Anello Val di Nos – Monte Cimon – Monte Baldo

Anello Val di Nos – Monte Cimon – Monte Baldo

Un lungo anello tra boschi, trincee della Grande Guerra e panorami sull’Altopiano dei Sette Comuni (m 1688)

 

Zona: Altopiano dei 7 Comuni o di Asiago
Ore a piedi: 4,55
Difficoltà: E - Escursionistico
Ulteriori dettagli ,    Mappa e GPX

Questo ampio anello escursionistico parte dalla Val di Nos, poco sopra Gallio, e attraversa alcuni degli ambienti più interessanti dell'Altopiano dei Sette Comuni. Il percorso risale la valle fino alle dorsali del Monte Cimon e del Monte Baldo, alternando boschi, pascoli e ampi panorami, ma soprattutto numerose testimonianze della Prima Guerra Mondiale: trincee, vecchie strade militari, resti di baraccamenti e l'ex cimitero militare della Val di Nos.

Dal parcheggio dell'area attrezzata si può seguire direttamente la strada bianca oppure, come in questo caso, utilizzare per il primo tratto il percorso didattico della Val di Nos, che permette di entrare subito nel bosco evitando la strada.

Ingresso del percorso didattico della Val di Nos a Gallio

Ingresso del percorso didattico della Val di Nos a Gallio

Sentiero didattico nel bosco della Val di Nos

Sentiero didattico nel bosco della Val di Nos

Uscita del percorso didattico sulla strada della Val di Nos

Uscita del percorso didattico sulla strada della Val di Nos

Raggiunta nuovamente la strada principale, si gira a destra e si risale la valle con pendenza regolare. Il fondo è comodo e il percorso rimane a lungo immerso nel bosco. In alcuni punti la vegetazione si apre lasciando intravedere i versanti che racchiudono la Val di Nos.

Sulla sinistra della strada si incontra un grosso masso sul quale sono incise due croci, visibili su facce differenti. Poco distante si trova anche un piccolo manufatto in pietra di forma quasi circolare, probabilmente una vecchia calchera.

Masso con due croci incise lungo la Val di Nos

Masso con due croci incise lungo la Val di Nos

Probabile vecchia calchera lungo la Val di Nos

Probabile vecchia calchera lungo la Val di Nos

Strada forestale nella parte alta della Val di Nos

Strada forestale nella parte alta della Val di Nos

Continuando a salire, la strada raggiunge un tratto più aperto e quasi pianeggiante. Sulla destra si trova l'ex cimitero militare di Val di Nos: oggi rimangono la croce lignea con la targa commemorativa, alcuni tratti del basso muro perimetrale e leggere depressioni nel terreno che lasciano ancora intuire l'ordinamento delle sepolture.

Poco oltre, nel bosco a sinistra della strada, è visibile anche un vecchio manufatto in calcestruzzo, probabilmente utilizzato come vasca per l'acqua.

Resti dell'ex cimitero militare della Val di Nos

Resti dell'ex cimitero militare della Val di Nos

Croce lignea dell'ex cimitero militare della Val di Nos

Croce lignea dell'ex cimitero militare della Val di Nos

Dopo il cimitero la salita riprende più decisa, ma il tratto ripido è relativamente breve. Superati alcuni tornanti si raggiunge un importante incrocio a quattro vie: a sinistra si sale verso il Monte Zebio, mentre proseguendo diritti si raggiunge Casara Busette. Il nostro percorso svolta invece a destra.

La strada continua con altri tornanti nel bosco. Alcuni affioramenti rocciosi a lato della carreggiata assumono forme particolari e, salendo, alle conifere si mescolano sempre più faggi, rendendo questo tratto particolarmente suggestivo nel periodo autunnale.

Segnaletica al bivio per Casara Busette e Monte Zebio

Segnaletica al bivio per Casara Busette e Monte Zebio

Panorama sulla Val di Nos durante la salita

Panorama sulla Val di Nos durante la salita

Affioramenti rocciosi lungo la strada forestale

Affioramenti rocciosi lungo la strada forestale

La strada termina su un'altra forestale: si prende a destra seguendo le indicazioni verso Monte Baldo, Croce di Ongara e Gallio lungo il sentiero 850. Nei pressi dell'incrocio si incontrano alcune sculture in legno. Poco dopo una trincea attraversa chiaramente il terreno: è una delle prime tracce evidenti della Grande Guerra che accompagneranno buona parte del percorso successivo.

