Ore a piedi: 5,40
Difficoltà: E - Escursionistico
Ulteriori dettagli , Mappa e GPX
Il Becco di Filadonna è una delle cime più panoramiche della Vigolana, a nord di Folgaria, con una splendida vista verso i laghi di Levico e Caldonazzo e sulle montagne circostanti. Naturalmente, per poterla apprezzare fino in fondo, bisogna avere anche un po' di fortuna con il tempo.
Il percorso è impegnativo e richiede un discreto allenamento, soprattutto per il dislivello e la salita continua. Il sentiero da seguire è il SAT 422.
Inizio del sentiero SAT 422 verso il Becco di Filadonna
Indicazioni all'inizio del sentiero per il Becco di Filadonna
Sentiero nel bosco verso il Rifugio Casarota
La prima parte del percorso, fino al Rifugio Casarota, si sviluppa interamente nel bosco. Il tempo indicato è di circa un'ora e venti minuti; noi ci abbiamo messo un po' meno, ma la salita si è fatta sentire.
Scultura lignea lungo il sentiero per il Rifugio Casarota
Sentiero nel bosco verso il Rifugio Casarota
Tratto del sentiero SAT 422 nel bosco
Capitello lungo il sentiero verso il Rifugio Casarota
Arte lignea lungo il percorso verso il Becco di Filadonna
Ultimo tratto nel bosco prima del Rifugio Casarota
Arrivati al rifugio, personalmente non avrei avuto molta voglia di continuare. Dopo un caffè e un po' di cioccolata, però, abbiamo deciso di proseguire ancora.
Teleferica di servizio del Rifugio Casarota
Arrivo al Rifugio Casarota
Rifugio Casarota lungo la salita al Becco di Filadonna
Superato il Rifugio Casarota, il sentiero esce gradualmente dal bosco e attraversa una zona segnata da un vecchio incendio, dove il paesaggio cambia completamente aspetto.
Sentiero sopra il Rifugio Casarota
Bosco bruciato lungo il sentiero verso il Becco di Filadonna
Terminato questo tratto si prosegue lungo una serie di tornanti che permettono di guadagnare quota fino al Bus de le Zole. Dal rifugio il tempo indicato è di circa un'ora e quaranta minuti; noi siamo riusciti a impiegare una ventina di minuti in meno.
Sentiero verso il Bus de le Zole con il Becco di Filadonna in vista
Panorama sul sentiero sopra il Rifugio Casarota
Sentiero in quota verso il Bus de le Zole
Ultimo tratto prima del Bus de le Zole
Dal Bus de le Zole alla croce panoramica del Becco di Filadonna il percorso è breve e richiede circa 15 minuti. Non presenta particolari difficoltà tecniche, anche se alcuni passaggi possono risultare poco piacevoli a chi soffre di vertigini.
Bus de le Zole lungo il sentiero per il Becco di Filadonna
Sentiero dal Bus de le Zole verso la croce panoramica
È importante precisare che la croce non si trova sulla vera cima del Becco di Filadonna, ma su uno dei punti più panoramici della montagna. Per raggiungere la vetta vera e propria bisogna imboccare dal Bus de le Zole un sentiero in salita meno evidente.
Croce panoramica del Becco di Filadonna
Durante la nostra escursione siamo riusciti ad ammirare soprattutto il panorama verso sud. Sul versante opposto la montagna era invece continuamente avvolta dalle nuvole, che sembravano contendersi la cima con qualche raro sprazzo di cielo.
La battaglia è durata per tutto il tempo necessario a scendere: circa due ore. Una volta tornati alla macchina, le nuvole hanno definitivamente avuto la meglio, scaricando una notevole quantità di pioggia.
Panorama dalla croce del Becco di Filadonna
Nuvole e panorama dal Becco di Filadonna
Nonostante il tempo poco favorevole, la salita al Becco di Filadonna rimane un itinerario molto appagante, soprattutto per l'ambiente e per i panorami che, nelle giornate limpide, devono essere davvero notevoli. Se qualcuno percorresse questo sentiero con condizioni migliori e volesse inviarci qualche fotografia del panorama, la aggiungeremmo volentieri alla pagina citandone naturalmente la fonte.
Come si raggiunge:
Da Carbonare (TN) in direzione Vattaro - Trento. Si prosegue per 3,5 km fino ad arrivare nei pressi del ristorante Sindech. Subito dopo si trovano un po' di posti auto oppure, si prosegue altri 50 metri per trovarne ancora.
