso tra boschi e cave in direzione di Cima Ekar

Percorso tra boschi e cave in direzione di Cima Ekar

Lungo la strada che porta verso Cima Ekar si incontrano altre piccole cave ormai abbandonate, in parte già riconquistate dalla vegetazione.

Piccola cava abbandonata lungo il percorso verso Cima Ekar

Piccola cava abbandonata lungo il percorso verso Cima Ekar

Strada sterrata nei pressi delle cave abbandonate

Strada sterrata nei pressi delle cave abbandonate

La strada termina incontrando il Sentiero del Maestro Patrizio. Per raggiungere la cima si svolta prima a sinistra e subito dopo a destra.

Incrocio con il Sentiero del Maestro Patrizio verso Cima Ekar

Incrocio con il Sentiero del Maestro Patrizio verso Cima Ekar

Successiva svolta a destra verso la cresta di Cima Ekar

Successiva svolta a destra verso la cresta di Cima Ekar

Si arriva così sulla cresta di Cima Ekar e alla caratteristica panchina gialla. Nel nostro caso ad accoglierci c'era anche una bella grandinata, ma naturalmente questa parte dell'esperienza non è garantita.

Panchina gialla di Cima Ekar dopo una grandinata

Panchina gialla di Cima Ekar dopo una grandinata

Non ci siamo fermati molto sulla panchina, preferendo cercare riparo nella vicina Malga Campo di Costalunga. Per altre immagini e informazioni sulla zona si può consultare la pagina Cima Ekar (Echar) e Sentiero del Maestro Patrizio.

Percorso verso Malga Campo di Costalunga da Cima Ekar

Percorso verso Malga Campo di Costalunga da Cima Ekar

Panorama verso Asiago dalla zona di Cima Ekar

Panorama verso Asiago dalla zona di Cima Ekar

Superata la malga si continua lungo la strada in direzione dei resti dei vecchi impianti sciistici.

Strada verso i vecchi impianti sciistici di Cima Ekar

Strada verso i vecchi impianti sciistici di Cima Ekar

Oltrepassati gli impianti, poco prima di entrare nel bosco, si devia verso destra su una strada erbosa in direzione dell'impianto che sale dalla Val Melago.

Strada verso il bosco nei pressi dei vecchi impianti sciistici

Strada verso il bosco nei pressi dei vecchi impianti sciistici

Strada erbosa in discesa verso Val Melago

Strada erbosa in discesa verso Val Melago

Nel caso si proseguisse troppo lungo la strada sterrata, poco prima del bosco, nel punto in cui la strada principale piega a sinistra, un'altra strada sulla destra permette comunque di ricongiungersi al percorso.

Il sentiero diventa progressivamente più evidente e passa nei pressi dei piloni dell'impianto sciistico, con vista verso Casara di Melagon.

Sentiero nei pressi dei piloni dell'impianto sciistico

Sentiero nei pressi dei piloni dell'impianto sciistico

Discesa verso Casara di Melagon

Discesa verso Casara di Melagon

Poco prima della casara si può osservare dall'alto la prima cava incontrata all'inizio dell'escursione.

Casara di Melagon e cava di Val Melago viste dall'alto

Casara di Melagon e cava di Val Melago viste dall'alto

Raggiunta nuovamente la strada si svolta a sinistra. Poco dopo si incontra un altro bivio in località Pansalarga, dove si continua verso destra seguendo il sentiero CAI 805 in direzione di Col del Rosso.

Pozza d'alpeggio in località Pansalarga

Pozza d'alpeggio in località Pansalarga

Sentiero CAI 805 verso Col del Rosso

Sentiero CAI 805 verso Col del Rosso

Al successivo incrocio si rimane sulla strada proseguendo verso sinistra.

Strada verso Malga Melago lungo il sentiero 805

Strada verso Malga Melago lungo il sentiero 805

Vista verso Malga Melago

Vista verso Malga Melago

Il percorso lascia quindi la strada principale deviando verso destra per raggiungere Malga Melago.

