Ore a piedi: 2,45
Difficoltà: E - Escursionistico
Ulteriori dettagli , Mappa e GPX
L’itinerario ad anello di Forte Campolongo si sviluppa nel territorio di Rotzo, sull’Altopiano dei Sette Comuni, e unisce in un unico percorso testimonianze della Prima Guerra Mondiale e ambienti naturali molto particolari. Partendo dallo Spiazzo Garibaldi si raggiungono Forte Campolongo, la voragine dello Sciason e Malga Campolongo, alternando strade militari, sentieri nel bosco e ampi panorami verso la Val d’Astico e l’Alpe Cimbra.
Il percorso parte dallo Spiazzo Garibaldi, lungo la strada che da Mezzaselva di Roana sale verso il Monte Verena. Superato il limite comunale tra Roana e Rotzo, poco dopo si imbocca sulla sinistra la strada militare che sale verso Forte Campolongo.
Partenza dell’itinerario dallo Spiazzo Garibaldi tra Roana e Rotzo
Inizio della strada militare verso Forte Campolongo
La strada bianca sale con pendenza abbastanza costante, quasi sempre nel bosco e con fondo sassoso. Dopo una prima parte immersa tra gli alberi, sulla sinistra iniziano ad aprirsi alcuni scorci verso la Val d’Astico e Tonezza.
Strada militare nel bosco durante la salita verso Forte Campolongo
Proseguendo si raggiunge un tratto più aperto, privo di alberi, dal quale il panorama si allarga verso la piana di Rotzo, il Sacello del Monte Cimone e la zona di Priaforà.
Panorama dalla strada militare verso la Val d’Astico
Panorama verso la piana di Rotzo durante la salita a Forte Campolongo
La strada continua a salire fino a un incrocio dove, sulla sinistra, una breve deviazione di pochi minuti permette di raggiungere una zona con una piazzola e alcuni resti di trincee.
Bivio per la breve deviazione dalla strada di Forte Campolongo
Parte iniziale della deviazione verso i resti militari
Strada verso la piazzola militare nei pressi di Forte Campolongo
Possibile piazzola militare lungo l’itinerario di Forte Campolongo
Da questa zona si gode anche di una bella vista sullo sperone roccioso sul quale sorge Forte Campolongo e sulla caserma sottostante, addossata alla parete. Il panorama si apre inoltre verso il Becco di Filadonna, Luserna e l’Alpe Cimbra.
Vista dello sperone roccioso di Forte Campolongo e della caserma sottostante
Forte Campolongo visto dalla strada militare di salita
Panorama verso il Becco di Filadonna, Luserna e l’Alpe Cimbra
Ritornati sulla strada principale si continua a salire. Si passa accanto a una vecchia malga, recentemente sistemata e oggi con l’aspetto quasi di un’abitazione. Da qui la strada diventa più pianeggiante, pur mantenendo il fondo sassoso.
Vecchia malga incontrata lungo la strada verso Forte Campolongo
Vecchia costruzione lungo la strada militare di Forte Campolongo
Tratto pianeggiante della strada militare verso Forte Campolongo
Più avanti si arriva a un incrocio: si prosegue a sinistra, mentre la strada sulla destra conduce direttamente a Malga Campolongo.
Incrocio tra la strada per Forte Campolongo e quella per Malga Campolongo
Poco dopo si raggiunge la cisterna d’acqua che serviva la caserma del forte, oggi protetta da una palizzata in legno.
Strada militare poco prima della cisterna di Forte Campolongo
Cisterna d’acqua al servizio della caserma di Forte Campolongo
Cisterna d’acqua sotto Forte Campolongo protetta da una palizzata
Subito dopo la cisterna la strada si avvicina alla parete rocciosa e il panorama torna ad aprirsi verso la Val d’Astico. Proseguendo si arriva sotto il forte; sulla sinistra, più in alto, si intravede un fabbricato.
Panorama sulla Val d’Astico nei pressi della cisterna di Forte Campolongo
Fabbricato visibile sotto Forte Campolongo
Al primo tornante si continua sulla strada principale verso sinistra. Poco dopo, al tornante successivo, si incontra un’altra costruzione. Da qui si può lasciare temporaneamente la strada del forte e proseguire dritti lungo un sentiero meno agevole che permette di esplorare la zona sottostante.
Primo tornante della strada sotto Forte Campolongo
Costruzione incontrata al tornante sotto Forte Campolongo
Sentiero che prosegue sotto Forte Campolongo
Il sentiero raggiunge dapprima un fabbricato isolato, la cui funzione originaria non è certa, e poi continua costeggiando la parete rocciosa.
