Priaforà

Priaforà

Arco naturale e postazioni italiane della Grande Guerra (m 1659)

 

Zona: Piccole Dolomiti, Pasubio, Novegno
Ore a piedi: 3,00
Difficoltà: T - Turistico
Ulteriori dettagli ,    Mappa e GPX

Il Monte Priaforà, nel gruppo del Novegno, è una cima particolarmente interessante sia dal punto di vista naturalistico sia per le numerose testimonianze della Prima Guerra Mondiale. L’itinerario parte dalla conca del Novegno e raggiunge dapprima il caratteristico arco naturale che ha dato il nome alla montagna, per poi proseguire verso la cima e le numerose postazioni militari scavate nella roccia.

Per raggiungere il Monte Priaforà dall’osservatorio astronomico, nella conca del Novegno, occorre circa un’ora. In alcuni tratti la salita è abbastanza impegnativa. In mountain bike si può arrivare quasi fino all’arco naturale, mentre l’ultimo tratto verso la cima va percorso a piedi.

Sentiero di avvicinamento al Monte Priaforà dalla conca del Novegno

Sentiero di avvicinamento al Monte Priaforà dalla conca del Novegno

Monte Priaforà visibile in lontananza dal sentiero del Novegno

Monte Priaforà visibile in lontananza dal sentiero del Novegno

Sentiero verso il Monte Priaforà nel gruppo del Novegno

Sentiero verso il Monte Priaforà nel gruppo del Novegno

Percorso di avvicinamento al Priaforà

Percorso di avvicinamento al Priaforà

Il punto più caratteristico della montagna è il grande arco naturale scavato nella roccia, alto circa cinque metri. La sua apertura è visibile perfino dalla SS 349 del Costo, durante la salita verso Asiago: da oltre otto chilometri di distanza appare come un piccolo punto chiaro appena sotto la cima.

Arco naturale del Monte Priaforà

Arco naturale del Monte Priaforà

Grande apertura naturale nella roccia del Priaforà

Grande apertura naturale nella roccia del Priaforà

Arco naturale che ha dato il nome al Monte Priaforà

Arco naturale che ha dato il nome al Monte Priaforà

Attraversato l’arco si incontrano subito alcune postazioni risalenti alla Prima Guerra Mondiale, testimonianza dell’importanza strategica che questa montagna ebbe durante il conflitto.

Postazione militare della Prima Guerra Mondiale presso l’arco del Priaforà

Postazione militare della Prima Guerra Mondiale presso l’arco del Priaforà

Resti di opere militari nei pressi dell’arco naturale del Priaforà

Resti di opere militari nei pressi dell’arco naturale del Priaforà

Dall’arco naturale si continua a salire verso la cima. Durante la nostra escursione il tempo non era dei migliori e le nuvole ci hanno nascosto buona parte del panorama che normalmente si può osservare da questa posizione; una visuale più ampia della zona si può vedere dal vicino Monte Rione. Poco importa: durante la sosta per il pranzo abbiamo incontrato una simpatica compagnia e ci siamo spartiti vino, dolce e caffè corretto.

Salita verso la cima del Monte Priaforà

Salita verso la cima del Monte Priaforà

Sentiero verso la cima del Priaforà

Sentiero verso la cima del Priaforà

Tratto finale della salita al Monte Priaforà

Tratto finale della salita al Monte Priaforà

Pendici del Monte Priaforà durante la salita

Pendici del Monte Priaforà durante la salita

Verso la cima del Monte Priaforà

Verso la cima del Monte Priaforà

Altre foto del sentiero, arco naturale e la cima del monte

Qualche schiarita ci ha comunque permesso di intravedere i paesi e le vallate sottostanti.

Panorama dal Monte Priaforà verso le vallate sottostanti

Panorama dal Monte Priaforà verso le vallate sottostanti

Panorama dalle pendici del Priaforà

Panorama dalle pendici del Priaforà

Nei pressi della cima, spesso in punti poco accessibili, si incontrano numerose caverne, ricoveri e postazioni realizzate durante la Prima Guerra Mondiale. Alcune sono scavate direttamente nella roccia e testimoniano quanto fosse articolato il sistema difensivo costruito su questa montagna.