Bivio verso Malga Melago

Bivio verso Malga Melago

Strada di accesso a Malga Melago

Strada di accesso a Malga Melago

Malga Melago sull'Altopiano dei Sette Comuni

Malga Melago sull'Altopiano dei Sette Comuni

Malga Melago - 1.154 metri s.l.m.
Malga Melago fa parte del Patrimonio Collettivo dei cittadini del territorio di Valstagna, di oggi e di domani. È situata nel fondovalle compreso tra Col del Rosso, Monte Valbella ed Ekar, sull'Altopiano dei Sette Comuni.

La malga è circondata da boschi di faggio e abete rosso e si estende per circa 28 ettari, con quattro pozze e tre edifici di servizio. Il pascolo occupa gran parte della superficie e durante l'estate ospita bovini al pascolo. La casara è dotata di impianto fotovoltaico e di cisterne per l'acqua potabile, mentre il latte crudo viene lavorato nei caseifici dell'Altopiano per la produzione del formaggio Asiago.

Durante l'ultimo anno della Prima guerra mondiale la zona di Malga Melago fu attraversata dalla prima linea del fronte italiano.

Il sentiero prosegue sull'erba, svoltando a destra poco prima del reticolato che delimita la malga.

Panorama da Malga Melago verso i rilievi circostanti

Panorama da Malga Melago verso i rilievi circostanti

Sentiero erboso in uscita da Malga Melago

Sentiero erboso in uscita da Malga Melago

Arrivati nei pressi del bosco, le indicazioni portano a svoltare a sinistra. Ancora pochi minuti di cammino e si raggiunge Col del Rosso.

Sentiero verso Col del Rosso

Sentiero verso Col del Rosso

Salita finale verso Col del Rosso

Salita finale verso Col del Rosso

Sulla cima alcune vecchie tabelle, ormai scolorite e difficilmente leggibili, raccontano la storia della Battaglia dei Tre Monti. È presente però anche un nuovo pannello dell'Alta Via della Grande Guerra, il cui contenuto è riportato nella sezione "Storia" della pagina. Alcuni monumenti completano la memoria di questo importante luogo di battaglia.

Monumento alla Brigata Sassari sul Col del Rosso

Monumento alla Brigata Sassari sul Col del Rosso

Monumento in ricordo del caporale Aldo Bruni sul Col del Rosso

Monumento in ricordo del caporale Aldo Bruni sul Col del Rosso

Panorama dal Col del Rosso

Panorama dal Col del Rosso

Panorama dal Col del Rosso verso Col d'Astiago

Panorama dal Col del Rosso verso Col d'Astiago

Dalla cima si prende la strada che procede verso sud mantenendosi sostanzialmente in quota.

Strada da seguire verso sud dal Col del Rosso

Strada da seguire verso sud dal Col del Rosso

Percorso in quota verso Monte Melago

Percorso in quota verso Monte Melago

Panorama lungo il percorso tra Col del Rosso e Monte Melago

Panorama lungo il percorso tra Col del Rosso e Monte Melago

Il percorso continua verso Monte Melago. In questo tratto le tracce delle trincee della Prima guerra mondiale sono ancora numerose, sia all'interno del bosco sia nelle zone più aperte.

Percorso tra le trincee verso Monte Melago

Percorso tra le trincee verso Monte Melago

Sul Monte Melago si incontra anche un cippo che ricorda un antico confine.

Cippo di confine sul Monte Melago

Cippo di confine sul Monte Melago

Da qui il sentiero inizia a scendere fino a raggiungere una strada compresa tra due vecchie cave abbandonate.

Discesa da Monte Melago verso le cave abbandonate

Discesa da Monte Melago verso le cave abbandonate

Incrocio tra le cave abbandonate con svolta a destra

Incrocio tra le cave abbandonate con svolta a destra

Raggiunta la strada si prosegue verso destra e, superata una vecchia cava, si incontra una particolare scultura commemorativa.

