Ore a piedi: 2,30
Difficoltà: E - Escursionistico
Ulteriori dettagli , Mappa e GPX
L’Anello di Gomarolo è un’escursione nel comune di Lusiana Conco, in provincia di Vicenza, sul versante meridionale dell’Altopiano dei Sette Comuni. Il percorso descritto parte dalla chiesa di Gomarolo e attraversa le contrade Trotti, Alto, Boffi, Turchia e Bissacca, alternando prati, boschi e tratti della via armentaria del Sejo. Comprende le deviazioni alla polveriera e al Monte Alto, da cui si apre il panorama sulla pianura veneta. La discesa dai Boffi al Sejo presenta tratti ripidi e richiede attenzione.
Si parte dalla piazza davanti alla chiesa di Gomarolo, dove si trova la tabella con la mappa dell’anello e la storia del paese.
Piazza di Gomarolo e pannelli dell’anello
A pochi passi dalla piazza si incontra casa Poli, riconoscibile dalla bifora sulla facciata e dal pozzo in pietra davanti all’edificio.
Casa Poli con bifora e pozzo in pietra
Seguendo le indicazioni per Contrà Trotti, si lascia la strada asfaltata prendendo a destra il percorso che sale tra i prati.
Bivio segnalato tra strada e percorso nei prati
Si passa accanto a un crocifisso e si prosegue con uno scorcio sulle case di Gomarolo, prima di attraversare un breve tratto tra gli alberi.
Crocifisso lungo il percorso
Veduta sulle case di Gomarolo
Percorso tra gli alberi
Raggiunta Contrà Trotti, si gira a sinistra seguendo le indicazioni dell’anello. La segnaletica è riportata anche sulla lamiera vicino a un garage.
Contrà Trotti, proseguire a sinistra
Si attraversa la piccola contrada e, oltre le ultime case, si continua su una carrareccia dal fondo erboso. I segnavia rossi aiutano a riconoscere il percorso.
Inizio della carrareccia
Poco dopo le case si incontra l’indicazione per la polveriera. Lasciamo momentaneamente l’anello e prendiamo il sentiero a sinistra, in salita nel bosco. Più avanti un’ulteriore indicazione sulla sinistra segnala il punto della polveriera, dove si osserva una grande cavità. Dopo la visita torniamo sui nostri passi fino al bivio e riprendiamo l’anello.
Deviazione segnalata per la polveriera
Indicazione della polveriera nel bosco
Il percorso scende in una piccola valle, dove si incontra un torrente, poi riprende a salire nel bosco.
Verso contrà Alto
Una croce in legno si trova sulla destra, sopra una roccia. Poco oltre, la segnaletica indica la direzione per Contrà Alto.
Croce dei Tre Confini delle Parrocchie
Indicazione per Contrà Alto
Si cammina su una strada forestale immersa nel bosco. Il fondo è coperto in parte dalle foglie e il paesaggio cambia tra alberi a foglia larga e conifere.
Verso contrà Alto
Lungo il cammino si incontra un fienile in legno; più avanti si passa accanto a un edificio ai margini di una radura.
Fienile in legno nel bosco
Edificio ai margini di una radura
Superata la radura, la salita diventa più ripida. Un segnavia dipinto su un albero indica il tornante verso destra; il fondo presenta alcune rocce. Dopo questo tratto la pendenza si attenua.
Segnavia dipinto sul tronco di un albero
All’uscita dal bosco si raggiunge un incrocio nei pressi di una casa e si prosegue a sinistra, ancora in salita.
Incrocio presso una recinzione in legno
La vegetazione si apre e lascia spazio a scorci sulle contrade e sui versanti della valle. Si continua lungo la stradina, alternando tratti aperti e passaggi tra gli alberi.
Dettaglio della strada
Arrivati a Contrà Alto, il fondo diventa asfaltato. Si procede in discesa fino alla strada e alla tabella della contrada. La segnaletica indica il proseguimento dell’anello verso Contrà Boffi; prima di seguirlo, facciamo una deviazione al Monte Alto.
