Ore a piedi: 2,45
Difficoltà: E - Escursionistico
Ulteriori dettagli , Mappa e GPX
L'escursione a Cima Caldiera, sull'Altopiano dei Sette Comuni, conduce in uno dei luoghi più significativi del fronte dell'Ortigara durante la Prima Guerra Mondiale. Partendo da Piazzale Lozze, il percorso segue la vecchia strada militare italiana fino all'Osservatorio Torino e alla cima, attraversando resti di baraccamenti, gallerie, postazioni e trincee. Il ritorno può essere arricchito percorrendo il sistema di trinceramenti che, passando sotto Cima Campanella, conduce al vicino Monte Lozze.
Il percorso inizia da Piazzale Lozze seguendo il sentiero CAI 841, lungo la carrareccia costruita nel 1916 per raggiungere le retrovie italiane del Caldiera.
Carrareccia militare verso Cima Caldiera
Sentiero CAI 841 sulla strada militare di Cima Caldiera
Dopo circa 45 minuti di salita iniziano a comparire i resti della base logistica realizzata nei pressi di Passo Stretto.
Resti dell'area logistica militare presso Passo Stretto
Baraccamenti militari nell'area logistica di Cima Caldiera
La posizione era particolarmente strategica: relativamente protetta dai tiri nemici, ma molto vicina alla prima linea, raggiungibile attraversando Passo Stretto.
Resti dei baraccamenti militari di Cima Caldiera
Area dei baraccamenti presso Passo Stretto
Fondazioni delle strutture militari di Cima Caldiera
Altre foto dell'area logistica
I lavori di recupero e sistemazione effettuati nella zona permettono oggi di riconoscere chiaramente i contorni dei diversi baraccamenti.
Uno di questi edifici, quando era ancora integro, nascondeva alla vista l'ingresso di una galleria utilizzata come magazzino. La galleria è percorribile, ma per visitarla è necessaria una torcia elettrica.
Galleria magazzino della base logistica di Cima Caldiera
Nella zona si incontrano altri resti di baraccamenti e strutture logistiche, oltre alla base di una teleferica militare.
Resti militari lungo la salita a Cima Caldiera
Superata l'area dei baraccamenti, la strada continua verso l'Osservatorio Torino e prosegue fin quasi alla cima del Caldiera.
Strada militare verso l'Osservatorio Torino e Cima Caldiera
Panorama lungo la salita a Cima Caldiera
Altre foto della strada militare
Durante la salita vale la pena fermarsi spesso a osservare il panorama, che cambia continuamente. All'improvviso, oltre una piccola valle, in direzione dello Scoglio dell'Incudine, abbiamo notato qualcosa muoversi: uno stambecco, apparentemente intento anche lui a guardare il panorama!
Stambecco nei pressi dello Scoglio dell'Incudine a Cima Caldiera
Quando la strada raggiunge il margine del versante che precipita verso la Valsugana, poco dopo un tornante si incontra sulla destra la deviazione per l'Osservatorio Torino.
Deviazione verso l'Osservatorio Torino
Sentiero per l'Osservatorio Torino a Cima Caldiera
Avvicinamento all'Osservatorio Torino
In pochi minuti si raggiunge uno dei principali punti di osservazione italiani sul campo di battaglia dell'Ortigara.
Ingresso dell'Osservatorio Torino a Cima Caldiera
Postazione dell'Osservatorio Torino
Per entrare nell'osservatorio è necessaria una torcia elettrica.
Interno dell'Osservatorio Torino
Galleria dell'Osservatorio Torino a Cima Caldiera
Feritoia dell'Osservatorio Torino verso il campo di battaglia dell'Ortigara
Altre foto dell'osservatorio Torino
La cima ormai è vicina. Nell'ultimo tratto il sentiero diventa un po' più impegnativo: si tratta solamente di una ventina di metri, ma richiede maggiore attenzione e un minimo di sicurezza nel passo.
