Ore a piedi: 3,00
Difficoltà: T - Turistico
Ulteriori dettagli , Mappa e GPX
Il Monte Priaforà, nel gruppo del Novegno, è una cima particolarmente interessante sia dal punto di vista naturalistico sia per le numerose testimonianze della Prima Guerra Mondiale. L’itinerario parte dalla conca del Novegno e raggiunge dapprima il caratteristico arco naturale che ha dato il nome alla montagna, per poi proseguire verso la cima e le numerose postazioni militari scavate nella roccia.
Per raggiungere il Monte Priaforà dall’osservatorio astronomico, nella conca del Novegno, occorre circa un’ora. In alcuni tratti la salita è abbastanza impegnativa. In mountain bike si può arrivare quasi fino all’arco naturale, mentre l’ultimo tratto verso la cima va percorso a piedi.
Sentiero di avvicinamento al Monte Priaforà dalla conca del Novegno
Monte Priaforà visibile in lontananza dal sentiero del Novegno
Sentiero verso il Monte Priaforà nel gruppo del Novegno
Percorso di avvicinamento al Priaforà
Il punto più caratteristico della montagna è il grande arco naturale scavato nella roccia, alto circa cinque metri. La sua apertura è visibile perfino dalla SS 349 del Costo, durante la salita verso Asiago: da oltre otto chilometri di distanza appare come un piccolo punto chiaro appena sotto la cima.
Arco naturale del Monte Priaforà
Grande apertura naturale nella roccia del Priaforà
Arco naturale che ha dato il nome al Monte Priaforà
Attraversato l’arco si incontrano subito alcune postazioni risalenti alla Prima Guerra Mondiale, testimonianza dell’importanza strategica che questa montagna ebbe durante il conflitto.
Postazione militare della Prima Guerra Mondiale presso l’arco del Priaforà
Resti di opere militari nei pressi dell’arco naturale del Priaforà
Dall’arco naturale si continua a salire verso la cima. Durante la nostra escursione il tempo non era dei migliori e le nuvole ci hanno nascosto buona parte del panorama che normalmente si può osservare da questa posizione; una visuale più ampia della zona si può vedere dal vicino Monte Rione. Poco importa: durante la sosta per il pranzo abbiamo incontrato una simpatica compagnia e ci siamo spartiti vino, dolce e caffè corretto.
Salita verso la cima del Monte Priaforà
Sentiero verso la cima del Priaforà
Tratto finale della salita al Monte Priaforà
Pendici del Monte Priaforà durante la salita
Verso la cima del Monte Priaforà
Altre foto del sentiero, arco naturale e la cima del monte
Qualche schiarita ci ha comunque permesso di intravedere i paesi e le vallate sottostanti.
Panorama dal Monte Priaforà verso le vallate sottostanti
Panorama dalle pendici del Priaforà
Nei pressi della cima, spesso in punti poco accessibili, si incontrano numerose caverne, ricoveri e postazioni realizzate durante la Prima Guerra Mondiale. Alcune sono scavate direttamente nella roccia e testimoniano quanto fosse articolato il sistema difensivo costruito su questa montagna.
Opere militari della Prima Guerra Mondiale sul Monte Priaforà
Ricoveri militari scavati nella roccia del Priaforà
Resti di costruzioni militari presso la cima del Priaforà
Postazione militare sul Monte Priaforà
Postazioni della Grande Guerra sulle pendici del Priaforà
Curiosa formazione rocciosa sul Monte Priaforà
Accanto alle numerose cavità scavate dall’uomo si incontrano anche grotte naturali, ulteriore testimonianza della particolare conformazione geologica della montagna.
Grotta naturale sul Monte Priaforà
Altre foto di panorami, caverne e ricoveri
Una delle opere più imponenti si trova a qualche centinaio di metri dall’arco naturale. Si tratta di un grande complesso in galleria utilizzato durante la Prima Guerra Mondiale come batteria di artiglieria.
Ingresso della batteria in galleria del Monte Priaforà
Ingresso alle postazioni di artiglieria scavate nel Priaforà
Foto storica dell’ingresso alla batteria del Monte Priaforà
La galleria è molto ampia e si sviluppa per diverse decine di metri. Dopo circa cinquanta metri si biforca, per poi raggiungere e collegare quattro grandi postazioni destinate ai cannoni.
Interno della grande galleria militare del Monte Priaforà
Galleria di collegamento alle postazioni di artiglieria del Priaforà
Particolarmente interessanti sono alcuni dettagli costruttivi ancora visibili nelle stanze scavate nella roccia. In diversi punti si conservano file di cunei di legno infissi nelle pareti e nel soffitto: servivano probabilmente per fissare un rivestimento di tavole, isolando gli ambienti dalla roccia umida. Sul fondo veniva poi realizzata una base in cemento per la pavimentazione.
Cunei di legno utilizzati per il rivestimento delle gallerie del Priaforà
Dettagli costruttivi degli ambienti militari scavati nella roccia
Le postazioni destinate ai cannoni sono molto ampie e in alcuni punti si possono ancora osservare iscrizioni risalenti all’epoca della Grande Guerra.
Grande postazione per cannone nella batteria del Priaforà
Foto storica di una postazione di artiglieria del Monte Priaforà
Postazione per cannone scavata nella roccia del Priaforà
Iscrizioni d’epoca all’interno delle gallerie del Priaforà
Davanti all’ingresso della batteria si trova inoltre una piccola trincea fortificata in muratura, costruita per proteggere l’accesso al complesso. La sua forma compatta e particolare ci aveva ricordato, quasi scherzosamente, un piccolo fortino messicano.
