Sentiero Valle dei mulini di Lusiana

Sentiero Valle dei mulini di Lusiana

Percorso ad anello da Valle di Sopra a Valle di Sotto (m 280)

 

Zona: Altopiano dei 7 Comuni o di Asiago
Ore a piedi: 2,00
Difficoltà: E - Escursionistico
Ulteriori dettagli ,    Mappa e GPX

Il Sentiero della Valle dei Mulini di Lusiana, nel territorio di Lusiana Conco sull'Altopiano dei Sette Comuni, è un itinerario ad anello che segue in parte il corso del torrente Chiavone Bianco tra boschi, piccole contrade e antichi opifici mossi dalla forza dell'acqua. Il percorso permette di scoprire alcuni dei mulini storici della valle e attraversa ambienti molto diversi, alternando sentieri, strade sterrate e brevi tratti asfaltati.

Attenzione: il primo tratto del percorso è spesso umido e bagnato, quindi è facile scivolare.

Parcheggiata la macchina davanti alla chiesa di Valle di Sopra, proseguiamo verso nord-est e imbocchiamo il sentiero prendendo la prima stradina a destra in discesa.

Tabella di inizio del Sentiero della Valle dei Mulini a Valle di Sopra

Tabella di inizio del Sentiero della Valle dei Mulini a Valle di Sopra

Inizio del sentiero in discesa da Valle di Sopra

Inizio del sentiero in discesa da Valle di Sopra

Sentiero nel bosco della Valle dei Mulini di Lusiana

Sentiero nel bosco della Valle dei Mulini di Lusiana

Dopo poco raggiungiamo il primo dei mulini che incontreremo durante la nostra camminata.

Primo mulino lungo la Valle dei Mulini di Lusiana

Primo mulino lungo la Valle dei Mulini di Lusiana

Antico mulino lungo il torrente Chiavone Bianco

Antico mulino lungo il torrente Chiavone Bianco

Dettaglio del primo mulino della Valle dei Mulini

Dettaglio del primo mulino della Valle dei Mulini

Proseguiamo lungo il sentiero e, al primo bivio privo di segnalazioni, teniamo la destra seguendo il corso del ruscello.

Bivio dove tenere la destra seguendo il ruscello

Bivio dove tenere la destra seguendo il ruscello

Sentiero lungo il corso d'acqua nella Valle dei Mulini

Sentiero lungo il corso d'acqua nella Valle dei Mulini

Dopo aver attraversato uno dei ponti seguiamo le indicazioni, svoltiamo a sinistra e iniziamo a salire.

Indicazione per proseguire a sinistra dopo il ponte

Indicazione per proseguire a sinistra dopo il ponte

Sentiero in salita nel bosco

Sentiero in salita nel bosco

Tratto del sentiero verso la parte alta del percorso

Tratto del sentiero verso la parte alta del percorso

Raggiunto il punto più alto, ammiriamo quel poco di panorama che la foschia ci permette di vedere e proseguiamo in discesa.

Panorama dalla parte alta del Sentiero della Valle dei Mulini

Panorama dalla parte alta del Sentiero della Valle dei Mulini

Arriviamo quindi alla piccola contrada Dovighi. Grazie a una tabella scopriamo che il tratto appena percorso viene chiamato "Sentiero del brutto passo". Dopo uno sguardo alle case della contrada proseguiamo seguendo il cartello marrone che indica il "Sentiero dei pozzi".

Tabella del Sentiero del brutto passo

Tabella del Sentiero del brutto passo

Contrada Dovighi lungo il percorso

Contrada Dovighi lungo il percorso

Finestra di una casa della contrada Dovighi

Finestra di una casa della contrada Dovighi

Piantine e dettagli della contrada Dovighi

Piantine e dettagli della contrada Dovighi

Indicazione per il Sentiero dei pozzi

Indicazione per il Sentiero dei pozzi

Lungo questo tratto alcuni alberi caduti possono rendere più difficoltoso il passaggio.