Ultimo tratto del sentiero verso Cima Caldiera
Passaggio finale per raggiungere Cima Caldiera
Salita finale alla vetta di Cima Caldiera
Ed eccoci in cima! Considerando soltanto il tempo di cammino sono necessarie circa un'ora e venti di salita, ma è facile impiegare molto di più fermandosi a leggere i pannelli informativi ed esplorare le numerose opere militari incontrate lungo il percorso.
Arrivo sulla vetta di Cima Caldiera
Panorama dalla cima del Monte Caldiera
Dalla cima il panorama permette di riconoscere il Monte Lozze con la sua Madonna, il campo di battaglia dell'Ortigara, Campigoletti e, più in basso, il ben protetto Pozzo della Scala.
Monte Lozze visto da Cima Caldiera
Monte Ortigara e Campigoletti visti da Cima Caldiera
Pozzo della Scala visto da Cima Caldiera
Non può naturalmente mancare la foto ricordo del Team di Montagnando!
Team di Montagnando sulla vetta di Cima Caldiera
Per il ritorno sono possibili diverse alternative. Dopo essere scesi dalla cima si può ripercorrere la strada dell'andata, continuare lungo il sentiero CAI 841 oppure deviare attraverso il sistema di trincee.
Noi abbiamo scelto proprio quest'ultima possibilità: superato Pozzo della Scala ci siamo diretti verso il Monte Lozze seguendo diversi trinceramenti.
Trincee tra Cima Caldiera e Monte Lozze
Percorso nelle trincee verso Monte Lozze
Trinceramenti della Prima Guerra Mondiale sul Caldiera
È un vero e proprio labirinto di trincee, in parte recuperate e nuovamente percorribili: camminare al loro interno dà quasi la sensazione di fare un salto indietro nel tempo fino al 1917.
Trincee restaurate nell'area di Cima Caldiera
Camminamento militare tra Caldiera e Cima Campanella
Sistema di trincee della Prima Guerra Mondiale
Trincea recuperata lungo il percorso verso Monte Lozze
Camminamenti militari nell'area dell'Ortigara
Trincee italiane tra Cima Caldiera e Monte Lozze
Altre foto dei dintorni di Pozza della Scala
La trincea che abbiamo seguito passa sotto Cima Campanella, altro importante caposaldo italiano,
Trincea nei pressi di Cima Campanella
fino a sbucare sul Monte Lozze.
Arrivo delle trincee al Monte Lozze
Fortificazioni militari sul Monte Lozze
Trincee restaurate del Monte Lozze
Opere militari della Prima Guerra Mondiale sul Monte Lozze
Anche il Monte Lozze conserva un articolato sistema di trincee e fortificazioni, che può essere esplorato a partire da questa galleria.
Ingresso alla galleria militare del Monte Lozze
Galleria e fortificazioni del Monte Lozze
L'enorme lavoro di pulizia e recupero rende oggi queste trincee particolarmente interessanti da visitare e percorrere. Camminandoci dentro, però, è difficile immaginare fino in fondo l'immane fatica necessaria per costruirle sotto il fuoco nemico, la paura che il successivo colpo d'artiglieria potesse cadere proprio lì e il pericolo dei cecchini, sempre pronti a colpire chi si esponeva oltre il riparo.
Oggi l'escursione a Cima Caldiera è piacevole, panoramica e affascinante, ma questi luoghi meritano di essere percorsi anche con uno sguardo diverso. Attraversando le trincee proviamo a pensare agli uomini che qui hanno combattuto, indipendentemente dalla divisa che indossavano: per loro queste montagne non erano un itinerario escursionistico, ma un luogo nel quale la vita poteva finire in qualsiasi momento.
Come si raggiunge:
Da Gallio(VI) in direzione di Enego, appena usciti dal centro abitato sulla sinistra troverete indicazioni per Melette e Ortagara. Proseguire sempre seguendo le indicazioni per Ortigara. La strada a tratti non è asfaltata.
