Ore a piedi: 3,00
Difficoltà: E - Escursionistico
Ulteriori dettagli , Mappa e GPX
L’anello proposto parte dal Piazzale Lozze e si sviluppa lungo un percorso ricco di emozioni, dove il panorama dell’Altopiano si intreccia con le memorie della Grande Guerra. Salendo verso Cima Caldiera si raggiunge l’Osservatorio Torino, affacciato sulla Valsugana e sui luoghi dei combattimenti dell'Ortigara.
Il rientro passa nei pressi di un ex cimitero militare e raggiunge Porta Molina, un piccolo passo ancora protetto dalle trincee, prima di tornare al punto di partenza lungo un sentiero ben battuto ma privo di segnavia.
Il sentiero 841 inizia subito sulla destra, appena entrati nel piazzale Lozze. Si tratta della strada militare costruita per portare i rifornimenti all'area logistica di Cima Caldiera, a supporto dei reparti impegnati nella zona dell'Ortigara.
Inizio del percorso
La strada militare sale con decisione lungo il versante, con alcuni tratti a volte impegnativi ma comunque ritenuti entro un limite sopportabile anche per gli animali da soma, utilizzati per il trasporto dei rifornimenti.
Dettaglio del percorso
Dettaglio del percorso
Dopo un primo tratto parzialmente boschivo, il percorso prosegue allo scoperto, offrendo un ampio panorama verso il Lagorai e le Dolomiti Bellunesi.
Testimonianza dei costruttori della strada
Dettaglio del percorso
Al termine della salita, poco sotto la cima del monte, si raggiunge l’area un tempo destinata alla logistica. Resti di costruzioni e grotte artificiali rimangono defilati rispetto al tiro nemico, testimoniando l’organizzazione necessaria a sostenere i reparti impegnati sull'Ortigara.
Area logistica di cima Caldiera
Area logistica di cima Caldiera
Area logistica di cima Caldiera
Area logistica di cima Caldiera
Area logistica di cima Caldiera
Ancora qualche minuto di cammino e si arriva al tornante dove si incontra il sentiero 842, che riprenderemo più avanti. Subito dopo il tornante si lascia il percorso principale diretto alla cima e si devia a destra verso l’Osservatorio Torino.
Verso l'incrocio
Dettaglio dell'incrocio
Salita verso la cima
Salita verso l'osservatorio
Ruderi
Ruderi
L'Osservatorio Torino è formato da una parte in grotta e da una parte superiore allo scoperto. Per visitare il tratto interno è indispensabile una torcia elettrica e serve molta prudenza: all'interno si trova una scalinata scavata nella roccia, molto ripida, consumata e scivolosa. Dovrebbero essere presenti alcune corde di supporto, ma purtroppo la prima risulta spezzata.
Ingresso alla grotta
Dettaglio
Dettaglio della scala in roccia
Dettaglio della scala in roccia
Panorama da una feritoia
Terminata la visita alla parte in grotta, si prosegue in salita fino a raggiungere il promontorio affacciato sulla Valsugana. Da qui si diramano diverse trincee e lo sguardo si apre verso il Monte Ortigara, che si trova proprio di fronte.
Osservatorio Torino
Osservatorio Torino
Osservatorio Torino
Panorama
Panorama
L'Ortigara
Immagini dal drone
Immagini dal drone
Immagini dal drone
Immagini dal drone
Dopo una doverosa pausa di riflessione e di ammirazione dei panorami, si scende lungo lo stesso percorso fino al tornante con l’incrocio indicato in precedenza.
Inizio del sentiero all'uscita del tornante
Dettaglio del sentiero
Dettaglio del sentiero
Si scende quindi lungo il sentiero fino a raggiungere l’ex cimitero militare, altro luogo silenzioso che ricorda la durezza dei combattimenti avvenuti in questa zona.
Ex cimitero militare
Ex cimitero militare
Superato il cimitero, si rientra nel bosco fino a uscirne a Prà Molina. In corrispondenza della tabella si prosegue verso nord, seguendo tracce di sentiero, fino a raggiungere Porta Molina.