Opere militari della Prima Guerra Mondiale sul Monte Priaforà

Opere militari della Prima Guerra Mondiale sul Monte Priaforà

Ricoveri militari scavati nella roccia del Priaforà

Ricoveri militari scavati nella roccia del Priaforà

Resti di costruzioni militari presso la cima del Priaforà

Resti di costruzioni militari presso la cima del Priaforà

Postazione militare sul Monte Priaforà

Postazione militare sul Monte Priaforà

Postazioni della Grande Guerra sulle pendici del Priaforà

Postazioni della Grande Guerra sulle pendici del Priaforà

Curiosa formazione rocciosa sul Monte Priaforà

Curiosa formazione rocciosa sul Monte Priaforà

Accanto alle numerose cavità scavate dall’uomo si incontrano anche grotte naturali, ulteriore testimonianza della particolare conformazione geologica della montagna.

Grotta naturale sul Monte Priaforà

Grotta naturale sul Monte Priaforà

Altre foto di panorami, caverne e ricoveri

Una delle opere più imponenti si trova a qualche centinaio di metri dall’arco naturale. Si tratta di un grande complesso in galleria utilizzato durante la Prima Guerra Mondiale come batteria di artiglieria.

Ingresso della batteria in galleria del Monte Priaforà

Ingresso della batteria in galleria del Monte Priaforà

Ingresso alle postazioni di artiglieria scavate nel Priaforà

Ingresso alle postazioni di artiglieria scavate nel Priaforà

Foto storica dell’ingresso alla batteria del Monte Priaforà

Foto storica dell’ingresso alla batteria del Monte Priaforà

La galleria è molto ampia e si sviluppa per diverse decine di metri. Dopo circa cinquanta metri si biforca, per poi raggiungere e collegare quattro grandi postazioni destinate ai cannoni.

Interno della grande galleria militare del Monte Priaforà

Interno della grande galleria militare del Monte Priaforà

Galleria di collegamento alle postazioni di artiglieria del Priaforà

Galleria di collegamento alle postazioni di artiglieria del Priaforà

Particolarmente interessanti sono alcuni dettagli costruttivi ancora visibili nelle stanze scavate nella roccia. In diversi punti si conservano file di cunei di legno infissi nelle pareti e nel soffitto: servivano probabilmente per fissare un rivestimento di tavole, isolando gli ambienti dalla roccia umida. Sul fondo veniva poi realizzata una base in cemento per la pavimentazione.

Cunei di legno utilizzati per il rivestimento delle gallerie del Priaforà

Cunei di legno utilizzati per il rivestimento delle gallerie del Priaforà

Dettagli costruttivi degli ambienti militari scavati nella roccia

Dettagli costruttivi degli ambienti militari scavati nella roccia

Le postazioni destinate ai cannoni sono molto ampie e in alcuni punti si possono ancora osservare iscrizioni risalenti all’epoca della Grande Guerra.

Grande postazione per cannone nella batteria del Priaforà

Grande postazione per cannone nella batteria del Priaforà

Foto storica di una postazione di artiglieria del Monte Priaforà

Foto storica di una postazione di artiglieria del Monte Priaforà

Postazione per cannone scavata nella roccia del Priaforà

Postazione per cannone scavata nella roccia del Priaforà

Iscrizioni d’epoca all’interno delle gallerie del Priaforà

Iscrizioni d’epoca all’interno delle gallerie del Priaforà

Davanti all’ingresso della batteria si trova inoltre una piccola trincea fortificata in muratura, costruita per proteggere l’accesso al complesso. La sua forma compatta e particolare ci aveva ricordato, quasi scherzosamente, un piccolo fortino messicano.

Trincea fortificata a difesa della batteria del Monte Priaforà

Trincea fortificata a difesa della batteria del Monte Priaforà

Opera difensiva in muratura davanti alle gallerie del Priaforà

Opera difensiva in muratura davanti alle gallerie del Priaforà

Altre foto del complesso della postazione di batteria e della trincea armata

Il Priaforà è quindi una montagna che unisce in uno spazio relativamente ridotto aspetti molto diversi: il caratteristico arco naturale, panorami sulle vallate vicentine e un esteso sistema di opere militari della Prima Guerra Mondiale. Proprio l’alternanza tra ambiente naturale e testimonianze storiche rende questa escursione particolarmente interessante e invita a osservare con attenzione tutto ciò che si incontra lungo il percorso.


Come si raggiunge:

Da Schio (VI) seguite le indicazioni per Bosco di Tretto - S. Caterina. Arrivati alla contrada Rossi troverete la strada bianca che porta al Monte Novegno.

