Ore a piedi: 1,00
Difficoltà: T - Turistico
Ulteriori dettagli , Mappa e GPX
L'Anello dell'Acqua è un breve itinerario naturalistico di circa 2 km che si sviluppa tra prati e boschi nei pressi del Museo dell'Acqua, nella zona del Kaberlaba ad Asiago, sull'Altopiano dei Sette Comuni. Il percorso permette di scoprire alcuni interessanti fenomeni carsici del territorio e conduce anche alla suggestiva Città di Roccia e a una postazione risalente alla Grande Guerra.
Per iniziare il percorso si passa di fronte al Museo dell'Acqua, dove si trova una tabella con la mappa dell'itinerario.
Museo dell'Acqua di Asiago, punto di partenza dell'Anello dell'Acqua
Museo dell'Acqua nella zona del Kaberlaba ad Asiago
Inizio dell'Anello dell'Acqua nei pressi del museo
Il percorso è segnalato da tabelle in legno, alcune dipinte di azzurro, e da gocce azzurre dipinte sulle rocce. È necessario prestare un po' di attenzione perché la segnaletica non è sempre ben visibile.
Segnaletica lungo il sentiero dell'Anello dell'Acqua
Appena iniziato il sentiero, una prima tabella indica la direzione per la Città di Roccia. Consultando la mappa all'inizio del percorso si nota che la Città di Roccia si trova lungo una deviazione dall'anello principale: dopo averla visitata sarà quindi necessario ritornare a questo incrocio per proseguire l'itinerario.
Incrocio con indicazione per la Città di Roccia
Per raggiungere la Città di Roccia è necessario attraversare la strada forestale.
Attraversamento della strada forestale verso la Città di Roccia
Il tratto è molto breve, ma regala alcuni graditissimi panorami sull'Altopiano dei Sette Comuni e sulle montagne circostanti.
Panorama verso Monte Verena, Portule e Monte Interrotto
Panorama verso Spitz di Tonezza, Campomolon e Monte Toraro
La Città di Roccia è quasi mimetizzata all'interno di un boschetto.
Boschetto che nasconde la Città di Roccia
La zona è recintata per evitare l'ingresso dell'eventuale bestiame proveniente dalle vicine malghe.
Ingresso della Città di Roccia
Vicolo tra le rocce della Città di Roccia
Passaggio principale nella Città di Roccia
Tra vicoli, passaggi e strade che naturalmente non hanno mai visto automobili, si arriva a un osservatorio o postazione risalente alla Grande Guerra.
Vicolo tra le formazioni rocciose della Città di Roccia
Discesa verso la postazione della Grande Guerra
Sentiero verso la postazione della Grande Guerra
Grotta con feritoia risalente alla Grande Guerra
Dopo il giro nella Città di Roccia si ritorna lungo lo stesso percorso, si riattraversa la strada forestale e si raggiunge il precedente incrocio. Da qui si prosegue seguendo nuovamente le indicazioni dell'Anello dell'Acqua.
Sentiero nel bosco lungo l'Anello dell'Acqua
Tratto dell'Anello dell'Acqua tra prati e bosco
Vista del Museo dell'Acqua lungo il percorso
Sentiero dell'Anello dell'Acqua nella zona del Kaberlaba
Lungo il percorso diverse tabelle illustrano la morfologia del carsismo, una delle caratteristiche più importanti dell'Altopiano dei Sette Comuni. Le tabelle sono riportate anche a fondo pagina nella sezione Natura e Ambiente.
Sentiero tra le rocce carsiche dell'Anello dell'Acqua
Campo solcato formato dal carsismo sull'Altopiano dei Sette Comuni
Percorso tra bosco e formazioni carsiche
Giochi di luce nel bosco lungo l'Anello dell'Acqua
Proseguendo, una tabella indica la direzione per la voragine. Si svolta quindi a sinistra e si sale attraversando una zona recentemente disboscata.
Indicazione per la voragine lungo l'Anello dell'Acqua
Salita verso la voragine Buso dei Mati
Superata un'altra tabella dedicata al carsismo, si raggiunge la parte superiore della voragine denominata Buso dei Mati.
Tabella informativa sul carsismo nei pressi del Buso dei Mati
La voragine non è recintata: è quindi necessario prestare particolare attenzione, soprattutto in presenza di bambini.
Voragine carsica Buso dei Mati
Dettaglio della voragine Buso dei Mati sull'Altopiano dei Sette Comuni
Buso dei Mati lungo l'Anello dell'Acqua
Superata la voragine si arriva a un incrocio, dove si prosegue a destra iniziando la discesa nel bosco.
Incrocio nel bosco dopo il Buso dei Mati
Sentiero in discesa nel bosco lungo l'Anello dell'Acqua
In questo tratto è importante fare attenzione alle piccole tabelle in legno, ormai di un azzurro decisamente scolorito.
