Ore a piedi: 2,10
Difficoltà: EE - Escursionisti Esperti
Ulteriori dettagli , Mappa e GPX
Un percorso panoramico tra Malga Zingarella e la Val Galmarara, lungo vecchi tracciati militari e resti della Grande Guerra. Un itinerario che permette di osservare la valle da una prospettiva insolita, attraversando uno degli ambienti più suggestivi dell'Altopiano.
Dal parcheggio di Val Galmarara si imbocca la strada che sale verso sud-est in direzione di Malga Zingarella. La salita, mai troppo impegnativa, supera un paio di tornanti e prosegue verso sinistra, aprendosi infine nell’ampia conca in cui sorge la malga.
Inizio del percorso
La strada verso malga Zingarella
Dettaglio della strada
Si rimane sulla strada, che entra nel bosco e continua a salire con un’ampia curva a destra e un successivo tornante. Poco prima di uscire dal bosco, sulla destra si imbocca un sentiero non segnalato ma ben visibile. All’inizio del tracciato è necessario scavalcare del filo spinato, prestando particolare attenzione. Il sentiero prosegue poi in salita tra gli alberi, in direzione sud-ovest.
Poco prima dell'uscita dal bosco
Dettaglio dell'inizio del sentiero
Dettaglio del sentiero
Dopo pochi minuti di cammino, sulla sinistra del sentiero si apre una radura. Lungo i suoi margini sono ancora ben visibili i resti di alcuni edifici risalenti alla Grande Guerra e una grotta, sulle cui pareti si possono osservare alcune scritte.
Dettaglio del sentiero
Radura
Resti della Grande Guerra
Sopra l’ingresso della grotta è ancora visibile un’iscrizione militare, probabilmente riferita al 6º reggimento di un reparto austro-ungarico che occupò questa zona durante la Grande Guerra.
Dettaglio dell'incisione
Tornati sul sentiero, si continua nel bosco. Alcune aperture tra gli alberi permettono di scorgere, molto più in basso, la strada che conduce al quadrivio e soprattutto regalano splendidi scorci sulla Val Galmarara, osservata da una prospettiva insolita e particolarmente suggestiva.
Dettaglio del sentiero
Dettaglio del sentiero
Vista su Val Galmarara
Non mancano altri resti di baraccamenti, costruiti su piccoli spiazzi ricavati appena sotto il sentiero e affacciati quasi a strapiombo sulla valle.
Dettaglio del sentiero
Resti di baraccamenti
Il sentiero svolta quindi a sinistra e, con altri due tornanti, si allontana dallo strapiombo. Prima di rientrare completamente nel bosco, regala gli ultimi scorci panoramici sulla valle.
Dettaglio del sentiero
Panorama
Tra altri resti di baraccamenti, il percorso si congiunge al sentiero CAI 832. Si prosegue verso sinistra seguendo il tracciato, fino a incontrare le indicazioni per il Fontanello di Albi Pastorile.
Dettaglio del sentiero
Resti di baraccamenti
Dettaglio del sentiero
In prossimità dell'incrocio con il sentiero CAI
Lungo il sentiero CAI
Dettaglio del sentiero
Verso il fontanello di Albi di Pastorile
Verso il fontanello di Albi di Pastorile
Dettaglio del fontanello
Dopo una sosta al fontanello per rinfrescarsi, si continua lungo il sentiero fino a raggiungere un roccolo, situato poco più in alto sulla sinistra. In questo punto il sentiero ufficiale proseguirebbe verso destra, mentre il nostro percorso svolta a sinistra, imboccando la stradina carreggiabile utilizzata per raggiungere il roccolo.
Dettaglio del sentiero
Dettaglio del sentiero
Crocetta di Zebio
Il Roccolo
Dettaglio dell'incrocio, proseguire a sinistra
Dettaglio della strada
Al successivo incrocio si scende a sinistra, passando accanto a una pozza d’alpeggio, e si continua fino a raggiungere nuovamente la conca di Malga Zingarella.
Dettaglio dell'incrocio, proseguire a sinistra
La strada verso malga Zingarella
La strada verso malga Zingarella
Dettaglio della strada
Incrocio nei pressi della malga, proseguire a sinistra
Svoltando a sinistra in direzione della malga, si abbandona la strada e si scende lungo il sentiero che passa nei pressi dei forni utilizzati durante la Grande Guerra, fino a ricongiungersi con la strada percorsa all’andata.
