Ore a piedi: 3,30
Difficoltà: E - Escursionistico
Ulteriori dettagli , Mappa e GPX
Il Sentiero dell'Acqua di Enego attraversa le contrade di Valdifabbro, Coste e Val Dicina, raggiungendo la sorgente di Val Dicina, una presenza particolare in un territorio carsico come l'Altopiano dei Sette Comuni. Abbiamo prolungato il percorso fino alla contrada Valgoda, seguendo la stretta strada che sale nel bosco e attraversa due gallerie scavate nella roccia. Da qui il panorama si apre sul Canale di Brenta e sulla Valsugana, mentre attorno alle case di Valgoda sono ancora ben visibili i terrazzamenti costruiti sul ripido versante.
Si parte nei pressi delle scuole di Enego e si segue verso sud la strada asfaltata che scende in direzione di Valdifabbro.
Partenza del Sentiero dell'Acqua da Enego
Alle prime case si prende a sinistra scendendo verso Valdifabbro di Là. La strada attraversa la contrada e permette poi di ricongiungersi con la principale strada di collegamento.
Strada verso Valdifabbro di Là
Una particolare baita a Valdifabbro
Dettaglio della strada di Valdifabbro
Particolare di una casa di Valdifabbro
Particolare di una casa di Valdifabbro
Strada verso Contrà Coste
Strada verso Contrà Coste
Strada verso Contrà Coste
Si continua verso contrà Coste, dove anche i toponimi distinguono le diverse parti dell'abitato con le indicazioni "di Quà" e "di Là".
Fontana a contrà Coste di Quà
Panorama
Superate le case, la strada compie una curva verso destra, in direzione ovest. Gli edifici diventano più radi e si entra progressivamente in una zona boscata.
La strada verso Val Dicina
Si raggiunge così Val Dicina. Si prosegue attraverso la contrada per circa un centinaio di metri fino alle bandiere, dove sulla destra si trova l'indicazione per la grotta e la sorgente.
Val Dicina
Le bandiere e l'indicazione per la grotta
La breve deviazione porta alla grotta di Val Dicina e alla sorgente, uno dei punti che danno significato al nome del Sentiero dell'Acqua. La presenza di acqua in superficie è particolarmente importante in un territorio carsico come quello dell'Altopiano, dove gran parte dell'acqua tende invece a penetrare nel sottosuolo.
Accanto alla sorgente si trovano le vecchie vasche in pietra utilizzate in passato dagli abitanti delle contrade. Un cartello invita oggi a non lavare nulla nell'acqua.
Passaggio verso la sorgente
Vasche in pietra presso la sorgente di Val Dicina
La grotta della sorgente
Terminata la visita si ritorna verso l'inizio della contrada. Poco distante si incontra anche un curioso piccolo "condominio" per uccelli, formato da numerosi nidi artificiali riuniti nella stessa struttura.
Nidi artificiali a Val Dicina
Il ponte verso Valgoda
Raggiunto il ponte si prende a destra e si inizia a salire lungo la strada asfaltata che porta verso Valgoda.
Da questo punto cambia l'ambiente. La strada sale a lungo immersa nel bosco e questo tratto, dalla sorgente verso Valgoda, è probabilmente la parte più piacevole dell'escursione.
Strada nel bosco verso Valgoda
Durante la salita, sulla destra, si scorgono una croce e un piccolo capitello. Una scritta ricorda Stefano, Maria, Pina e Bepi, che in questo luogo «vissero, lavorarono e soffrirono».
Croce e capitello lungo la strada per Valgoda
Si continua a salire nel bosco fino a raggiungere un piccolissimo slargo. Qui la strada svolta nettamente verso destra e si restringe parecchio.
Inizio della strettoia
Da questo punto la carreggiata è ricavata direttamente nella parete rocciosa e il ciglio verso valle è protetto da una staccionata metallica.