Segnaletica azzurra lungo il sentiero nel bosco
Ultimo tratto nel bosco dell'Anello dell'Acqua
Il sentiero termina presso la Casa del Pastore. Da qui, proseguendo lungo la strada, si ritorna in pochi minuti al Museo dell'Acqua, completando questo breve anello tra natura, carsismo e testimonianze della Grande Guerra nei boschi del Kaberlaba.
Casa del Pastore al termine dell'Anello dell'Acqua
Strada di ritorno verso il Museo dell'Acqua di Asiago
Come si raggiunge:
Da Asiago (VI) si esce dal paese in direzione Canove. Superato il parcheggio dei camper si arriva al supermercato Migross. Si imbocca la strada a sinistra verso il Kaberlaba. Dal Kaberlaba si sale e si supera la Baitina dove a destra inizia una strada con le indicazioni per il museo dell'acqua.
Mappa e traccia GPS:
SCHEDA PERCORSO | |
|---|---|
Zona: | Altopiano dei 7 Comuni o di Asiago |
Provincia / Comune: | Vicenza / Asiago |
Categoria: | Montagne, Grotte e Voragini |
Tipologia: | Naturalistico, Storico, Culturale |
Periodo storico: | Prima Guerra Mondiale |
Coordinate punto di arrivo: | 45.832000 - 11.496500 (45°49'55" N - 11°29'47" E) |
Coordinate parcheggio: | 45.839062 - 11.499204 (45°50'20" N - 11°29'57" E) |
Altitudine di partenza (m): | 1151 |
Altitudine di arrivo (m): | 1211 |
Dislivello (m): | 114 |
Difficoltà del percorso: | T - Turistico |
Ore a piedi:(complessive, esclusa visita) | 1 ora |
Km totali: | 2,80 |
Come si raggiunge: | A piedi |
Tipo di tragitto: | Percorso ad anello |
Natura e Ambiente:
Ciclo dell'acqua
Alla carenza di circolazione idrica superficiale si contrappone un’imponente circolazione sotterranea, attraverso un fitto ed esteso reticolo sviluppato sia lungo i giunti di stratificazione delle rocce, sia lungo le fratture, formando spesso condotti di notevoli dimensioni.
Ciclo dell'acqua
Le notevoli precipitazioni (pioggia e neve) alimentano il reticolo sotterraneo, distinto in zona vadosa e zona freatica. Nella zona vadosa le acque scorrono lungo pozzi e gallerie unendosi ad altri ruscellamenti ed ingrossandosi fino ad arrivare ad una quota appena superiore a quella delle risorgenza, il livello di base o zona freatica. Qui il flusso scorre in ampie gallerie completamente sommerse nelle vicinanze della sorgente valchiusana di Oliero, che ha portata media complessiva di circa 15 mc/sec. Le antiche sorgenti valchiusane, ora fossili, Calgeron e Bigonda (sviluppo circa 30 km), sospese a 150 m dall'attuale livello del fiume Brenta, fungono da sistema di troppo pieno della zona freatica in occasione di eccezionali precipitazioni, riversando dagli ingressi potenti getti d'acqua. L'acqua dell'Oliero ritorna in parte sull'Altopiano per il fabbisogno idrico attraverso un acquedotto, chiudendo così il continuo ciclo dell'acqua.
Geologia e carsismo
Il massiccio dell'Altopiano dei 7 Comuni è come una torta a strati rocciosi, composti per lo più da sedimenti marini che milioni di anni fa iniziarono a sollevarsi per l'azione di convergenza tra le placche africana ed euroasiatica (tuttora il massiccio si solleva di 1 mm l'anno).
Geologia e carsismo
Il termine carsismo deriva dal toponimo Carso (regione geografica del Carso di Trieste, analizzata per prima dagli studiosi) e prende origine da Kar, radice paleoindoeuropea che significa roccia o pietra. Con carsismo si indica l'erosione provocata dall'acqua, resa acida dall'anidride carbonica presente nell'aria, su rocce di natura carbonatica. Per questo in superficie non vi sono importanti corsi d'acqua, in quanto essa si infiltra nel sottosuolo, formando un reticolo di cavità sotterranee.
Carsismo superficiale
Osservando il paesaggio si può notare come il fenomeno carsico, unito all'azione del vento e del gelo-disgelo, abbia modellato il terreno: scarsità di corsi d'acqua in superficie e ricchezza di affioramenti rocciosi interessati da erosione.
Scannellature: sono costituite da solchi profondi e larghi qualche centimetro, disposti secondo le linee di massima pendenza della superficie.
Vaschette di corrosione: si formano da una depressione della superficie orizzontale della roccia nella quale ristagna l'acqua piovana
Crépácci di frattura: si formano sia per corrosione dall'alto che, dal basso, per risalita capillare dell'acqua da un giunto di strato.
