Monte Zugna

Museo all'aperto della Grande Guerra (m 1864)

 

Il Monte Zugna separa la Vallarsa e la valle dell'Adige. Ricchissima di storia, ma poco conosciuta, è stata una cima molto contesa durante la Grande Guerra. La sua posizione estremante strategica permetteva il controllo delle due importanti valli, accesso sicuro verso l'Italia di allora.

Sulla cima del Monte Zugna gli austro-ungarici avevano in progetto la costruzione di un forte, mai realizzato.

Dalla località di Albaredo (TN) una tortuosa strada asfaltata porta verso la cima del Monte Zugna.

Dopo 4,5 km ad un tornante a sinistra, nei pressi di Malga Tof, iniziamo a trovare le prime tabelle storiche. Sulla destra una breve strada sterrata porta ad un piazzale con vista sulla valle dell'Adige e i paesi di Marco, Mori e Tierno.

Monte Zugna - panorama sulla valle dell

Monte Zugna - panorama sulla valle dell'Adige

Dopo altri 7 tornanti si iniziano a scorgere le prime gallerie sede del comando di battaglione "Tre Aquile".

Monte Zugna - comando Tre Aquile

Monte Zugna - comando Tre Aquile

Monte Zugna - comando Tre Aquile

Monte Zugna - comando Tre Aquile

Si prosegue ancora lungo la strada fino ad arrivare in una zona molto stretta della cresta della montagna. La strada forma un bellissimo serpentone tagliando una zona piena di trincee e postazioni. Si inizia a vedere una trincea ricostruita e, osservando l'asfalto della strada, la traccia di come la trincea proseguiva.

Monte Zugna - posto di guardia austro-ungarico

Monte Zugna - posto di guardia austro-ungarico

Monte Zugna - tornante in vista della trincea

Monte Zugna - tornante in vista della trincea

Monte Zugna - vista dalla trincea verso le postazioni austro-ungariche

Monte Zugna - vista dalla trincea verso le postazioni austro-ungariche

Monte Zugna - il Trincerone

Monte Zugna - il Trincerone

Monte Zugna - il Trincerone

Monte Zugna - il Trincerone

Monte Zugna - il Trincerone

Monte Zugna - il Trincerone

Nei pressi della trincea ci sono diversi sbocchi di una lunghissima galleria (attenzione, le gallerie della zona non sono messe in sicurezza).

Monte Zugna - interno galleria sotto al Trincerone

Monte Zugna - interno galleria sotto al Trincerone

Visitata la zona proseguiamo verso la cima. Ma non facciamo molta strada, subito un'altra area, valletta S.Lazzaro, dove si trovava il comando di battaglione (e il termine della galleria precedente), un cimitero e una zona accantonamenti.

Monte Zugna - valletta S.Lazzaro

Monte Zugna - valletta S.Lazzaro

Monte Zugna - valletta S.Lazzaro - cimitero

Monte Zugna - valletta S.Lazzaro - cimitero

Monte Zugna

Monte Zugna

Monte Zugna - valletta S.Lazzaro - ricovero in galleria

Monte Zugna - valletta S.Lazzaro - ricovero in galleria

Monte Zugna - salita verso il comando

Monte Zugna - salita verso il comando

Monte Zugna - misteriosa costruzione

Monte Zugna - misteriosa costruzione

Monte Zugna - comando di battaglione

Monte Zugna - comando di battaglione

Monte Zugna - comando di battaglione

Monte Zugna - comando di battaglione

Monte Zugna - comando di battaglione

Monte Zugna - comando di battaglione

Mentre ci rifocilliamo nella valletta, discutiamo sulla quantità di manufatti della Grande Guerra visti in questo spazio ristretto e di quanto ci aspetta ancora da vedere. Questa montagna è un museo a cielo aperto pieno di storia. In effetti l'avevo già visitata negli anni ottanta ma praticamente era tutto invisibile e non segnalato. Adesso è curato anche il taglio dell'erba.


