Ore a piedi: 5,00
Difficoltà: E - Escursionistico
Ulteriori dettagli , Mappa e GPX
Campo Gallina, nell'Altopiano dei Sette Comuni, è una delle più importanti testimonianze della presenza austro-ungarica durante la Grande Guerra. L'itinerario parte da Malga Galmarara e segue in gran parte il sentiero CAI 830, lungo vecchie strade militari che attraversano boschi e ampi spazi d'alta quota, toccando la Zona Monumenti, Campo Gallina, la Selletta Mecenseffy e Bivio Italia.
Già alle 9.30 del mattino abbiamo avuto difficoltà a trovare parcheggio, ma è bello vedere che tanta gente ama la montagna. Si parte da Malga Galmarara, imboccando la strada a sinistra, su una vecchia strada militare.
Malga Galmarara, punto di partenza dell'itinerario per Campo Gallina
Prima sosta forzata al Baito di Busa del Molton: un lunghissimo passaggio di pecore invadeva completamente la carreggiata. Avevamo anche iniziato a contarle, ma dopo il primo centinaio e il rischio di addormentarci abbiamo preferito sospendere...
Baito di Busa del Molton lungo il sentiero CAI 830
La strada non è particolarmente difficile, anzi le salite sono lievi e inizialmente si attraversa una zona di bosco che rende più fresca e piacevole la passeggiata.
Strada militare nel bosco verso Campo Gallina
Tratto della strada militare lungo il percorso per Campo Gallina
Sentiero CAI 830 verso la Zona Monumenti e Campo Gallina
Nei pressi della pozza di Malga Portule un capriolo si va a dissetare. Ogni anno sull'Altopiano si vedono sempre più animali selvatici: bello per noi e bello per i bambini, che affrontano la passeggiata sempre più volentieri sapendo che potrebbero incontrare qualche animale in libertà.
Capriolo vicino a una pozza d'alpeggio nei pressi di Malga Portule
Eccoci alla Zona Monumenti, importante trivio austro-ungarico durante la Grande Guerra.
Zona Monumenti, storico trivio austro-ungarico sull'Altopiano di Asiago
Qui si trovano il monumento della Eugen Strasse e uno dei tre ingressi del deposito munizioni, situato a circa 100 metri dal trivio in direzione di Campo Gallina.
Monumento della Eugen Strasse nella Zona Monumenti
Zona Monumenti lungo la strada militare per Campo Gallina
Ingresso del deposito munizioni austro-ungarico presso la Zona Monumenti
Strada militare dalla Zona Monumenti verso Campo Gallina
Altre foto della zona Monumenti
Paesaggio d'alta quota nei pressi di Campo Gallina
Siamo a Campo Gallina dopo 2 ore e 20 minuti. La fatica non si è fatta sentire, la fame sì!
Arrivo a Campo Gallina sull'Altopiano dei Sette Comuni
Resti della base logistica austro-ungarica di Campo Gallina
Campo Gallina e i resti delle strutture della Grande Guerra
Panorama nella zona di Campo Gallina
Resti storici della base di Campo Gallina
Qui, nel 1917, arrivarono a vivere fino a 25.000 militari austro-ungarici. Uno degli elementi più caratteristici del luogo è l'ex chiesetta.
Resti dell'ex chiesetta austro-ungarica di Campo Gallina
Ex chiesetta della base militare di Campo Gallina
Foto storica della chiesetta austro-ungarica di Campo Gallina
Poco distante si trovano il monumento al generale Mecenseffy e la zona dove aveva sede il comando della 6ª Divisione austro-ungarica.
Monumento al generale Arthur von Mecenseffy a Campo Gallina
Zona del comando austro-ungarico a Campo Gallina
Resti della zona comando della 6ª Divisione austro-ungarica a Campo Gallina
Si incontrano anche i resti delle stazioni di arrivo o transito delle teleferiche. Durante la Grande Guerra questi impianti furono molto utilizzati per trasportare rapidamente rifornimenti anche su lunghe distanze.
Resti di una stazione della teleferica militare a Campo Gallina
Strutture della teleferica austro-ungarica di Campo Gallina
Proseguendo si raggiunge la Selletta Mecenseffy, dove una lapide ricorda il tragico momento della morte del generale.
Selletta Mecenseffy lungo il percorso verso Bivio Italia
Lapide commemorativa alla Selletta Mecenseffy
Altre foto della selletta Mecenseffy
Dopo 5 ore e mezza dalla partenza, altra sosta al mitico Bivio Italia. E mentre ci rifocillavamo, oltre allo splendido panorama verso Cima XII, alcune marmotte si stavano intrattenendo in discussioni varie. Parlavano della neve, che in qualche angolo ancora persisteva, o dell'alta probabilità di pioggia?