Strada ricavata nella roccia verso Valgoda
Poco dopo si raggiunge la prima galleria. Il passaggio è stretto, sufficiente appena per un'automobile, e all'interno non è presente illuminazione. Percorrendola a piedi è quindi opportuno prestare attenzione all'eventuale arrivo di veicoli.
Prima galleria sulla strada per Valgoda
Prima galleria sulla strada per Valgoda
All'uscita della prima galleria il bosco lascia spazio alla vista sulla valle. Sulla sinistra, molto più in basso, compare il Canale di Brenta con la Valsugana.
Panorama sul Canale di Brenta dalla strada per Valgoda
Si raggiunge quindi la seconda galleria, caratterizzata da alcune aperture laterali nella parete rocciosa. Queste specie di finestre lasciano entrare la luce e permettono di vedere il fondovalle anche dall'interno.
Seconda galleria sulla strada per Valgoda
Superata la seconda galleria mancano ormai pochi minuti a Valgoda, piccola contrada di Enego posta sul ripido versante sopra il Canale di Brenta.
La strada verso Valgoda
Una delle caratteristiche più evidenti sono i numerosi terrazzamenti sostenuti da muri a secco. Oggi molti sono in parte occupati dalla vegetazione, ma mostrano bene il lavoro necessario per ricavare piccoli appezzamenti coltivabili su un pendio così ripido. In passato questi terreni venivano utilizzati anche per la coltivazione del tabacco.
Terrazzamenti di Valgoda
Panorama da Valgoda
La strada, sempre molto stretta, attraversa la contrada e conduce fino alla piccola chiesa di Valgoda. La località è raggiungibile anche in automobile, ma gli spazi sono ridotti e le possibilità di parcheggio sono praticamente inesistenti.
Contrada Valgoda sul versante del Canale di Brenta
La strada verso la chiesetta
Chiesetta di Valgoda
Dalla chiesetta si ritorna seguendo la stessa strada, attraversando nuovamente le due gallerie e scendendo nel bosco verso Val Dicina.
Si ripercorre quindi la strada verso Coste e Valdifabbro. In quest'ultima contrada abbiamo seguito una piccola variante rispetto all'andata, rimanendo sulla strada principale di collegamento invece di scendere nuovamente attraverso Valdifabbro di Là.
La strada riporta infine al punto di partenza nei pressi delle scuole di Enego.
Come si raggiunge:
Dalla piazza principale di Enego (VI), Piazza San Marco, si procede verso sud in direzione del parco e del cimitero.
Superato l'incrocio per Asiago, dopo circa 100 metri, in prossimità dell'ingresso del parco si svolta a destra e subito dopo a sinistra.
Si raggiunge così la zona delle scuole, dove è possibile parcheggiare e iniziare l'escursione.
Mappa e traccia GPS:
Mappa e traccia Sentiero dell’Acqua e Valgoda
SCHEDA PERCORSO | |
|---|---|
Zona: | Altopiano dei 7 Comuni o di Asiago |
Provincia / Comune: | Vicenza / Enego |
Categoria: | Montagne, Grotte e Voragini |
Tipologia: | Naturalistico, Paesaggistico, Storico |
Coordinate punto di arrivo: | 45.911194 - 11.703486 (45°54'40" N - 11°42'12" E) |
Coordinate parcheggio: | 45.938065 - 11.710713 (45°56'17" N - 11°42'38" E) |
Altitudine di partenza (m): | 762 |
Altitudine di arrivo (m): | 833 |
Altitudine minima (m): | 726 |
Altitudine massima (m): | 884 |
Dislivello (m): | 328 |
Difficoltà del percorso: | E - Escursionistico |
Ore a piedi:(complessive, esclusa visita) | 3 ore 30 minuti |
Km totali: | 11,80 |
Come si raggiunge: | A piedi, In auto, In mountain bike |
Tipo di tragitto: | Percorso di ritorno coincide con quello di andata |
Storia:
La sorgente di Val Dicina
La presenza della sorgente di Val Dicina ha avuto per lungo tempo un'importanza particolare per gli abitanti delle contrade di questo versante di Enego.
