Ore a piedi: 2,45
Difficoltà: E - Escursionistico
Ulteriori dettagli , Mappa e GPX
Questo itinerario conduce a Cima Ekar, sull'Altopiano dei Sette Comuni nei pressi di Asiago, attraversando boschi, pascoli e malghe fino a raggiungere l'osservatorio astronomico e il Sentiero del Maestro Patrizio. Lungo il percorso si incontrano anche il Brutto Buso, una profonda cavità carsica, opere artistiche immerse nella natura e numerose tracce delle fortificazioni della Grande Guerra.
A fianco del ristorante al Turcio inizia la strada del Brutto Buso, seguendo le indicazioni per l'osservatorio astronomico di Cima Ekar.
Ristorante al Turcio, punto di partenza dell'itinerario per Cima Ekar
Inizio della strada del Brutto Buso verso Cima Ekar
La strada prosegue in salita passando vicino al Trial Park Asiago Sette Comuni.
Strada verso il Trial Park Asiago Sette Comuni
Percorso nel bosco verso il Trial Park Asiago Sette Comuni
Percorso nei pressi del Trial Park Asiago Sette Comuni
Dopo circa 700 metri, superato un secco tornante a sinistra, dalla strada principale si stacca sulla sinistra, verso nord, una breve stradina. Seguendola si raggiunge il Brutto Buso, una voragine carsica profonda 110 metri e caratterizzata da una complessità di sviluppo definita anomala rispetto alla morfologia del carsismo locale. Purtroppo, come accaduto ad altre cavità dell'Altopiano, in passato anche questa voragine fu utilizzata come discarica.
Deviazione dalla strada principale verso il Brutto Buso
Sentiero di accesso alla voragine del Brutto Buso
Ingresso della voragine carsica del Brutto Buso
Voragine carsica del Brutto Buso sull'Altopiano dei Sette Comuni
Ritornati sulla strada principale si continua a salire fino a un incrocio, dove è necessario tenere la destra. Le indicazioni presenti sulle tabelle rendono comunque chiara la direzione da seguire.
Incrocio lungo il percorso per Cima Ekar, proseguire sulla strada a destra
Strada nel bosco verso Cima Ekar
Al termine del bosco la strada diventa un po' meno evidente e attraversa alcuni prati.
Uscita dal bosco e inizio dei prati lungo il percorso per Cima Ekar
Percorso attraverso i prati verso malga Val Forbice
Traccia del percorso tra i prati di Cima Ekar
Percorso tra i faggi verso malga Val Forbice
Con un'ampia curva la strada cambia progressivamente direzione, portandoci da est verso sud fino a raggiungere malga Val Forbice.
Percorso verso malga Val Forbice a Cima Ekar
Malga Val Forbice sull'Altopiano dei Sette Comuni
Osservatorio astronomico di Cima Ekar parzialmente nascosto dalla vegetazione
Superata la malga si raggiunge la strada asfaltata che, continuando in salita, conduce verso l'osservatorio astronomico di Cima Ekar.
Strada asfaltata verso l'osservatorio astronomico di Cima Ekar
Ingresso dell'osservatorio di Cima Ekar e inizio del Sentiero del Maestro Patrizio
Dopo circa 400 metri di strada asfaltata si arriva a un incrocio nei pressi dell'osservatorio. Proseguiamo a destra inoltrandoci nel Sentiero del Maestro Patrizio, dove sono descritte anche le opere presenti lungo il percorso.
Sentiero del Maestro Patrizio Rigoni nei pressi di Cima Ekar
Il percorso è segnalato da pali colorati. Lungo il sentiero si incontrano alcuni incroci, ma la direzione da seguire rimane facilmente riconoscibile.
Primo incrocio sul Sentiero del Maestro Patrizio, proseguire diritto
Incrocio segnalato dai pali colorati sul Sentiero del Maestro Patrizio
Opere Stambecco e L'annuncio di primavera sul Sentiero del Maestro Patrizio
Strada nel bosco lungo il Sentiero del Maestro Patrizio
Opere Orsetto e Amico a quattro zampe sul Sentiero del Maestro Patrizio
Incrocio sul Sentiero del Maestro Patrizio, proseguire a sinistra in salita
Le opere dell'Alpeggio Verticale accompagnano il percorso nella deviazione verso nord.
Opera Alpeggio Verticale di Antonio Busellato, Valentina Carli e Giulio Rigoni
Dettaglio dell'opera Alpeggio Verticale sul Sentiero del Maestro Patrizio
Usciti dal bosco si attraversa il prato in direzione ovest fino a raggiungere malga Campo di Costalunga.
Percorso sul prato verso malga Campo di Costalunga
Prati verso malga Campo di Costalunga a Cima Ekar
Malga Campo di Costalunga nei pressi di Cima Ekar
Superata la malga si raggiunge la grande panchina gialla, posta in posizione panoramica sull'Altopiano dei Sette Comuni.