Al primo bivio che incontriamo, privo di segnaletica, proseguiamo a destra in discesa fino a raggiungere la strada asfaltata. Continuiamo a scendere verso destra, seguiamo il tornante a sinistra e, subito dopo una curva a gomito verso destra, rientriamo nel sentiero.

Bivio dove proseguire a destra in discesa

Bivio dove proseguire a destra in discesa

Tratto in discesa sulla strada asfaltata

Tratto in discesa sulla strada asfaltata

Punto in cui si abbandona l'asfalto per riprendere il sentiero

Punto in cui si abbandona l'asfalto per riprendere il sentiero

Proseguendo torniamo nuovamente sulla strada asfaltata, che seguiremo per un tratto abbastanza lungo. Nel frattempo incontriamo un antico mezzo meccanico e facciamo il conto dei mulini visti fino a questo momento: uno. Arrivati a un incrocio continuiamo in discesa verso sinistra.

Antico mezzo meccanico lungo il percorso

Antico mezzo meccanico lungo il percorso

Incrocio dove continuare in discesa verso sinistra

Incrocio dove continuare in discesa verso sinistra

Arriviamo a Valle di Sotto e seguiamo le indicazioni verso destra in salita, in direzione Valle di Sopra. Poco dopo torniamo sul sentiero sterrato prendendo a destra, in corrispondenza di un divieto di transito e di ciò che rimane della tabella del sentiero.

Indicazioni da Valle di Sotto verso Valle di Sopra

Indicazioni da Valle di Sotto verso Valle di Sopra

Sentiero sterrato verso Valle di Sopra

Sentiero sterrato verso Valle di Sopra

Poco dopo arriviamo a un bivio: scendendo a destra è possibile tornare verso il ruscello, mentre il nostro percorso continua a sinistra in salita. Proseguiamo sempre salendo fino a ricongiungerci con un altro sentiero, dove teniamo la destra continuando ancora in salita.

Bivio dove proseguire a sinistra in salita

Bivio dove proseguire a sinistra in salita

Ricongiungimento con il sentiero da seguire verso destra

Ricongiungimento con il sentiero da seguire verso destra

Continuando a camminare raggiungiamo nuovamente la strada asfaltata. Teniamo la sinistra, saliamo per pochi metri e poi riprendiamo il sentiero indicato dall'apposito cartello.

Breve tratto sulla strada asfaltata verso Valle di Sopra

Breve tratto sulla strada asfaltata verso Valle di Sopra

Indicazione per riprendere il sentiero

Indicazione per riprendere il sentiero

Forse per la fatica o forse per il caldo, quasi non crediamo ai nostri occhi: finalmente un altro mulino. Adesso sì, possiamo chiamarlo Sentiero dei Mulini! Superato l'edificio continuiamo ancora per un breve tratto in salita, fino a sbucare a sinistra del parcheggio davanti alla chiesa di Valle di Sopra, dove si conclude il nostro anello.

Secondo mulino lungo il Sentiero della Valle dei Mulini di Lusiana

Secondo mulino lungo il Sentiero della Valle dei Mulini di Lusiana


Come si raggiunge:

Da Lusiana procedere lungo la SP69 fino a Velo, continuare su SP69 fino a raggiungere Valle di Sopra.

Apri la mappa Google per il calcolo itinerario


Mappa e traccia GPS:

Mappa e traccia Sentiero Valle dei mulini di Lusiana

Sentiero Valle dei mulini di Lusiana

SCHEDA PERCORSO

Zona:

Altopiano dei 7 Comuni o di Asiago

Provincia / Comune:

Vicenza / Lusiana

Categoria:

Montagne

Tipologia:

Naturalistico, Culturale

Coordinate punto di arrivo:

45.766762 - 11.549259
(45°46'0" N - 11°32'57" E)

Coordinate parcheggio:

45.774307 - 11.550800
(45°46'27" N - 11°33'2" E)

Altitudine di partenza (m):

504

Altitudine di arrivo (m):

280

Dislivello (m):

267

Difficoltà del percorso:

E - Escursionistico

Ore a piedi:


(complessive, esclusa visita)
2 ore

Km totali:

3,80

Come si raggiunge:

A piedi

Storia:

(tratta dai tabelloni in loco)

LE MACCHINE IDRAULICHE DELLA VALLE DEI MULINI

Nella valle dei mulini sono presenti tutti i tipi di macchine idrauliche conosciute ed utilizzate per il legno sono distribuite lungo tutto il percorso.