Si rimane sulla strada principale, prima in leggera discesa e poi nuovamente in salita, incontrando resti di murature e altre piccole testimonianze lungo il cammino. A un bivio si lascia infine la strada più larga e si segue il percorso erboso indicato verso Monte Baldo e Croce di Ongara.

Segnaletica del sentiero 850 verso Monte Baldo e Croce di Ongara

Segnaletica del sentiero 850 verso Monte Baldo e Croce di Ongara

Scultura lignea nei pressi dell'incrocio

Scultura lignea nei pressi dell'incrocio

Trincea della Prima Guerra Mondiale lungo il percorso

Trincea della Prima Guerra Mondiale lungo il percorso

Resti di murature militari nel bosco

Resti di murature militari nel bosco

Bivio dove si lascia la strada forestale verso Monte Baldo e Croce di Ongara

Bivio dove si lascia la strada forestale verso Monte Baldo e Croce di Ongara

Il sentiero sale nel bosco lungo quella che conserva chiaramente l'aspetto di una vecchia strada militare. Ai lati compaiono muretti, resti di baraccamenti e piccole opere ormai quasi completamente assorbite dalla vegetazione.

Usciti dal bosco il paesaggio cambia: si attraversano prati e pascoli e il panorama inizia ad aprirsi sull'Altopiano. Si continua sulla traccia erbosa fino al bivio per l'osservatorio di Monte Cimon.

Sentiero erboso nel bosco verso Monte Cimon

Sentiero erboso nel bosco verso Monte Cimon

Vecchia strada militare nel bosco

Vecchia strada militare nel bosco

Panorama dai pascoli nella parte alta dell'itinerario

Panorama dai pascoli nella parte alta dell'itinerario

Lungo la deviazione che porta all'osservatorio sono ben visibili lunghi tratti di trincea. In più punti l'andamento spezzato del trinceramento mostra le caratteristiche traverse, realizzate per limitare la propagazione delle schegge e degli effetti delle esplosioni all'interno della linea.

Indicazioni per l'osservatorio di Monte Cimon

Indicazioni per l'osservatorio di Monte Cimon

Panorama verso le Melette e Monte Fior dal Monte Cimon

Panorama verso le Melette e Monte Fior dal Monte Cimon

Resti di trincea nei pressi dell'osservatorio di Monte Cimon

Resti di trincea nei pressi dell'osservatorio di Monte Cimon

L'osservatorio di Monte Cimon occupa una posizione dominante dalla quale si possono osservare la conca di Asiago, la Val di Nos e, sul versante opposto, il Monte Zebio. Anche attorno all'osservatorio rimangono evidenti trincee e altre opere militari, testimonianza dell'importanza strategica di questa dorsale durante la Grande Guerra.

Osservatorio militare di Monte Cimon

Osservatorio militare di Monte Cimon

Panorama sulla conca di Asiago dall'osservatorio di Monte Cimon

Panorama sulla conca di Asiago dall'osservatorio di Monte Cimon

Vista sulla Val di Nos e sul Monte Zebio dal Monte Cimon

Vista sulla Val di Nos e sul Monte Zebio dal Monte Cimon

Pannello panoramico dell'osservatorio di Monte Cimon

Pannello panoramico dell'osservatorio di Monte Cimon

Si ritorna per lo stesso sentiero fino al bivio precedente e si prosegue a destra verso la zona del monumento dedicato a Papa Giovanni Paolo II. Il luogo è aperto e panoramico; poco sotto il monumento meritano attenzione anche i curiosi affioramenti di roccia stratificata che emergono dai prati.

Targa del monumento dedicato a Papa Giovanni Paolo II

Targa del monumento dedicato a Papa Giovanni Paolo II

Monumento a Papa Giovanni Paolo II con panorama sull'Altopiano

Monumento a Papa Giovanni Paolo II con panorama sull'Altopiano

Affioramenti di roccia stratificata nei pascoli presso il monumento

Affioramenti di roccia stratificata nei pascoli presso il monumento

Dal monumento si riprende la strada sulla dorsale. A un all'incrocio si tiene la destra e, poco più avanti, si abbandona per un tratto la strada principale seguendo una traccia che sale sui prati. Anche qui il terreno conserva numerose depressioni, trincee e postazioni della Prima Guerra Mondiale.

Il percorso segue quindi l'ampia dorsale erbosa, molto panoramica, per poi ricongiungersi alla strada che porta verso Malga Longara Davanti.