Fabbricato isolato lungo il sentiero sotto Forte Campolongo
Lungo la parete si incontrano due piccole cavità segnalate dal Catasto Grotte del Veneto.
Prima piccola cavità lungo la parete sotto Forte Campolongo
Seconda cavità lungo il sentiero sotto Forte Campolongo
Proseguendo si raggiunge un piccolo muretto. Da questo punto parte una stretta strada ricavata lungo la parete rocciosa, che conduce verso la caserma bassa del forte. Il passaggio è spettacolare, ma richiede attenzione per l’esposizione del terreno.
Muretto all’inizio del passaggio verso la caserma di Forte Campolongo
Lo stretto passaggio ricavato nella parete rocciosa
Caserma sottostante Forte Campolongo vista dal sentiero
La caserma sottostante era collegata al forte tramite una galleria interna e una scala. Da questo lato non è possibile proseguire in sicurezza verso l’alto, quindi si ritorna sui propri passi fino al tornante precedente.
Ripresa la strada principale, si supera un altro tornante dove oggi si trovano panchine e tavoli da picnic, quindi si raggiunge l’ingresso di Forte Campolongo.
Tornante con area picnic poco prima di Forte Campolongo
L’accesso al forte avviene attraverso una galleria. All’interno, sulla destra, si trova la Santa Barbara, mentre un’altra uscita permette di salire verso le opere difensive superiori. La galleria conduce infine alla piazza d’armi.
Ingresso in galleria di Forte Campolongo
Piazza d’armi di Forte Campolongo
Panorama dall’area superiore di Forte Campolongo
Panorama dall’altopiano di Forte Campolongo
La visita prosegue salendo verso la parte superiore del forte. Si può poi rientrare all’interno attraverso i diversi corridoi e le scale che collegano i vari livelli della struttura.
Ricostruzione della cupola osservatorio di Forte Campolongo
Vista da una finestra del piano batterie di Forte Campolongo
Corridoio del piano terra di Forte Campolongo
Uscita dal piano terra di Forte Campolongo
Terminata la visita si ritorna alla galleria d’ingresso e si scende fino al primo tornante. Qui si lascia la strada e si prosegue dritti nel bosco lungo il sentiero che conduce verso la voragine dello Sciason.
Tornante dove inizia il sentiero verso la voragine dello Sciason
Sentiero nel bosco da Forte Campolongo verso lo Sciason
Sentiero nel bosco lungo la discesa verso lo Sciason
Il sentiero è ben riconoscibile e segnalato, ma presenta numerosi sassi e radici affioranti. In alcuni punti richiede attenzione, soprattutto dove il terreno è più sconnesso.
Tratto sassoso del sentiero nel bosco verso lo Sciason
Lungo il percorso si incontra sulla sinistra una prima piccola voragine. Tornati sul sentiero, si continua tra le rocce attraversando una zona molto particolare, quasi un piccolo labirinto naturale.
Piccola voragine accanto al sentiero verso lo Sciason
Il sentiero prosegue tra grandi massi e passaggi rocciosi. Uno dei punti più caratteristici attraversa una sorta di portico triangolare formato naturalmente dalle rocce.
Passaggio tra grandi massi lungo il sentiero dello Sciason
Caratteristico passaggio sotto le rocce nei pressi dello Sciason
Subito dopo si raggiunge la voragine Sciason. All’interno la temperatura è sensibilmente più bassa rispetto all’esterno. Durante la nostra visita un fascio di sole entrava dall’apertura superiore creando un effetto particolarmente suggestivo.
Interno della voragine Sciason sull’Altopiano dei Sette Comuni
Fascio di luce all’interno della voragine Sciason
Pareti rocciose all’interno della voragine Sciason
In passato, anche durante l’estate, sul fondo era frequente trovare residui di ghiaccio o neve. Durante questa escursione, invece, non ne abbiamo osservati.
Usciti dalla voragine si segue il sentiero di ritorno verso Malga Campolongo. Il tracciato continua nel bosco con alcuni passaggi vicino alle rocce, ma rimane ben battuto e facilmente riconoscibile.
Sentiero di ritorno dallo Sciason verso Malga Campolongo
Sentiero nel bosco verso Malga Campolongo
Ultimo tratto nel bosco prima di Malga Campolongo
Quando si esce dal bosco si attraversa il prato davanti a Malga Campolongo. Raggiunta la malga, si prende la strada sulla destra e si utilizza, dove presente, il percorso riservato ai pedoni fino a raggiungere la strada principale che collega Mezzaselva al Monte Verena.