Panorama verso Cima XII dal percorso di Campo Gallina
Bivio Italia sull'Altopiano dei Sette Comuni
Bivio Italia lungo il sentiero CAI 830
Dal Bivio Italia si può decidere se scendere lungo la strada oppure proseguire sul sentiero 830, che passa vicino al baito. Ci siamo divisi ed è risultata più veloce la discesa lungo la strada. Il sentiero, in alcuni punti, è un po' più difficoltoso, sempre in mezzo ai mughi e poco panoramico.
Arriviamo a Malga Galmarara dopo circa 7 ore dalla partenza, comprese le soste e le visite ai numerosi resti della Grande Guerra. Un'escursione lunga ma mai particolarmente faticosa, interessante soprattutto per la varietà dei paesaggi e per le numerose testimonianze storiche che si incontrano lungo il percorso.
Per ulteriori informazioni sul sentiero: CAI Asiago.
Foto del 2021 realizzate con il drone.
Zona Monumenti vista dall'alto
Strada militare verso Bivio Italia vista dal drone
Vista aerea di Campo Gallina sull'Altopiano dei Sette Comuni
Campo Gallina e i resti della base austro-ungarica visti dall'alto
Panoramica aerea della zona di Campo Gallina
Ex chiesetta e cisterna di Campo Gallina viste dal drone
Come si raggiunge:
Da Asiago in direzione Trento. Usciti dall'abitato di Camporovere dopo circa 3 km e subito dopo una curva a destra sempre sulla destra inizia una strada a fondo naturale con indicazione "Galmarara". Si prosegue per questa strada fino al termine della stessa per circa 7 km. Non è messa molto bene, soprattutto dopo i tornanti.
Mappa e traccia GPS:
SCHEDA PERCORSO | |
|---|---|
Zona: | Altopiano dei 7 Comuni o di Asiago |
Provincia / Comune: | Vicenza / Asiago |
Categoria: | Montagne |
Tipologia: | Naturalistico, Storico |
Periodo storico: | Prima Guerra Mondiale |
Coordinate punto di arrivo: | 45.964684 - 11.467924 (45°57'52" N - 11°28'4" E) |
Coordinate parcheggio: | 45.952593 - 11.495381 (45°57'9" N - 11°29'43" E) |
Altitudine di partenza (m): | 1616 |
Altitudine di arrivo (m): | 1900 |
Dislivello (m): | 670 |
Difficoltà del percorso: | E - Escursionistico |
Ore a piedi:(complessive, esclusa visita) | 5 ore |
Km totali: | 16,00 |
Come si raggiunge: | A piedi, In mountain bike, Con le ciaspole |
Tipo di tragitto: | Percorso ad anello |
Storia:
(tratta dai tabelloni trovati in loco)
MONUMENTI
Foto storica
Dopo la costruzione nel giugno del 1916 della Eugen strasse e la successiva realizzazione della Karl Strasse e della Zoviello strasse, il trivio dei Monumenti divenne un punto nevralgico del sistema logistico della 6° Divisione di fanteria austro-ungarica. Qui terminava la teleferica da campo n.14 proveniente dalla Val d'Assa e transitava la teleferica n.13 diretta a Campo Gallina. Oltre a numerosi baraccamenti lungo la Karl strasse venne scavata dai reparti del Genio una imponente caverna, con tre entrate, destinata a deposito munizioni. A sud del trivio venne realizzato un piccolo cimitero.
LA BASE LOGISTICA DI CAMPO GALLINA
Foto storica
All'indomani della fine dell'Offensiva di primavera del 1916 (meglio nota come Strafexpedition), Campo Gallina rappresentò una delle più importanti ed al contempo interessanti basi logistiche in quota realizzate dall'esercito austro-ungarico sulla parte settentrionale dell'Altopiano. Essa fu costantemente ampliata e sempre meglio organizzata fino all'autunno del 1917, e risultò particolarmente attiva nel corso dell'offensiva italiana del giugno 1917 (battaglia dell'Ortigara). La base comprendeva ricoveri per l'ampio parco veicoli che percorreva l'estesa rete stradale realizzata in poco più di un anno, un attrezzato ospedale da campo, baracche e depositi, teleferiche, una graziosa chiesetta ed un piccolo cimitero. Non mancavano nemmeno forni per il pane, le prese di arrivo dell'acquedotto della Val Renzola, ed impianti fissi per la disinfestazione dai pidocchi. Campo Gallina fu inoltre sede del comando della 6° Divisione austro-ungarica affidata fino alla sua morte, dovuta ad un colpo di artiglieria italiana, al Gen. Arthur Edler von Mecenseffy. La base venne considerata un obiettivo di primaria importanza per i bombardamenti aerei ed i concentramenti delle artiglierie italiane a lunga gittata; di fatto essa costituiva il cuore pulsante della complessa macchina logistica austriaca. Soprattutto dalla sua efficienza gli austriaci dovettero la sopravvivenza della linea difensiva Colombara-Forno-Chiesa-Ortigara/Lepozze, articolata e continuamente sviluppata e migliorata, sia durante l'inverno 1916/17 sia dopo l'offensiva italiana del giugno 1917.
