Ore a piedi: 3,00
Difficoltà: E - Escursionistico
Ulteriori dettagli , Mappa e GPX
Un itinerario ad anello tra le malghe dell'Altopiano dei Sette Comuni, sul versante orientale affacciato verso il Canale di Brenta e la Valsugana. Il percorso parte dalla Vasca del Termine Rotto e attraversa boschi, pascoli e strade d'alta quota toccando Malga Silvagno, Malga Col di Novanta, Malga Col dei Remi, Col d'Astiago e Malga Pozzette. Un'escursione varia, ricca di panorami e testimonianze della Grande Guerra e della tradizionale attività d'alpeggio di Valstagna.
Il percorso inizia in direzione sud sul sentiero di fronte alla Vasca del Termine Rotto. L'indicazione è per il sentiero 872B e, in questo punto, la tabella riporta "Anello dei Tre Confini".
Vasca del Termine Rotto, punto di partenza dell'itinerario
Indicazioni per il sentiero 872B e l'Anello dei Tre Confini
Inizio della salita nel bosco verso Col del Lampo
Si sale attraverso una zona boschiva, dove sono ancora visibili tracce di trincee, fino a raggiungere Col del Lampo, il punto più alto di questa parte del percorso.
Sentiero nel bosco verso Col del Lampo
Tratto del sentiero nel bosco
Uscita dal bosco sul Col del Lampo
Nuvole permettendo, dal colle si apre un ampio panorama verso le alte cime dell'Altopiano dei Sette Comuni.
Panorama dal Col del Lampo verso l'Altopiano dei Sette Comuni
Panorama dal Col del Lampo
Dalla cima del colle si scende verso ovest fino a incrociare una strada bianca, che si percorre verso destra per un brevissimo tratto.
Discesa dal Col del Lampo
Strada bianca ai piedi del Col del Lampo
Si lascia quindi la strada principale prendendo quella che scende a destra ed entrando in un magnifico bosco.
Bivio lungo il percorso verso Malga Silvagno
Strada forestale nel bosco verso Malga Silvagno
Bosco lungo il percorso delle malghe di Valstagna
Ancora più spettacolare è ciò che si apre davanti a noi al termine del bosco: siamo ormai in vista di Malga Silvagno, circondata dai suoi ampi pascoli.
Malga Silvagno e i pascoli circostanti
Malga Silvagno sull'Altopiano dei Sette Comuni
Seguendo la strada si sale fino alla malga. Alcune tabelle presenti sul posto raccontano qualcosa in più di questo luogo.
Malga Silvagno - 1.180 metri s.l.m.
Malga Silvagno fa parte del Patrimonio Collettivo dei cittadini del territorio di Valstagna, di oggi e di domani.
È situata in una vasta radura sul versante nord-orientale di Montagna Nuova di Conco, sull'Altopiano dei Sette Comuni.
La malga è attorniata da boschi di faggio e abete rosso e si estende per oltre 22 ettari, con 5 pozze e 4 edifici di servizio.
Il pascolo occupa il 94% della superficie e alimenta 48 bovini adulti da giugno a settembre.
La casara è fornita di un generatore per l'energia elettrica e di cisterne per l'acqua potabile.
Il latte crudo viene lavorato nei caseifici dell'Altopiano per la produzione del formaggio Asiago.
Malga Silvagno è stata teatro di violente azioni di guerra nel corso del 1918 e il 30 dicembre 1943.
Vista dall'alto di Malga Silvagno e dei pascoli
Panorama sui pascoli attorno a Malga Silvagno
QUI MALGA SILVAGNO DI VALSTAGNA.
NELL'AUTUNNO 1943 OPERÒ IL GRUPPO PARTIGIANO DI FONTANELLE DI CONCO.
PER UNA PROFONDA LACERAZIONE INTESTINA, AGGRAVATA DA ELEMENTI ESTERNI, IL 30 DICEMBRE 1943 CADDERO PER MANO DI ALCUNI LORO COMPAGNI QUATTRO PARTIGIANI GARIBALDINI.
