Da Val Galmarara al Fontanello di Albi Pastorile lungo un insolito tracciato

Da Val Galmarara al Fontanello di Albi Pastorile lungo un insolito tracciato

Un percorso panoramico tra boschi, resti della Grande Guerra e scorci sulla valle (m 1748)

 

Zona: Altopiano dei 7 Comuni o di Asiago
Ore a piedi: 2,10
Difficoltà: EE - Escursionisti Esperti
Ulteriori dettagli ,    Mappa e GPX

Un percorso panoramico tra Malga Zingarella e la Val Galmarara, lungo vecchi tracciati militari e resti della Grande Guerra. Un itinerario che permette di osservare la valle da una prospettiva insolita, attraversando uno degli ambienti più suggestivi dell'Altopiano.

 

Dal parcheggio di Val Galmarara si imbocca la strada che sale verso sud-est in direzione di Malga Zingarella. La salita, mai troppo impegnativa, supera un paio di tornanti e prosegue verso sinistra, aprendosi infine nell’ampia conca in cui sorge la malga.

Inizio del percorso

Inizio del percorso

La strada verso malga Zingarella

La strada verso malga Zingarella

Dettaglio della strada

Dettaglio della strada

Si rimane sulla strada, che entra nel bosco e continua a salire con un’ampia curva a destra e un successivo tornante. Poco prima di uscire dal bosco, sulla destra si imbocca un sentiero non segnalato ma ben visibile. All’inizio del tracciato è necessario scavalcare del filo spinato, prestando particolare attenzione. Il sentiero prosegue poi in salita tra gli alberi, in direzione sud-ovest.

Poco prima dell'uscita dal bosco

Poco prima dell'uscita dal bosco

Dettaglio dell'inizio del sentiero

Dettaglio dell'inizio del sentiero

Dettaglio del sentiero

Dettaglio del sentiero

Dopo pochi minuti di cammino, sulla sinistra del sentiero si apre una radura. Lungo i suoi margini sono ancora ben visibili i resti di alcuni edifici risalenti alla Grande Guerra e una grotta, sulle cui pareti si possono osservare alcune scritte.

Dettaglio del sentiero

Dettaglio del sentiero

Radura

Radura

Resti della Grande Guerra

Resti della Grande Guerra

Sopra l’ingresso della grotta è ancora visibile un’iscrizione militare, probabilmente riferita al 6º reggimento di un reparto austro-ungarico che occupò questa zona durante la Grande Guerra.

Dettaglio dell'incisione

Dettaglio dell'incisione

Tornati sul sentiero, si continua nel bosco. Alcune aperture tra gli alberi permettono di scorgere, molto più in basso, la strada che conduce al quadrivio e soprattutto regalano splendidi scorci sulla Val Galmarara, osservata da una prospettiva insolita e particolarmente suggestiva.

Dettaglio del sentiero

Dettaglio del sentiero

Dettaglio del sentiero

Dettaglio del sentiero

Vista su Val Galmarara

Vista su Val Galmarara

Non mancano altri resti di baraccamenti, costruiti su piccoli spiazzi ricavati appena sotto il sentiero e affacciati quasi a strapiombo sulla valle.

Dettaglio del sentiero

Dettaglio del sentiero

Resti di baraccamenti

Resti di baraccamenti

Il sentiero svolta quindi a sinistra e, con altri due tornanti, si allontana dallo strapiombo. Prima di rientrare completamente nel bosco, regala gli ultimi scorci panoramici sulla valle.

Dettaglio del sentiero

Dettaglio del sentiero

Panorama

Panorama

Tra altri resti di baraccamenti, il percorso si congiunge al sentiero CAI 832. Si prosegue verso sinistra seguendo il tracciato, fino a incontrare le indicazioni per il Fontanello di Albi Pastorile.

Dettaglio del sentiero

Dettaglio del sentiero

Resti di baraccamenti

Resti di baraccamenti

Dettaglio del sentiero

Dettaglio del sentiero

In prossimità dell'incrocio con il sentiero CAI

In prossimità dell'incrocio con il sentiero CAI

Lungo il sentiero CAI

Lungo il sentiero CAI

Dettaglio del sentiero

Dettaglio del sentiero

Verso il fontanello di Albi di Pastorile

Verso il fontanello di Albi di Pastorile

Verso il fontanello di Albi di Pastorile

Verso il fontanello di Albi di Pastorile

Dettaglio del fontanello

Dettaglio del fontanello

Dopo una sosta al fontanello per rinfrescarsi, si continua lungo il sentiero fino a raggiungere un roccolo, situato poco più in alto sulla sinistra. In questo punto il sentiero ufficiale proseguirebbe verso destra, mentre il nostro percorso svolta a sinistra, imboccando la stradina carreggiabile utilizzata per raggiungere il roccolo.

Dettaglio del sentiero

Dettaglio del sentiero

Dettaglio del sentiero

Dettaglio del sentiero

Crocetta di Zebio

Crocetta di Zebio

Il Roccolo

Il Roccolo

Dettaglio dell'incrocio, proseguire a sinistra

Dettaglio dell'incrocio, proseguire a sinistra

Dettaglio della strada

Dettaglio della strada

Al successivo incrocio si scende a sinistra, passando accanto a una pozza d’alpeggio, e si continua fino a raggiungere nuovamente la conca di Malga Zingarella.