MULINI PER GRANOTURCO E CEREALI

I mulini per grano e cereali erano gli impianti più diffusi lungo la valle del Chiavone Bianco. Come ci ricorda Amedeo Garzotto venivano utilizzati per macinare il granoturco per la farina gialla e più raramente per il frumento. Il suo mulino in località VAL DI SOTTO è rimasto in funzione fino al 1950 ed è stato poi ristrutturato, dopo anni di lavoro, nel 1989 in modo che oggi è ancora funzionante.
All'interno la struttura è formata dal castello costituito da una robusta opera di carpenteria in legno di supporto per la pedana di lavoro, per i palmenti fissi inferiori e per l'asse verticale girevole. I meccanismi in legno che sono compresi nel castello vengono fatti muovere dall'asse o fuso orizzontale che è solidale alla grande ruota idraulica posta all'esterno. Parallelamente alla ruota gira il lubecchio o "scu", una ruota in legno con una corona di perni, che fa presa in una lanterna girevole (caponara) da inserire con un sistema di leve e bloccata da un cuneo. Il lubecchio, la lanterna e un secondo lubecchio formano un moltiplicatore di giri della ruota idraulica che trasmette il movimento al rocchetto o "rochelo" innestato su di un asse verticale in ferro.

L'estremità inferiore dell'asse gira entro una bronzina piantata in una grossa trave, l'estremità superiore è invece a sezione quadrata su cui è fissata la nottola, un pezzo di ferro sagomato a forma di farfalla e bloccato da una zeppa. Con un meccanismo a leva (temperatoia) è possibile alzare o abbassare la trave di sostegno della bronzina e dell'asse del rocchetto e con questi il palmento a macina superiore. In questo modo, avvicinando o allontanando i palmenti, è possibile determinare la grana più o meno fine della farina gialla mentre per la farina di frumento veniva utilizzato un sistema più preciso. Sopra ai palmenti, ricoperti e quasi fasciati da un cilindro in legno, è appesa la tramoggia in cui veniva versato il granoturco da macinare. La fuoriuscita del grano era regolata da un dosatore detto "tafferia" posto in vibrazione mediante un paletto che strisciava sul dorso del palmento mobile facilitando così la caduta dei grani e dei chicchi. In fondo alla massa di granoturco contenuta nella tramoggia veniva posta un'assicella di legno collegata con un filo ad un elemento di latta che oscilla al di fuori. Quando il grano nella tramoggia era finito l'elemento in latta, non più trattenuto, cadeva a sbatacchiare contro il dorso del palmento mobile segnalando così al mugnaio che la tramoggia era vuota e l'operazione ultimata. Dal cassone cilindrico che fascia i palmenti la farina si raccoglie in una breve condotta verticale il legno o lamiera e va a cadere entro un cassone sottostante detto buratto. All'interno del buratto vi è il cosiddetto buratello, un setaccio di forma cilindrica collocato orizzontalmente e un po' inclinato.
Anche il buratello è fatto girare della ruota dalla ruota idraulica e ad ogni giro è percosso da martelletti posti al suo interno in modo da liberare la farina trattenuta dalle maglie.
Una reticella a maglie più o meno fini separa la farina in modo che le particelle più grosse scorrano lungo il cilindro e finiscano in una cassa anteriore. Questo tipo di mulino per macinare grano ed altri cereali era in uso in tutta Italia dovunque fosse stata disponibile la forza dell'acqua necessaria.