Malga Campolongo all’uscita dal bosco
Malga Campolongo lungo l’itinerario ad anello
Percorso pedonale da Malga Campolongo verso la strada del Monte Verena
Percorso verso l’incrocio con la strada Mezzaselva-Monte Verena
Incrocio con la strada del Monte Verena dove si prosegue a destra
Fine del percorso pedonale durante il rientro verso Spiazzo Garibaldi
All’incrocio si gira a destra e si continua lungo il tratto sterrato parallelo alla strada asfaltata. Quando questo termina, si prosegue lungo la strada fino a ritornare allo Spiazzo Garibaldi, chiudendo così l’anello.
Rientro allo Spiazzo Garibaldi al termine dell’anello di Forte Campolongo
Si conclude così un itinerario molto vario, che in pochi chilometri permette di unire la visita a Forte Campolongo con la voragine dello Sciason e i boschi di Malga Campolongo, offrendo allo stesso tempo numerosi panorami sulla Val d’Astico e sull’Altopiano dei Sette Comuni.
Come si raggiunge:
Da Roana (VI) si prosegue verso Rotzo. Arrivati alla località di Mezzaselva, la strada sale sulla destra subito dopo la chiesa verso le sciovie M.Verena. Si procede per 5,4 km fino al parcheggio.
Mappa e traccia GPS:
Mappa e traccia Anello di Forte Campolongo e voragine Sciason
SCHEDA PERCORSO | |
|---|---|
Zona: | Altopiano dei 7 Comuni o di Asiago |
Provincia / Comune: | Vicenza / Rotzo |
Categoria: | Montagne, Fortificazioni, Grotte e Voragini |
Tipologia: | Naturalistico, Storico, Panoramico |
Periodo storico: | Prima Guerra Mondiale |
Coordinate punto di arrivo: | 45.888649 - 11.387900 (45°53'19" N - 11°23'16" E) |
Coordinate parcheggio: | 45.886875 - 11.407746 (45°53'12" N - 11°24'27" E) |
Altitudine di partenza (m): | 1444 |
Altitudine di arrivo (m): | 1715 |
Altitudine minima (m): | 1448 |
Altitudine massima (m): | 1715 |
Dislivello (m): | 330 |
Difficoltà del percorso: | E - Escursionistico |
Ore a piedi:(complessive, esclusa visita) | 2 ore 45 minuti |
Km totali: | 8,60 |
Come si raggiunge: | A piedi |
Tipo di tragitto: | Percorso ad anello |
Natura e Ambiente:
Uno degli elementi naturalistici più interessanti dell’itinerario è la voragine Sciason, conosciuta anche come Caverna del Sieson, un notevole esempio del carsismo che caratterizza l’Altopiano dei Sette Comuni.
Il fenomeno carsico nasce dall’azione dell’acqua sulle rocce calcaree: infiltrandosi nelle fratture, nel corso di tempi molto lunghi l’acqua tende a dissolvere lentamente il carbonato di calcio, ampliando fessure e cavità fino alla formazione di grotte, pozzi e voragini. Nella zona dello Sciason questo processo è evidente anche nelle rocce affioranti che circondano la cavità, profondamente modellate e fratturate.
Lo Sciason si presenta inizialmente come una grande caverna, ma all’interno si apre in un profondo sistema verticale. Il primo pozzo raggiunge circa 46 metri, mentre le descrizioni escursionistiche del CAI Veneto indicano per la cavità una profondità complessiva di circa 96 metri. Una seconda grande apertura, larga circa sei metri, mette inoltre direttamente in comunicazione la volta della grotta con il bosco soprastante.
Queste aperture contribuiscono a creare all’interno della voragine un particolare microclima. L’aria fredda, più pesante, tende a raccogliersi nelle parti profonde della cavità e la limitata esposizione alla luce solare permette di mantenere temperature decisamente inferiori rispetto all’esterno. In passato questo fenomeno era così evidente che sul fondo dello Sciason potevano conservarsi ghiaccio e neve anche durante l’estate.
Una testimonianza riportata già nel 1885 da Ottone Brentari descrive infatti una profonda caverna nel cui fondo era presente ghiaccio durante tutto l’anno, tanto che negli anni più asciutti veniva prelevato per abbeverare gli animali delle malghe vicine. Oggi la presenza estiva del ghiaccio non è costante: anche durante la nostra visita dell’agosto 2026, nonostante la temperatura sensibilmente più bassa all’interno della voragine, sul fondo non erano visibili residui di neve o ghiaccio.
Lo Sciason rappresenta quindi non soltanto una delle cavità più spettacolari della zona di Campolongo, ma anche un esempio particolarmente evidente di come il carsismo abbia modellato nel tempo il paesaggio dell’Altopiano dei Sette Comuni.