Indicazioni a contrà Alto
Vale la pena soffermarsi tra le case di Contrà Alto: sulla facciata di un edificio compaiono il nome della contrada e varie decorazioni in legno. Dagli spazi aperti si affaccia il panorama verso la pianura. Secondo quanto ci hanno raccontato alcuni abitanti, da metà novembre la contrada viene addobbata con un albero e luci natalizie.
Facciata decorata con il nome di Contrà Alto
Da Contrà Alto facciamo una seconda deviazione per raggiungere la cima del Monte Alto. Si segue la strada asfaltata, ampia e in lieve salita, passando tra le case e poi lungo i prati.
La strada verso Monte Alto
Panorama lungo la strada
Per raggiungere la sommità si lascia l’asfalto e si sale lungo un accesso erboso verso gli impianti delle antenne.
Antenna sulla sommità del Monte Alto
Accesso erboso per la cima
La cima è occupata da ripetitori, ma offre ampie vedute sulla pianura e sulle colline circostanti. Durante la nostra visita la foschia limita la visibilità dei rilievi più lontani.
Ripetitore e panorama verso la pianura
La salita alla cima è facoltativa: anche lungo la strada della deviazione si possono ammirare ampi panorami sulla pianura.
Dopo la sosta si ritorna a Contrà Alto e si riprende l’anello seguendo le indicazioni per Contrà Boffi. La strada asfaltata scende, con nuovi scorci sulla valle.
Verso contrà Boffi
Alle prime case di Contrà Boffi si lascia la strada principale girando a destra. Si attraversa la contrada, dove si trovano il pannello storico e un pozzo.
Contrà Boffi, si prosegue a destra
Uno sguardo alla contrada
Oltre le case si torna su un percorso erboso. La segnaletica richiama l’antica strada romana e conduce al bivio successivo.
Indicazioni per Contrà Turchia e antica strada romana
A destra è indicato un rientro alternativo e più corto verso Gomarolo. Noi seguiamo a sinistra il percorso principale, in discesa verso il Sejo.
Bivio con indicazioni dell’Anello di Gomarolo
La vecchia mulattiera scende tra arbusti che, in alcuni punti, formano una piccola galleria verde.
Dettaglio del sentiero
A un bivio nel bosco si lascia la mulattiera più ampia e si prende il sentiero sulla sinistra, seguendo i segnavia rossi.
Uscita dal sentiero principale, proseguire a sinistra
Il passaggio si restringe e viene accompagnato da muretti a secco. Un albero forma un arco sopra il sentiero; alcuni rami bassi richiedono di chinarsi.
Albero ad arco sopra il sentiero
La discesa si fa ripida e passa tra muretti presenti su entrambi i lati. Si affronta un tornante a destra e, subito dopo, un altro a sinistra. Più avanti la pendenza diminuisce.
Sentiero tra muretti a secco
Quando compaiono le prime case, il sentiero rimane separato dalla strada di accesso da una staccionata in legno e rientra tra gli alberi.
Sentiero accanto alla staccionata
Si attraversa una stradina cementata e si continua a scendere sul sentiero. Durante la nostra escursione in questo tratto erano presenti rovi e rami bassi che invadevano in parte il passaggio. Anche il fondo e la pendenza richiedono attenzione.
Attraversamento della stradina cementata
Nei pressi di un tornante della strada cementata si incontrano nuove indicazioni. Superato l’ultimo tratto ripido, si raggiunge un altro sentiero e si gira a destra verso Contrà Turchia.
Ricongiungimento alla via armentaria del Sejo
Siamo sulla via armentaria del Sejo, illustrata da un pannello che ne racconta le origini e la storia. L’itinerario riprende a salire dolcemente verso Contrà Turchia.
Pannello della via armentaria del Sejo
Il cammino percorre una suggestiva mulattiera nel bosco. Nei tratti in salita si conserva un evidente selciato in pietra, accompagnato da muri di sostegno. I pannelli informativi attribuiscono alla via armentaria del Sejo un’origine romana.