Trincea fortificata a difesa della batteria del Monte Priaforà
Opera difensiva in muratura davanti alle gallerie del Priaforà
Altre foto del complesso della postazione di batteria e della trincea armata
Il Priaforà è quindi una montagna che unisce in uno spazio relativamente ridotto aspetti molto diversi: il caratteristico arco naturale, panorami sulle vallate vicentine e un esteso sistema di opere militari della Prima Guerra Mondiale. Proprio l’alternanza tra ambiente naturale e testimonianze storiche rende questa escursione particolarmente interessante e invita a osservare con attenzione tutto ciò che si incontra lungo il percorso.
Come si raggiunge:
Da Schio (VI) seguite le indicazioni per Bosco di Tretto - S. Caterina. Arrivati alla contrada Rossi troverete la strada bianca che porta al Monte Novegno.
Mappa e traccia GPS:
SCHEDA PERCORSO | |
|---|---|
Zona: | Piccole Dolomiti, Pasubio, Novegno |
Provincia / Comune: | Vicenza / Posina |
Categoria: | Montagne |
Tipologia: | Naturalistico, Paesaggistico, Storico, Panoramico |
Periodo storico: | Prima Guerra Mondiale |
Coordinate punto di arrivo: | 45.786489 - 11.319688 (45°47'11" N - 11°19'10" E) |
Coordinate parcheggio: | 45.760272 - 11.311437 (45°45'36" N - 11°18'41" E) |
Altitudine di partenza (m): | 1470 |
Altitudine di arrivo (m): | 1659 |
Dislivello (m): | 405 |
Difficoltà del percorso: | T - Turistico |
Ore a piedi:(complessive, esclusa visita) | 3 ore |
Km totali: | 9,50 |
Come si raggiunge: | A piedi, In mountain bike |
Tipo di tragitto: | Percorso di ritorno coincide con quello di andata |
Storia:
(dal Web)
Storia
Il Monte Priaforà e il vicino massiccio del Novegno ebbero un ruolo particolarmente importante durante la Prima Guerra Mondiale, soprattutto nel maggio e giugno del 1916, quando l’Offensiva di Primavera austro-ungarica portò il fronte a pochi chilometri dalla pianura vicentina.
L’offensiva, iniziata il 15 maggio 1916, spinse le truppe austro-ungariche attraverso le montagne del Trentino e dell’Alto Vicentino. Dopo essere avanzate nella Val Posina e sulle alture circostanti, le forze imperiali puntarono verso il gruppo del Novegno, che costituiva uno degli ultimi grandi ostacoli naturali prima di Schio e della pianura.
Alla fine di maggio la pressione sul settore divenne particolarmente forte. Il 30 maggio 1916 il Priaforà venne conquistato dai Kaiserjäger austro-ungarici. La perdita della montagna costrinse le truppe italiane ad attestarsi più a sud, lungo le posizioni del Novegno, di Monte Giove, di Passo Campedello e dei Colletti di Velo.
Per gli austro-ungarici il massiccio del Novegno rappresentava ormai uno degli ultimi ostacoli prima della discesa verso Schio. Proprio per questo i combattimenti dei giorni successivi furono particolarmente violenti. Il 12 e 13 giugno 1916 le posizioni italiane del Novegno e di Monte Giove furono sottoposte a un intenso bombardamento seguito da ripetuti assalti dei Kaiserjäger.
Nonostante la pressione, la linea italiana riuscì a resistere. L’Offensiva di Primavera aveva ormai perso il proprio slancio e, nella seconda metà di giugno, le truppe austro-ungariche iniziarono a ritirarsi dalle posizioni più avanzate. Il Priaforà venne così rioccupato dall’esercito italiano insieme alla conca di Arsiero e ad altre zone precedentemente abbandonate.
Dopo la riconquista, gli italiani trasformarono il Priaforà in una vera e propria posizione fortificata. Nella montagna furono scavate numerose gallerie, ricoveri, osservatori e postazioni per mitragliatrici e cannoni di piccolo e medio calibro. Secondo l’Ecomuseo della Grande Guerra nelle Prealpi Vicentine, il sistema difensivo realizzato all’interno del Priaforà si sviluppava su più livelli, formando una complessa fortificazione interamente ricavata nella roccia.
È proprio a questa fase che appartiene il grande complesso in galleria che si incontra lungo l’itinerario. Dopo l’ingresso principale, la galleria si divide raggiungendo diverse postazioni di artiglieria affacciate sul versante della montagna. Gli ambienti interni comprendevano anche locali destinati alla permanenza dei soldati e spazi di servizio.
Alcuni particolari ancora oggi visibili permettono di comprendere come questi ambienti fossero organizzati. Nelle pareti e nei soffitti sono rimasti, ad esempio, cunei di legno che probabilmente servivano per fissare rivestimenti in tavole, creando un’intercapedine tra la roccia umida e gli ambienti utilizzati dai militari. In alcuni punti sono ancora presenti iscrizioni dell’epoca.
Davanti all’ingresso principale si trova inoltre una piccola trincea fortificata in muratura, realizzata per proteggere l’accesso alle gallerie. Insieme alle postazioni, ai ricoveri e agli osservatori disseminati sulle pendici, testimonia quanto articolato fosse il sistema difensivo costruito sul Priaforà dopo i combattimenti del 1916.
Dopo la stabilizzazione del fronte nell’estate del 1916, il settore del Novegno perse il ruolo di prima linea assunto durante l’Offensiva di Primavera, ma continuò a far parte del sistema difensivo italiano fino alla conclusione della guerra. Le numerose opere ancora oggi presenti sulla montagna sono una testimonianza diretta di quei combattimenti e dei successivi lavori di fortificazione.
Data visita: 12/10/2007
Data pubblicazione: 24 Gennaio 2008
Ultimo aggiornamento: 19 Settembre 2026
Autore: Corrado De Zanche