Dettaglio del sentiero verso Prà Molina
Prà Molina
Porta Molina
A Porta Molina una trincea corre lungo il crinale, a difesa di un possibile accesso dalla valle sottostante, che in questo punto scende quasi a strapiombo.
Trincea di Porta Molina
Tornati a Prà Molina, si svolta a destra e si prosegue per pochi metri fino a un palo segnavia fermato da alcuni sassi. Da qui, guardando verso sud, si intravedono le tracce del sentiero.
Questo tratto non è un sentiero CAI e non presenta i consueti segnavia, ma dopo la prima parte diventa più facile da seguire, perché ricalca il tracciato di una vecchia mulattiera militare.
Proseguire verso gli alberi
Dettaglio del sentiero
Dettaglio del sentiero
A un primo incrocio si mantiene la sinistra, mentre al successivo si prende a destra. La mulattiera diventa via via sempre più ampia, fino a terminare sulla strada asfaltata che conduce al piazzale Lozze. Da qui si svolta a destra, proseguendo in salita fino al parcheggio.
Proseguire a sinistra
Dettaglio del percorso
Proseguire a destra
Dettaglio del percorso
Dettaglio del percorso
In vista della strada asfaltata
L'anello si chiude così al piazzale Lozze, dopo un percorso non lungo ma intenso, capace di unire panorami grandiosi, silenzi di montagna e testimonianze profonde della Grande Guerra.
Come si raggiunge:
Mappa e traccia GPS:
Mappa e traccia Tra Cima Caldiera (Osservatorio Torino) e Porta Molina
SCHEDA PERCORSO | |
|---|---|
Zona: | Altopiano dei 7 Comuni o di Asiago |
Provincia / Comune: | Vicenza / Asiago |
Categoria: | Montagne, Sacrari, Cimiteri e Lapidi di Guerra |
Tipologia: | Storico, Panoramico |
Periodo storico: | Prima Guerra Mondiale |
Coordinate punto di arrivo: | 46.011695 - 11.523451 (46°0'42" N - 11°31'24" E) |
Coordinate parcheggio: | 45.996475 - 11.532457 (45°59'47" N - 11°31'56" E) |
Altitudine di partenza (m): | 1767 |
Altitudine di arrivo (m): | 2097 |
Altitudine minima (m): | 1740 |
Altitudine massima (m): | 2097 |
Dislivello (m): | 376 |
Difficoltà del percorso: | E - Escursionistico |
Ore a piedi:(complessive, esclusa visita) | 3 ore |
Km totali: | 8,30 |
Come si raggiunge: | A piedi |
Tipo di tragitto: | Percorso ad anello |
Storia:
CIMA CALDIERA
Il settore della Valsugana era tenuto dal XVIII Corpo d'Armata. Durante la battaglia dell'Ortigara, doveva supportare l'attacco generale con una azione sussidiaria tendente prima ad impegnare le forze austriache per evitare l'invio delle riserve sull'Altopiano di Asiago, successivamente attaccando l'altura del Civaron. In pratica, tutto si risolse solo in un cannoneggiamento prolungato. La 51^ Divisione di fanteria italiana, che materialmente manteneva i contatti con la 52^ Divisione sul fronte italiano dell'Altopiano, cedette a questa i Battaglioni alpini Cuneo e Marmolada, che però furono impiegati solamente nei giorni finali in battaglie di retroguardia che interessarono principalmente la quota 2003.
In Valsugana erano situate anche le grandi artiglierie francesi su carri ferroviari, che contribuirono al bombardamento delle posizioni austriache dell'Ortigara, di Monte Campigoletti, di Monte Castelnuovo e delle retrovie.