Mappa e traccia GPS:
SCHEDA PERCORSO | |
|---|---|
Zona: | Altopiano dei 7 Comuni o di Asiago |
Provincia / Comune: | Vicenza / Asiago |
Categoria: | Montagne, Fortificazioni |
Tipologia: | Storico, Panoramico |
Periodo storico: | Prima Guerra Mondiale |
Coordinate punto di arrivo: | 46.008796 - 11.522748 (46°0'31" N - 11°31'21" E) |
Coordinate parcheggio: | 45.996395 - 11.531696 (45°59'47" N - 11°31'54" E) |
Altitudine di partenza (m): | 1767 |
Altitudine di arrivo (m): | 2124 |
Dislivello (m): | 355 |
Difficoltà del percorso: | E - Escursionistico |
Ore a piedi:(complessive, esclusa visita) | 2 ore 45 minuti |
Km totali: | 6,70 |
Come si raggiunge: | A piedi |
Tipo di tragitto: | Percorso ad anello |
Storia:
La riconquista di Cima Caldiera nel 1916
Durante la Prima Guerra Mondiale, Cima Caldiera rappresentava una posizione strategica di grande importanza per il controllo del settore settentrionale dell'Altopiano dei Sette Comuni. Dalla sua sommità era possibile osservare la sottostante Valsugana e le posizioni austro-ungariche disposte tra Monte Ortigara, Campigoletti e Monte Chiesa.
In seguito all'offensiva austro-ungarica del maggio 1916, conosciuta come Strafexpedition, il fronte italiano sull'Altopiano aveva subito un profondo arretramento. Durante la successiva controffensiva, gli alpini italiani riconquistarono Cima Caldiera il 26 giugno 1916, assicurandosi un punto di osservazione fondamentale per le successive operazioni militari.
La posizione acquisì un'importanza ancora maggiore quando il fronte si stabilizzò lungo la dorsale dell'Ortigara. Da quel momento la Caldiera divenne uno dei principali capisaldi italiani a ridosso della prima linea.
Una grande base logistica a oltre 2000 metri
A partire dall'estate del 1916, e con lavori proseguiti fino all'autunno del 1917, le pendici orientali di Cima Caldiera furono trasformate in un importante centro logistico a servizio delle truppe italiane.
Nel settembre 1916 venne completata la strada militare che da Passo Stretto, nei pressi dell'attuale Piazzale Lozze, saliva verso le retrovie della Caldiera. La strada, larga circa 1,50-2 metri e con una pendenza media del 16-17%, doveva consentire il trasporto dei pezzi d'artiglieria, delle munizioni e di tutto il materiale necessario alla permanenza dei soldati in quota.
Nonostante la realizzazione della carrareccia, gran parte dei rifornimenti continuava a essere trasportata a spalla dai militari. Anche i soldati temporaneamente ritirati dalla prima linea per riposare potevano essere impiegati in questi pesanti lavori.
Nei pressi di Passo Stretto vennero costruiti numerosi baraccamenti e scavate sei gallerie adibite a magazzino, collegate internamente da un corridoio. Gli ingressi erano nascosti da costruzioni in legno addossate alla parete rocciosa, per proteggerli e renderli meno visibili all'osservazione nemica.
Le quantità di materiali immagazzinati testimoniano le dimensioni dell'organizzazione militare: le scorte comprendevano viveri per migliaia di soldati, centinaia di migliaia di proiettili, granate d'artiglieria, filo spinato, attrezzi e materiali destinati alla costruzione e manutenzione delle fortificazioni.
Nella zona operava anche il 138° Reparto sanitario someggiato, dotato di una squadra di venti portatori di barelle, necessari per il trasporto dei feriti su un terreno particolarmente difficile.
Nell'estate del 1917 venne inoltre costruita una teleferica militare, che collegava i baraccamenti ai piedi di Baita dell'Aia con quelli situati alle pendici di Cima Campanella, permettendo di superare il tratto più ripido della strada.
Cima Caldiera e la battaglia dell'Ortigara
Nel giugno 1917, durante la grande offensiva italiana contro le posizioni austro-ungariche dell'Ortigara, Cima Caldiera assunse un ruolo fondamentale come base di appoggio per gli attaccanti.
L'offensiva, iniziata il 10 giugno, aveva l'obiettivo di conquistare la dorsale settentrionale dell'Altopiano e migliorare la situazione strategica italiana dopo gli avvenimenti dell'anno precedente.