Mulattiera con selciato in pietra
Dettaglio del selciato
Il percorso passa sotto un albero che attraversa il cammino. Più avanti si incontra una panchina in cemento.
Rami sopra la mulattiera selciata
Panchina in cemento lungo il percorso
Il selciato prosegue tra gli alberi e rende questo tratto particolarmente caratteristico. Dove il fondo diventa più pianeggiante, il cammino continua su terra battuta. Sull’altro versante della valle corre la strada tra Crosara e Gomarolo.
Dettaglio del sentiero
Dettaglio del sentiero
Si esce per un tratto dalla copertura del bosco e si affronta una breve discesa tra gli arbusti, incontrando ancora parti selciate.
Il sentiero si avvicina al torrente e ne segue brevemente il corso; poi se ne allontana risalendo a sinistra fino alla strada asfaltata, nei pressi di Contrà Turchia.
Tratto di sentiero che esce dal torrente
All’uscita del sentiero si trovano i pannelli dedicati alla terra dei Cimbri e a Contrà Turchia. La tabella della contrada è appena oltre il ponte.
Contrà Turchia
Si percorre un breve tratto di strada asfaltata, circa cinquanta metri, superando il cartello di Gomarolo. Seguendo le indicazioni, si attraversa la strada e si imbocca il percorso verso Contrà Bissacca.
Strada e cartello di Gomarolo
Attraversamento verso la contrada
Presso la prima casa di Contrà Bissacca si gira a sinistra. Il rientro segue il fondo cementato del canale, in direzione delle case di Gomarolo.
Indicazioni e pannello storico
Canale cementato verso Gomarolo
Si passa accanto a un piccolo ponte che collega la strada a una casa decorata con un murale raffigurante un paesaggio montano.
Ponte in legno
Murale con paesaggio montano
Si prosegue lungo il canale fino al termine dello stesso e si esce a sinistra. Si raggiunge così la strada che porta rapidamente alla chiesa, tornando alla piazza di partenza.
Uscita dal sentiero
Chiesa di Gomarolo
Come si raggiunge:
Mappa e traccia GPS:
SCHEDA PERCORSO | |
|---|---|
Zona: | Altopiano dei 7 Comuni o di Asiago |
Provincia / Comune: | Vicenza / Lusiana Conco |
Categoria: | Montagne |
Tipologia: | Naturalistico, Storico, Panoramico |
Periodo storico: | Prima Guerra Mondiale |
Coordinate punto di arrivo: | 45.782527 - 11.615011 (45°46'57" N - 11°36'54" E) |
Coordinate parcheggio: | 45.793323 - 11.610452 (45°47'35" N - 11°36'37" E) |
Altitudine di partenza (m): | 630 |
Altitudine di arrivo (m): | 821 |
Altitudine minima (m): | 536 |
Altitudine massima (m): | 821 |
Dislivello (m): | 320 |
Difficoltà del percorso: | E - Escursionistico |
Ore a piedi:(complessive, esclusa visita) | 2 ore 30 minuti |
Km totali: | 7,30 |
Come si raggiunge: | A piedi |
Tipo di tragitto: | Percorso ad anello |
Storia:
L’Anello di Gomarolo, insieme agli anelli di Conco e Fontanelle, permette di conoscere l’Antica Via dei Pozzi di Pietra e le contrade sorte lungo le vie armentarie del territorio. Molti dei manufatti chiamati comunemente pozzi erano cisterne in pietra utilizzate per raccogliere e conservare l’acqua piovana, una risorsa preziosa in un ambiente carsico povero di sorgenti.
I testi seguenti sono tratti dai pannelli informativi dell’Anello di Gomarolo, con la correzione dei soli refusi evidenti. Le spiegazioni etimologiche e le ricostruzioni storiche sono riportate come presentate dalla segnaletica, mantenendo le formulazioni ipotetiche.
Benvenuti nella terra dei Cimbri
Il Sejo, la strada selciata romana tracciata duemila anni fa, è stata percorsa dagli immigrati germanici che ripopolarono queste zone nel Medioevo. La loro presenza vive ancora oggi nei nomi dei luoghi che ci circondano.