NELLA MALGA: TOMASO PONTAROLLO COAROSSA-MASETTI, 1905; ZORZI-PIRRO-MASCHIO, VENEZIANO NON IDENTIFICATO.
NEL BOSCO LITTORIO DI CONCO: GIUSEPPE CRESTANI BEPI-STIZZA, 1907; FERUCCIO ROIATTI SPARTACO, 1908.
QUESTA LAPIDE È DEDICATA ALLA MEMORIA DEL LORO SACRIFICIO E AI LORO IDEALI DI LIBERAZIONE.
Panorama verso nord da Malga Silvagno
Panorama verso sud da Malga Silvagno
Ridiscesi dalla malga si prosegue verso sud lungo la strada che attraversa la piccola vallata.
Malga Silvagno vista dalla strada verso sud
Strada attraverso i pascoli a sud di Malga Silvagno
La strada termina su un tornante di un'altra strada. Qui si prende a destra, continuando in salita.
Incrocio al tornante lungo l'itinerario delle malghe
Dopo una breve salita la strada inizia a scendere e, al primo tornante, si prosegue dritto verso Malga Col di Novanta.
Bivio al tornante verso Malga Col di Novanta
Malga Col di Novanta
Passando tra i due fabbricati della malga, il percorso prosegue dietro alla stalla in direzione nord.
Passaggio dietro alla stalla di Malga Col di Novanta
Raggiunta la strada si prosegue verso sinistra fino ad arrivare a Malga Col dei Remi.
Malga Col dei Remi
Edifici di Malga Col dei Remi
Panorama verso Sasso di Asiago da Malga Col dei Remi
Panorama dalla Malga Col dei Remi
Malga Col dei Remi - 1.175 metri s.l.m.
Malga Col dei Remi, chiamata anche Posta di Sopra, fa parte del Patrimonio Collettivo dei cittadini del territorio di Valstagna, di oggi e di domani. È situata sul versante settentrionale dell'omonimo colle, sul bordo orientale dell'Altopiano dei Sette Comuni.
La malga è attorniata da boschi di faggio e abete rosso e si estende per 30 ettari, con 4 pozze e 4 edifici di servizio.
Il pascolo occupa l'86% della superficie e alimenta 46 bovini adulti da giugno a settembre.
La casara è dotata di impianto fotovoltaico ed è collegata all'acquedotto.
Il latte crudo viene lavorato nei caseifici dell'Altopiano per la produzione del formaggio Asiago.
Il nome Col dei Remi ricorda l'uso che i Veneziani facevano del legname proveniente da questi boschi di faggio.
Superata la malga, quando la strada svolta a sinistra, si trovano le indicazioni per proseguire lungo il sentiero 800.
Indicazioni per il sentiero 800 dopo Malga Col dei Remi
Inizio del sentiero 800
Sentiero 800 verso Col d'Astiago
Con una salita abbastanza ripida si raggiunge un reticolato. Da qui si rimane in quota fino a raggiungerne un altro, quindi si riprende a salire fino a trovare il punto in cui è possibile superarlo.
Passaggio attraverso il reticolato lungo il sentiero 800
Passaggio verso Col d'Astiago
Ci si dirige verso la cisterna d'acqua di Col d'Astiago, per poi proseguire lungo la strada che scende a destra.
Cisterna d'acqua sul Col d'Astiago
Strada in discesa dal Col d'Astiago
Panorama verso la Valsugana dal Col d'Astiago
Si arriva a Malga Col d'Astiago e, dopo qualche decina di metri, si raggiunge una tabella che indica la prosecuzione del percorso.