Strada accanto a una cava abbandonata sul Monte Melago

Strada accanto a una cava abbandonata sul Monte Melago

Scultura commemorativa nei pressi della vecchia cava

Scultura commemorativa nei pressi della vecchia cava

"In questa cava campo del suo lavoro quotidiano tragico destino troncava la giovane vita di Rossi Bruno di Francesco"

La lapide ricorda una morte avvenuta durante il lavoro in cava e rappresenta ancora oggi una memoria e un monito sui rischi legati all'attività estrattiva.

Scultura a forma di fiamma in pietra presso la cava

Scultura a forma di fiamma in pietra presso la cava

Lapide in memoria di Rossi Bruno presso la cava

Lapide in memoria di Rossi Bruno presso la cava

Si continua quindi in discesa lungo la strada, superando un'ultima cava.

Strada in discesa tra le cave di Val Melago

Strada in discesa tra le cave di Val Melago

Cava lungo il tratto finale del percorso

Cava lungo il tratto finale del percorso

Strada sterrata nel tratto conclusivo del Giro delle Cave

Strada sterrata nel tratto conclusivo del Giro delle Cave

La strada termina incrociando quella carreggiabile percorsa in auto per raggiungere la zona. Svoltando a destra si ritorna in pochi minuti alla Busa del Termine, chiudendo così l'anello.

Il Giro delle Cave è un itinerario particolare, perché riunisce in poco più di dieci chilometri aspetti molto diversi dell'Altopiano dei Sette Comuni: l'attività estrattiva ancora presente, le vecchie cave abbandonate, i pascoli e le malghe, i panorami di Cima Ekar e le numerose testimonianze della Grande Guerra tra Col del Rosso e Monte Melago.


Come si raggiunge:

Da Asiago (Vi) si esce in direzione dell'ospedale e Bassano. Superata la località Campomezzavia si lascia la strada proseguendo a sinistra verso Sasso di Asiago. Dopo 1,2 km si prende una stradina asfaltata che sale ripida verso sinistra. Si prosegue per altri 2 km per raggiungere l'inizio del percorso. Questa strada è asfaltata solo inizialmente ed è piena di buche.

Apri la mappa Google per il calcolo itinerario


Mappa e traccia GPS:

Mappa e traccia Giro delle Cave di Val Melago

Giro delle Cave di Val Melago

SCHEDA PERCORSO

Zona:

Altopiano dei 7 Comuni o di Asiago

Provincia / Comune:

Vicenza / Asiago - Valbrenta

Categoria:

Montagne

Tipologia:

Naturalistico, Paesaggistico, Storico, Panoramico

Periodo storico:

Prima Guerra Mondiale

Coordinate punto di arrivo:

45.854816 - 11.567822
(45°51'17" N - 11°34'4" E)

Coordinate parcheggio:

45.859271 - 11.586258
(45°51'33" N - 11°35'10" E)

Altitudine di partenza (m):

1113

Altitudine di arrivo (m):

1329

Altitudine minima (m):

1113

Altitudine massima (m):

1329

Dislivello (m):

363

Difficoltà del percorso:

E - Escursionistico

Ore a piedi:


(complessive, esclusa visita)
3 ore 15 minuti

Km totali:

10,60

Come si raggiunge:

A piedi

Tipo di tragitto:

Percorso ad anello

Storia:

(tratta dai tabelloni in loco)