Gli Anelli Cimbri
Qui inizia la terra dei Cimbri, dove la storia, la lingua e la natura raccontano un’eredità millenaria che ha trasformato il paesaggio e ha dato nomi germanici a luoghi che sono ai bordi della terra veneta.
Gli Anelli di Conco, Fontanelle e Gomarolo ne sono testimoni.
Il Knotto
Alla nostra sinistra si erge il Knotto, lo sperone roccioso da cui il promontorio di Conco precipita nella valle di Laverda. In lingua cimbra – l’antico dialetto di origine tedesca arrivato qui tra il 1100 e il 1200 – knotto significa “sasso” o “roccia”. Nelle mappe italiane del 1887 il nome fu italianizzato in “monte Canotto”.
Val del Gatro
Anche la Val del Gatro deve il suo nome al cimbro: gatro significa “cancello”, e descrive l’imbocco stretto della valle che porta a Fontanelle. Col tempo, o con il contributo del cartografo, il nome divenne Val del Gatto – ma non c’entra nulla con i felini. Ancora oggi a Roana il cancello dell’orto è chiamato gataro.
Le contrade antiche
Le prime contrade di Turchia e Boffi conservano anch’esse tracce della lingua cimbra:
Il nome Turchia deriva da Tur - Kehle = “porta della strettoia”.
La contrada Boffi prende il nome da Bolf = “lupo”.
In questo territorio vicino alla pianura si sono progressivamente insediate anche popolazioni di origine veneta. Contadini e pastori sono saliti per il Sejo, la principale via armentaria che conduce in Altopiano, e hanno costruito le loro case lungo questo percorso che qui si dirama a ventaglio.
Le numerose contrade del territorio di Conco sono facilmente visitabili grazie agli Anelli di Gomarolo, Conco e Fontanelle:
- a nord il percorso di fondovalle porta a Gomarolo, il punto di partenza dell’Anello di Gomarolo, lungo circa 6 km;
- a est il percorso di fondovalle segue la Valle del Gatro e interseca l’Anello di Fontanelle, lungo circa 8 km;
- a est il percorso di crinale, chiamato Caversale, risale il promontorio del monte Frolla e collega le Contrade Bissacca, Trotti, Pezzini, Topi, Celti, fino a Costa dove passa l’Anello di Conco, lungo circa 8 km;
- a ovest la via armentaria del Sejo prosegue fino alla contrà Cunchele, dove c’è il collegamento con la Valle di S. Caterina (la Lusiana storica), e poi risale il crinale di Conco, punto di partenza dell’Anello di Conco, lungo circa 8 km.
Questo patrimonio culturale e il territorio attraversato dalle principali vie di transumanza sono oggi fruibili percorrendo gli Anelli di Conco, Fontanelle e Gomarolo.
Gomarolo
Contrada Annessa alla Reggenza dei Sette Comuni (1310-1807)
Gomarolo è il nome antico della vallata dove sono nate le contrade che oggi formano l’omonimo paese.
Il 14 dicembre 1487 il Doge Agostino Barbarigo menziona e gratifica gli uomini di Conco e Gomarolo per aver difeso la Repubblica di San Marco dall’invasione delle truppe di Sigismondo, duca d’Austria e conte del Tirolo.
Nel giugno di quell’anno i soldati tirolesi erano scesi da Vezzena ed avevano sorpreso e incendiato Asiago, Roana e Canove.
I loro esploratori intrapresero poi la strada per la pianura. Lo storico Modesto Bonato scrive che gli uomini di Conco e Gomarolo li attaccarono e li ridussero a mal partito, costringendoli a far retromarcia. Per questa dimostrazione di fedeltà a Venezia, il Doge confermò loro gli stessi privilegi di autonomia dei Sette Comuni e da allora Conco e Gomarolo furono chiamate Contrade Annesse alla Reggenza dei Sette Comuni.