Deviazione dalla strada verso la dorsale erbosa

Deviazione dalla strada verso la dorsale erbosa

Postazione e trincea sulla dorsale del Monte Baldo

Postazione e trincea sulla dorsale del Monte Baldo

Resti di trincee della Grande Guerra nei pascoli del Monte Baldo

Resti di trincee della Grande Guerra nei pascoli del Monte Baldo

Prima di raggiungere la malga si incontra una curiosa piccola biblioteca ricavata in un tronco scolpito, con una panchina accanto. Poco dopo si arriva a Malga Longara Davanti e si continua sulla strada in discesa.

Piccola biblioteca ricavata in un tronco lungo il percorso

Piccola biblioteca ricavata in un tronco lungo il percorso

Malga Longara Davanti sull'Altopiano dei Sette Comuni

Malga Longara Davanti sull'Altopiano dei Sette Comuni

Al tornante successivo si lascia la strada e si imbocca sulla destra il sentiero 850B in direzione Gallio. Da questo punto inizia la parte più impegnativa della discesa.

Segnaletica del sentiero CAI 850B verso Gallio

Segnaletica del sentiero CAI 850B verso Gallio

Il sentiero 850B entra nel bosco seguendo inizialmente una vecchia strada forestale. Il fondo è molto sconnesso e in più punti segnato dall'acqua e dal passaggio dei mezzi forestali. Più in basso la strada si restringe fino a diventare un vero sentiero; alcuni tratti corrono direttamente sugli affioramenti rocciosi e richiedono attenzione, soprattutto in discesa.

La traccia non è sempre evidente. I segnavia bianco-rossi aiutano a mantenere la direzione, ma nei tratti interessati dai lavori forestali è opportuno seguire con attenzione la segnaletica e la traccia GPS.

Sentiero 850B sulla roccia affiorante durante la discesa verso Gallio

Sentiero 850B sulla roccia affiorante durante la discesa verso Gallio

Bivio dove il sentiero 850B lascia la strada forestale

Bivio dove il sentiero 850B lascia la strada forestale

Tratto sconnesso del sentiero 850B nel bosco

Tratto sconnesso del sentiero 850B nel bosco

Uscendo progressivamente dal bosco si apre la vista sulla conca di Gallio. Si raggiunge la località Le Tese, dove rimangono anche alcuni vecchi ruderi, e si continua a scendere lungo il sentiero 850B verso le prime abitazioni di Xebbo.

Panorama sulla conca di Gallio durante la discesa

Panorama sulla conca di Gallio durante la discesa

Vecchi ruderi in località Le Tese

Vecchi ruderi in località Le Tese

Panorama sulla località Xebbo

Panorama sulla località Xebbo

Superate le case, una stradina porta alla viabilità asfaltata. Si gira a destra e si scende fino a incontrare, sulla sinistra, un capitello datato 1957. Dalla parte opposta della strada si prosegue su una via più piccola caratterizzata dai tradizionali stoan platten, le lastre di pietra utilizzate un tempo per delimitare terreni e proprietà sull'Altopiano.

Capitello del 1957 nella località di Xebbo

Capitello del 1957 nella località di Xebbo

Strada con gli stoan platten nei pressi di Xebbo

Strada con gli stoan platten nei pressi di Xebbo

Al termine della strada asfaltata si prosegue a sinistra su un sentiero erboso.

Segnaletica sopra Xebbo per il rientro verso la Val di Nos

Segnaletica sopra Xebbo per il rientro verso la Val di Nos

Rientrati nel bosco, il percorso torna a salire dolcemente. Al primo bivio bisogna tenere la destra: il ramo a sinistra può trarre in inganno, ma non è il percorso corretto. Più avanti si continua diritti seguendo le indicazioni per Val di Nos.

Panorama sulla località Xebbo durante il rientro

Panorama sulla località Xebbo durante il rientro

Bivio nel bosco con indicazioni verso la Val di Nos

Bivio nel bosco con indicazioni verso la Val di Nos

Il sentiero confluisce infine sulla strada bianca principale. Qui si gira a destra e si segue comodamente la forestale fino all'area attrezzata della Val di Nos e al punto di partenza.

Ultimo tratto nel bosco verso l'area attrezzata della Val di Nos

Ultimo tratto nel bosco verso l'area attrezzata della Val di Nos

Si conclude così un anello piuttosto lungo e vario, interessante non solo per i panorami e gli ambienti attraversati, ma soprattutto per il continuo incontro con le testimonianze della Grande Guerra. La parte alta tra Monte Cimon e Monte Baldo è sicuramente la più panoramica, mentre il sentiero 850B richiede maggiore attenzione per il fondo sconnesso e per alcuni tratti in cui la traccia è meno evidente.