Malga Col d'Astiago
Strada sotto Malga Col d'Astiago
Indicazione del percorso nei pressi di Malga Col d'Astiago
La tabella indica di lasciare la strada e scendere lungo il prato. Con l'erba scivolosa noi abbiamo preferito proseguire lungo la strada, dove l'erba era stata recentemente tagliata. Si raggiunge così una postazione di caccia e, poco prima di arrivarvi, si gira a destra per ritrovare subito il sentiero, evitando in questo modo una parte della ripida discesa erbosa.
Indicazione della discesa sul prato da Col d'Astiago
Strada erbosa alternativa alla discesa più ripida
Il sentiero diventa progressivamente più battuto e largo fino ad arrivare a un incrocio.
Sentiero nel bosco verso Malga Pozzette
Tratto del sentiero prima dell'incrocio per Malga Pozzette
All'incrocio si prosegue dritti in direzione sud affrontando una breve salita. La strada inizia quasi subito a scendere e, in pochi minuti, si raggiunge Malga Pozzette.
Incrocio dove proseguire dritti verso Malga Pozzette
Strada in discesa verso Malga Pozzette
Malga Pozzette sull'Altopiano dei Sette Comuni
Malga Pozzette - 1.038 metri s.l.m.
Malga Pozzette appartiene al Patrimonio Collettivo dei cittadini del territorio di Valstagna, di oggi e di domani. È situata sul bordo dell'Altopiano dei Sette Comuni, nella vasta valle umida compresa tra il Col d'Astiago e il Monte Malcroba.
La malga è attorniata da boschi di faggio e si estende per 36 ettari, con 5 pozze e 4 edifici di servizio. Il pascolo, incluso quello della Malga Col de la Beretta, occupa il 90% della superficie e alimenta 55 bovini adulti da giugno a settembre.
La casara, eretta nella sua forma attuale nel 1739 e ricostruita nel 1921, è oggi dotata di impianto fotovoltaico e collegata all'acquedotto.
Offre Prodotti di Montagna (UE 1151/2012), come formaggi, burro, ricotta e salumi, oltre al servizio di agriturismo.
La malga è collegata a Oliero da un'antica via armentaria.
Da Malga Pozzette si prosegue verso sud-ovest lungo la strada della malga. L'ultimo tratto attraversa nuovamente i pascoli e permette di osservare alle proprie spalle Col d'Astiago, prima di ricongiungersi alla zona del Termine Rotto e concludere l'anello al punto di partenza.
Strada da Malga Pozzette verso il Termine Rotto
Ultimo tratto dell'itinerario attraverso i pascoli
Panorama verso Col d'Astiago durante il rientro
Come si raggiunge:
Da Asiago (VI) in direzione Bassano del Grappa. Dopo circa 12 km si arriva a Galgi e si svolta a sinistra seguendo le indicazioni per Rubbio. Dopo 700 metri si svolta ancora a sinistra seguendo le indicazioni per il Rifugio Biancoia. Dopo 500 metri, poco prima di entrare nell'area delle sciovie Biancoia, si prende la strada bianca che sale verso sinistra. Si prosegue lungo la strada fino a raggiungere un incrocio e la vasca del Termine Rotto dove è possibile parcheggiare.
