Porta Manazzo

Postazione di artiglieria italiana della Grande Guerra (m 1795)

 

Porta Manazzo è facilmente raggiungibile in macchina e poi a piedi per 5 minuti. Una terrazza naturale verso la Valsugana, Levico e le montagne trentine .... l'importante è trovare una giornata speciale come quella che abbiamo trovato noi!

E se vi capita di andarci di notte, fate attenzione, è il posto preferito degli astrofili perché trovano un posto buio e con poco inquinamento elettrico.

Poco prima di raggiungere il punto di sosta per l'auto, sulla sinistra, si può scorgere una colonia di marmotte abituate alla presenza dell'uomo. Le abbiamo viste giocare e con la solita marmotta di guardia, attenta al pericolo, che sembrava stesse prendendo il sole (meglio portarsi dei binocoli per non disturbale troppo).

Porta Manazzo - Marmotte

Porta Manazzo - Marmotte

Porta Manazzo - Marmotte

Porta Manazzo - Marmotte

Porta Manazzo - Marmotte

Porta Manazzo - Marmotte

L'indicazione per la "cannoniera" è il punto di partenza per proseguire a piedi.

Porta Manazzo

Porta Manazzo

Porta Manazzo

Porta Manazzo

Porta Manazzo

Porta Manazzo

Porta Manazzo

Porta Manazzo

Porta Manazzo

Porta Manazzo

Porta Manazzo

Porta Manazzo

Porta Manazzo

Porta Manazzo

Una trincea protegge e collega l'ingresso per la postazione di due cannoni.

La prima galleria ed il suo interno:

Porta Manazzo

Porta Manazzo

Porta Manazzo

Porta Manazzo

Porta Manazzo

Porta Manazzo

Porta Manazzo

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La seconda invece è franata:

Porta Manazzo

Porta Manazzo

Porta Manazzo

Porta Manazzo

Porta Manazzo

Porta Manazzo

Porta Manazzo

Porta Manazzo

Porta Manazzo

Porta Manazzo

Porta Manazzo

Porta Manazzo

Porta Manazzo

Porta Manazzo

La cosa strana è che nei vari testi si legge che le artiglierie di Porta Manazzo furono di primaria importanza nei bombardamenti ai forti di Luserna e Busa Verle. Ma queste cannoniere guardano la valle, non la zona dei forti! Sicuramente saranno servite per disturbare i rifornimenti Austriaci che passavano nella valle sottostante per arrivare nelle zone di guerra.

Ma allora dov'erano i cannoni da 280 mm usati nel primo anno di guerra? Ripensando a quanto visto, ma purtroppo non fotografato, ci sono delle piazzole (6 o 7) lungo la strada che prosegue verso il Vezzena. Sono riparate dalla montagna e in zona di tiro verso i forti suddetti. (Questa osservazione avviene dopo domanda da parte di M.)

Per poter gustare meglio il panorama è consigliabile salire un po' più in alto, meglio se proseguire per Cima Manderiolo.

La Valsugana:

Porta Manazzo

Porta Manazzo

Porta Manazzo

Porta Manazzo

Monte Trentin e Cima Dodici:

Porta Manazzo

Porta Manazzo

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Porta Manazzo

Bocchetta Portule e Cima Portule:

Porta Manazzo

Porta Manazzo

Porta Manazzo

Porta Manazzo

Il parcheggio e Porta Manazzo:

Porta Manazzo

Porta Manazzo

Porta Manazzo

Porta Manazzo

Panorama complessivo:

Porta Manazzo

Porta Manazzo


Come si raggiunge:

Da Asiago in direzione Trento sulla S.S. 349 , usciti dall'abitato di Camporovere proseguendo per circa 10 km, passata l'Osteria del Ghertele, dopo una curva a destra si trova la strada che porta a Larici - Rif.Formica. Si prosegue fino ai pressi del Rifugio Larici, dove al tornate si prosegue dritti per Malga di Porta Manazzo.


Mappe Interattive:

Porta Manazzo

SCHEDA PERCORSO
Zona:Altopiano dei 7 Comuni o di Asiago
Provincia / Comune:Vicenza / Roana
Categoria:Montagne, Fortificazioni
Tipologia:Naturalistico, Paesaggistico, Storico
Periodo storico:Prima Guerra Mondiale
Coordinate punto di arrivo:45.980169 - 11.397442
(45°58'48" N - 11°23'50" E)
Coordinate parcheggio:45.978404 - 11.397062
(45°58'42" N - 11°23'49" E)
Altitudine di arrivo (m):1795
Difficoltà del percorso:T - Turistico
Ore a piedi:
(andata e ritorno, esclusa visita)
10 minuti
Come si raggiunge:A piedi, In mountain bike


Storia:

Tratto da Fritz Weber - Forte Busa Verle

Maggio 1915

"Cerchiamo ansiosamente un bersaglio. All'infuori delle poche granate di ieri sera, non abbiamo ancora sparato un colpo. Venir bombardati senza controbattere, è una cosa intollerabile. I muri delle casematte presentano già profonde lesioni e potrebbero crollare da un momento all'altro. Nulla di più estenuante di questa resistenza passiva; dobbiamo agire.