Dettaglio dell'incrocio, proseguire a sinistra

Dettaglio dell'incrocio, proseguire a sinistra

La strada verso malga Zingarella

La strada verso malga Zingarella

La strada verso malga Zingarella

La strada verso malga Zingarella

Dettaglio della strada

Dettaglio della strada

Incrocio nei pressi della malga, proseguire a sinistra

Incrocio nei pressi della malga, proseguire a sinistra

Svoltando a sinistra in direzione della malga, si abbandona la strada e si scende lungo il sentiero che passa nei pressi dei forni utilizzati durante la Grande Guerra, fino a ricongiungersi con la strada percorsa all’andata.

Scorciatoia verso i forni

Scorciatoia verso i forni

Panorama sulla malga

Panorama sulla malga

Ricongiungimento alla strada principale

Ricongiungimento alla strada principale

Dettaglio della strada di ritorno

Dettaglio della strada di ritorno

Verso malga Galmarara

Verso malga Galmarara

Un itinerario affascinante e poco frequentato, che unisce la bellezza della conca di Malga Zingarella alle testimonianze della Grande Guerra. Il vecchio sentiero militare regala vedute sorprendenti sulla Val Galmarara, mostrando la valle da una prospettiva diversa e decisamente suggestiva.

 


Come si raggiunge:

Da Asiago in direzione Trento. Usciti dall'abitato di Camporovere dopo circa 3 km e subito dopo una curva a destra sempre sulla destra inizia una strada a fondo naturale con indicazione "Galmarara". Si prosegue per questa strada fino al termine della stessa per circa 7 km. Non è messa molto bene, soprattutto dopo i tornanti.

Apri la mappa Google per il calcolo itinerario


Mappa e traccia GPS:

Mappa e traccia Da Val Galmarara al Fontanello di Albi Pastorile lungo un insolito tracciato

Da Val Galmarara al Fontanello di Albi Pastorile lungo un insolito tracciato

SCHEDA PERCORSO

Zona:

Altopiano dei 7 Comuni o di Asiago

Provincia / Comune:

Vicenza / Asiago

Categoria:

Montagne

Tipologia:

Naturalistico, Paesaggistico, Storico, Panoramico

Periodo storico:

Prima Guerra Mondiale

Coordinate punto di arrivo:

45.935900 - 11.504949
(45°56'9" N - 11°30'17" E)

Coordinate parcheggio:

45.952680 - 11.495475
(45°57'9" N - 11°29'43" E)

Altitudine di partenza (m):

1614

Altitudine di arrivo (m):

1748

Altitudine minima (m):

1614

Altitudine massima (m):

1807

Dislivello (m):

194

Difficoltà del percorso:

EE - Escursionisti Esperti

Ore a piedi:


(complessive, esclusa visita)
2 ore 10 minuti

Km totali:

6,80

Come si raggiunge:

A piedi

Tipo di tragitto:

Parte del percorso ad anello

Storia:

FORNI DI ZINGARELLA

La vita in guerra non è fatta solo di combattimenti, essa anzi prevede la soluzione migliore possibile di tutta una serie di problemi quotidiani, di cui il confezionamento e la distribuzione del rancio non costituivano certo il meno importante. E questo tanto più per un esercito, come quello austro-ungarico, che nel corso dei primi tre anni di guerra aveva perso ben oltre il milione di uomini. Chi ancora restava disponibile per servire al fronte, per lo più appartenenti alle classi più giovani o uomini maturi, e spesso precocemente invecchiati, doveva contare ogniqualvolta ciò era possibile sul confezionamento e la possibilità di consumare un rancio caldo; dove il calore aveva anche il compito di compensare la scarsa qualità e la quantità sempre decrescente di quello che il Commissariato era in grado di fornire. Ecco quindi che in mancanza, o in sostituzione, dei Goulaschkanonen, le mitiche cucine da campo rotabili attorno cui, nelle foto di guerra, non manca mai il classico capannello di militari, in attesa quanto meno di un po' di brodaglia scura chiamata pomposamente "caffè nero", venivano ricavati nella roccia o costruiti col cemento dei forni campali permanenti. Su di essi venivano collocate la grandi marmitte per la zuppa e con essi si provvedeva in qualche modo a biscottare il pane, non di rado altrimenti quasi immangiabile, che giungeva dalle retrovie. Come ricorda Fritz Lederhaas, del 27° reggimento fanteria austro-ungarico, la fame sapeva essere più forte anche della paura della morte:
"Alla 5a compagnia in linea viene distribuito il rancio. 30 uomini si raccolgono attorno alle casse di cottura - All'improvviso [...] una granata nemica da 180 mm impatta nel terreno a 5 m di distanza dal gruppo. Zolle di terra e pezzi di ghisa sibilano all'intorno - ma come per miracolo nessuno viene ferito. Solo il rancio contenuto nelle casse è diventato inutilizzabile per la sporcizia e la terra."


Data visita: 25/07/2026
Data pubblicazione: 01 Agosto 2026

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purtroppo non raggiunta ....
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