Riprendiamo l'auto e proseguiamo fino al rifugio Monte Zugna, dove termina la strada.

Monte Zugna - Osservatorio astronomico

Monte Zugna - Osservatorio astronomico

Monte Zugna - Chiesa Regina Pacis

Monte Zugna - Chiesa Regina Pacis

Nei pressi del rifugio si trova un osservatorio astronomico e una chiesetta.

Si riprende il percorso a piedi, ma è anche possibile proseguire in mountain-bike.

Dopo qualche centinaio di metri si trova sulla destra un sasso, il "Sass dei Usei", scavato internamente per trasformarlo in un bunker perfetto.

Monte Zugna - Sass dei Usei

Monte Zugna - Sass dei Usei

Monte Zugna - Sass dei Usei

Monte Zugna - Sass dei Usei

Monte Zugna - Sass dei Usei

Monte Zugna - Sass dei Usei

Dopo 25 minuti di salita si arriva al "Parco della Pace", un enorme spiazzo dove sorgevano i baraccamenti militari e con un interessante sistema di raccolta per l'acqua ancora funzionante. In questa zona doveva sorgere un forte austro-ungarico, rimasto solo nei progetti.

Monte Zugna - ingresso al Parco della Pace

Monte Zugna - ingresso al Parco della Pace

Monte Zugna - Parco della Pace

Monte Zugna - Parco della Pace

Monte Zugna - palazzina ufficiali

Monte Zugna - palazzina ufficiali

Monte Zugna - palazzina ufficiali

Monte Zugna - palazzina ufficiali

Monte Zugna - acquedotto

Monte Zugna - acquedotto

Monte Zugna - baraccamenti

Monte Zugna - baraccamenti

Oltre ai baraccamenti e l'acquedotto troviamo ricoveri in caverna, un piccolo cimitero ed un rifugio.

Monte Zugna - ricoveri

Monte Zugna - ricoveri

Monte Zugna - baraccamenti

Monte Zugna - baraccamenti

Monte Zugna

Monte Zugna

Monte Zugna - baraccamenti

Monte Zugna - baraccamenti

Monte Zugna - cimitero

Monte Zugna - cimitero

Monte Zugna - baraccamenti

Monte Zugna - baraccamenti

Monte Zugna - baraccamenti

Monte Zugna - baraccamenti

Monte Zugna

Monte Zugna

Monte Zugna - rifugio

Monte Zugna - rifugio

Nei pressi del cimitero una cannoniera in galleria.

Monte Zugna - artiglieria in caverna

Monte Zugna - artiglieria in caverna

Monte Zugna - artiglieria in caverna

Monte Zugna - artiglieria in caverna

Monte Zugna - vista sulla valle dell

Monte Zugna - vista sulla valle dell'Adige

Monte Zugna - Coni

Monte Zugna - Coni

Proseguiamo il sentiero per raggiungere la cima. Ancora 30 minuti di salita.

Monte Zugna - verso la cima

Monte Zugna - verso la cima

Sulla cima della montagna un osservatorio traguardato permette di capire l'importanza strategica di questa cima.

Monte Zugna - osservatorio

Monte Zugna - osservatorio

Monte Zugna - osservatorio

Monte Zugna - osservatorio

Monte Zugna - osservatorio

Monte Zugna - osservatorio

Monte Zugna

Monte Zugna

Panorami

Monte Zugna

Monte Zugna

Monte Zugna - Corno Battisti

Monte Zugna - Corno Battisti

Monte Zugna - Monte Pasubio

Monte Zugna - Monte Pasubio

Monte Zugna - Monte Pasubio, Dente Austriaco e Dente Italiano

Monte Zugna - Monte Pasubio, Dente Austriaco e Dente Italiano

Per il ritorno dalla cima del Monte Zugna al rifugio sono necessari altri 45 minuti di cammino.


Come si raggiunge:

Monte Zugna - pianta percorso turistico

Monte Zugna - pianta percorso turistico

La strada che sale da Albaredo (TN) alla cima dello Zugna permette di attraversare per intero l'organizzazione del fronte della Prima Guerra Mondiale. Il percorso di visita segue la strada ed è impostato ad anello, è lungo circa 11 Km con un dislivello di 900m (è consigliabile farlo a tappe).

