Escursioni sull'Altopiano dei Sette Comuni che rifaremmo domani

Escursioni sull'Altopiano dei Sette Comuni che rifaremmo domani

Non una classifica dei sentieri più belli, ma una scelta personale tra i percorsi che ci hanno lasciato qualcosa

Quali sono le più belle escursioni dell'Altopiano dei Sette Comuni?

È una domanda alla quale è quasi impossibile rispondere. Un panorama spettacolare può rendere indimenticabile un percorso, ma lo stesso può fare un bosco silenzioso, una trincea nascosta, una formazione rocciosa inattesa o semplicemente quella sensazione che ci fa pensare, appena tornati alla macchina: qui ci tornerei volentieri.

Per questo non abbiamo voluto preparare una classifica dal decimo al primo posto. Sarebbe difficile dire che un percorso è migliore di un altro quando ciascuno può emozionarci per ragioni completamente diverse.

Abbiamo preferito scegliere alcune escursioni dell'Altopiano che rifaremmo domani, spiegando soprattutto perché.

 

Perché riesce a raccontare l'Altopiano in una sola escursione: Monte Fior

Se qualcuno non conoscesse l'Altopiano dei Sette Comuni e avessimo a disposizione una sola escursione per provare a raccontarglielo, Monte Fior sarebbe sicuramente tra le nostre prime scelte.

Qui troviamo insieme molti degli elementi che rendono particolare questo territorio: il panorama, la Grande Guerra, le trincee e soprattutto quelle incredibili formazioni rocciose conosciute come Città di Roccia o Corone di Monte Fior.

Non è necessario cercare un singolo punto spettacolare: è l'intero percorso che continua a cambiare e a offrire qualcosa da osservare.

È una di quelle escursioni nelle quali natura e storia non sembrano due argomenti separati, ma parti dello stesso paesaggio.

Monte Fior - Monte Spil

Monte Fior - Monte Spil

La Città di Roccia (o Corone di Monte Fior) e le trincee a linea greca

6,20 km · 2,10 ore · 232 m · E - Escursionistico
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Perché sembra di entrare in un altro mondo: Castelloni S.Marco

Ci sono luoghi che le fotografie riescono a descrivere bene e altri che bisogna attraversare.

I Castelloni S.Marco appartengono decisamente alla seconda categoria.

Rocce, corridoi, passaggi e stanze naturali trasformano progressivamente il percorso in una specie di labirinto. Si cammina all'interno di un ambiente modellato dalla natura e successivamente utilizzato e modificato anche dall'uomo durante la Prima Guerra Mondiale.

È soprattutto la sensazione del luogo a renderlo particolare: dietro una curva o attraversando uno stretto passaggio non sappiamo mai esattamente cosa troveremo.

Siamo ritornati ai Castelloni più volte e probabilmente è proprio questo uno dei motivi per cui li inseriamo in questa scelta: ogni volta sembra possibile scoprire qualcosa che prima ci era sfuggito.

Castelloni S.Marco

Castelloni S.Marco

Magnifico labirinto naturale

6,50 km · 3,30 ore · 300 m · E - Escursionistico
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Perché ha qualcosa di misterioso: Altarknotto

Non tutte le escursioni devono portarci su una grande cima.

A volte basta raggiungere una roccia.

L'Altarknotto è uno di quei luoghi nei quali ambiente, isolamento e racconti sembrano mescolarsi. L'enorme masso affacciato sulla valle ha alimentato nel tempo storie e leggende e, anche conoscendone le spiegazioni, quando ci si arriva è difficile non percepire qualcosa di particolare.

Il percorso nel bosco contribuisce a creare l'attesa e l'arrivo improvviso davanti alla roccia è probabilmente il momento che rimane maggiormente impresso.

Non lo sceglieremmo per una grande conquista alpinistica, ma proprio per il contrario: per l'atmosfera.

Altarknotto

Altarknotto

L'Altare dei Cimbri

· 1,30 ore · 197 m · EE - Escursionisti Esperti
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Perché vogliamo vedere lontano: Cima Portule

Ci sono giornate nelle quali abbiamo semplicemente voglia di salire.

Salire abbastanza da vedere l'Altopiano cambiare prospettiva, riconoscere le montagne percorse altre volte e cercare con lo sguardo luoghi che sembrano improvvisamente molto più vicini.

Cima Portule è una delle escursioni che scegliamo quando vogliamo soprattutto questo.

Il percorso è più lungo e richiede maggiore impegno rispetto ad altri presenti in questa selezione, ma l'arrivo sulla dorsale e poi sulla cima ripaga ampiamente la salita.

Anche qui la Grande Guerra accompagna il cammino: strade militari, postazioni e resti delle teleferiche ricordano quanto queste montagne, che oggi attraversiamo per piacere, abbiano avuto poco più di un secolo fa una funzione completamente diversa.