Mappa e traccia GPS:
Mappa e traccia Sentiero delle malghe di Valstagna
SCHEDA PERCORSO | |
|---|---|
Zona: | Altopiano dei 7 Comuni o di Asiago |
Provincia / Comune: | Vicenza / Valstagna |
Categoria: | Montagne |
Tipologia: | Naturalistico, Paesaggistico, Storico, Panoramico |
Periodo storico: | Prima Guerra Mondiale, Seconda Guerra Mondiale |
Coordinate punto di arrivo: | 45.842257 - 11.618768 (45°50'32" N - 11°37'7" E) |
Coordinate parcheggio: | 45.831809 - 11.634859 (45°49'54" N - 11°38'5" E) |
Altitudine di partenza (m): | 1195 |
Altitudine di arrivo (m): | 1178 |
Altitudine minima (m): | 1031 |
Altitudine massima (m): | 1287 |
Dislivello (m): | 385 |
Difficoltà del percorso: | E - Escursionistico |
Ore a piedi:(complessive, esclusa visita) | 3 ore |
Km totali: | 10,50 |
Come si raggiunge: | A piedi |
Tipo di tragitto: | Percorso ad anello |
Storia:
(tratta dai tabelloni in loco)
Vasca del Termine Rotto, 1.197 m
La Vasca del Termine Rotto serviva ad abbeverare i muli delle truppe italiane che hanno combattuto su questi Alti Colli nell'ultimo anno della Grande Guerra. L'acqua, prelevata dalle sorgenti del Laverda, veniva raccolta in quattro vasche sul Col d'Astiago, insieme a quella pompata da Oliero. Quest'acqua preziosa dissetava le migliaia di soldati schierati nelle quattro linee di trincee che, da qui, arrivavano ai Tre Monti: Valbella, Col del Rosso e Col d'Echele.
Le strade che passano per questa sella sono state costruite nel 1917. Servivano per trasportare i cannoni dalla Val Biancoia fin sotto le creste delle montagne. La prima strada, che si stacca ad est, porta a cima Malcroba; passa a sud dei Colli del Termine Rotto e dei Tre Confini e si biforca per raggiungere Pian de la Casaretta, in quel di Campolongo. La strada che corre sull'altro versante del Col del Termine Rotto scende al Col de la Beretta, in quel di Valstagna. La terza strada, pianeggiante, porta al Col di Novanta, dal Col dei Remi e al Col d'Astiago, nel territorio di Valstagna. La quarta strada sale, dopo il tornante, verso le malghe di Montagnanova Davanti e Dadrio (o di Dietro), nel territorio di Conco. Due sentieri di crinale portano: ad est sulla cima del Col del Termine Rotto e del Col dei Tre Confini; ad ovest sul Col del Lampo e sulla cima di Montagna Nova, col panoramico "Campaniletto", la prossima meta.
Il Col del Termine Rotto deve il suo nome alle liti confinarie che hanno contrapposto le popolazioni montane a quelle del Canale di Brenta. Il 14 novembre 1681 il delegato della Serenissima, Benedetto Cappello, stabili le pertinenze delle due comunità e ripristinò il confine sul Colle conteso. Poche decine di metri distante si trova il Termine dei Tre Confini, dove convengono i territori di Campolongo, Conco e Valstagna.
Col d'Astiago, 1.241 m s.l.m.
La grande cisterna in cemento che sovrasta ancora la cima di Col d'Astiago e richiama alla memoria il drammatico problema del rifornimento idrico dell'Altopiano, che si presentò in tutta la sua gravità nel corso del conflitto, sia per la crescita esponenziale del numero di uomini presenti in quota, sia per la contesa delle poche sorgenti da parte degli opposti avversari, era stata realizzata inizialmente proprio nell'ultima fase della Grande Guerra. Il sentiero del Vu' rimanda a sua volta allo straordinario personaggio del vecchio recuperante di materiale bellico, trasformato in attore e reso assoluto protagonista di una delle più intense pellicole di Ermanno Olmi, I recuperanti, appunto. Il soprannome gli derivava dall'abitudine, acquisita chissà come, di dare del voi, del "vu" appunto, a chiunque avesse a che fare con lui, senza badare all'età, al sesso o alla condizione sociale.
La sua storia, resa con grande efficacia narrativa nel film, è la vicenda di tanti abitanti dell'Altopiano e della Val Brenta, costretti dalla precarietà delle condizioni economiche e dall'assenza di lavoro, dopo la Prima come dopo la Seconda Guerra mondiale. a vivere pericolosamente, e non di rado a morire, vagando su queste alture e saggiandone il suolo per riportare alla luce i resti ferrosi del conflitto del 1915-18. Quei resti che sarebbero stati poi rivenduti alle ferriere e alle fonderie che alimentavano, soprattutto nel secondo dopoguerra, la rinascita industriale del nostro paese. Molte delle vittime di quell'attività non ebbero nemmeno il ricordo di un nome su un monumento, ma possono essere a ragione considerati gli ultimi caduti della guerra che aveva sanguinosamente inaugurato il XX secolo.