Si parte a valle, dalle retrovie austro-ungariche, si attraversa l'area delle prime linee del "Trincerone-Kopfstellung" e si percorrono poi le retrovie italiane. Terminata la strada nei pressi del Rifugio Monte Zugna, si prosegue sul Sentiero della Pace fino alla cima. Da qui, si può continuare per Passo Boule.

Lungo la strada si incontrano postazioni di artiglieria, trincee, cimiteri militari, crateri di colpi di artiglieria e sistemi di gallerie. Installazioni didattiche identificano i manufatti e i siti testimoni delle contrapposte organizzazioni militari.

La strada intercetta anche altre peculiarità dello Zugna: l'antica mulattiera di monticazione, la frana dei Lavini, che ha messo in luce le "orme dei dinosauri", il percorso astronomico e l'Osservatorio.

Il ritorno al Rifugio può avvenire seguendo il Sentiero della Pace, lungo camminamenti militari che permettono di ricongiungersi alla strada nei pressi della curva delle "Tre Aquile".


Mappe Interattive:

Monte Zugna

SCHEDA PERCORSO
Zona:Piccole Dolomiti, Pasubio, Novegno
Provincia / Comune:Trento / Rovereto
Categoria:Montagne, Fortificazioni
Tipologia:Storico, Panoramico
Periodo storico:Prima Guerra Mondiale
Coordinate punto di arrivo:45.799753 - 11.068372
(45°47'59" N - 11°4'6" E)
Coordinate parcheggio:45.807835 - 11.058400
(45°48'28" N - 11°3'30" E)
Altitudine di partenza (m):1600
Altitudine di arrivo (m):1864
Dislivello (m):300
Difficoltà del percorso:T - Turistico
Ore a piedi:
(andata e ritorno, esclusa visita)
1 ora 40 minuti
Come si raggiunge:A piedi, In mountain bike


Storia:

(tratta dai tabelloni in loco)

Monte Zugna - sviluppo delle gallerie

Monte Zugna - sviluppo delle gallerie

Monte Zugna - fronte Italo-Austriaco

Monte Zugna - fronte Italo-Austriaco

Comando di battaglione "Tre Aquile"

Gli Italiani occuparono queste posizioni nel giugno 1915 e le abbandonarono, per ritirarsi al "Trincerone", il 17 maggio 1916.

Gli austro-ungarici tra fine giugno e inizio luglio 1916 posizionarono la prima linea sulla Zugna Torta alla sommità del versante orientale.

Dalla Zugna Torta la linea piegava verso sud con un angolo di 90 gradi, percorreva il crinale, presidiando entrambi i versanti, e si fermava a contatto della prima linea italiana del "Trincerone".

Lungo la strada e al riparo di questo costone venne posizionato il comando di un battaglione dei Kaiserschutzen, con un centralino telefonico, baracche e caverne ricovero per gli ufficiali e la truppa.

Su queste rocce, nell'ottobre del 1917, vennero collocati gli stemmi di 3 dei battaglioni del 2° reggimento kaiserschutzen che presidiavano queste linee.

Poco sopra, nella caverna a ferro di cavallo, vi era un deposito di viveri, attrezzi e munizioni anche per la batteria di cannoni da montagna da 7,5 cm M.15 posizionata poco distante.

Qui inoltre aveva inizio un lungo camminamento che metteva in comunicazione diretta il comando di battaglione con la prima linea del Kopfstellung, presidiata da una sua compagnia.


Prima linea italiana

Dallo Zugna di soldati italiani potevano vedere, come premio per il loro sacrificio, non solo il gruppo del Brenta e l'Adamello, ma anche Trento, la città per la quale combattevano e morivano.

