Ore a piedi: 2,35
Difficoltà: E - Escursionistico
Ulteriori dettagli , Mappa e GPX
Questo itinerario ad anello sui Colli Euganei parte da Galzignano Terme e attraversa il Monte delle Basse, il Monte delle Grotte e il Monte Gallo, tra sentieri nel bosco e alcuni piacevoli punti panoramici.
Il percorso segue in buona parte il sentiero n. 10, che collega Galzignano a Cinto Euganeo ma non è normalmente un itinerario ad anello. Noi abbiamo scelto di partire da Galzignano Terme e di completare il rientro attraverso alcuni sentieri alternativi, creando così un percorso circolare.
La partenza ufficiale del sentiero n. 10 si trova in via Roverello, mentre il nostro itinerario inizia nei pressi dell'incrocio tra via Cengolina e via del Calto, dove è possibile parcheggiare nei pressi della pizzeria "Da Castegna".
Si attraversa la strada, si passa un ponte e si prosegue su una stradina che porta verso una zona coltivata.
Inizio dell'itinerario da Galzignano Terme
Croce del Monte delle Basse
Strada in uscita dall'abitato di Galzignano Terme
Dopo poche case siamo già fuori dal paese. Attraversiamo un altro ponte e subito dopo inizia il sentiero, segnalato da una tabella con la relativa cartina.
Ponte lungo il percorso
Vista verso Galzignano Terme
Inizio del sentiero e della salita verso il Monte delle Basse
Cartina del sentiero n. 10
Dopo un primo tornante a sinistra si arriva direttamente alla croce del Monte delle Basse.
Sentiero verso il Monte delle Basse
Tornante lungo la salita al Monte delle Basse
Sentiero nel bosco verso il Monte delle Basse
La zona della croce è denominata "Belvedere della Croce", anche se la vegetazione circostante limita oggi buona parte del panorama.
Belvedere della Croce sul Monte delle Basse
Croce del Belvedere sul Monte delle Basse
Dalla croce proseguiamo sul sentiero in direzione sud-ovest e, poco più avanti, raggiungiamo un piacevole punto panoramico.
Incrocio nei pressi del Belvedere della Croce
Panorama dai pendii del Monte delle Basse
Dopo il punto panoramico troviamo un incrocio e proseguiamo a sinistra.
Incrocio dove si prosegue a sinistra
Un altro incrocio ben indicato ci porta a destra su una salita piuttosto ripida. Alla fine della salita scopriamo che probabilmente sarebbe stato più agevole proseguire dritti, lungo il sentiero utilizzato anche dalle mountain bike.
Incrocio dove si prosegue a destra verso il Monte delle Grotte
Salita ripida verso il Monte delle Grotte
Il sentiero diventa per un breve tratto quasi pianeggiante e raggiunge un altro incrocio privo di segnalazioni. Proseguiamo a destra, anche se entrambi i percorsi salgono verso la cima e risultano piuttosto faticosi.
Tratto pianeggiante del sentiero
Incrocio con due percorsi che salgono verso il Monte delle Grotte
Terminata la salita, un altro tratto pianeggiante ci porta allo spiazzo del Monte delle Grotte.
Sentiero verso il Monte delle Grotte
Spiazzo del Monte delle Grotte
A un successivo incrocio proseguiamo ancora in salita verso destra.
Incrocio dove si prosegue in salita a destra
All'ultimo incrocio del sentiero prima del Monte Gallo si prosegue a sinistra.
Incrocio dove si prosegue a sinistra verso il Monte Gallo
Con una leggera salita si arriva al termine del sentiero n. 10, che sbocca in via Roverello.
Ultimo tratto del sentiero n. 10
Arrivo del sentiero n. 10 in via Roverello
Segnaletica del sentiero n. 10 in via Roverello
Come detto in precedenza, il sentiero n. 10 non è un percorso ad anello e via Roverello rappresenta il suo naturale punto di partenza. Noi però proseguiamo per completare l'itinerario circolare e rientrare a Galzignano Terme attraverso un percorso diverso da quello dell'andata.
All'uscita del sentiero seguiamo via Roverello in direzione nord.
Via Roverello
Panorama da via Roverello sui Colli Euganei
Superiamo la trattoria "Da Oci" e continuiamo fino ad arrivare alla trattoria "Dalla Teresa".
Via Roverello verso la trattoria Dalla Teresa
Panorama dai pressi della trattoria Dalla Teresa
Trattoria Dalla Teresa
Prendiamo la strada che sale verso la trattoria e subito dopo svoltiamo a destra, in direzione sud-est.
Strada verso la trattoria Dalla Teresa
Bivio dove si prosegue sulla strada a destra
Questa strada porta verso alcune antenne che, probabilmente, sono una specie endemica della zona, visto che crescono su quasi tutte le cime di questi colli...
Strada verso le antenne sul Monte Gallo
In corrispondenza di una leggera curva a destra, poco prima della sbarra che porta alle antenne, lasciamo la strada e prendiamo il sentiero che scende sulla sinistra in direzione nord-est. Questo percorso è indicato come "Bluline" in alcune mappe.