La batteria sulla cresta del Verena, la sola che finora siamo riusciti ad individuare, si trova fuori della portata dei nostri pezzi e ci sovrasta di cinquecento metri. Per le batterie italiane da 280 mm di Porta Manazzo non abbiamo rilievi e non possiamo far altro che prenderle sotto il tiro di distruzione." .... "Spariamo ora contro le batterie campali, nelle conche e nelle valli, nella foresta davanti a noi, ovunque supponiamo possano essersi annidate. La locanda di Vezzena è in preda alle fiamme. Granate lacrimogene vengono sparate su Porta Manazzo, da cui parte il tiro di distruzione contro di noi. Purtroppo, non riusciamo a raggiungere i grossi calibri da 280 mm in batteria sul Verena. Sapendo di trovarsi fuori della portata dei nostri pezzi, essi fanno di noi quello che vogliono. Ogni tre minuti, una parte della nostra copertura vola in pezzi sotto il loro tiro."

Agosto 1915

"Il forte è scosso dalle sue fondamenta, le pareti tremano e le loro lesioni diventan sempre più profonde. Lungo i corridoi e nelle casematte stanno gli uomini con gli occhi che hanno ormai perso qualsiasi espressione.

Adunata di tutta la guarnigione!

Due lunghe file nel corridoio principale. Ascoltiamo la voce del comandante:

Ragazzi! Dobbiamo reagire, difenderci! Chi si offre volontario per far servizio agli obici, faccia un passo avanti!

Silenzio.

Un uomo si fa innanzi, si pianta sull'attenti davanti a Papak, saluta. E' il capopezzo Aschenbrenner.

Nessun volontario - egli dice ad alta voce, in modo da esser udito da tutti -. La mia squadra sale nella torretta perchè è il suo turno. Serventi del secondo pezzo: attenti! Per fila destr, marsh!

L'uomo saluta di nuovo, fa dietrofront e si allontana con i suoi soldati.

Il tenente Papak in persona assume la direzione del tiro. Una eccitazione nervosa si impadronisce di noi tutti: sparare, distruggere i diavoli maledetti che ci perseguitano. Granate a ecrasite, shrapnels, tutto quello che è a portata di mano. Ferro e morte contro Porta Manazzo! Poiché è di là che provengono i colpi: lo ha stabilito il nostro osservatorio di Basson.

Nella torretta, i serventi si levano le giacche e le camicie, ché tra poco ne farà del caldo. Gli sguardi sono fissi sulla tavola dei segnali. Il proiettile scompare nella camera di scoppio.

Fuoco!


Tratto da Schaumann - La grande guerra 1915/18

21 maggio 1916

Di buon mattino, dopo una sparatoria estremamente violenta, 2 battaglioni dell'87° Regg. Fant., il 24° btg Feldjager e compagnie dell'11° btg Feldjage s'avventarono nuovamente contro il Costesin che era difeso da truppe della brigata Alessandria. Dopo un sanguinoso corpo a corpo gli Austriaci riuscirono a penetrare nelle postazioni. Nonostante i ripetuti contrassalti ed il fuoco d'appoggio dell'artiglieria, gli Italiani non furono in grado di riconquistare il Costesin. Nel pomeriggio gli Austriaci penetrarono anche nel settore conteso del Marcai. Nei pressi di Porta Manazzo le truppe Italiane si difesero fino a tarda sera.

23 maggio 1916

Sempre di buon mattino un battaglione della 222.a div. Schutzen avanzò lungo la linea del fronte e nei pressi di Porta Manazzo incappò nella strenua opposizione di 2 battaglioni della brigata Lambro, che copriva il fianco settentrionale della 34.a div. fant. Italiana. Fu una resistenza tenace che durò parecchie ore; in seguito però gli Italiani dovettero cedere di fronte alla consistente pressione degli Austriaci.


Data visita: 24/08/2008
Data pubblicazione: Nov. 1, 2008

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Commenti

Roberto
July 30, 2009
Marmotte

Escursione del 25/07/09: vorrei solo confermare che le marmotte ci sono ... eccome. E i bambini si sono divertiti un sacco ad osservarle. Noi ne abbiamo trovate anche scendendo da Cima Manderiolo, attraversando il pascolo verso la strada bianca che torna a Malga Manazzo. Infatti, camminando abbiamo notato numerose tane.