Città di roccia: è formata da grandi massi calcarei affioranti, isolati tra loro da crepacci che divengono sempre più profondi.
Campi solcati o karren: sono solchi paralleli separati da creste e setti, originati dall'azione corrosiva su tavolati calcarei.
Campi solcati: il progressivo approfondimento dei solchi e l'erosione delle rocce evolvono fino alla forma morfologica detta "città di roccia".
Dolina: è un avvallamento a forma di imbuto dove l'acqua si concentra in un punto di assorbimento. Può avere un diametro di alcune centinaia di metri.
Dolina di crollo: si forma in seguito al crollo del soffitto di una cavità sotterranea poco lontano dalla superficie. Spesso le pareti sono verticali.
L'uso dell'uomo
Nel corso dei millenni l'uomo ha utilizzato le forme carsiche superficiali e profonde a seconda delle diverse esigenze che rispecchiavano la situazione culturale ed economica del momento.
Grotte, ripari e massi isolati hanno rappresentato, fin dalla preistoria, luoghi ideali per l'abitazione e la difesa, luoghi sacri e legati all'immaginario.
L'accumulo di neve fino alla stagione estiva permetteva di sopperire alla carenza d'acqua nei periodi di siccità estraendo blocchi di ghiaccio.
Durante la Prima Guerra Mondiale i crepacci vennero usati come trincee, le cavità come riparo e deposito e i massi affioranti come postazioni di artiglieria perfettamente mimetizzate.
L'uso di cavità come discariche abusive mette a rischio inquinamento il territorio carsico in quanto serbatoio di acque sotterranee, il cui valore, come risorsa, è difficilmente quantificabile.
Toponimi
Il toponimo (dal greco tòpos, luogo e ònoma, nome) è il nome di un luogo geografico. Sull'Altopiano ci sono molti toponimi di origine cimbra, spesso derivati dalle caratteristiche naturali e morfologiche dei singoli siti.
bàssar = acqua
BASSA GRUBA: forra, avvallamento con presenza d'acqua
Mansich inhalten is bàssar ba de rinnet? - si può trattenere l'acqua che scorre?
prönno = sorgente
PRUNNO, diminutivo PRENELE, PRUNELE: il toponimo è molto diffuso. Esempio: sorgente sul fondo dell'omonima radura rotondeggiante a sud di Asiago.
's bàssar 'me prönnen is 's péste - l'acqua delle sorgenti è la migliore.
pach = torrente
PACH: il toponimo è molto diffuso. Esempio: il corso d'acqua perenne che un tempo attraversava Asiago muovendo i mulini, detto anche Roza e Rio Asiago.
dar Ghèlpach khimmet bon Ghelle - il torrente Ghèlpach viene da Gallio
laba = pozza
LABA-LAVA: pozza per abbeverare il bestiame. Esempio: KABERLABA: pózza dell'avena (della zona dove si coltivava l'avena); GROSSELAVA: grande pozza; LUNTARLAVA: pozza di sotto.
de Khróoten krüukent in de laaben - le rane gracidano nelle pozze
Carsismo sotterraneo
Sull'Altopiano dei Sette Comuni sono state finora scoperte ed esplorate alcune migliaia di cavità, oltre 1.500 nel solo territorio comunale di Asiago. La maggiore profondità finora raggiunta è la quota di quasi 1.000 metri dell'Abisso di Malga Fossetta.
Buso dei Mati e altri loch
Le acque sotterranee seguono le fratture e i giunti di strato della roccia, originando forme estremamente variabili, ma ricorrenti. Ogni cavità scoperta e rilevata viene catastata con una "carta di identità" che ne riporta i dati principali.
Buso dei Mati
La pioggia martella le rocce carbonatiche, si infila nelle fessure, scivola nelle diaclasi e nelle faglie: tutto il reticolo di fratture diventa come una spugna piena d'acqua. Grazie ai fenomeni di erosione meccanica e di dissoluzione, via via si formano condotti più larghi, che diventano strade preferenziali per lo scorrimento.
Il reticolo si diffonde nella montagna, anche salendo e scendendo più volte, formando labirinti con contropendenze, rami che si intrecciano e si chiudono ad anello, innumerevoli morfologie ipogee.
Le concrezioni sono formate essenzialmente da calcite, che cristallizza dando origine a molteplici formazioni, classificate in 4 gruppi:
- da gocciolamento (es. stalattiti, stalagmiti);
- per scorrimento (es. colate, crostoni);
- per fenomeni di capillarità (es. eccentriche); per depositi subacquei (es. perle di grotta).
Data visita: 03/11/2024
Data pubblicazione: 12 Novembre 2024
Ultimo aggiornamento: 09 Settembre 2026
Autore: Corrado De Zanche