CHIESETTA DI CAMPO GALLINA
Foto storica
Costruita interamente in legno dai reparti della 6° Divisione di fanteria austro-ungarica, la chiesetta venne dedicata al Kaiser Karl I. A termine della guerra, nell'estate del 1919, la chiesetta venne smontata e portata a Roana dove fu rimontata ed inaugurata il 7 ottobre dello stesso anno funzionando provvisoriamente per le funzioni religiose della comunità fino alla ricostruzione della Chiesa parrocchiale distrutta ad opera dell'artiglieria italiana e britannica nel corso della guerra.
Sulla chiesetta ricostruita la comunità di Roana issò una lapide commemorativa che recitava: "Questa cappella dal nemico eretta sulle impervie rocce di Cima Portule, segnacolo di resurrezione e di pace qui trasportarono i roanesi".
L'altare originale della chiesetta è ancor oggi conservato all'interno della Chiesa parrocchiale di Roana.
MONUMENTO AL GEN. MECENSEFFY
Il massiccio parallelepipedo in pietra, cui manca oggi il prisma originario di copertura (distrutto probabilmente dall'artiglieria italiana nel corso delle esercitazioni degli anni '60), ricorda il FmLt Arthur Edler von Mecenseffy ex-comandante della 6° Divisione di fanteria austro-ungarica. L'alto ufficiale cadde il 6 ottobre 1917 a Q.2055 della "Kaiser Karlstrasse", non lontano da Bivio Italia, in seguito all'esplosione di una granata italiana che centrò fortunosamente l'auto con cui stava rientrando da una ispezione al fronte ferendolo mortalmente. Il monumento venne però realizzato in prossimità della sede del Comando della 6° Divisione a Campo Gallina mentre sul punto della morte venne semplicemente murata una lapide ancor esistente. Comandante per un lunghissimo periodo della grande unità austro-ungarica, il FmLt Mecenseffy era nato a Vienna nel 1865 e prima della 6° aveva comandato la 10° Divisione di fanteria e ricoperto incarichi di stato maggiore nella 2° e nella 4° Armata. Nel settembre del 1916 era subentrato al GM Rudolf Muller al comando della 6° Divisione schierata nel settore nord dell'Altopiano contribuendo in modo significativo alla sistemazione difensiva del fronte di competenza e all'organizzazione del complesso sistema logistico.
Sepolto inizialmente sull'altopiano, il suo corpo venne esumato subito dopo su disposizione del FM Conrad e trasferito nella cripta di famiglia a Vienna dove riposa tuttora. L'iscrizione sul monumento recita:
Al suo Comandante caduto il 6.10.1917
Arthur Elden von Mecenseffy
Imperiale e Regio Tenente Maresciallo
La 6° Divisione di Fanteria riconoscente
COMANDO 6° DIVISIONE
Foto storica
La grande base logistica di Campo Gallina, straordinario complesso in quota, mirabile per articolazione e varietà di manufatti, ospitava anche i comandi logistici della 6° Divisione di fanteria (c.te FmLt. Arthur von Mecenseffy) e della 6° Brigata di artiglieria campale (c.te Col. von Rabl) che ne costituiva il principale supporto tattico. Posti entrambi nella parte settentrionale della base, la più vicina ai rispettivi comandi tattici, offrivano una sistemazione che non mancava di comodità e persino di una certa civetteria. In una situazione di cronica scarsità d'acqua, infatti, era presente perfino una cisterna per il bagno degli ufficiali.
Dal giugno del 1916 all'autunno del 1917 la Divisione, schierava in linea la 12° Brigata (che comprendeva il 20° e il 7° Feldjager ed il 17° Reggimento "kronprinz") e l'11° Brigata (che comprendeva il 27° Reggimento "Konid der Belgier" ed il 2° Reggimento bosno-erzegovese). Dopo aver sostenuto l'offensiva italiana del giugno 1917 (la Battaglia dell'Ortigara) nell'autunno la Divisione partecipò ai sanguinosi combattimenti contro le Melette di Gallio ed il Monte Zomo dovendo poi essere ritirata dall'Altopiano a causa delle ingenti perdite subite.
Data visita: 27/06/2010
Data pubblicazione: 07 Luglio 2010
Ultimo aggiornamento: 09 Settembre 2026
Autore: Corrado De Zanche