Panchina gialla gigante panoramica di Cima Ekar
Panorama verso Asiago dalla zona di Cima Ekar
Panchina gialla gigante e malga Campo di Costalunga
La strada prosegue verso la cima del monte e in pochi minuti raggiunge la zona dell'osservatorio astronomico di Cima Ekar.
Salita verso la sommità di Cima Ekar
Telescopio Schmidt 67/92 dell'osservatorio astronomico di Cima Ekar
Telescopio Copernico da 1,82 metri dell'osservatorio di Cima Ekar
Cupola del telescopio Copernico da 1,82 metri a Cima Ekar
Lungo la strada di accesso all'osservatorio una lapide ricorda la Brigata Pinerolo.
Lapide dedicata alla Brigata Pinerolo lungo la strada di Cima Ekar
Lungo tutto il percorso, accanto alle opere artistiche e al paesaggio naturale, si possono scorgere numerose trincee e postazioni della Grande Guerra. È un impressionante dedalo di fossati e opere militari che si ramifica nel terreno e nel bosco, testimonianza del ruolo avuto da questa zona durante il conflitto.
Raggiunto nuovamente l'asfalto, inizia il percorso di ritorno. Si ripercorre la strada dell'andata passando per malga Val Forbice e tornando progressivamente nel bosco, fino a raggiungere nuovamente il punto di partenza al Turcio.
Incrocio sulla strada di ritorno verso malga Val Forbice
Panorama sull'Altopiano dei Sette Comuni prima del rientro nel bosco
Come si raggiunge:
Da Asiago (VI) in direzione Bassano del Grappa si procede per circa 4 km fino al ristorante al Turcio.
Mappa e traccia GPS:
Mappa e traccia Cima Ekar (Echar) e Sentiero del Maestro Patrizio
SCHEDA PERCORSO | |
|---|---|
Zona: | Altopiano dei 7 Comuni o di Asiago |
Provincia / Comune: | Vicenza / Asiago |
Categoria: | Montagne, Grotte e Voragini, Sacrari, Cimiteri e Lapidi di Guerra |
Tipologia: | Naturalistico, Storico, Panoramico, Culturale |
Periodo storico: | Prima Guerra Mondiale |
Coordinate punto di arrivo: | 45.848787 - 11.569038 (45°50'55" N - 11°34'8" E) |
Coordinate parcheggio: | 45.848705 - 11.547986 (45°50'55" N - 11°32'52" E) |
Altitudine di partenza (m): | 1089 |
Altitudine di arrivo (m): | 1363 |
Dislivello (m): | 355 |
Difficoltà del percorso: | E - Escursionistico |
Ore a piedi:(complessive, esclusa visita) | 2 ore 45 minuti |
Km totali: | 9,20 |
Come si raggiunge: | A piedi |
Tipo di tragitto: | Parte del percorso ad anello |
Storia:
Oggi Cima Ekar, conosciuta anche come Cima Echar nei documenti militari della Prima Guerra Mondiale, è soprattutto nota per il suo osservatorio astronomico e per i panorami sull'Altopiano dei Sette Comuni. Durante la Grande Guerra, invece, questa altura rappresentava un importante caposaldo del sistema difensivo italiano.
Cima Echar e la Battaglia del Solstizio
Il 15 giugno 1918 l'esercito austro-ungarico diede inizio a una grande offensiva, passata alla storia come Battaglia del Solstizio. L'obiettivo era sfondare il fronte italiano, attraversare le montagne e raggiungere la pianura veneta, infliggendo un colpo decisivo all'esercito italiano.
Sull'Altopiano di Asiago l'attacco interessò un fronte molto esteso. Le truppe austro-ungariche dovevano superare le difese italiane tra la Val d'Assa e la Val Frenzela, conquistare le posizioni strategiche e aprirsi la strada verso le vallate che scendono in pianura.
Il piano prevedeva l'impiego di ingenti forze, sostenute da un massiccio schieramento di artiglieria. Dopo un violento bombardamento preparatorio, le fanterie sarebbero avanzate cercando di sfruttare le brecce aperte nelle linee difensive.
La difesa di Cima Echar
Alle prime ore del 15 giugno, un intenso bombardamento colpì le posizioni italiane di Cima Valbella, Col del Rosso e Col d'Echele. Verso le sette del mattino, protette anche da una cortina di nebbia artificiale, le fanterie austro-ungariche passarono all'attacco.
Gli attaccanti riuscirono a penetrare nelle posizioni di Costalunga e raggiunsero il ridotto di Cima Echar, mentre altri reparti tentarono di superare la Busa del Termine. L'obiettivo era aprirsi un varco verso la Val Chiama, aggirando le difese italiane.
A Cima Echar la difesa era affidata a reparti del 13° Reggimento Fanteria della Brigata Pinerolo, affiancati dalla 1751ª Compagnia mitragliatrici. Nel corso dei combattimenti giunse in rinforzo anche un battaglione del 78° Reggimento di fanteria francese.