Nel giugno 1915, risalendo la valle dell'Adige, gli italiani avevano occupato il Monte Zugna, spingendosi fino alle porte di Rovereto. Nel corso dell'estate avevano predisposto una linea di difesa, in questo punto aveva assunto il nome di "Trincerone", una trincea scavata nella roccia e dal parapetto sopraelevato, dotata di feritoie in cemento armato, in parte coperta, che sbarrava la strada univa il versante della Vallarsa a quello - meno ripido - della Vallagarina.

Qui il 18 maggio 1916 i reparti italiani fermarono le truppe austro-ungariche e, grazie alle artiglierie italiane del Monte Baldo, resistettero ai loro attacchi.

Da qui gli italiani, potendo controllare le strade della Vallarsa con 4 cannoni da 65 mm, contribuirono a fermare l'avanzata austriaca all'altezza di Parrocchia e di Obra.

Nelle settimane e nei mesi successivi gli italiani rafforzarono il "Trincerone" con avamposti a destra e a sinistra e con ulteriori linee di trincee a sud, rinsaldarono la sommità dello Zugna con mitragliatrici, artiglierie e depositi di viveri, costruirono una teleferica, due acquedotti e una stazione radiotelegrafica di collegamento con il comando del XXIX Corpo d'armata insediato a Borghetto.

Per proteggere le truppe dalle artiglierie austro-ungariche furono realizzate gallerie di ricovero e di avvicinamento alla prima linea: la più lunga (508 metri) chiamata "Liguria", dal nome della brigata che nell'inverno 1917/1918 presidiò il versante est della montagna. Furono scavati pozzi d'ascoltazione per scoprire eventuali lavori di mina avversari. Gli italiani realizzarono qui due camere da mina carica e con gelatina esplosiva.


Valletta San Lazzaro

Il 17 maggio 1916 gli italiani abbandonarono la Zugna Torta e arretrarono al "Trincerone" dove respinsero numerosi attacchi degli austro-ungarici. Dal ciglio est dominavano, con le artiglierie, le strade che portavano verso Schio e Recoaro fermando la progressione, non più alimentata adeguatamente, dell'ala ovest della "Strafexpedition".

Monte Zugna - foto storica valletta S.Lazzaro

Monte Zugna - foto storica valletta S.Lazzaro

Monte Zugna - foto storica valletta S.Lazzaro

Monte Zugna - foto storica valletta S.Lazzaro

In questa valletta, alla quale era stato dato il nome di "San Lazzaro" (ad altre valli era stato dato altro nome: qui vi era un posto di medicazione, l'ospedale da campo - all'epoca gli ospedali erano chiamati anche Lazzaretti - da questo il nome di San Lazzaro?) venne ubicato un comando di battaglione (una cui compagnia presidiava il "Trincerone"), con accanto un posto di medicazione. Quale ricovero, in caso di bombardamento, viene scavata una galleria con due entrate, denominata "Galleria C" (in seguito ampliata aggiungendo un altro sbocco), la terza galleria iniziando dal crinale in alto.

In seguito venne affiancata dalla Galleria C bis. Nel mezzo della valletta passava il camminamento che collegava il "Trincerone" con gli accantonamenti.

Una parte del camminamento venne sostituita, nel gennaio 1918, dalla "Galleria Liguria", lunga 508 metri, che iniziava nella parte nord della "Valletta San Lazzaro" e sbucava nella "Galleria D" del "Trincerone". Sul lato est della Valletta, di fronte al posto di medicazione, venne ubicato, da don Annibale Carletti, il cimitero militare dedicato a San Matteo.

Monte Zugna - piantina Galleria C

Monte Zugna - piantina Galleria C

Monte Zugna - foto storica valletta S.Lazzaro

Monte Zugna - foto storica valletta S.Lazzaro


Organizzazione austro-ungarica

Per effetto della guerra del 1859 tra impero d'Austria e Regno del Piemonte e Sardegna, la Lombardia venne assegnata a quest'ultimo e il Trentino divenne terra di confine.