II Col d'Astiago è chiamato anche Col del S'ciavo dalla gente del posto, "montis Artini" da Ezzelino il Monaco nel 1221.
Dopo la fine degli Ezzelini nel 1260, genti da est arrivarono sul Col del S'ciavo e sul vicino Col dei Remi a tagliare il legname per armare le navi della Serenissima. Le zattere di tronchi che scendevano il Brenta approdavano alle Zattere di Venezia per passare poi all'Arsenale. Il Col d'Astiago è stato un bastione che ha fermato le offensive nemiche dopo Caporetto. Le artiglierie piazzate qui e lungo la linea dei Colli, sono state le protagoniste delle battaglie dei Tre Monti. Il 16 giugno 1918 hanno anche bersagliato l'offensiva austro-tedesca sul Col Moschin. Da qui il sentiero del Vù ripercorre la linea fortificata che scende fino a Valstagna e si collega al massiccio del Grappa.
Malga Pozzette, 1.038 m s.l.m.
La malga. Pozzette fa parte del patrimonio collettivo di Valstagna ed è una delle più antiche dell'Altopiano dei Sette Comuni. Fin dal medioevo i pastori risalivano dal Canale di Brenta per portare le greggi a pascolare d'estate in questa conca ricca d'acqua. Una spettacolare via armentaria, selciata e scalinata, la collega col fondovalle di Oliero. La via delle greggi è menzionata già in un documento del 1494 ed è di fattura simile alla vicina Calà del Sasso. Boschi di faggio e abete ricoprono i colli e circondano i pascoli della malga. La casara, la stalla e la porcilaia sono accanto alla grande pozza, a quota 1.038 metri, sul bordo est dell'Altopiano. Formaggio, burro e ricotte, fatti con il latte dei 55 capi della malga, sono prodotti è venduti in loco, insieme ai salumi, durante il periodo di monticazione che dura circa 120 giorni.
La casara delle Pozzette fu distrutta dai bombardamenti della prima guerra mondiale e ricostruita nel 1921 sull'impianto settecentesco.
Le Pozzette sono state uno dei principali punti di transito dei contrabbandieri che salivano da Oliero, carichi di foglie di tabacco, fino alle loro umili case dell'Altopiano. Dal 1600 e fino al 1960 non solo le famiglie dei contrabbandieri, ma intere comunità hanno vissuto coltivando "l'erba regina" e trasformando le foglie in sigari e polvere da fiuto. La vastità dei terrazzamenti costruiti per coltivare il tabacco testimonia l'importanza che il monopolio di questa coltura ha avuto per l'economia del Canale di Brenta.
Natura e Ambiente:
Col d'Astiago, 1.241 m s.l.m.
Il fiume scorre 1.100 m più in basso, sul fondo del solco scavato dall'erosione delle rocce carbonatiche sedimentarie. Sui due versanti del Canale di Brenta c'è la stessa successione degli strati rocciosi perché l'altopiano dei Sette comuni e il massiccio del Grappa erano un corpo unico quando emerse dal mare circa 6 milioni di anni fa.
Percorso dell'acqua
L'acqua che sgorga dalle sorgenti di Oliero è sollevata fino alla vasca del Col d'Astiago per dissetare chi vive su questo altopiano carsico.
La qualità dell'acqua dipende molto dalla qualità delle attività di chi vive quassù.
Data visita: 18/05/2025
Data pubblicazione: 26 Maggio 2025
Ultimo aggiornamento: 15 Settembre 2026
Autore: Corrado De Zanche