Ore a piedi: 2,45
Difficoltà: EE - Escursionisti Esperti
Ulteriori dettagli , Mappa e GPX
Un percorso particolare che, partendo da Malga Fossetta, segue il Sentiero dei Piccoli Maestri fino a Cima Isidoro per poi rientrare passando nei pressi della Busa dei Quaranta.
Dalla malga si segue la strada che porta al Sacello di Malga Fossetta, incontrando già una prima tabella dedicata ai Piccoli Maestri, con due citazioni di Luigi Meneghello:
"Lassù, per la prima volta in vita nostra, ci siamo sentiti veramente liberi, e quel paesaggio s'è associato per sempre con la nostra idea della libertà."
"Non eravamo mica buoni, a fare la guerra."
Malga Fossetta e inizio del percorso
Si prosegue quindi verso il sacello, edificato in memoria della controffensiva italiana che, nel giugno del 1916, fermò l'avanzata austro-ungarica. Superato il sacello, si continua ancora lungo la strada, da qui interdetta alla circolazione.
Sacello di Malga Fossetta
Il sentiero dopo il sacello
La strada si fa via via più stretta, fino a diventare un sentiero che prosegue con diversi saliscendi tra le caratteristiche doline dell’Altopiano.
Dettaglio del sentiero
Dettaglio del sentiero
Poco più avanti un’altra tabella riporta una riflessione di Toni Giuriolo:
"Il coraggio non appartiene solo al martire o all'eroe, ma anche al filosofo, al poeta; i quali devono affrontare lotte interiori durissime."
Dettaglio del sentiero con la tabella
Proseguendo si intuisce che questo non è soltanto un sentiero: per rendere più agevole il passaggio è stato realizzato un rialzo in pietra, segno ancora evidente di una strada costruita durante la Grande Guerra.
Particolare di un passaggio
Dettaglio del sentiero
In un piccolo passaggio la roccia è stata lisciata e incisa con una frase di Luigi Meneghello: "Cosa volevano le trombe?". È l'inizio del secondo capitolo de "I piccoli maestri", una domanda che racchiude lo smarrimento e l'assurdità dell'esperienza militare vissuta dal giovane Meneghello.
Il passaggio con la pietra levigata
Incisioni sulla pietra
Si prosegue ancora verso Porta Incudine, dove si incrocia il sentiero CAI 842. Qui ci troviamo sul bordo dell'Altopiano, affacciati verso la Valsugana, e un’altra tabella riporta una frase di Luigi Meneghello:
"Qui si sente davvero com'è fatto l’Altipiano; la grande spalla liscia, pura, lo delimita come un mondo a parte, e da questo punto si misura con uno sguardo quanto è alto, quanto è remoto."
Porta Incudine
Punta Molina
Segnaletica
Dettaglio del sentiero
Dopo un centinaio di metri si lascia il sentiero CAI 842, svoltando a sinistra in direzione di Cima Incudine e Cima Isidoro. Anche qui non mancano le tracce della Grande Guerra, con resti di vecchie postazioni militari ancora visibili lungo il percorso.
Salire a sinistra
Dettaglio del sentiero
Postazione
Una tabella fissata ad una pietra
A Cima Incudine una lapide ricorda i giovani partigiani caduti durante i combattimenti del giugno 1944. Colpisce soprattutto la loro età, ma in questi stessi luoghi, nella guerra precedente, altri giovani avevano perso la vita per obbligo o per ideali non molto diversi.
"Durante la battaglia che su questi monti avvampò nel mese di giugno del 1944, in una guerra nella quale avevano scelto con l'entusiasmo dei giovani e con la consapevolezza degli uomini civili la parte della libertà, combattendo nel reparto guidato dal capitano Toni Giuriolo, che di civile libertà fu maestro e che sull'Appennino Emiliano trovò morte gloriosa, onorata con la Medaglia d'Oro al Valore Militare, caddero:
Rodino Fontana, di anni 19
Gaetano Galla, 20
Siro Lozer, 19
Ferruccio Piccioni, 21
Rinaldo Rigoni, 20
Giobatta Thiella, 19"
Lapide a Cima Incudine
Dettaglio della lapide
Panorama
Vista sul Lagorai
La vegetazione nasconde in parte il panorama e il precipizio verso valle. Continuiamo quindi lungo il sentiero in direzione di Cima Isidoro, incontrando poco dopo la lapide dedicata a Rinaldo Rigoni che, per non cadere nelle mani dei nazifascisti, scelse di lanciarsi nel vuoto.
Passaggio sopra ad un crepaccio
Dettaglio del sentiero
Lapide a ricordo di Rinaldo Rigoni
Da qui si può raggiungere Cima Isidoro. Il sentiero diventa un po’ più impegnativo perché non segue più un tracciato CAI, ma rimane comunque ben battuto. Al primo incrocio bisogna prestare attenzione e svoltare a sinistra, continuando in salita verso la cima.
Verso Cima Isidoro
Panorama
Dettaglio del sentiero
Proseguire a sinistra
Il successivo passaggio verso la cima si sviluppa all'interno di un piccolo canale roccioso. Superatolo, si è ormai a pochi passi da Cima Isidoro e dal suo punto panoramico. Da qui l'Altopiano precipita verso la Valsugana, mentre lo sguardo si apre sul Lagorai e su Cima d'Asta.