 

Apri la mappa Google per il calcolo itinerario


Mappa e traccia GPS:

Priaforà

SCHEDA PERCORSO

Zona:

Piccole Dolomiti, Pasubio, Novegno

Provincia / Comune:

Vicenza / Posina

Categoria:

Montagne

Tipologia:

Naturalistico, Paesaggistico, Storico, Panoramico

Periodo storico:

Prima Guerra Mondiale

Coordinate punto di arrivo:

45.786489 - 11.319688
(45°47'11" N - 11°19'10" E)

Coordinate parcheggio:

45.760272 - 11.311437
(45°45'36" N - 11°18'41" E)

Altitudine di partenza (m):

1470

Altitudine di arrivo (m):

1659

Dislivello (m):

405

Difficoltà del percorso:

T - Turistico

Ore a piedi:


(complessive, esclusa visita)
3 ore

Km totali:

9,50

Come si raggiunge:

A piedi, In mountain bike

Tipo di tragitto:

Percorso di ritorno coincide con quello di andata

Storia:

(dal Web)

Storia

Il Monte Priaforà e il vicino massiccio del Novegno ebbero un ruolo particolarmente importante durante la Prima Guerra Mondiale, soprattutto nel maggio e giugno del 1916, quando l’Offensiva di Primavera austro-ungarica portò il fronte a pochi chilometri dalla pianura vicentina.

L’offensiva, iniziata il 15 maggio 1916, spinse le truppe austro-ungariche attraverso le montagne del Trentino e dell’Alto Vicentino. Dopo essere avanzate nella Val Posina e sulle alture circostanti, le forze imperiali puntarono verso il gruppo del Novegno, che costituiva uno degli ultimi grandi ostacoli naturali prima di Schio e della pianura.

Alla fine di maggio la pressione sul settore divenne particolarmente forte. Il 30 maggio 1916 il Priaforà venne conquistato dai Kaiserjäger austro-ungarici. La perdita della montagna costrinse le truppe italiane ad attestarsi più a sud, lungo le posizioni del Novegno, di Monte Giove, di Passo Campedello e dei Colletti di Velo.

Per gli austro-ungarici il massiccio del Novegno rappresentava ormai uno degli ultimi ostacoli prima della discesa verso Schio. Proprio per questo i combattimenti dei giorni successivi furono particolarmente violenti. Il 12 e 13 giugno 1916 le posizioni italiane del Novegno e di Monte Giove furono sottoposte a un intenso bombardamento seguito da ripetuti assalti dei Kaiserjäger.

Nonostante la pressione, la linea italiana riuscì a resistere. L’Offensiva di Primavera aveva ormai perso il proprio slancio e, nella seconda metà di giugno, le truppe austro-ungariche iniziarono a ritirarsi dalle posizioni più avanzate. Il Priaforà venne così rioccupato dall’esercito italiano insieme alla conca di Arsiero e ad altre zone precedentemente abbandonate.

Dopo la riconquista, gli italiani trasformarono il Priaforà in una vera e propria posizione fortificata. Nella montagna furono scavate numerose gallerie, ricoveri, osservatori e postazioni per mitragliatrici e cannoni di piccolo e medio calibro. Secondo l’Ecomuseo della Grande Guerra nelle Prealpi Vicentine, il sistema difensivo realizzato all’interno del Priaforà si sviluppava su più livelli, formando una complessa fortificazione interamente ricavata nella roccia.

È proprio a questa fase che appartiene il grande complesso in galleria che si incontra lungo l’itinerario. Dopo l’ingresso principale, la galleria si divide raggiungendo diverse postazioni di artiglieria affacciate sul versante della montagna. Gli ambienti interni comprendevano anche locali destinati alla permanenza dei soldati e spazi di servizio.

Alcuni particolari ancora oggi visibili permettono di comprendere come questi ambienti fossero organizzati. Nelle pareti e nei soffitti sono rimasti, ad esempio, cunei di legno che probabilmente servivano per fissare rivestimenti in tavole, creando un’intercapedine tra la roccia umida e gli ambienti utilizzati dai militari. In alcuni punti sono ancora presenti iscrizioni dell’epoca.

Davanti all’ingresso principale si trova inoltre una piccola trincea fortificata in muratura, realizzata per proteggere l’accesso alle gallerie. Insieme alle postazioni, ai ricoveri e agli osservatori disseminati sulle pendici, testimonia quanto articolato fosse il sistema difensivo costruito sul Priaforà dopo i combattimenti del 1916.

Dopo la stabilizzazione del fronte nell’estate del 1916, il settore del Novegno perse il ruolo di prima linea assunto durante l’Offensiva di Primavera, ma continuò a far parte del sistema difensivo italiano fino alla conclusione della guerra. Le numerose opere ancora oggi presenti sulla montagna sono una testimonianza diretta di quei combattimenti e dei successivi lavori di fortificazione.


Data visita: 12/10/2007
Data pubblicazione: 24 Gennaio 2008
Ultimo aggiornamento: 19 Settembre 2026

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