Mappa e traccia GPS:
SCHEDA PERCORSO | |
|---|---|
Zona: | Alpe Cimbra, Tonezza, Arsiero |
Provincia / Comune: | Trento / Besenello |
Categoria: | Montagne |
Tipologia: | Paesaggistico, Panoramico |
Coordinate punto di arrivo: | 45.964240 - 11.194340 (45°57'51" N - 11°11'39" E) |
Coordinate parcheggio: | 45.949830 - 11.209990 (45°56'59" N - 11°12'35" E) |
Altitudine di partenza (m): | 1105 |
Altitudine di arrivo (m): | 2109 |
Dislivello (m): | 1235 |
Difficoltà del percorso: | E - Escursionistico |
Ore a piedi:(complessive, esclusa visita) | 5 ore 40 minuti |
Km totali: | 8,50 |
Come si raggiunge: | A piedi |
Tipo di tragitto: | Percorso di ritorno coincide con quello di andata |
Natura e Ambiente:
Il Becco di Filadonna, con i suoi 2.150 metri, è la cima più alta del massiccio della Vigolana. La montagna presenta un ambiente tipicamente calcareo, caratterizzato alle quote più elevate da rocce affioranti, ghiaioni e forme legate al carsismo.
Il vicino altopiano della Scanuppia, sul versante occidentale della Vigolana, è infatti un'area carsica nella quale sono frequenti doline, campi carreggiati e affioramenti calcarei. Nel sottosuolo non mancano inoltre piccole cavità naturali: anche nelle vicinanze del Becco di Filadonna sono state censite grotte e pozzi di origine carsica.
Salendo di quota cambia progressivamente anche la vegetazione. Nei settori più bassi prevalgono i boschi, con abete rosso, abete bianco e faggio; più in alto compaiono larici, mughete, rododendri e infine le praterie alpine e gli ambienti rocciosi della cresta.
Questa varietà di ambienti favorisce anche una fauna particolarmente ricca. Nel massiccio della Vigolana e nella vicina Riserva Naturale della Scanuppia vivono camosci e caprioli, mentre tra gli uccelli sono presenti specie caratteristiche dell'ambiente alpino come l'aquila reale, il gallo cedrone, il gallo forcello e il francolino di monte.
Dalla parte sommitale del Becco di Filadonna il panorama si apre sulla Valsugana, sui laghi di Levico e Caldonazzo, sulla città di Trento, sul Lagorai, sull'Adamello e sulle Dolomiti di Brenta.
Fonti:
Provincia Autonoma di Trento – Riserva Naturale Guidata della Scanuppia
Provincia Autonoma di Trento – Foresta demaniale di Scanuppia
Visit Trentino – Becco di Filadonna
Storia:
Per gli abitanti di Centa San Nicolò il Becco di Filadonna è tradizionalmente conosciuto anche come “il Corno”.
La grande croce in ferro che caratterizza la montagna venne collocata nel 1961 per iniziativa della SAT di Centa San Nicolò e con la partecipazione degli abitanti del paese. Il trasporto non fu certamente semplice: i diversi elementi della struttura furono portati fino al Rifugio Casarota utilizzando un rudimentale argano azionato a mano e, il 29 giugno 1961, vennero caricati a spalla e trasportati fino alla cima.
Una volta assemblata, la croce fu fissata alla roccia e il 23 luglio dello stesso anno venne ufficialmente benedetta con una celebrazione in vetta. Nel 2021, in occasione del sessantesimo anniversario, la SAT di Centa ha ricordato quell'impresa collocando sulla croce una targhetta con la scritta: “La popolazione a mezzo SAT ti eresse 1961”.
Anche il Rifugio Casarota fa parte della storia escursionistica della Vigolana. Situato sul versante orientale del massiccio, lungo la salita dal Sindech al Becco di Filadonna, venne realizzato nel 1959 recuperando un vecchio fabbricato. Fu successivamente ampliato e completamente rinnovato, fino all'inaugurazione del 1982.
Fonti:
Bollettino SAT – I 60 anni della Croce del “Corno” (Becco di Filadonna)
SAT – Rifugio Casarota “L. Ciola”
Data visita: 17/08/2020
Data pubblicazione: 19 Settembre 2020
Ultimo aggiornamento: 30 Settembre 2026
Autore: Corrado De Zanche