Inizio del sentiero Bluline
Sentiero Bluline nel bosco
Tratto del sentiero Bluline
Questo sentiero si ricongiunge al sentiero n. 10 già percorso all'andata. Lo seguiamo per circa un centinaio di metri, fino a individuare sulla destra le tracce di un altro sentiero che scende in direzione nord-est.
Il bivio non è segnalato e, soprattutto nel periodo autunnale e invernale, il sentiero può risultare poco evidente a causa delle foglie. In caso di dubbio è preferibile continuare lungo il sentiero n. 10 e rientrare seguendo il percorso dell'andata.
Inizio del sentiero di rientro tra le foglie
Sentiero di rientro verso Galzignano Terme
Sebbene questo percorso non abbia alcun tipo di segnaletica, il tracciato rimane generalmente riconoscibile e continua a scendere verso Galzignano Terme.
Sentiero nel bosco durante la discesa
Galzignano Terme visto dal sentiero di rientro
Ultimo tratto del sentiero verso Galzignano Terme
Il sentiero termina su una strada che sbocca in via Cengolina. Proseguendo a destra si ritorna in breve al punto di partenza, completando così l'anello.
Rientro su via Cengolina verso Galzignano Terme
Si conclude così questo piacevole anello tra Galzignano Terme, il Monte delle Basse, il Monte delle Grotte e il Monte Gallo, un percorso vario che alterna boschi, brevi tratti panoramici e salite talvolta piuttosto impegnative.
Lungo alcuni sentieri dei Colli Euganei è frequente incontrare mountain bike, talvolta anche a velocità sostenuta. È quindi importante prestare attenzione, soprattutto nei tratti più stretti e con scarsa visibilità, dove i ciclisti possono sopraggiungere rapidamente anche alle spalle.
Mappa e traccia GPS:
Mappa e traccia Monte Gallo - Monte delle Grotte - Monte delle Basse
SCHEDA PERCORSO | |
|---|---|
Zona: | Colli Euganei e Berici |
Provincia / Comune: | Padova / Galzignano Terme - Cinto Euganeo |
Categoria: | Montagne |
Tipologia: | Naturalistico, Paesaggistico, Panoramico |
Coordinate punto di arrivo: | 45.293905 - 11.707885 (45°17'38" N - 11°42'28" E) |
Coordinate parcheggio: | 45.306902 - 11.726963 (45°18'24" N - 11°43'37" E) |
Altitudine di partenza (m): | 25 |
Altitudine di arrivo (m): | 364 |
Altitudine minima (m): | 25 |
Altitudine massima (m): | 364 |
Dislivello (m): | 339 |
Difficoltà del percorso: | E - Escursionistico |
Ore a piedi:(complessive, esclusa visita) | 2 ore 35 minuti |
Km totali: | 6,80 |
Come si raggiunge: | A piedi |
Tipo di tragitto: | Percorso ad anello |
Storia:
(tratta dai tabelloni in loco)
Le ville del territorio euganeo
L'architettura e la cultura delle ville, così presenti nel paesaggio veneto, fioriscono intorno al XVII sec., in modo sostanziale per l'esigenza dei nobili veneziani, come i Contarini e i Pisani, di ricercare nell'entroterra nuovi spazi verdi, per contrapporre alla vita di città quella più dolce e accattivante della campagna. Accanto alla ritrovata tranquillità viene sviluppato l'aspetto economico, con la nascita, grazie ai possedimenti annessi alle dimore, di vere e proprie aziende agricole.
Anche nel territorio euganeo le ville sorgono soprattutto in corrispondenza delle vie d'acqua principali, come i canali Bisatto e Battaglia, e secondari, tutti aventi la funzione di collegamento ideale e pratico con il sistema fluviale navigabile fino in laguna; non meno rilevanti dal punto di vista storico e artistico sono alcune nobili residenze nell'entroterra collinare, tra cui degne di nota sono Villa Vescovi a Luvigliano edificata come residenza estiva dei prelati padovani e ristrutturata completamente su richiesta di Alvise Cornaro, Villa Rosa di Tramonte, Villa Draghi presso Montegrotto Terme, Villa Contarini a Valnogaredo (XVI sec.) e, non ultima, Villa Beatrice d'Este sul Monte Gemola, trasformata nel '500 da monastero a nobile residenza in collina.
Le dimore presentano quasi sempre la classica struttura architettonica della villa veneta, con un corpo principale affiancato da una barchessa, un brolo, una boaria e spesso sono completate da un piccolo e raccolto oratorio privato.