Riferimenti:
Montagnando.it – Voragine Sciason
CAI Veneto – Itinerario Forte Campolongo e voragine Sciason
Storia:
Il principale elemento storico dell’itinerario è Forte Campolongo, costruito tra il 1908 e il 1912 sulla sommità dell’omonimo monte, a circa 1.720 metri di quota, sul margine occidentale dell’Altopiano dei Sette Comuni. La sua posizione, affacciata sulla Val d’Astico e vicina all’allora confine con l’Impero austro-ungarico, ne faceva uno dei punti strategici del sistema difensivo italiano.
Assieme ai forti Verena e Corbin, Forte Campolongo faceva parte dello sbarramento Agno-Assa e rappresentava una delle più moderne fortificazioni realizzate dal Genio militare italiano negli anni immediatamente precedenti la Prima Guerra Mondiale. Il suo compito era contrastare le fortificazioni austro-ungariche dell’Altopiano di Lavarone e controllare sia la zona di Luserna sia gli accessi dalla Val d’Astico.
L’armamento principale era costituito da quattro cannoni da 149 mm installati sotto cupole corazzate girevoli. La difesa ravvicinata era invece affidata a cannoni da 75 mm e mitragliatrici. Un osservatorio corazzato permetteva di controllare il territorio circostante e dirigere il tiro delle batterie.
Il forte non era costituito soltanto dall’edificio principale. L’intero complesso occupava una vasta area e comprendeva caserme, depositi, cisterne per l’acqua, posti di guardia, trincee, un fossato difensivo e numerosi collegamenti sotterranei. Le caserme costruite sotto il forte, lungo la parete rivolta verso la Val d’Astico, erano collegate all’opera principale tramite gallerie e scale interne. Ancora oggi, percorrendo l’itinerario, è possibile riconoscere gran parte di questa organizzazione logistica.
Durante la Prima Guerra Mondiale la fortezza fu sottoposta al tiro delle artiglierie pesanti austro-ungariche. Già nel luglio del 1915 venne gravemente danneggiata dai proiettili di un mortaio Škoda da 305 mm schierato nella zona di Cost’Alta, presso Millegrobbe, perdendo gran parte della propria capacità operativa.
La situazione peggiorò nel maggio del 1916, durante l’Offensiva di Primavera austro-ungarica, conosciuta anche come Strafexpedition. Il forte venne nuovamente bombardato dalle artiglierie pesanti, tra cui il grande mortaio Škoda da 381 mm soprannominato “Barbara”, subendo danni tali da renderlo ormai quasi inutilizzabile.
Il 22 maggio 1916, con l’arretramento delle linee italiane, Forte Campolongo venne abbandonato e successivamente occupato dalle truppe austro-ungariche, che mantennero il controllo della posizione fino alla conclusione del conflitto.
Nonostante i bombardamenti e i lunghi anni di abbandono, la struttura ha conservato molti dei suoi elementi principali: il fossato, la galleria d’ingresso, i pozzi delle cupole corazzate, i locali interni, la Santa Barbara destinata al deposito delle munizioni, le cisterne e i collegamenti con le caserme sottostanti.
Un particolare interessante ancora visibile all’interno è il sistema utilizzato per movimentare le munizioni: alcune gallerie conservano infatti le tracce delle rotaie sulle quali scorrevano i carrelli destinati al trasporto dei proiettili verso le batterie. Il forte disponeva inoltre di sistemi di ventilazione, raccolta e trattamento dell’acqua piovana e collegamenti per le comunicazioni tra osservatorio e postazioni di artiglieria, elementi che testimoniano il livello tecnologico raggiunto dalle fortificazioni militari dell’epoca.
Dopo decenni di degrado, Forte Campolongo è stato interessato da importanti lavori di recupero e messa in sicurezza. Gli interventi hanno consentito di consolidare le strutture, ripristinare parte dei collegamenti originari e ricostruire alcuni elementi, tra cui le sagome delle cupole sulla copertura, rendendo nuovamente leggibile l’organizzazione del complesso militare.
Oggi Forte Campolongo costituisce una delle testimonianze più significative della Grande Guerra sull’Altopiano dei Sette Comuni e permette di comprendere direttamente come una fortificazione moderna dell’inizio del Novecento fosse organizzata non soltanto per il combattimento, ma anche per ospitare uomini, munizioni, acqua e servizi necessari alla vita quotidiana della guarnigione.
Riferimenti:
Montagnando.it – Forte Campolongo
Data visita: 30/08/2026
Data pubblicazione: 23 Settembre 2026
Autore: Corrado De Zanche