Ore a piedi: 2,00
Difficoltà: E - Escursionistico
Ulteriori dettagli , Mappa e GPX
Il Sentiero della Valle dei Mulini di Lusiana, nel territorio di Lusiana Conco sull'Altopiano dei Sette Comuni, è un itinerario ad anello che segue in parte il corso del torrente Chiavone Bianco tra boschi, piccole contrade e antichi opifici mossi dalla forza dell'acqua. Il percorso permette di scoprire alcuni dei mulini storici della valle e attraversa ambienti molto diversi, alternando sentieri, strade sterrate e brevi tratti asfaltati.
Attenzione: il primo tratto del percorso è spesso umido e bagnato, quindi è facile scivolare.
Parcheggiata la macchina davanti alla chiesa di Valle di Sopra, proseguiamo verso nord-est e imbocchiamo il sentiero prendendo la prima stradina a destra in discesa.
Tabella di inizio del Sentiero della Valle dei Mulini a Valle di Sopra
Inizio del sentiero in discesa da Valle di Sopra
Sentiero nel bosco della Valle dei Mulini di Lusiana
Dopo poco raggiungiamo il primo dei mulini che incontreremo durante la nostra camminata.
Primo mulino lungo la Valle dei Mulini di Lusiana
Antico mulino lungo il torrente Chiavone Bianco
Dettaglio del primo mulino della Valle dei Mulini
Proseguiamo lungo il sentiero e, al primo bivio privo di segnalazioni, teniamo la destra seguendo il corso del ruscello.
Bivio dove tenere la destra seguendo il ruscello
Sentiero lungo il corso d'acqua nella Valle dei Mulini
Dopo aver attraversato uno dei ponti seguiamo le indicazioni, svoltiamo a sinistra e iniziamo a salire.
Indicazione per proseguire a sinistra dopo il ponte
Sentiero in salita nel bosco
Tratto del sentiero verso la parte alta del percorso
Raggiunto il punto più alto, ammiriamo quel poco di panorama che la foschia ci permette di vedere e proseguiamo in discesa.
Panorama dalla parte alta del Sentiero della Valle dei Mulini
Arriviamo quindi alla piccola contrada Dovighi. Grazie a una tabella scopriamo che il tratto appena percorso viene chiamato "Sentiero del brutto passo". Dopo uno sguardo alle case della contrada proseguiamo seguendo il cartello marrone che indica il "Sentiero dei pozzi".
Tabella del Sentiero del brutto passo
Contrada Dovighi lungo il percorso
Finestra di una casa della contrada Dovighi
Piantine e dettagli della contrada Dovighi
Indicazione per il Sentiero dei pozzi
Lungo questo tratto alcuni alberi caduti possono rendere più difficoltoso il passaggio.
Al primo bivio che incontriamo, privo di segnaletica, proseguiamo a destra in discesa fino a raggiungere la strada asfaltata. Continuiamo a scendere verso destra, seguiamo il tornante a sinistra e, subito dopo una curva a gomito verso destra, rientriamo nel sentiero.
Bivio dove proseguire a destra in discesa
Tratto in discesa sulla strada asfaltata
Punto in cui si abbandona l'asfalto per riprendere il sentiero
Proseguendo torniamo nuovamente sulla strada asfaltata, che seguiremo per un tratto abbastanza lungo. Nel frattempo incontriamo un antico mezzo meccanico e facciamo il conto dei mulini visti fino a questo momento: uno. Arrivati a un incrocio continuiamo in discesa verso sinistra.
Antico mezzo meccanico lungo il percorso
Incrocio dove continuare in discesa verso sinistra
Arriviamo a Valle di Sotto e seguiamo le indicazioni verso destra in salita, in direzione Valle di Sopra. Poco dopo torniamo sul sentiero sterrato prendendo a destra, in corrispondenza di un divieto di transito e di ciò che rimane della tabella del sentiero.
Indicazioni da Valle di Sotto verso Valle di Sopra
Sentiero sterrato verso Valle di Sopra
Poco dopo arriviamo a un bivio: scendendo a destra è possibile tornare verso il ruscello, mentre il nostro percorso continua a sinistra in salita. Proseguiamo sempre salendo fino a ricongiungerci con un altro sentiero, dove teniamo la destra continuando ancora in salita.
