Ore a piedi: 0,01
Difficoltà: T - Turistico
Ulteriori dettagli
La Batteria San Rocco si trova sull'omonimo colle sopra Arsiero, all'imbocco della Val Posina, ai piedi del Monte Cavioio. Questa fortificazione ottocentesca, facilmente raggiungibile, offre anche un notevole panorama sulla conca di Arsiero e sulle montagne circostanti, dal Monte Cengio al Summano e al massiccio del Pasubio.
Sarà stata la stagione, o forse la pioggia caduta quella mattina, ma il panorama ci ha colpito davvero molto.
Panorama sulla conca di Arsiero dalla Batteria San Rocco
La batteria prende il nome dalla vicina chiesetta dedicata a San Rocco.
Chiesetta di San Rocco sul colle sopra Arsiero
La Batteria San Rocco, costruita intorno al 1870, aveva lo scopo di difendere il nuovo confine con l'Impero austro-ungarico e, in particolare, l'accesso alla Val Posina. In seguito perse parte della sua importanza strategica, anche per la costruzione del vicino Forte Cornolò, realizzato poco prima dell'inizio della Grande Guerra.
Forte Cornolò visto dal Colle di San Rocco
Panorama verso Forte Cornolò dalla Batteria San Rocco
Durante il conflitto la zona tornò comunque ad avere un'importante funzione militare e le strutture esistenti furono probabilmente utilizzate come supporto alle linee difensive.
Riservetta interrata della Batteria San Rocco
Interno di una riservetta della Batteria San Rocco
Il luogo è molto bello e, grazie alla facilità con cui può essere raggiunto anche in auto, è diventato una meta adatta anche per una sosta o un pic-nic. Purtroppo questa comodità ha anche il suo lato negativo: nelle gallerie abbiamo trovato rifiuti abbandonati e nascosti. Chi li lascia forse dimentica che qui non passa qualcuno a raccoglierli e che mantenere pulito questo luogo dipende soprattutto dal comportamento di chi lo frequenta.
Ingresso principale della Batteria San Rocco
Accesso alle strutture della Batteria San Rocco
Oltre all'ingresso e ad alcuni passaggi protetti, sono ancora riconoscibili le postazioni della batteria, oggi in gran parte ricoperte di terra e integrate nel terreno circostante.
Passaggio tra le postazioni della Batteria San Rocco
Camminamento tra le postazioni della Batteria San Rocco
Strutture difensive della Batteria San Rocco
Passaggio protetto all'interno della Batteria San Rocco
Dettaglio delle strutture della Batteria San Rocco
Particolare costruttivo della Batteria San Rocco
Camminamento tra le postazioni della Batteria San Rocco
Altri dettagli sulla strada di accesso, chiesetta e batteria
Proseguendo sul sentiero che sale verso il Monte Cavioio si incontrano altre gallerie e ricoveri scavati nella montagna. Anche qui, purtroppo, abbiamo trovato rifiuti abbandonati: in questo caso chi li ha lasciati ha dovuto perfino percorrere un tratto di sentiero per raggiungere queste strutture.
Ingresso di un ricovero lungo il sentiero verso il Monte Cavioio
Interno di un ricovero militare lungo il sentiero per il Monte Cavioio
Lasciate le gallerie, vale la pena fermarsi a osservare il panorama. Dalla zona della Batteria San Rocco lo sguardo spazia sulla conca di Arsiero e verso alcune delle montagne più caratteristiche del territorio: il Monte Cengio, il Monte Favaro, il Monte Summano, il Priaforà e, più lontano, il massiccio del Pasubio.
Panorama su Arsiero dalla Batteria San Rocco
Monte Cengio visto dalla Batteria San Rocco
Massiccio del Pasubio visto dal Colle di San Rocco
Monte Summano visto dalla Batteria San Rocco
Ingresso principale della Batteria San Rocco
Pianta della Batteria San Rocco di Arsiero
Piantina e notizie dal sito www.fortificazioni.net:
L'armamento principale era costituito da quattro cannoni in bronzo da 87 mm. La struttura della batteria comprendeva un ingresso in galleria posto sotto il traversone centrale, collegato a due locali interrati laterali destinati a riservette per i proiettili. Un camminamento scoperto collegava la galleria d'ingresso ai due locali interrati, mentre alcuni gradini consentivano di raggiungere le postazioni dei cannoni.
Come si raggiunge:
Dal centro di Arsiero si prende in direzione Posina. Poco prima di una galleria si gira a destra verso la contrada San Rocco (Via Piaggio). Si prosegue fino all'omonima chiesetta, prendendo la strada che gli passa davanti si arriva dopo un centinaio di metri.