COL DEL ROSSO

L'appellativo di Tre Monti, come quello delle relative battaglie, venne coniato a indicare l'altopiano compreso tra Gallio, Campo Mezzavia e Sasso, dal Gen. Carlo Sanna, incaricato della sua riconquista nel gennaio 1918. Si trattava della prima operazione offensiva dell'esercito italiano dopo Caporetto e doveva dimostrare, soprattutto agli alleati francesi, i ritrovati morale ed efficienza operativa delle truppe italiane. Lo svolgimento dell'azione viene efficacemente riassunto da uno dei suoi protagonisti, il Capitano Giovan Battista Marconi, all'epoca comandante del XXIV battaglione del 5° reggimento bersaglieri:
"Il 20 gennaio 1918, trovandomi in licenza invernale da tre giorni, venni richiamato al corpo in vista di una nostra prossima azione offensiva. Il Reggimento si portò in prima linea nella notte sul 26 occupando la linea di sbarramento della Val Bella fra Monte Melago e Costa Lunga.
In base all'ordine di operazione ed al piano d'attacco del comando del XXII C.d.A. per la ripresa di Monte Val Bella-Col Rosso, io sottoscritto, al comando del seconda colonna d'attacco composta del mio battaglione (XXIV) e di una compagnia del II battaglione d'assalto, ebbi il compito di sfondare la linea nemica nel punto prestabilito, varcare la cresta ad est di Monte Val Bella (a destra del caposaldo nei pressi delle note due gallerie), scendere le pendici nord di detto monte e raggiungere la strada di Stenfle sopra Val Frenzela, in prossimità e lungo la quale la colonna doveva poi disporsi in linea di difesa collegando la sinistra colla prima colonna d'attacco nella località detta "Vallone" (di modo che il caposaldo di Monte Val Bella con tutte le truppe nemiche di difesa si sarebbe trovato circondato ed attanagliato dalle due colonne, prima e seconda) e la destra colla terza colonna d'attacco fornita dalla Brigata "Sassari"."


Natura e Ambiente:

Sull'Altopiano dei Sette Comuni, l'attività estrattiva del marmo ha inizio nel secondo dopoguerra. I materiali estratti comprendono il Bianco Perlino (conosciuto anche come Biancone), il Rosso di Asiago, il Rosa Perlino e il Verdello, quest’ultimo ricavato principalmente nelle cave in località Rubbio.

Il cosiddetto marmo è una roccia calcarea che, per effetto di metamorfismo dinamico o da contatto, assume una struttura cristallina composta da granuli o cristalli con dimensioni comprese tra 0,2 e 5 mm, in base alla composizione chimica e alla sua genesi. L’azione combinata di temperatura e pressione, durante la trasformazione della roccia sedimentaria in marmo, provoca la progressiva obliterazione delle strutture e delle tessiture originarie, determinando la scomparsa di fossili, stratificazioni e altre strutture sedimentarie presenti nella roccia di partenza.

La colorazione del marmo dipende dalla sua composizione:

  • bianco, se costituito prevalentemente da carbonato di calcio con carbonato di magnesio (>95%);
  • grigio, azzurrastro o nerastro in presenza di sostanze carboniose (es. grafite, carbone, bitume);
  • rosso, in presenza di ossido di ferro;
  • giallo-brunastro, con idrossido di ferro;
  • con macchie brune, nere o gialle, se presenti carbonato di ferro, manganese e pirite.

I marmi vengono infine classificati in quattro categorie principali:

  • Categoria A: marmi con caratteristiche uniformi, privi di fessure o vuoti;
  • Categoria B: simili a quelli del gruppo A, ma con imperfezioni anche evidenti;
  • Categoria C: il gruppo più numeroso, comprende rocce con vuoti, fessure, linee di separazione o difetti strutturali; le caratteristiche variano anche all'interno dello stesso blocco. Sono rocce in cui il metamorfismo risulta incompleto;
  • Categoria D: simili a quelli del gruppo C, ma con imperfezioni ancora più marcate.

I marmi di questa zona, come si potrà leggere sui cartelli dei lavori in corso, appartengono alla categoria B e provengono da cave di marmo Rosso di Asiago e, probabilmente, anche di Rosa Perlino.


Data visita: 24/05/2025
Data pubblicazione: June 10, 2025
Ultimo aggiornamento: Sept. 19, 2026

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