Nel 1508 gli uomini di Conco e Gomarolo riservarono lo stesso trattamento alle avanguardie dei lanzichenecchi di Massimiliano I d’Asburgo che voleva attraversare l’Altopiano come aveva tentato di fare Sigismondo.
Nel giugno 1916 un’altra minaccia di invasione da nord, la Strafexpedition, costrinse la popolazione a lasciare queste contrade e a rifugiarsi in pianura. Passato il pericolo molti profughi tornarono alle loro case. Ma giovedì 24 ottobre 1918, poco dopo la mezzanotte, un colpo di artiglieria austriaca colpì il deposito di munizioni della Val del Gatro. La spaventosa serie di esplosioni fece strage di soldati e distrusse le case della vicina contrà Trotti. Gli abitanti della vallata di Gomarolo fuggirono terrorizzati in cerca di riparo e una anziana morì per lo spavento. Per ricordare le vittime di questo tragico evento, nel 1920 la popolazione di Gomarolo costruì, con le proprie forze, la chiesa che sta al centro del paese.
Il popolamento di questa valle avvenne nei primi secoli dopo il Mille quando piccoli gruppi di famiglie cimbre si stabilirono in luoghi vicini all’antica via che collega la pianura all’Altopiano.
A poco a poco disboscarono i versanti della vallata per ricavare terra coltivabile attorno alle abitazioni, costruirono muretti a secco per frenare l’erosione e scavarono pozze per raccogliere l’acqua destinata ad abbeverare gli animali e irrigare gli orti. Hanno livellato le corti davanti alle case e realizzato pozzi in pietra per avere l’acqua da bere.
Sulla facciata della casa Poli è stata scoperta, alla fine del secolo scorso, un’elegante bifora tipica della Venezia medievale. Sopra le aperture compare una decorazione con il monogramma YHS sormontato da una croce, un simbolo di devozione popolare che richiama le prime tre lettere del nome di Gesù in greco, “ΙΗΣΟΥΣ” (Iésous). La presenza della bifora in questo ampio edificio — che in origine presentava un piano terreno con soffitto a volta — lascia supporre che il luogo potesse ospitare un gruppo, forse un priorato, di monaci.
I montanari hanno trasformato l’ambiente in modo sapiente e armonioso, dando alle contrade il nome dei loro abitanti.
Nel 1921 a Gomarolo vivevano 423 persone raggruppate in 85 famiglie e distribuite nelle contrade dei Predeboni, dei Poli, dei Giacometti e dei Polesene. Cento anni dopo qui vivono 96 persone. Appena separate dal paese ci sono, a nord, le contrade Rizzoli e Miozze, e a sud, la contrada Turchia.
Lungo la via del Caversale ci sono le contrade: Bissacca, Trotti e Pezzini.
Contrà Trotti
Il nome della contrada Trotti deriva dal cognome delle famiglie dei primi abitanti e il cognome descrive spesso delle caratteristiche fisiche del capostipite. Trotto può derivare dal termine del basso latino Trotare, che indica un’andatura spedita, oppure dal termine cimbro Dar Rot che significa: “il rosso, l’uomo dai capelli rossi”. Il termine si sarebbe poi evoluto da Drot a Trot e quindi nel nome attuale.
La contrada è nata lungo l’antica via del Caversale che congiunge il Sejo con i valichi orientali dell’Altopiano.
Le case che vediamo oggi sono state costruite dopo la prima guerra mondiale perché la notte del 24 ottobre 1918 la contrada venne rasa al suolo dallo scoppio della vicina polveriera, centrata da un colpo di artiglieria austriaco. Le esplosioni delle munizioni continuarono fino all’alba gettando nel terrore l’intera vallata.
Morirono quasi cento soldati e una anziana donna di Gomarolo, vittima dello spavento. Gli abitanti dei Trotti si salvarono perché erano stati fatti allontanare per tempo.
