Ore a piedi: 1,20
Difficoltà: T - Turistico
Ulteriori dettagli , Mappa e GPX
Questa passeggiata ad anello permette di scoprire un angolo tranquillo e sorprendente di Gallio, dove natura, acqua e memoria storica si incontrano lungo un percorso semplice e piacevole. Dai mulini della Valle della Covola, passando per la Val Frenzela e scoprendo alcuni monumenti della Grande Guerra che spesso passano inosservati.
Dal Parco della Fratellanza si procede verso sud per circa 200 metri. Sulla sinistra, un cartello segnala l'inizio del Sentiero dei Mulini, che scende verso la Valle della Covola.
Tabella di inizio del sentiero
Inizio del sentiero
Il sentiero entra nel bosco e scende con decisione. Dopo un primo tornante si raggiunge la vecchia centrale idroelettrica.
Primo tornante
Centrale idroelettrica
Centrale idroelettrica
Centrale idroelettrica
Molto particolare è il punto in cui nasce il torrente: l'acqua sgorga abbondante direttamente da una fessura nella roccia, formando subito il corso d'acqua che accompagnerà parte del percorso.
La sorgente
Il percorso prosegue in discesa con diversi tornanti, passando nei pressi dei resti di alcuni antichi mulini, oggi appena riconoscibili: si intravedono solo brevi tratti di muro, ormai bassi e in parte nascosti dalla vegetazione.
Arrivati nei pressi dell’unico mulino visitabile, la discesa diventa più insidiosa, ma solo per pochi metri. È comunque consigliabile prestare attenzione, soprattutto se il terreno è umido.
Dettaglio del percorso
Resti dei mulini
Mulino
Interno del mulino
Già dalla centrale idroelettrica il suono dell'acqua accompagna il cammino. Diverse cascatelle ne amplificano la voce, trasformando il torrente in una presenza costante lungo il sentiero.
È un'acqua che racconta una storia antica: quella di Gallio e delle sue genti, che grazie ad essa hanno potuto lavorare, vivere e incontrarsi, quando i veri “social” erano ancora le piazze delle contrade.
Al termine della discesa si incontra un piccolo ostacolo: il sentiero prosegue sull'altro lato del torrente ed è quindi necessario guadarlo.
Prestate attenzione a dove appoggiate i piedi: alcuni sassi possono essere scivolosi o instabili. Con scarponi adatti, invece, si può anche attraversare direttamente nell'acqua, approfittando per sentire il fresco del torrente.
Il guado
Il guado
Il sentiero ora scende dolcemente, con alcuni piccoli ponti che permettono di attraversare il torrente. Nei pressi di contrà Ronchi il percorso si allontana dall'acqua e prosegue verso la contrada.
Dettaglio del percorso
Dettaglio del percorso
Dettaglio del percorso
Dettaglio del percorso
Dettaglio del percorso
Dettaglio del percorso
Dettaglio del percorso
Verso la contrada
Verso la contrada
Fontanello della contrada
Raggiunta la strada asfaltata, si risale verso Gallio proseguendo verso nord. Alla prima curva a sinistra, nei pressi di un capitello, si lascia l'asfalto e si imbocca un sentiero ben segnalato.
Strada verso Gallio
Inizio del sentiero
Il sentiero svolta a sinistra fino a ricongiungersi con la strada principale. La si attraversa con attenzione e si prosegue lungo la stradina che termina a contrà Hausar.
Dettaglio del sentiero
Verso contrà Hausar
Poco prima di entrare nella contrada, il sentiero devia sulla destra in salita. Al primo incrocio si mantiene la destra, continuando a salire fino a ritrovare la strada principale.
Prendere il sentiero a destra prima della contrada
Dettaglio del sentiero
Anche qui si attraversa la strada e si prosegue sul sentiero, che entra per un breve tratto nel bosco prima di sbucare sulla strada che da Gallio porta verso Foza, in prossimità del Parco Crocetta.