L'Altopiano dei Sette Comuni è costituito in gran parte da rocce calcaree e presenta un territorio fortemente carsico: l'acqua piovana tende quindi a infiltrarsi nel sottosuolo invece di raccogliersi in superficie. Una sorgente permanente rappresentava per questo una risorsa importante per le persone e per gli animali.
Accanto alla grotta di Val Dicina sono ancora presenti le vecchie vasche in pietra. Gli abitanti delle contrade vi si recavano per lavare i panni, abbeverare gli animali e rifornirsi d'acqua.
Valgoda e i terrazzamenti
Valgoda si trova su un versante molto ripido sopra il Canale di Brenta. Osservando oggi la contrada si notano ancora numerosi terrazzamenti sostenuti da muri a secco, costruiti per ottenere superfici coltivabili dove la pendenza naturale avrebbe reso difficile lavorare la terra.
Su questi piccoli appezzamenti venivano coltivati patate, cereali, legumi, frumento e altri prodotti necessari al sostentamento delle famiglie. Una coltivazione particolarmente importante era però quella del tabacco.
Il tabacco non rappresentava soltanto una produzione agricola locale. La sua coltivazione e il suo commercio erano sottoposti al controllo dello Stato e proprio Valgoda compare in un documento ufficiale di fine Ottocento legato alle restrizioni imposte alla coltivazione.
Valgoda alla Camera dei Deputati nel 1897
Il 15 maggio 1897 il caso di Valgoda arrivò alla Camera dei Deputati del Regno d'Italia.
Il deputato Luigi Brunialti intervenne sulla decisione di limitare la coltivazione del tabacco nella contrada. Il ministro delle Finanze Giuseppe Branca spiegò che il provvedimento era stato adottato in seguito alla scoperta di un episodio di contrabbando a Valgoda.
Brunialti contestò però una misura che finiva per colpire tutti i coltivatori della contrada per il comportamento di pochi. Dal suo intervento emerge soprattutto quanto il tabacco fosse importante per l'economia locale: la coltivazione viene descritta come tradizionale e come una delle poche in grado di fornire un reddito significativo agli abitanti.
I terrazzamenti che ancora oggi circondano Valgoda possono quindi essere letti anche in questa prospettiva. Non erano soltanto piccoli orti ricavati sul pendio, ma superfici agricole ottenute con molto lavoro e utilizzate anche per una produzione che aveva un valore economico rilevante.
Il contrabbando del tabacco
La posizione di Valgoda favoriva anche i collegamenti a piedi con il fondovalle. Sentieri molto ripidi scendevano verso il Canale di Brenta e la Valsugana, permettendo di spostarsi tra l'Altopiano e le località sottostanti.
L'attuale sentiero CAI 787, che collega la zona di Costa a Valgoda, viene ricordato dalle fonti locali anche come uno dei percorsi utilizzati per il contrabbando del tabacco.
Il documento parlamentare del 1897 conferma che il problema del contrabbando non appartiene soltanto alla tradizione orale, ma aveva assunto dimensioni tali da provocare l'intervento dell'amministrazione statale e arrivare fino alla Camera dei Deputati.
La strada e le gallerie di Valgoda
Per molto tempo raggiungere Valgoda non era semplice. Prima dell'attuale strada esisteva un collegamento pedonale che superava la parete rocciosa seguendo un tracciato posto più in alto.
Le due gallerie che oggi si attraversano lungo la strada furono scavate nei primi anni Trenta del Novecento per rendere più agevole il passaggio delle persone e dei veicoli verso la contrada.
La loro costruzione modificò quindi in modo importante l'accessibilità di Valgoda, fino ad allora legata soprattutto a sentieri e mulattiere. Ancora oggi la strada rimane molto stretta e il tratto scavato nella roccia permette di capire quanto fosse difficile creare un collegamento stabile su questo versante.
Riferimenti
Data visita: 29/08/2026
Data pubblicazione: 19 Settembre 2026
Autore: Corrado De Zanche