La resistenza fu particolarmente accanita. Nonostante la violenza dell'attacco, i difensori riuscirono a impedire lo sfondamento della posizione. Le mitragliatrici e il fuoco delle fanterie inflissero pesanti perdite agli assalitori, che non riuscirono a superare il caposaldo.
Contemporaneamente, poco più a est, anche la Busa del Termine divenne teatro di combattimenti durissimi. Qui i soldati del 260° Reggimento della Brigata Lecce resistettero agli attacchi austro-ungarici, arrivando anche allo scontro corpo a corpo.
Secondo la ricostruzione pubblicata dalla Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia nell'agosto 1918, i difensori della Busa del Termine avevano collocato sulle rocce una tabella con la scritta "Di qui non si passa", a testimonianza della determinazione con cui intendevano mantenere la posizione.
L'ultimo grande attacco della giornata fu sferrato intorno alle ore 22, ma anche questo tentativo venne respinto.
La controffensiva e la riconquista di Costalunga
Il fallimento dello sfondamento non pose immediatamente fine ai combattimenti. Nei giorni successivi le truppe italiane passarono al contrattacco per riconquistare le posizioni perdute durante l'offensiva.
Tra il 16 e il 19 giugno, reparti del 13° Fanteria, del 3° Bersaglieri e del LII Reparto d'assalto combatterono nella zona di Costalunga. La riconquista fu graduale e particolarmente difficile, perché le posizioni erano state sconvolte dai bombardamenti e dai precedenti combattimenti.
Il 17 giugno gli italiani riuscirono a rimettere piede nel ridotto di Costalunga, completandone la riconquista il 19 giugno.
Più a est, anche Col del Rosso e Col d'Echele furono contesi durante le giornate successive. Le posizioni vennero definitivamente riconquistate dalle truppe italiane il 29 giugno 1918.
La resistenza di Cima Echar e degli altri capisaldi dell'Altopiano contribuì quindi al fallimento dell'offensiva austro-ungarica, impedendo agli attaccanti di raggiungere gli obiettivi previsti.
La Brigata Pinerolo e il ricordo dei combattimenti
La Brigata Pinerolo, composta dal 13° e dal 14° Reggimento Fanteria, partecipò a numerose operazioni durante la Prima Guerra Mondiale, distinguendosi anche nei combattimenti sull'Altopiano di Asiago.
La difesa di Cima Echar rimase uno degli episodi più significativi della storia del 13° Reggimento, tanto che il 15 giugno divenne la data commemorativa del reparto, in ricordo dei combattimenti di Cima Echar, Costalunga e Valbella.
Per il comportamento tenuto durante il conflitto, la bandiera del 13° Reggimento Fanteria fu decorata con la Medaglia d'Oro al Valor Militare, conferita il 31 ottobre 1920. Nella motivazione ufficiale viene ricordato espressamente il valore dimostrato nella battaglia del giugno 1918 sull'Altopiano di Asiago.
Tra gli ufficiali che si distinsero nei combattimenti figura anche il capitano Giovanni Barone del 13° Fanteria, ricordato per le azioni svolte a Cima Echar tra il 15 e il 19 giugno 1918 e insignito dell'Ordine Militare di Savoia.
Una lapide lungo la strada di accesso all'osservatorio astronomico ricorda ancora oggi la Brigata Pinerolo e gli uomini che combatterono su queste montagne.
Le trincee ancora visibili
Camminando nei boschi e nei prati di Cima Ekar si incontrano ancora numerose tracce della presenza militare: trincee, fossati, terrapieni e resti di postazioni difensive, talvolta poco riconoscibili perché lentamente riassorbiti dalla vegetazione.
Queste opere facevano parte del sistema di difesa del territorio e permettevano ai soldati di presidiare le posizioni, muoversi con maggiore protezione e contrastare gli attacchi nemici.
È difficile immaginare oggi, tra i pascoli e i boschi così tranquilli, la violenza dei combattimenti che interessarono queste alture nel giugno del 1918. Eppure, osservando con attenzione il terreno, i segni della guerra sono ancora presenti e raccontano una parte importante della storia dell'Altopiano dei Sette Comuni.
Fonti storiche
- Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia, n. 195 del 19 agosto 1918 – "La battaglia dall'Astico al mare (15 giugno-6 luglio 1918)", in particolare le pagine 2383-2384.
- Enciclopedia Italiana Treccani – Altipiani, operazioni sugli – Ricostruzione delle operazioni militari del giugno 1918.
- Presidenza della Repubblica – Onorificenze – Medaglia d'Oro al Valor Militare alla bandiera del 13° Reggimento Fanteria della Brigata Pinerolo.
- Diari storici di brigata – Brigata Pinerolo – Storia dei reparti e decorazioni militari.
- Il Diario della Guerra – 15 giugno 1918 – Cronologia della Battaglia del Solstizio e fotografia storica delle truppe della Brigata Pinerolo a Cima Echar.
Data visita: 27/10/2024
Data pubblicazione: 04 Novembre 2024
Ultimo aggiornamento: 15 Ottobre 2026
Autore: Corrado De Zanche