Passaggio nel canale
Cima Incudine
Cima d'Asta
Dalla cima si ritorna indietro fino al precedente incrocio. In questo tratto bisogna prestare un po’ di attenzione, perché alcuni piccoli crepacci possono essere nascosti dall'erba. Si nota chiaramente che non si tratta di un sentiero CAI: la manutenzione è assente e alcuni alberi caduti rendono il passaggio un po’ più impegnativo, ma il percorso rimane comunque fattibile.
Dettaglio del sentiero
Dettaglio del sentiero
Dettaglio del sentiero
Il sentiero sbuca sul CAI 842, dove si prosegue a sinistra verso sud-est. Dopo circa un centinaio di metri si raggiunge la Busa dei Quaranta, una considerevole dolina carsica circolare, profonda e delimitata da pareti rocciose.
Il nome sembra derivare da una storica riunione della Quarantia Civil Nova, il supremo tribunale civile della Repubblica di Venezia, composto da quaranta magistrati. Esistono però anche tradizioni orali che collegano il nome a episodi della Prima guerra mondiale.
Incrocio con il sentiero 842
Busa dei Quaranta
Busa dei Quaranta
Superata la Busa dei Quaranta si prosegue sul sentiero, incrociando prima il percorso di ritorno dai Castelloni di San Marco e, poco dopo, quello di andata. In entrambi gli incroci si tiene la destra, rimanendo sul sentiero CAI 845 che ci riporterà verso Malga Fossetta.
Dettaglio del sentiero
Danni del bostrico
Incrocio con il sentiero di ritorno dai Castelloni, proseguire a destra
Incrocio con il sentiero verso i Castelloni, proseguire a destra
In questo tratto alcuni abeti secchi rendono il paesaggio quasi spettrale. Il bostrico, la cui diffusione è aumentata dopo la tempesta Vaia, ha colpito anche alberi ancora vivi, lasciando nel bosco alte sagome rinsecchite che sembrano puntare verso il cielo.
Dettaglio del sentiero
Dettaglio del sentiero
Danni del bostrico
In vista della malga
Un percorso che unisce storia, memoria e natura in una delle zone più appartate dell’Altopiano. Dal ricordo dei Piccoli Maestri ai panorami di Cima Isidoro, fino alla Busa dei Quaranta e ai boschi segnati dal bostrico, ogni tratto racconta qualcosa di questo territorio. Un’escursione ricca di luoghi e testimonianze che meritano di essere osservati con calma.
Come si raggiunge:
Da Gallio (Vi) in direzione di Enego, dopo circa 300 metri sulla sinistra troverete le indicazioni per Melette/Campomulo. Proseguite seguendo le indicazioni per Mandrielle/Ortigara. La strada diventerà a fondo naturale (bianca). Si prosegue a destra seguendo le indicazioni per Malga Fossetta .
Mappa e traccia GPS:
Mappa e traccia Sentiero dei Piccoli Maestri e Busa dei Quaranta
SCHEDA PERCORSO | |
|---|---|
Zona: | Altopiano dei 7 Comuni o di Asiago |
Provincia / Comune: | Vicenza / Asiago |
Categoria: | Montagne, Grotte e Voragini, Sacrari, Cimiteri e Lapidi di Guerra |
Tipologia: | Naturalistico, Paesaggistico, Storico, Panoramico |
Periodo storico: | Prima Guerra Mondiale, Seconda Guerra Mondiale |
Coordinate punto di arrivo: | 46.012216 - 11.553621 (46°0'43" N - 11°33'13" E) |
Coordinate parcheggio: | 45.990375 - 11.559119 (45°59'25" N - 11°33'32" E) |
Altitudine di partenza (m): | 1664 |
Altitudine di arrivo (m): | 1910 |
Altitudine minima (m): | 1637 |
Altitudine massima (m): | 1936 |
Dislivello (m): | 330 |
Difficoltà del percorso: | EE - Escursionisti Esperti |
Ore a piedi:(complessive, esclusa visita) | 2 ore 45 minuti |
Km totali: | 7,30 |
Come si raggiunge: | A piedi |
Tipo di tragitto: | Percorso ad anello |
Storia:
(tratta dai tabelloni in loco)
"Gli ultimi di maggio arrivammo in malga Fossetta e ci sistemammo parte nella malga, parte sullo sprone di roccia alberata che lo sovrasta. Tutt'a un tratto mi accorsi che il reparto era formato, pronto..."
- Luigi Meneghello, I piccoli maestri, cap. VI -
Fine maggio 1944: un gruppo di circa 30 partigiani stabilì il proprio "campo-base" a Malga Fossetta (quota 1666 m), luogo ideale per la sua vicinanza con un fontanello e per la presenza di numerose grotte e anfratti naturali (kugole). Si trattava della compagnia di studenti vicentini conosciuta poi col nome "piccoli maestri", capitanata da Antonio Giuriolo, a cui si unirono diversi partigiani di Asiago e di Roana, alcuni ex prigionieri inglesi e uno russo.
5 giugno 1944: La zona fu oggetto di un massiccio rastrellamento: la malga - che all'epoca era di legno - venne incendiata, a Cima Incudine (dove oggi una lapide li ricorda assieme a Rodino Fontana, fucilato sotto il Monte Colombara il 10 giugno 1944) persero la vita l'asiaghese Rinaldo Rigoni "Moretto", Ferruccio Piccioni e Siro Loser, entrambi di Roana, Giovanni Battista Thiella di Sarcedo e il vicentino Gaetano Galla. Avevano tra i 19 ed i 22 anni.
Foto storica
Data visita: 10/08/2026
Data pubblicazione: 22 Agosto 2026
Autore: Corrado De Zanche