Mappe Interattive:
SCHEDA PERCORSO | |
|---|---|
Zona: | Alpe Cimbra, Tonezza, Arsiero, Piccole Dolomiti, Pasubio, Novegno |
Provincia / Comune: | Vicenza / Arsiero |
Categoria: | Fortificazioni |
Tipologia: | Paesaggistico, Storico |
Periodo storico: | Prima Guerra Mondiale |
Coordinate punto di arrivo: | 45.807760 - 11.340377 (45°48'27" N - 11°20'25" E) |
Coordinate parcheggio: | 45.807760 - 11.340377 (45°48'27" N - 11°20'25" E) |
Altitudine di partenza (m): | 461 |
Altitudine di arrivo (m): | 461 |
Difficoltà del percorso: | T - Turistico |
Ore a piedi:(complessive, esclusa visita) | 1 minuti |
Come si raggiunge: | A piedi, In auto, In mountain bike |
Altre Foto:
Primavera in fiore
Storia:
Dopo la Terza Guerra d'Indipendenza e l'annessione del Veneto al Regno d'Italia nel 1866, il nuovo confine con l'Impero austro-ungarico correva poco più a nord delle valli vicentine. La zona di Arsiero assunse quindi una notevole importanza strategica: attraverso la Val Posina e il Passo della Borcola era infatti possibile scendere dal territorio allora austro-ungarico verso la pianura veneta.
Fu in questo contesto che, negli ultimi decenni dell'Ottocento, venne costruita la Batteria San Rocco sull'omonimo colle sopra Arsiero. La sua posizione permetteva di controllare lo sbocco della Val Posina e una delle principali vie di penetrazione provenienti dal confine.
La batteria era una fortificazione relativamente semplice. L'armamento principale era costituito da quattro cannoni in bronzo da 87 mm. Un ingresso in galleria, ricavato sotto il traversone centrale, comunicava con due locali interrati laterali utilizzati come riservette per le munizioni. Un camminamento scoperto permetteva di raggiungere questi locali, mentre alcuni gradini conducevano alle postazioni dei cannoni.
Con il progresso dell'artiglieria e delle tecniche di fortificazione, strutture di questo tipo divennero rapidamente superate. All'inizio del Novecento il sistema difensivo italiano lungo questo settore del confine venne quindi rafforzato con opere più moderne. Tra queste vi era il vicino Forte Cornolò, costruito tra il 1909 e il 1914 e dotato di artiglierie protette da cupole corazzate.
La Batteria San Rocco non perse però completamente la propria importanza. Allo scoppio della Prima Guerra Mondiale faceva parte del II Settore Arsiero dello Sbarramento Agno-Assa, il sistema di fortificazioni predisposto per controllare le vie di accesso provenienti dal confine austro-ungarico.
La situazione cambiò radicalmente nel 1916 con l'offensiva austro-ungarica di primavera, la cosiddetta Strafexpedition. Dopo i combattimenti nella zona del Monte Cimone e della Val Posina, il fronte si stabilizzò sulle montagne attorno ad Arsiero. Il Colle di San Rocco venne così a trovarsi inserito direttamente nel sistema difensivo italiano che proseguiva verso il Monte Cavioio e la Val d'Astico.
Dall'autunno del 1916 il settore venne ulteriormente fortificato. Furono scavate gallerie, ricoveri e postazioni in caverna, molte delle quali sono ancora visibili lungo i sentieri che salgono da San Rocco verso il Monte Cavioio e il Monte Cimone. Nello stesso periodo il Genio militare italiano lavorò alla realizzazione e al rafforzamento di linee arretrate destinate a impedire un'eventuale nuova avanzata verso la pianura.
La Batteria San Rocco rappresenta quindi una testimonianza interessante di due differenti periodi della fortificazione italiana: nacque dopo il 1866 per difendere il nuovo confine del Regno d'Italia e, ormai tecnologicamente superata, tornò a far parte di un vasto sistema difensivo durante la Prima Guerra Mondiale.
Fonti e approfondimenti
Fortificazioni.net – Batteria San Rocco
Fortificazioni.net – Forte Cornolò
Regione del Veneto – Da Arsiero al Monte Cimone per la Strada degli Alpini
Montagnando – Forte Cornolò
Data visita: 19/04/2008
Data pubblicazione: 08 Giugno 2008
Ultimo aggiornamento: 30 Settembre 2026
Autore: Corrado De Zanche