Ore a piedi: 1,45
Difficoltà: T - Turistico
Ulteriori dettagli , Mappa e GPX
Cima Alta, sul Monte Novegno, sopra Schio in provincia di Vicenza, è una delle mete più interessanti per scoprire le fortificazioni della Prima Guerra Mondiale sulle Piccole Dolomiti. Una facile escursione che permette di visitare trincee, gallerie, postazioni di artiglieria e nidi per mitragliatrici contraeree, immersi in un ambiente montano che offre anche splendidi panorami sulle montagne circostanti.
Dal parcheggio posto all'ingresso del Monte Novegno si prosegue a piedi in direzione della piana di Malga Novegno. Dopo circa 30 minuti raggiungiamo l'inizio della salita a Cima Alta, ben individuabile grazie alle indicazioni presenti lungo il percorso.
Da qui occorrono altri 30 minuti circa per raggiungere la cima. La salita non presenta particolari difficoltà e si svolge lungo una mulattiera militare, in parte ancora ben conservata. Il percorso è adatto anche alla mountain bike, prestando attenzione alle condizioni del fondo.
Inizio del sentiero militare verso Cima Alta sul Monte Novegno
Sentiero di salita a Cima Alta sul massiccio del Novegno
Salendo iniziamo a incontrare le prime testimonianze della Grande Guerra. Questa montagna faceva parte dell'importante sistema difensivo italiano realizzato per proteggere la pianura vicentina da una possibile nuova offensiva austroungarica.
Opere militari lungo il sentiero di Cima Alta sul Novegno
Resti delle fortificazioni italiane della Prima Guerra Mondiale a Cima Alta
Fortificazioni e ambiente montano di Cima Alta
Le trincee sono particolarmente interessanti perché permettono di osservare da vicino come erano organizzate le posizioni difensive. Alcuni tratti sono stati sistemati e risultano ancora ben riconoscibili.
Particolare della trincea militare sul Monte Novegno
Proseguendo incontriamo anche alcune gallerie scavate nella roccia. Le opere sono state recuperate e rese visitabili, ma per esplorarne gli ambienti interni è importante avere con sé una torcia elettrica. Bisogna comunque prestare attenzione al terreno e alle eventuali irregolarità della roccia.
Opere difensive della Grande Guerra sul Monte Novegno
Percorso tra le postazioni militari di Cima Alta
Strutture militari della Prima Guerra Mondiale sul Novegno
Esplorazione delle fortificazioni di Cima Alta
La visita continua tra gallerie, ricoveri e postazioni ricavate nella montagna. È sorprendente osservare la quantità di lavori realizzati in questa zona, soprattutto considerando le difficoltà che dovevano affrontare i soldati per trasportare materiali e costruire queste opere in quota.
Strutture difensive italiane sulle pendici di Cima Alta
Resti delle postazioni militari sul Monte Novegno
Opere fortificate italiane di Cima Alta
Tra le opere più interessanti troviamo le postazioni di artiglieria e le trincee dotate di feritoie, realizzate per controllare e difendere le posizioni circostanti.
Opere difensive con feritoie a Cima Alta
Postazioni e trincee della Grande Guerra sul Novegno
Fortificazioni militari italiane di Cima Alta
Resti delle postazioni di artiglieria a Cima Alta
Trincee e postazioni difensive della Prima Guerra Mondiale a Cima Alta
Molto particolari sono i nidi per mitragliatrici contraeree, strutture circolari ancora ben riconoscibili. Queste postazioni testimoniano quanto fosse articolato il sistema difensivo del Novegno, predisposto non soltanto per contrastare gli attacchi di fanteria, ma anche per la difesa contro gli aerei nemici.
Resti delle postazioni per mitragliatrici contraeree a Cima Alta
Strutture militari circolari per la difesa contraerea sul Novegno
Nido per mitragliatrice contraerea della Prima Guerra Mondiale a Cima Alta
Proseguendo si incontrano altre postazioni per mitragliatrici, inserite nel sistema di trincee e opere difensive che proteggevano la cima.
Postazione per mitragliatrice a Cima Alta
Particolare delle postazioni militari sul crinale di Cima Alta
Oltre all'interesse storico, Cima Alta offre splendidi panorami sulle montagne circostanti. Lo sguardo spazia verso il Monte Priaforà, il Monte Giove e gli altri rilievi del massiccio del Novegno, fino all'Altopiano di Asiago. Sono proprio queste vedute a far comprendere l'importanza strategica della posizione durante la Prima Guerra Mondiale.
Panorama dalle fortificazioni di Cima Alta sul Monte Novegno
Panorama da Cima Alta verso l'Altopiano di Asiago
Vista sulle montagne circostanti dal crinale di Cima Alta
La visita a Cima Alta è un'escursione relativamente breve, ma ricca di testimonianze storiche. Le numerose fortificazioni, le gallerie e le postazioni ancora visibili permettono di comprendere quanto fosse importante il Monte Novegno per la difesa italiana durante la Grande Guerra.
Un percorso consigliato soprattutto a chi ama unire una facile camminata in montagna alla scoperta della storia, dedicando il giusto tempo all'esplorazione delle opere militari e ai panorami che questa cima sa offrire.
Come si raggiunge:
Da Schio (VI) seguite le indicazioni per Bosco di Tretto - S. Caterina. Arrivati alla contrada Rossi troverete la strada bianca che porta al Monte Novegno.
Dal parcheggio si prosegue fino alla piana della Malga Novegno. In prossimità delle tabelle dell'Ecomuseo si tiene a destra.
Attraversata la piana si svolta ancora a destra, sulla sinistra si trovano le tabelle storiche di Cima Alta e da lì si prosegue il sentiero.