Attraversamento della strada
Panorama
Dettaglio del sentiero
Dettaglio del sentiero
Al parco un piccolo monumento:
A RICORDO DEI VIOLENTI SCONTRI CHE QUI VIDERO PROTAGONISTI I BERSAGLIERI 5° RGT. E LE AVANGUARDIE AUSTROUNGARICHE MIRANTI ALLA CONQUISTA DELLA VAL FRENZELA NELLA PRIMA DECADE DI NOVEMBRE 1917
NEL PRIMO CENTENARIO DELLA GRANDE GUERRA IL COMUNE DI GALLIO CON I BERSAGLIERI VICENTINI SVOLGENDOSI IL 16° PELLEGRINAGGIO SUL M. VALBELLA PONGONO A MEMORIA PERENNE
Gallio 25 agosto 2018
Monumento a Parco Crocetta
Il Parco Crocetta, "dedicato all'amicizia", riporta alcune chiare indicazioni:
In questo prezioso angolo del nostro paese NON è vietato:
- Correre sulle dune
- Rallentare
- Guardare il cielo
- Sedersi vicino a qualcuno che non si conosce
- Sdraiarsi sull'erba
- Diventare amici
- Pensare
- Raccontarsi
Proseguendo verso il centro di Gallio è possibile visitare un monumento posto all'incrocio con la strada che porta verso i campi di battaglia dell'Ortigara. Passando rapidamente in macchina lo si nota appena, ma fermandosi a osservarlo rivela molti particolari interessanti.
Un’enorme baionetta è conficcata nel terreno, avvolta da foglie di quercia e d’alloro. Di fronte, un busto mostra un volto fiero, sormontato da uno strano copricapo: è un monumento che merita qualche minuto di attenzione, perché racconta con forza la memoria della Grande Guerra sull'Altopiano.
Monumento "Di qui non si passa"
Sul monumento è riportata questa scritta:
CONTRO LA BALDANZA NEMICA GIA SOGNANTE SUA FACILE PREDA I NOSTRI CLIVI FIORENTI LE NOSTRE UBERTOSE PIANURE QUESTI PRODI ALTO LEVANDO IL GRIDO "DI QUI NON SI PASSA" FECERO DI PETTI GAGLIARDI INSORMONTABILE BARRIERA GIÙ DALLE VETTE DEL LORO SANGUE VERMIGLIE FRATERNA PIETÀ LI COMPOSE META PERENNE DI RICONOSCENZA DI AMORE E DI FEDE A OGNI CUORE ITALIANO
Si raggiunge così la piazza del centro di Gallio. Da qui si prosegue a sinistra lungo via Ech, rientrando comodamente al punto di partenza.
La strada verso il centro di Gallio
Si conclude così un percorso breve ma ricco di spunti, capace di unire il silenzio del bosco, la voce dell’acqua e la memoria della Grande Guerra. Un piccolo anello attorno a Gallio che invita a rallentare, osservare meglio ciò che spesso si supera distrattamente e riscoprire luoghi dove la storia del paese è ancora ben presente.
Come si raggiunge:
Dal centro di Gallio (Vi) in direzione Bassano prima di uscire dal paese si trova sulla sinistra il parco giochi dove è possibile parcheggiare.
Mappa e traccia GPS:
Mappa e traccia Sentiero dei Mulini di Gallio
SCHEDA PERCORSO | |
|---|---|
Zona: | Altopiano dei 7 Comuni o di Asiago |
Provincia / Comune: | Vicenza / Gallio |
Categoria: | Montagne, Sacrari, Cimiteri e Lapidi di Guerra |
Tipologia: | Naturalistico, Storico, Culturale |
Coordinate punto di arrivo: | 45.889872 - 11.563892 (45°53'23" N - 11°33'50" E) |
Coordinate parcheggio: | 45.889400 - 11.547750 (45°53'21" N - 11°32'51" E) |
Altitudine di partenza (m): | 1079 |
Altitudine di arrivo (m): | 913 |
Altitudine minima (m): | 912 |
Altitudine massima (m): | 1096 |
Dislivello (m): | 187 |
Difficoltà del percorso: | T - Turistico |
Ore a piedi:(complessive, esclusa visita) | 1 ora 20 minuti |
Km totali: | 4,00 |
Come si raggiunge: | A piedi |
Tipo di tragitto: | Percorso ad anello |
Storia:
(tratta dai tabelloni trovati in loco)
Gli opifici della Valle della Covola
Il territorio di Gallio, a differenza di altre zone dell'Altopiano, è ricco di sorgenti d'acqua perenne. La loro abbondanza assieme all'estensione dei boschi, ha fatto sì che nel corso dei secoli si sviluppassero attività artigianali o paleoindustriali, prima fra tutte la concia delle pelli. Vi era infatti sia l'acqua per muovere le ruote degli opifici che la corteccia d'abete dalla quale ricavare il tannino, utilizzato per rendere imputrescibili le pelli. L'arte della concia rappresentava un ramo dell'industria dell'Altopiano e costituiva "uno dei capi di qualche importanza nel loro commercio col di fuori".