I MAGLI PER IL FERRO

I magli erano normalmente utilizzati per la produzione e la manutenzione degli attrezzi agricoli. All'interno di grandi fucine un grande martello di ferro era sollevato dall'estremità posteriore mediante le canne di un albero azionato da un sistema di trasmissioni collegate alla ruota idraulica. Il maglio esistente alla Val di Sotto è rimasto in funzione fino agli anni 50 e all'esterno è ancora visibile e ben conservata una caratteristica tromba idroeolica per l'afflusso dell'aria alla fucina. La tromba idroeolica è una macchina idraulica semplice. Un getto d'acqua e aria viene immesso in una grande botte in pietra ben chiusa con all'interno una specie di piastra d'urto. La pressione dell'acqua che si frange sulla piastra genera una specie di moto convettivo dell'aria che esce con forza da una condotta collegata sotto al piano della fucina. L'acqua defluisce invece attraverso un sifone.

LA SEGHERIA

Le segherie ad acqua rappresentano le macchine più evolute per la tecnologia da utilizzare. L'azione della sega necessita infatti, oltre al saliscendi verticale della lama, anche del moto orizzontale del carrello che fa avanzare il tronco da segare. Uno di questi impianti è ancora presente in Loc. Chiavone nel Mulino di Garzotto Matteo. Un particolare sistema di trasmissione fa aumentare il numero dei saliscendi del telaio. Il telaio su cui sono innestate le lame della sega è azionato da una manovella e da una biella terminali di un grande fuso sottostante al pavimento della segheria. I tronchi da segare erano posti su di un carrello scorrevole su rulli.

I "PESTARINI"

Assieme alle macine da grano si devono anche considerare le pile o brillatoi per l'orzo che erano spesso annessi al mulino. Queste macchine che sono dette comunemente "pestarini" venivano utilizzate per la decorticatura o sbramatura dell'orzo. I grani da sgusciare erano posti in una vasca rotonda di pietra entro alla quale scorrono due piccole moli verticali rotanti e collegate da una barra orizzontale.
La barra è imperniata su di un'asse verticale che viene messo in movimento dalla ruota idraulica mediante il lubecchio e la lanterna.
II termine "pestarino" deriva da un più antico sistema di brillatura dell'orzo costituito da percussori che ricadevano in due conche scavate nella pietra.

 


Data visita: 08/08/2024
Data pubblicazione: 14 Agosto 2024
Ultimo aggiornamento: 15 Settembre 2026

Autore:

Altri itinerari nelle vicinanze

Granezza - Cima del Porco - Monte Raitertal
Granezza - Cima del Porco - Monte Raitertal

Percorso ad anello con tracce storiche delle guerre mondiali
E - Escursionistico - 2 ore 30 minuti
Inizio percorso a: 3.4 Km

Anello di Monte Corno - Percorso del rosso ammonitico
Anello di Monte Corno - Percorso del rosso ammonitico

Piccolo labirinto naturale, trincee e un cimitero militare Britannico
T - Turistico - 1 ora 10 minuti
Inizio percorso a: 3.4 Km

Anello di monte Gusella
Anello di monte Gusella

Percorso nella zona francese della Grande Guerra
T - Turistico - 3 ore 10 minuti
Inizio percorso a: 3.6 Km

Commenti

Luca
16 Settembre 2026
16 settembre 2026

Sentiero ad anello all'insegna della pace e tranquillità. Ho impiegato 3 ore a farlo con pause e con calma . Da farlo con pantaloni lunghi e bastoncini da trekking, ci si trova spesso arbusti erbacce con spini . In alcuni punti c'è la corda che vi aiuta e in certi punti servirebbe in discesa . Da fare quando non piove per la presenza di ciottolato facile da scivolare . Cartellonistica presente e cambia da valli di sotto ma intuitiva . Arrivati a valli di sotto consiglio di non prendere subito a dx la strada verso valli di sopra per chiudere l'anello ma di proseguire dritto fino dopo l'ex caseificio che c'è il museo con mulino sulla dx (da prenotare la visita) e il sentiero si congiunge con il bivio da prendere a dx dove c'è il divieto di accesso . Occhio a non prendere il sentiero di S.Anna che vi porta fuori rotta