Scorciatoia verso i forni
Panorama sulla malga
Ricongiungimento alla strada principale
Dettaglio della strada di ritorno
Verso malga Galmarara
Un itinerario affascinante e poco frequentato, che unisce la bellezza della conca di Malga Zingarella alle testimonianze della Grande Guerra. Il vecchio sentiero militare regala vedute sorprendenti sulla Val Galmarara, mostrando la valle da una prospettiva diversa e decisamente suggestiva.
Come si raggiunge:
Da Asiago in direzione Trento. Usciti dall'abitato di Camporovere dopo circa 3 km e subito dopo una curva a destra sempre sulla destra inizia una strada a fondo naturale con indicazione "Galmarara". Si prosegue per questa strada fino al termine della stessa per circa 7 km. Non è messa molto bene, soprattutto dopo i tornanti.
Mappa e traccia GPS:
Mappa e traccia Da Val Galmarara al Fontanello di Albi Pastorile lungo un insolito tracciato
SCHEDA PERCORSO | |
|---|---|
Zona: | Altopiano dei 7 Comuni o di Asiago |
Provincia / Comune: | Vicenza / Asiago |
Categoria: | Montagne |
Tipologia: | Naturalistico, Paesaggistico, Storico, Panoramico |
Periodo storico: | Prima Guerra Mondiale |
Coordinate punto di arrivo: | 45.935900 - 11.504949 (45°56'9" N - 11°30'17" E) |
Coordinate parcheggio: | 45.952680 - 11.495475 (45°57'9" N - 11°29'43" E) |
Altitudine di partenza (m): | 1614 |
Altitudine di arrivo (m): | 1748 |
Altitudine minima (m): | 1614 |
Altitudine massima (m): | 1807 |
Dislivello (m): | 194 |
Difficoltà del percorso: | EE - Escursionisti Esperti |
Ore a piedi:(complessive, esclusa visita) | 2 ore 10 minuti |
Km totali: | 6,80 |
Come si raggiunge: | A piedi |
Tipo di tragitto: | Parte del percorso ad anello |
Storia:
FORNI DI ZINGARELLA
La vita in guerra non è fatta solo di combattimenti, essa anzi prevede la soluzione migliore possibile di tutta una serie di problemi quotidiani, di cui il confezionamento e la distribuzione del rancio non costituivano certo il meno importante. E questo tanto più per un esercito, come quello austro-ungarico, che nel corso dei primi tre anni di guerra aveva perso ben oltre il milione di uomini. Chi ancora restava disponibile per servire al fronte, per lo più appartenenti alle classi più giovani o uomini maturi, e spesso precocemente invecchiati, doveva contare ogniqualvolta ciò era possibile sul confezionamento e la possibilità di consumare un rancio caldo; dove il calore aveva anche il compito di compensare la scarsa qualità e la quantità sempre decrescente di quello che il Commissariato era in grado di fornire. Ecco quindi che in mancanza, o in sostituzione, dei Goulaschkanonen, le mitiche cucine da campo rotabili attorno cui, nelle foto di guerra, non manca mai il classico capannello di militari, in attesa quanto meno di un po' di brodaglia scura chiamata pomposamente "caffè nero", venivano ricavati nella roccia o costruiti col cemento dei forni campali permanenti. Su di essi venivano collocate la grandi marmitte per la zuppa e con essi si provvedeva in qualche modo a biscottare il pane, non di rado altrimenti quasi immangiabile, che giungeva dalle retrovie. Come ricorda Fritz Lederhaas, del 27° reggimento fanteria austro-ungarico, la fame sapeva essere più forte anche della paura della morte:
"Alla 5a compagnia in linea viene distribuito il rancio. 30 uomini si raccolgono attorno alle casse di cottura - All'improvviso [...] una granata nemica da 180 mm impatta nel terreno a 5 m di distanza dal gruppo. Zolle di terra e pezzi di ghisa sibilano all'intorno - ma come per miracolo nessuno viene ferito. Solo il rancio contenuto nelle casse è diventato inutilizzabile per la sporcizia e la terra."
Data visita: 25/07/2026
Data pubblicazione: 01 Agosto 2026
Autore: Corrado De Zanche