Mappa e traccia GPS:
SCHEDA PERCORSO | |
|---|---|
Zona: | Piccole Dolomiti, Pasubio, Novegno |
Provincia / Comune: | Vicenza / Schio |
Categoria: | Montagne, Fortificazioni |
Tipologia: | Paesaggistico, Storico, Panoramico |
Periodo storico: | Prima Guerra Mondiale |
Coordinate punto di arrivo: | 45.773065 - 11.313043 (45°46'23" N - 11°18'46" E) |
Coordinate parcheggio: | 45.760168 - 11.311542 (45°45'36" N - 11°18'41" E) |
Altitudine di partenza (m): | 1471 |
Altitudine di arrivo (m): | 1629 |
Dislivello (m): | 173 |
Difficoltà del percorso: | T - Turistico |
Ore a piedi:(complessive, esclusa visita) | 1 ora 45 minuti |
Km totali: | 4,90 |
Come si raggiunge: | A piedi, In mountain bike |
Tipo di tragitto: | Percorso di ritorno coincide con quello di andata |
Storia:
(tratta dai tabelloni trovati in loco)
Pilastro laterale di Passo Campedello, Cima Alta (m 1629) è una delle quote maggiormente fortificate dell'intero massiccio del Novegno. Dalla strada che conduce al passo, una bella mulattiera con selciato ben conservato porta in breve tempo sulla vetta. Lungo questo primo tratto di percorso si possono visitare alcune interessanti costruzioni: una trincea semicircolare che ancora oggi conserva tutte le caratteristiche costruttive e logistiche e più in alto,dopo due tornanti della mulattiera, l'ingresso di un'ampia caverna. Sotto la vetta di Cima Alta, un piccolo pianoro, una galleria, resti di baraccamenti e una lunga trincea che aggira la cima.
Questi manufatti e la loro posizione danno la misura di quanto importante fosse questa cintura fortificata. Seguendo il crinale di vetta si incontrano delle interessanti costruzioni circolari: sono i famosi nidi di mitragliatrici antiaeree. Nel panorama circostante si possono vedere in primo piano il M.Priaforà e il M.Giove, luoghi dove più cruento fu il tentativo di sfondamento durante la Strafexpedition e che giocarono un ruolo strategico fondamentale nelle condotte della battaglia.
Quasi tutte queste opere furono fortificate successivamente al ritiro delle truppe austroungariche oltre la Val Posina, con l'intento di costruire un sistema pressoché imprendibile nel timore, tutt'altro che infondato, di un ripetersi del grave rischio corso con l'avanzata del maggio-giugno 1916.
L'offensiva austroungarica scatenata il 15 maggio 1916 con il largo impiego di artiglierie sul fronte M.Maggio-Toraro-Campomolon, impose dopo il terrificante bombardamento il graduale arretramento italiano sulla destra del Posina. Nelle spasmodiche giornate del 12 e 13 giugno durante il massimo sforzo imperiale nel tentativo di sfondamento, Cima Alta fu sede logistica del Magg.Gen.Carlo Petitti di Rovereto che aveva da poco assunto il Comando di Settore. Le condizioni della disperata difesa sono ben delineate in uno dei numerosi fonogrammi trasmessi alle retrovie.
Da Cima Alta (di Novegno) ore 13: "Le condizioni della difesa si fanno sempre più gravi a causa della violenza del fuoco e della persistenza deglia attacchi nemici e a causa delle fortissime perdite specie nei quadri. Per il momento ritengo di poter resistere, ma non potrei dare affidamento, qualora il nemico si ostinasse, come sembra, a voler superare ad ogni costo il Novegno. Reputo quindi necessaria l'assegnazione di nuovi reparti di fanteria per sostituire quelli più provati".
Novegno - Cima Alta
Novegno - Cima Alta
Arginata l'offensiva austriaca e costretto gli austroungarici nella linea di difesa: Dente del Pasubio-Sogli Bianchi-Borcola-Majo-Seluggio-Tormeno-Cimone, nella seconda metà del giugno 1916 ebbe inizio un febbrile e incessante lavoro per l'organizzazione della sistemazione difensiva che appoggiandosi ai poderosi capisaldi dell'ultima barriera montana ancora controllata dall'Esercito Italiano: M.Pasubio - M.Novegno - M.Summano, doveva rendere sicura la pianura vicentina contro un tentativo d'invasione dalle valli del Posina e dell'Astico.
Al Pasubio si appoggiava questa formidabile fascia di resistenza da cui si svolgeva lungo il contrafforte montano fra la Val Leogra e la Val Posina e comprendeva diverse linee delle quali il Novegno ne costituiva il caposaldo principale.
Di questa organizzazione proprio Cima Alta rappresentava la punta avanzata di un sistema di gallerie, caverne, nidi di mitragliatrici, ricoveri e depositi di munizioni. Anche in questa zona, come per la vicina Priaforà, i lavori vennero realizzati dai reparti del genio del V corpo d'Armata comandati allora dal Colonnello D'Havet. Oltre ai manufatti c'è da considerare lo straordinario sforzo logistico compiuto per assicurare, in breve tempo e su posizioni esposte al tiro nemico, la loro realizzazione. Mulattiere, strade camionabili, servizi di acqua potabile con condutture partenti dalla centrale di sollevamento di contrada Bosco di Tretto, centri di raccolta di rifornimenti cui quello della zona di Campedello, tra Cima Alta e M.Giove, era il più importante, collegato con due teleferiche e Contrada Alba, costituivano la punta più avanzata e organizzata del complesso sistema logistico del Novegno.
Data visita: 17/10/2009
Data pubblicazione: 11 Giugno 2010
Ultimo aggiornamento: 13 Ottobre 2026
Autore: Corrado De Zanche