A protezione della nuova frontiera l'esercito austriaco iniziò la costruzione di forti che continuo fino a fine secolo quando fu completata la difesa di Trento. Nel 1905 lo Stato Maggiore austro-ungarico presentò un nuovo piano di fortificazione della frontiera trentina che prevedeva lo sbarramento di tutte le strade di accesso. I forti esistenti infatti, con l'aumentata potenza delle artiglierie, potevano essere messi fuori uso con pochi colpi.

Tuttavia, per ragioni di bilancio, non venne autorizzata la costruzione di nuovi forti destinati alla protezione del basso Trentino e della Valsugana.

Nel 1912 mentre erano in via di completamento i forti del precedente programma, venne finalmente iniziata la costruzione dei forti a protezione del basso Trentino: Monte Altissimo di Nago, monte Vignola, Monte Zugna, Pozzacchio e Monte Pasubio. Per il forte Zugna fu avviata la costruzione di una strada che doveva rendere accessibile la cima, vennero costruite le caserme per il presidio, un gran impluvio per la raccolta d'acqua, i filtri e le vasche per la sua conservazione.

I lavori di scavo del forte vennero sospesi in conseguenza della mobilitazione generale del 31 luglio 1914. Nel settembre 1914 venne stabilito, in caso di conflitto con l'Italia, di abbandonare il basso Trentino, i forti per la cui difesa non erano completati, e di ritirarsi su una linea che passando da Rovereto univa i forti di Serrada con i forti del Garda. I lavori su questa linea di fortificazioni campali iniziano nel settembre 1914. Gli italiani vi arrivarono a contatto, in alcuni settori di questa zona, solo a inizio 1916.


Caposaldo Italiano di Coni Zugna

Gli Italiani occuparono Cima Zugna tra il 29 e il 30 maggio 1915, catturando un centinaio di prigionieri. Per tutto il 1915 e fino al maggio 1916 le caserme austro-ungariche divennero la loro base logistica.

Con la "Strafexpedition" del maggio 1916 si comprese l'importanza strategica del possesso dello Zugna per bloccare la strada verso Schio, una delle due attaccate per scendere in pianura. Su Cima Zugna venne perciò costruito un forte caposaldo: fu scavata una trincea che dal versante di Val Cipriana, protetta anteriormente da nove fasce di reticolato della profondità di circa cinque metri ciascuna, chiudendo così le provenienze da nord e bloccando la mulattiera.

Al suo interno vennero posizionate numerose mitragliatrici, sia in pozzo che in barbetta. Vi era sempre di presidio un battaglione di fanteria con una batteria di cannoni da montagna da 65 mm modello 1911, due batterie di cannoni da campagna da 75 mm modello 1906 o 1911, una sezione con due cannoni da 105 mm per tiri di concorso sul Pasubio. Era stato posizionato anche un grosso riflettore per illuminare le sottostanti valli.

Il presidio e i magazzini trovarono riparo nelle caverne costruite lungo la mulattiera per passo Boule. Una lunga galleria univa le caverne alle trincee, permettendo così di evitare i tiri d'interdizione dell'artiglieria. La parte sommitale era stata organizzata come ulteriore piccolo caposaldo.

Venne costruita, lungo la mulattiera, la postazione in caverna per una batteria di cannoni da 149A, che però non venne mai armata. Una stazione radiotelegrafica teneva i contatti con il comando del corpo d'armata situato a S.Leonardo di Borghetto nella villa Guerrieri-Gonzaga.

Monte Zugna - artiglieria in caverna

Monte Zugna - artiglieria in caverna


Monte Zugna: Fronte 1915/18

Tra fine maggio e inizio giugno 1915 alcune compagnie dei battaglioni Verona e Vicenza del 6° Reggimento alpini occuparono la cima dello Zugna catturando un centinaio di prigionieri austro-ungarici.