Adiacenti alle ville si trovano piccoli o grandi giardini, sapientemente coltivati con essenze ornamentali e officinali; esempio tra i più importanti in terra veneta è senza dubbio il Giardino Storico di Villa Barbarigo Pizzoni Ardemani a Valsanzibio, uno dei più importanti giardini all'italiana assolutamente integro sia per le notevoli dimensioni (circa 14 ettari) sia per la composizione barocca di tipico gusto veneto, fu realizzato nella seconda metà del '600 dal nobile veneziano Antonio Barbarigo, fratello del beato Gregorio. Lo spazio rettangolare è scandito da due assi cardinali; settanta statue, in buona parte opera del Marengo, sculture minori, fontane, peschiere, laghetti, scherzi d'acqua, più di 800 alberi e 126 essenze, 60.000 mq di bosso, tutto concepito per simboleggiare il cammino dell'uomo verso la sua salvezza.
Poco distante, nel territorio comunale di Battaglia Terme, spicca con la sua poderosa mole Villa Obizzi, meglio conosciuta con il nome di Castello del Catajo; nobile residenza cinquecentesca, è inserita in un parco di notevole estensione e i suoi ambienti interni sono affrescati dallo Zelotti. Dall'altro capo della stessa cittadina euganea cattura l'attenzione Villa Selvatico Sartori, sul piccolo colle di Sant'Elena, nobile edificio che anticipa i canoni del barocco veneto; dalla maestosa scala si accede al piano nobile affrescato nel 1650 da Luca Ferrari e la grandiosa terrazza offre un suggestivo panorama sui Colli, sul parco ottocentesco e sui cinque laghetti termali progettati dall'architetto Giuseppe Jappelli.
Tra Battaglia Terme e Monselice, il canale navigabile accoglie presso le sue sponde Villa Emo Capodilista, dimora di grande pregio artistico costruita dall'architetto Vincenzo Scamozzi con una chiara influenza palladiana, famosa anche per la coltivazione di una grande varietà di rose ornamentali nel bel giardino all'italiana; poco distante, ai piedi del colle di Lispida, dal lato opposto all'omonimo laghetto, sorge Villa Italia. Numerose sono le ville inserite nei contesti urbani di Este e Monselice, tra cui meritano un cenno il Palazzo del Principe a Este situato su una propaggine del Monte Murale, è un bell'edificio dalle linee sobrie costruito dalla famiglia dei Contarini nel XVI sec. forse su disegno di Vincenzo Scamozzi; Villa Kunkler dove alloggiarono tra il 1817 e il 1818 gli illustri poeti lord Byron e Percy B. Shelley; a Monselice Villa Nani Mocenigo, elegante palazzo patrizio del Settecento, recentemente restaurato. Nei paesi più interni del complesso collinare dimore nobili si trovano un po' ovunque, da Arquà Petrarca a Baone e Valle San Giorgio costituendo un elemento tra i più particolari e discreti dell'ambiente euganeo tradizionale.
Natura e Ambiente:
(tratta dai tabelloni in loco)
Il paesaggio di Galzignano, un esempio di archeologia agraria
Il visitatore che arriva per la prima volta sui Colli Euganei si trova davanti a un paesaggio agricolo più che forestale e sentirà forte la presenza dell'uomo che nei secoli ha modellato il territorio con duro lavoro fatto di tradizioni antiche, passione e amore per la natura. Il percorso lungo il sentiero può essere l'occasione per vedere i segni in una sorta di archeologia agraria.
Sui monti che sovrastano Galzignano Terme, favorevolmente esposti a sud, dove l'inclinazione è più ripida, il profilo appare scolpito da una lunga fatica umana, che ne ha rimodellato la pendenza ottenendo una successione di ripiani moderatamente inclinati, fra loro separati da bruschi sbalzi. Quanto più è ripido il pendio, tanto più fitti e stretti risultano i gradini; qui si coltiva, oggi come allora, il vigneto sostenuto da pali in castagno, oppure, se la larghezza del gradone lo consente piccoli orti. Gli esempi più belli di questa sistemazione del terreno detta "a girapoggio" sono sui versanti a solatio del Monte Orsara, dove la vite non disdegna la compagnia dell'ulivo e del ciliegio.
Nel "golfo" di Valsanzibio, sul Monte Staffolo e delle Grotte, nei terrazzamenti più ampi e sostenuti con muri a secco prevale la coltivazione dell'ulivo solo in parte ancora accudito. La produzione dell'olio d'oliva ha tradizioni molto antiche in epoca preromana e l' (n.d.r. la frase termina proprio così …)
Alla base del Monte delle Basse si conserva ancora un paesaggio altrove scomparso: la vite maritata a sostegni vivi; vicino alle case i filari di vite sono ancora sorretti da pali secchi di castagno e alberi (aceri, salici, ciliegi e meli). La tradizione della coltura della vite è secolare, le prime testimonianze risalgono all'antica civiltà atestina e Marziale (I sec.d.C.) descrive il paesaggio euganeo caratterizzato dalla simmetria dei vigneti. Nei Colli permane una viticoltura di pregio che produce i vini buoni: moscatello, pinello, garganego, schiavo e marzemino.
Data visita: 09/03/2025
Data pubblicazione: 02 Aprile 2025
Ultimo aggiornamento: 05 Settembre 2026
Autore: Corrado De Zanche