Tra le principali sorgenti vi è la Covola, ricordata da numerosi storici, che sgorga proprio sotto l'abitato di Gallio, dando il nome alla Valle. Essa scende lungo la Val Ghiaia fino al Buso e al canyon che da qui prende il nome di Val Frenzela, termine comunemente usato per indicare l'intero susseguirsi delle tre valli. L'esistenza degli opifici è documentata fin dal '500. Per secoli, fino allo scoppio della 1 Guerra Mondiale, gli edifici a più piani erano in parte ad uso produttivo e in parte abitazioni. Nel loro insieme diedero quindi luogo ad una vera e propria Contrada fornita anche di lavatoi, usati dalle donne di Gallio fino agli anni '50.
Nel 1892, su un totale di 26 concerie esistenti nella provincia di Vicenza, Gallio ne contava 8. Le vasche e i tini per la concia erano 50, gli addetti 44. Nel 1916 l'edificio localizzato nei pressi della sorgente venne utilizzato dall'esercito italiano e trasformato in centrale idroelettrica e stazione di pompaggio dell'acquedotto che portava l'acqua fino a ridosso delle linee dello Zebio. Durante il conflitto gli edifici vennero distrutti, tranne la centrale.
Foto storica
La funzione degli opifici
Numerosi storici e viaggiatori hanno ricordato gli opifici della Covola accennandone l'attività, ma è attraverso i Catasti storici che si può risalire al tipo di lavorazione che venivano effettuate. L'acqua della sorgente, convogliata in una canaletta in pietra, muoveva otto ruote di opifici, di cui sei localizzate in linea retta lungo il ripido pendio. Le attività documentate sono:
- PISTA DA SCORZA. L'attività principale era quella di "pestar scorze" ed era strettamente legata alla concia delle pelli, in quanto permetteva di ottenere il tannino. La corteccia d'albero, posta in recipienti di sostanza dura (mortai o pile), veniva sottoposta ripetutamente ad una serie di colpi per mezzo di pestello o mazza. Dalla corteccia così frantumata veniva estratto il tannino, impiegato nella concia delle pelli per le sue proprietà di rendere insolubili e imputrescibili le sostanze con cui si combina.
- MULINO DA GRANO E PILA D'ORZO. Alcuni opifici svolgevano l'attività di macinazione del grano e dell'orzo. Esistevano due metodi: frantumazione dei grani in mortai a mezzo di percussione con pestelli; loro stritolamento fra due pietre monolitiche, dette palmeti, una più o meno incavata che serviva da supporto fisso, l'altra mobile, manovrata secondo determinate regole (da cui deriva il detto "mangiare a quattro palmenti" ovvero con voracità).
La pilatura è un procedimento per eliminare dai grani il loro rivestimento rendendoli commestibili.
- FOLLATOJO DA PANNI. La follatura, detta anche gualca o feltratura, è un trattamento meccanico che ha lo scopo di conferire compattezza, leggerezza e morbidezza ai tessuti di lana e ai feltri. Si attua per mezzo del follo o follone, ovvero una macchina a martelli o mazze. I folloni più antichi, in cui le mazze erano mosse dalla ruota che girava con l'acqua, sono detti anche gualchiere (dal longobardo walkan "rotolare").
Data visita: 06/08/2007 - 21/06/2026
Data pubblicazione: 19 Ottobre 2007
Ultimo aggiornamento: 05 Luglio 2026
Autore: Corrado De Zanche