Come si raggiunge:

Da Gallio (VI) si procede in direzione Asiago e alla rotatoria si esce alla terza uscita in via Rotz verso contrada Zebbo (Xebbo). Si rimane su via Ragazzi del Duemila fino al parcheggio.

Area pic-nic nei pressi del parcheggio

Area pic-nic nei pressi del parcheggio

 

Apri la mappa Google per il calcolo itinerario


Mappa e traccia GPS:

Mappa e traccia Anello Val di Nos – Monte Cimon – Monte Baldo

Anello Val di Nos – Monte Cimon – Monte Baldo

SCHEDA PERCORSO

Zona:

Altopiano dei 7 Comuni o di Asiago

Provincia / Comune:

Vicenza / Gallio

Categoria:

Montagne, Sacrari, Cimiteri e Lapidi di Guerra

Tipologia:

Paesaggistico, Storico, Panoramico

Periodo storico:

Prima Guerra Mondiale

Coordinate punto di arrivo:

45.931349 - 11.535934
(45°55'52" N - 11°32'9" E)

Coordinate parcheggio:

45.905882 - 11.530366
(45°54'21" N - 11°31'49" E)

Altitudine di partenza (m):

1162

Altitudine di arrivo (m):

1688

Altitudine minima (m):

1138

Altitudine massima (m):

1697

Dislivello (m):

610

Difficoltà del percorso:

E - Escursionistico

Ore a piedi:


(complessive, esclusa visita)
4 ore 55 minuti

Km totali:

16,10

Come si raggiunge:

A piedi

Tipo di tragitto:

Percorso ad anello

Natura e Ambiente:

La Val di Nos è una valle di origine glaciale. Lungo il percorso si osservano affioramenti rocciosi, depositi morenici e massi erratici, mentre i versanti sono coperti soprattutto da estesi boschi di conifere. Salendo di quota compaiono anche numerosi faggi, che in autunno aggiungono colori molto diversi al bosco.

Nella parte alta il paesaggio forestale lascia spazio ai pascoli e alle dorsali erbose del Monte Ongara. Gli affioramenti calcarei, spesso stratificati in forme particolari, diventano uno degli elementi più caratteristici del paesaggio, soprattutto nei pressi del monumento a Papa Giovanni Paolo II e lungo la discesa verso Le Tese.


Storia:

La Val di Nos conserva numerose testimonianze della Prima Guerra Mondiale. L'ex cimitero militare, oggi riconoscibile dalla croce lignea e dai resti del muro perimetrale, fu utilizzato negli anni del conflitto e nel primo dopoguerra. Nel 1923 risultavano sepolti qui 1.646 militari italiani e 485 austro-ungarici. Il luogo era inserito lungo la catena di sgombero sanitario proveniente dal fronte e divenne noto localmente anche come “Cimitero dei Turchi”, per la presenza di militari bosniaci dell'esercito austro-ungarico. Negli anni successivi le salme furono trasferite nei grandi sacrari e cimiteri militari dell'Altopiano.

Più in alto il percorso entra in una zona fittamente organizzata durante il conflitto con strade militari, trincee, camminamenti, ricoveri e postazioni. L'osservatorio di Monte Cimon faceva parte del sistema difensivo italiano contrapposto alla linea austro-ungarica della Winterstellung. La posizione permetteva di controllare la Val di Nos, il settore del Monte Zebio e gran parte della conca di Asiago. L'opera è stata ripulita dalla vegetazione e consolidata nel 2014.

Nella parte alta dell'anello si incontra inoltre il monumento che ricorda la visita di Papa Giovanni Paolo II sull'Altopiano nel 1988.


Data visita: 03/10/2026
Data pubblicazione: 17 Ottobre 2026

Autore:

Altri itinerari nelle vicinanze

Percorso didattico forestale della Val di Nos
Percorso didattico forestale della Val di Nos

Una bellissima passeggiata ad anello in un bosco da scoprire
T - Turistico - 1 ora
Inizio percorso a: 0.0 Km

Monte Zebio da Val Giardini
Monte Zebio da Val Giardini

Percorso quasi ad anello dal sentiero 832B
E - Escursionistico - 4 ore 15 minuti
Inizio percorso a: 0.9 Km

Sentiero dei Mulini di Gallio
Sentiero dei Mulini di Gallio

Percorso ad anello lungo la Valle della Covola
T - Turistico - 1 ora 20 minuti
Inizio percorso a: 2.3 Km

Commenti