Bivio dove proseguire a sinistra in salita
Ricongiungimento con il sentiero da seguire verso destra
Continuando a camminare raggiungiamo nuovamente la strada asfaltata. Teniamo la sinistra, saliamo per pochi metri e poi riprendiamo il sentiero indicato dall'apposito cartello.
Breve tratto sulla strada asfaltata verso Valle di Sopra
Indicazione per riprendere il sentiero
Forse per la fatica o forse per il caldo, quasi non crediamo ai nostri occhi: finalmente un altro mulino. Adesso sì, possiamo chiamarlo Sentiero dei Mulini! Superato l'edificio continuiamo ancora per un breve tratto in salita, fino a sbucare a sinistra del parcheggio davanti alla chiesa di Valle di Sopra, dove si conclude il nostro anello.
Secondo mulino lungo il Sentiero della Valle dei Mulini di Lusiana
Come si raggiunge:
Da Lusiana procedere lungo la SP69 fino a Velo, continuare su SP69 fino a raggiungere Valle di Sopra.
Mappa e traccia GPS:
Mappa e traccia Sentiero Valle dei mulini di Lusiana
SCHEDA PERCORSO | |
|---|---|
Zona: | Altopiano dei 7 Comuni o di Asiago |
Provincia / Comune: | Vicenza / Lusiana |
Categoria: | Montagne |
Tipologia: | Naturalistico, Culturale |
Coordinate punto di arrivo: | 45.766762 - 11.549259 (45°46'0" N - 11°32'57" E) |
Coordinate parcheggio: | 45.774307 - 11.550800 (45°46'27" N - 11°33'2" E) |
Altitudine di partenza (m): | 504 |
Altitudine di arrivo (m): | 280 |
Dislivello (m): | 267 |
Difficoltà del percorso: | E - Escursionistico |
Ore a piedi:(complessive, esclusa visita) | 2 ore |
Km totali: | 3,80 |
Come si raggiunge: | A piedi |
Storia:
(tratta dai tabelloni in loco)
LE MACCHINE IDRAULICHE DELLA VALLE DEI MULINI
Nella valle dei mulini sono presenti tutti i tipi di macchine idrauliche conosciute ed utilizzate per il legno sono distribuite lungo tutto il percorso.
MULINI PER GRANOTURCO E CEREALI
I mulini per grano e cereali erano gli impianti più diffusi lungo la valle del Chiavone Bianco. Come ci ricorda Amedeo Garzotto venivano utilizzati per macinare il granoturco per la farina gialla e più raramente per il frumento. Il suo mulino in località VAL DI SOTTO è rimasto in funzione fino al 1950 ed è stato poi ristrutturato, dopo anni di lavoro, nel 1989 in modo che oggi è ancora funzionante.
All'interno la struttura è formata dal castello costituito da una robusta opera di carpenteria in legno di supporto per la pedana di lavoro, per i palmenti fissi inferiori e per l'asse verticale girevole. I meccanismi in legno che sono compresi nel castello vengono fatti muovere dall'asse o fuso orizzontale che è solidale alla grande ruota idraulica posta all'esterno. Parallelamente alla ruota gira il lubecchio o "scu", una ruota in legno con una corona di perni, che fa presa in una lanterna girevole (caponara) da inserire con un sistema di leve e bloccata da un cuneo. Il lubecchio, la lanterna e un secondo lubecchio formano un moltiplicatore di giri della ruota idraulica che trasmette il movimento al rocchetto o "rochelo" innestato su di un asse verticale in ferro.