SISTEMAZIONE LOGISTICA
L'area che sorge alle pendici orientali di Cima Caldiera venne trasformata, con lavori che iniziarono dall'estate del 1916 e proseguirono fino all'ottobre del 1917, in una base logistica per le truppe combattenti di importanza tattica enorme. In vista della battaglia dell'Ortigara del giugno 1917, proprio per la vicinanza alla prima linea, a cui era collegata da una ragnatela di camminamenti, divenne uno dei principali centri di deposito di viveri, munizionamento e materiali necessari per il combattimento. Le sei gallerie scavate una di seguito all'altra, rese comunicanti al loro interno tramite un corridoio unico, avevano la funzione di magazzini ed erano celate alla vista da baraccamenti esterni in legno che, appoggiati alla roccia, ne coprivano gli ingressi. Alcune tabelle dell'epoca riportano le quantità di beni immagazzinati, rapportati al fabbisogno giornaliero della truppa presente nel settore. La prima tabella è relativa alla dotazione dei viveri:
| DOTAZIONE VIVERI DEI MAGAZZINI | |||
| Generi | Giornate | Forza | Quantità |
| Viveri riserva | |||
| Galletta | 1 giornata | 17.500 | Raz. 17.500 |
| Scatolette carne | 1 giornata | 17.500 | N° 17.500 |
| Scaldarancio | 1 giornata | 17.500 | Sacchetti 50 |
| Generi di conforto | |||
| Zucchero | 1 giornata | 8.500 | Q.li 4.25 |
| Caffè | 1 giornata | 8.500 | Q.li 2.55 |
| Fichi secchi | 1 giornata | 8.500 | Q.li 4.25 |
| Marsala | 1 giornata | 8.500 | Hl. 5.10 |
| Latte condensato | 1 giornata | 8.500 | Barattoli 2.500 |
| Latte sterilizzato | 1 giornata | 8.500 | Barattoli 2.500 |
| Marmellata | 1 giornata | 8.500 | Barattoli 1.700 |
| Pancetta lardo | 1 giornata | 8.500 | Q.li 3.50 |
| Noci | 1 giornata | 8.500 | Q.li 5.70 |
Foto storica
| DOTAZIONI DI MATERIALI PER IL GENIO | |
| Materiali | Quantità |
| Sacchi a terra | 100.000 |
| Lamiere | 500 |
| Badili | 1.000 |
| Tavoloni blindati | 500 |
| Gravine | 1.000 |
| Filo spinato | Rotoli 2.000 |
| Paletti | 1.000 |
| Rotoli ruberoide | 100 |
| Chiodi | Kg. 200 |
| Stuoie | 2.000 |
La stessa area era occupata anche da alcune postazioni di artiglieria da montagna, per le quali era presente il seguente munizionamento, che tra l'altro doveva alimentare anche le artiglierie in posizione sul Campanaro, a Pozzo della Scala, a Cima Caldiera: 777 granate calibro 75, 468 proiettili a shrapnels da 75 e 324 proiettili calibro 65. Per la fanteria erano pronti 805.140 proiettili per il fucile mod. '91, 84.000 per la mitragliatrice mod. FIAT, 34.400 proiettili per mitragliatrici St. Etienne e 3.000 petardi. L'area a sud est della Caldiera ospitava il 138° Reparto sanitario someggiato, che si avvaleva di una squadra di 20 portatori di barelle. Per poter trasferire sul settore settentrionale della linea italiana i pezzi dell'artiglieria, il relativo munizionamento ed il materiale necessario, venne costruita e ultimata nel mese di settembre 1916, dagli alpini e dai bersaglieri del 30° Battaglione del 9° Reggimento, una carrareccia che da Passo Stretto (attuale Piazzale Lozze) sale verso le retrovie della Caldiera.
La strada militare, ancora oggi percorsa per giungere alle retrovie italiane della Caldiera, è ricavata da scavo a mezza costa, sostenuta in alcuni tratti da muri esterni a secco, è larga da m. 1,50 a m. 2 ed ha una pendenza media dal 16 al 17 per cento. La pendenza doveva assicurare la possibilità di poter trainare in salita i grossi calibri, il cui peso rendeva difficile lo spostamento. Peraltro gran parte del materiale era portato a braccia dalle colonne di portatori, spesso soldati della milizia territoriale, ancor più spesso dagli alpini che non erano di servizio di vigilanza nelle trincee di prima linea, ma "a riposo". Solamente nell'estate del 1917, venne costruita una teleferica che, superando il tratto con maggiore pendenza della carrareccia, consentiva il trasporto di materiale dai baraccamenti ai piedi di Baita dell'Aia fino ai baraccamenti alle pendici della quota 1996 della Campanella.
Data visita: 24/05/2026
Data pubblicazione: 27 Giugno 2026
Autore: Corrado De Zanche