Ma quando arriviamo in alto, inevitabilmente, è il panorama a prendere il sopravvento.

Cima Portule

Cima Portule

Uno dei balconi più panoramici dell'Altopiano di Asiago

13,20 km · 5,00 ore · 685 m · E - Escursionistico
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Perché permette di camminare molto più indietro nel tempo: Val d'Assa

Quando si parla della storia dell'Altopiano dei Sette Comuni il pensiero va quasi automaticamente alla Prima Guerra Mondiale.

La Val d'Assa ci ricorda invece che la presenza dell'uomo su queste montagne è enormemente più antica.

L'Anello preistorico della Val d'Assa attraversa boschi e ambienti molto diversi tra loro e permette di raggiungere alcune delle testimonianze più antiche della frequentazione umana dell'Altopiano.

È un percorso che ci piace proprio per questo cambio di prospettiva.

Le trincee ci riportano indietro di poco più di cent'anni; qui, invece, il tempo assume improvvisamente un'altra dimensione.

Camminare diventa quasi un modo per sfogliare le pagine più antiche della storia di queste montagne.

Anello preistorico della Val d'Assa

Anello preistorico della Val d'Assa

Un viaggio nella preistoria lungo il sentiero CAI 801 tra Bisele, Romita e S.Antönle

10,30 km · 3,30 ore · 320 m · E - Escursionistico
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Perché la Grande Guerra qui non è soltanto qualcosa da leggere: Monte Cengio

Ci sono luoghi nei quali conoscere la storia è importante. Al Monte Cengio, invece, basta iniziare a camminare per capire immediatamente quanto il terreno abbia condizionato ciò che qui accadde durante la Prima Guerra Mondiale.

Il percorso del Salto dei Granatieri corre in alcuni tratti letteralmente aggrappato alla montagna, sopra pareti che precipitano verso la Val d'Astico. Gallerie, postazioni e passaggi scavati nella roccia accompagnano il cammino e rendono molto più facile immaginare le difficoltà affrontate dai soldati che combatterono su queste posizioni.

Ma il Cengio non è soltanto storia.

Dalla cima e lungo il percorso lo sguardo si apre sulla pianura, sulla Val d'Astico e sulle montagne circostanti, creando un contrasto fortissimo tra la bellezza del panorama e gli avvenimenti che qui si svolsero.

È inoltre un'escursione relativamente breve e accessibile, capace di offrire moltissimo senza richiedere una lunga giornata di cammino.

Per noi ha anche un significato particolare: insieme al vicino Forte Corbin è uno dei luoghi da cui è nata, molti anni fa, la passione per queste montagne e per la loro storia.

Monte Cengio - Salto dei Granatieri

Monte Cengio - Salto dei Granatieri

Suggestivo percorso della Grande Guerra

4,20 km · 2,00 ore · 230 m · T - Turistico
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Perché non serve fare molta strada per trovare qualcosa di bello: Monte Costo e Forte Corbin

Non sempre abbiamo cinque o sei ore a disposizione e non sempre abbiamo voglia di affrontare una lunga escursione.

Questo però non significa dover rinunciare a panorama, natura e storia.

L'anello di Monte Costo e Forte Corbin è uno di quei percorsi che dimostrano quanto possa essere varia anche una passeggiata relativamente breve.

Il panorama si apre sull'Altopiano e sulle montagne circostanti e l'arrivo al Forte Corbin aggiunge al percorso una delle testimonianze storiche più importanti della zona.

Lo inseriamo proprio per ricordare che una bella escursione non si misura soltanto in chilometri o dislivello.

A volte bastano poche ore trascorse bene.

Anello Monte Costo - Forte Corbin

Anello Monte Costo - Forte Corbin

Tra panorami sull’Altopiano e memoria storica della Grande Guerra

5,80 km · 1,35 ore · 143 m · T - Turistico
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E gli altri?

Questa non vuole essere la lista definitiva delle escursioni più belle dell'Altopiano dei Sette Comuni.

Anzi, probabilmente sarebbe impossibile scriverla.

Ci sono percorsi che sceglieremmo per la Grande Guerra, altri per un bosco particolarmente bello, altri ancora per una vista, una curiosità geologica, una leggenda o semplicemente perché quel giorno abbiamo voglia di camminare senza incontrare troppa gente.

Ed è proprio questo uno degli aspetti che più ci piace dell'Altopiano: possiamo tornarci continuamente scegliendo ogni volta qualcosa di diverso.

Questi sono alcuni dei percorsi che rifaremmo domani.

Dopodomani, probabilmente, ne sceglieremmo altri.

Autore: Corrado De Zanche

Pubblicato il 21/08/2026