Vi arrivarono provenendo da Cima Posta, percorrendo il crinale privo di strade e sentieri. Per ovviare a questa situazione (l'occupazione stabile del monte esigeva adeguati rifornimenti), nel giugno 1915 venne intrapresa la costruzione di una strada camionabile da Marani di Ala a passo Bolue e Cima Selvata. Da lì, trovandosi sotto il tiro delle artiglierie austro-ungariche del Monte Biaena, gli alpini del battaglione Verona la prolungarono come mulattiera fino alla località di Vasconi dove la innestarono su quella precedente costruita dagli austro-ungarici, completandola nel settembre 1915.

Già nel settembre 1915 lungo questa strada arrivarono da Marani di Ala, via Prabuolo e passo Boule, i primi cannoni da 149G e 149A. Lungo la mulattiera fu realizzato un acquedotto, completato nel giugno 1917, della lunghezza di oltre 5.000 metri con un dislivello in salita di circa 1.500 metri e una portata massima di 80.000 litri al giorno,

L'acqua, prelevata dalle sorgenti di S.Valentino a quota 300 s.l.m., veniva inviata con tre stazioni di sollevamento in una caverna serbatoio (posta anch'essa lungo questa mulattiera) e distribuita, assieme a quella captata dal grande impluvio artificiale austro-ungarico, fino alle prime linee italiane della parte alta del monte.

Nel dicembre 1915 venne completato il montaggio di una teleferica lunga 3.262 metri, della ditta B.B.B. mossa da un motore Vogel da 30HP, con partenza da Sgardaiolo, frazione di Santa Margherita di Ala, in grado di superare un dislivello di 1.502 metri, con una portata di 2,5 quintali al carrello.

Monte Zugna - foto storica

Monte Zugna - foto storica


Il forte austro-ungarico

L'esercito austro-ungarico predispose nel 1905 un piano di fortificazioni delle frontiere con il Regno d'Italia che, per ragioni di bilancio, non venne accettato per la parte a protezione del basso Trentino. Solo nel 1912, quando erano in via di completamento i forti previsti nel piano del 1905, vennero iniziati i lavori sul Monte Altissimo di Nago, a protezione del Lago di Garda e del Monte Baldo; sul Monte Vignola, a protezione del Monte Baldo e dalla Valle Lagarina; su Monte Zugna, a protezione della Val Lagarina e dei passi di Campogrosso e Pian della Fugazze; su Pozzacchio, a blocco della strada Rovereto-Schio; sul Pasubio, a controllo delle valli Leogra e Posina.

Sul Monte Zugna la strada austriaca arrivava poco oltre il rifugio, poi proseguiva come mulattiera. Sul pianoro di quota 1770 vennero costruite le caserme, la palazzina ufficiali, l'impluvio per la raccolta dell'acqua, i filtri per la sua depurazione e le vasche di deposito. I lavori vennero fermati dalla mobilitazione generale dell'agosto 1914, prima che iniziasse la costruzione del forte vera e propria.

Monte Zugna - progetto del forte

Monte Zugna - progetto del forte

Era previsto che sull'ultimo gradone prima della cima venisse costruita la casamatta in cemento, che da questa si inoltrassero le gallerie verso la cima, che alla loro estremità ci fossero dei pozzi dotati di ascensori, in grado di portare a 4 cupole corazzate girevoli armate con cannoni da 15 cm, della gittata di circa 22 km, capaci di colpire Schio e Belluno Veronese.

Erano anche previsti in caverna altri 4 cannoni da 15 cm ed altri 2 cannoni da 7,5 cm. Sull'avancima di sud est erano previsti una cupola osservatorio e 2 cannoni da 7,5 cm, il primo con settore di tiro verso nord lungo il crinale est; il secondo sulla Valle Lagarina, verso nord ovest.

Dal terreno, sarebbero emerse solo le cupole corazzate.


Data visita: 25/06/2016
Data pubblicazione: Nov. 16, 2016

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Commenti

Corrado
April 1, 2017
Re: zugna

Grazie Denis della disponibilità, ma mettere delle foto senza effettivamente aver visitato i luoghi diventa difficile descriverli correttamente.

Ciao

Denis
April 1, 2017
zugna

Ciao Corrado qui ti posso passare le foto che partono dal parco della pace e arrivano fino al passo buole