Dalle retrovie della Caldiera partivano rifornimenti di munizioni, viveri e materiali destinati ai reparti impegnati nei combattimenti. Una fitta rete di trincee e camminamenti collegava le posizioni logistiche con i capisaldi avanzati e consentiva, per quanto possibile, gli spostamenti al riparo dall'osservazione e dal tiro nemico.
La battaglia dell'Ortigara, conclusasi il 25 giugno 1917, fu una delle più sanguinose combattute sull'Altopiano. Gli alpini riuscirono inizialmente a conquistare alcune posizioni, ma la successiva controffensiva austro-ungarica annullò i risultati ottenuti, lasciando sul terreno migliaia di morti e feriti.
Le trincee che ancora oggi si attraversano tra Cima Caldiera, Pozzo della Scala, Cima Campanella e Monte Lozze facevano parte di questo complesso sistema militare.
L'Osservatorio Torino
Uno dei manufatti più interessanti conservati sulla Caldiera è l'Osservatorio Torino, realizzato nel 1917 all'interno della montagna.
La struttura comprende una galleria principale dalla quale si diramano due passaggi. Il primo conduce a una finestra aperta sulla parete rocciosa, con una vista impressionante sulla Valsugana. Il secondo raggiunge, attraverso una ripida scala, un punto di osservazione rivolto verso il campo di battaglia dell'Ortigara.
Questi osservatori permettevano agli ufficiali italiani di controllare i movimenti nemici e di osservare il terreno delle operazioni, restando protetti all'interno della roccia.
Il complesso testimonia l'enorme lavoro compiuto dai reparti del Genio e dai minatori militari, costretti a scavare nella roccia in condizioni ambientali estremamente difficili e sotto la costante minaccia dell'artiglieria avversaria.
Tra le opere della Caldiera è documentata anche la costruzione, nell'estate del 1917, di un imponente osservatorio in caverna da parte della 19ª Compagnia del 5° Reggimento Minatori.
Le trincee del Monte Lozze
Il Monte Lozze e la vicina Cima Campanella costituivano parte integrante delle difese italiane del settore. I numerosi camminamenti scavati nella roccia permettevano di collegare postazioni di combattimento, ricoveri, osservatori e depositi.
Oggi, grazie agli interventi di recupero, molti di questi trinceramenti sono nuovamente percorribili e permettono di comprendere la complessità delle opere realizzate dai soldati.
Le pareti scavate nella roccia, le postazioni e le gallerie ricordano però soltanto una parte della realtà vissuta durante la guerra. A queste difficoltà materiali si aggiungevano il freddo, la neve, la scarsità di riparo e la continua minaccia dei bombardamenti.
Visitare questi luoghi significa quindi non soltanto osservare le testimonianze di un importante sistema difensivo, ma anche cercare di comprendere le condizioni nelle quali migliaia di uomini furono costretti a vivere e combattere.
Fonti e approfondimenti
- Montagnando – Tra Cima Caldiera (Osservatorio Torino) e Porta Molina. Informazioni storiche sulla base logistica, sui magazzini militari, sulla strada costruita nel 1916 e sul sistema di rifornimento delle truppe italiane.
- Associazione Nazionale Alpini – Monte Ortigara: il Calvario degli Alpini. Approfondimento sulle operazioni militari e sulla battaglia dell'Ortigara del giugno 1917.
- CAI Asiago – Sentiero 841 Cima Caldiera. Informazioni sul percorso, sulle opere militari e sull'Osservatorio Torino.
- Paolo Volpato e Mario Busana – Monte Ortigara, guida storica ed escursionistica. Riferimento bibliografico per approfondire gli avvenimenti bellici nel settore dell'Ortigara e di Cima Caldiera.
- Ministero della Difesa – Zona monumentale del Monte Ortigara. Documentazione e cartografia delle principali opere e posizioni militari presenti nell'area.
Data visita: 14/08/2011
Data pubblicazione: 06 Ottobre 2011
Ultimo aggiornamento: 14 Ottobre 2026
Autore: Corrado De Zanche