L'estremità inferiore dell'asse gira entro una bronzina piantata in una grossa trave, l'estremità superiore è invece a sezione quadrata su cui è fissata la nottola, un pezzo di ferro sagomato a forma di farfalla e bloccato da una zeppa. Con un meccanismo a leva (temperatoia) è possibile alzare o abbassare la trave di sostegno della bronzina e dell'asse del rocchetto e con questi il palmento a macina superiore. In questo modo, avvicinando o allontanando i palmenti, è possibile determinare la grana più o meno fine della farina gialla mentre per la farina di frumento veniva utilizzato un sistema più preciso. Sopra ai palmenti, ricoperti e quasi fasciati da un cilindro in legno, è appesa la tramoggia in cui veniva versato il granoturco da macinare. La fuoriuscita del grano era regolata da un dosatore detto "tafferia" posto in vibrazione mediante un paletto che strisciava sul dorso del palmento mobile facilitando così la caduta dei grani e dei chicchi. In fondo alla massa di granoturco contenuta nella tramoggia veniva posta un'assicella di legno collegata con un filo ad un elemento di latta che oscilla al di fuori. Quando il grano nella tramoggia era finito l'elemento in latta, non più trattenuto, cadeva a sbatacchiare contro il dorso del palmento mobile segnalando così al mugnaio che la tramoggia era vuota e l'operazione ultimata. Dal cassone cilindrico che fascia i palmenti la farina si raccoglie in una breve condotta verticale il legno o lamiera e va a cadere entro un cassone sottostante detto buratto. All'interno del buratto vi è il cosiddetto buratello, un setaccio di forma cilindrica collocato orizzontalmente e un po' inclinato.
Anche il buratello è fatto girare della ruota dalla ruota idraulica e ad ogni giro è percosso da martelletti posti al suo interno in modo da liberare la farina trattenuta dalle maglie.
Una reticella a maglie più o meno fini separa la farina in modo che le particelle più grosse scorrano lungo il cilindro e finiscano in una cassa anteriore. Questo tipo di mulino per macinare grano ed altri cereali era in uso in tutta Italia dovunque fosse stata disponibile la forza dell'acqua necessaria.
I MAGLI PER IL FERRO
I magli erano normalmente utilizzati per la produzione e la manutenzione degli attrezzi agricoli. All'interno di grandi fucine un grande martello di ferro era sollevato dall'estremità posteriore mediante le canne di un albero azionato da un sistema di trasmissioni collegate alla ruota idraulica. Il maglio esistente alla Val di Sotto è rimasto in funzione fino agli anni 50 e all'esterno è ancora visibile e ben conservata una caratteristica tromba idroeolica per l'afflusso dell'aria alla fucina. La tromba idroeolica è una macchina idraulica semplice. Un getto d'acqua e aria viene immesso in una grande botte in pietra ben chiusa con all'interno una specie di piastra d'urto. La pressione dell'acqua che si frange sulla piastra genera una specie di moto convettivo dell'aria che esce con forza da una condotta collegata sotto al piano della fucina. L'acqua defluisce invece attraverso un sifone.
LA SEGHERIA
Le segherie ad acqua rappresentano le macchine più evolute per la tecnologia da utilizzare. L'azione della sega necessita infatti, oltre al saliscendi verticale della lama, anche del moto orizzontale del carrello che fa avanzare il tronco da segare. Uno di questi impianti è ancora presente in Loc. Chiavone nel Mulino di Garzotto Matteo. Un particolare sistema di trasmissione fa aumentare il numero dei saliscendi del telaio. Il telaio su cui sono innestate le lame della sega è azionato da una manovella e da una biella terminali di un grande fuso sottostante al pavimento della segheria. I tronchi da segare erano posti su di un carrello scorrevole su rulli.
I "PESTARINI"
Assieme alle macine da grano si devono anche considerare le pile o brillatoi per l'orzo che erano spesso annessi al mulino. Queste macchine che sono dette comunemente "pestarini" venivano utilizzate per la decorticatura o sbramatura dell'orzo. I grani da sgusciare erano posti in una vasca rotonda di pietra entro alla quale scorrono due piccole moli verticali rotanti e collegate da una barra orizzontale.
La barra è imperniata su di un'asse verticale che viene messo in movimento dalla ruota idraulica mediante il lubecchio e la lanterna.
II termine "pestarino" deriva da un più antico sistema di brillatura dell'orzo costituito da percussori che ricadevano in due conche scavate nella pietra.
Data visita: 08/08/2024
Data pubblicazione: 14 Agosto 2024
Ultimo aggiornamento: 15 Settembre 2026
Autore: Mauro DZ