Contrà Alto
Alto è una parola di origine veneta che denomina la contrada e l’omonimo monte. La contrada Alto ha più di 600 anni perché è nominata nel 1418 in un documento dell’Archivio di Stato di Vicenza. Nel 1681 la Serenissima pose qui i confini del nuovo Comune di Conco. I “termini” comunali corrono paralleli alla strada panoramica che costeggia i colli orientali fino a Tortima e separano il territorio collinare di Crosara da quello montano di Conco.
Il 5 settembre 1944 la contrada fu rastrellata dai nazi-fascisti che incendiarono la casa di un presunto capo partigiano e ne sequestrarono il bestiame. Il rastrellamento si concluse il giorno seguente con l’accerchiamento delle basi partigiane del Bosco Nero e la battaglia di Granezza.
La coltivazione del frumento “marzuolo” è stata un’attività fiorente sui campi soleggiati di queste contrade fino alla metà del secolo scorso. Gli steli sottili di questa varietà di frumento davano una treccia fine, adatta a confezionare i tessuti più raffinati e i cappelli della miglior qualità.
Contrà Boffi
Il nome della contrada Boffi deriva dal cimbro Bolf che significa “lupo”. Era forse il nomignolo dato a qualche abitante di queste case isolate e circondate da boschi. Un altro nome della contrada è: Miglioretti, dal cognome della famiglia che viveva qui dai primi anni del 1800.
Ai Boffi termina la strada carrozzabile costruita nella prima guerra mondiale per fortificare i colli meridionali dell’Altopiano.
La contrada è collegata anche da antichi sentieri e ripide mulattiere che si diramano sui versanti boscosi del monte e sul bordo della profonda incisione della valle del Rameston che si getta nel torrente Laverda.
Nell’aprile 1945 la contrada fu testimone della battaglia del “Canotto”, dal nome dell’estrema propaggine della dorsale di Conco, che deriva dal termine cimbro Knotto. I partigiani locali attaccarono la colonna tedesca che scendeva da Gomarolo per dirigersi verso S. Giacomo di Lusiana a liberare alcuni connazionali imprigionati.
Dopo questa cruenta battaglia la contrada ha vissuto in pace.
Via armentaria del Sejo: origini
La via armentaria del Sejo risale al I secolo d.C. quando le greggi iniziarono a trascorrere l’estate sui monti perché la centuriazione romana aveva trasformato i pascoli della pianura in terreni agricoli coltivati. La transumanza di greggi di pecore e capre tra gli alpeggi estivi e l’erba tardiva delle pianure nei mesi invernali muoveva migliaia di animali e centinaia di pastori. La floridissima “industria” laniera di Patavium, esaltata da Strabone e da altri autori per la qualità dei prodotti e per la ricchezza straordinaria che ne derivava alla città, aveva consentito di costruire strade come questa.
Il Professor Jacopo Bonetto, ordinario di Archeologia classica e greca all’Università di Padova, ha riconosciuto gli elementi tipici della strada romana di montagna in questo erto tratto selciato che supera l’impraticabile valle del Rameston.
Via armentaria del Sejo: dopo il Mille
Questa strada romana è un passaggio obbligato, un vero e proprio valico che immette nell’alto bacino idrografico del torrente Laverda.
Oltre il valico inizia la terra dei Cimbri, le popolazioni di origine germanica che ripopolarono l’Altopiano a partire dal secolo XII, e che dal 1405 ottennero autonomia dalla Repubblica di Venezia in cambio della sorveglianza dei confini settentrionali.
Lo storico Modesto Bonato scrive che nel luglio 1487 Sigismondo, duca d’Austria, in guerra contro Venezia, invase l’Altopiano e incendiò Camporovere, Roana e Asiago.
Poi gli esploratori tirolesi proseguirono verso la pianura, ma gli uomini di Conco e Gomarolo li assalirono costringendoli a ritirarsi malconci. Anche nel febbraio 1508 i lanzichenecchi di Massimiliano I d’Asburgo devastarono Asiago, Roana e Canove, ma sulla via della pianura trovarono ancora la resistenza degli uomini di Conco e Gomarolo che li costrinsero a fare dietro front, per la seconda volta. Con molta probabilità questi attacchi sono stati portati qui, nel valico del Rameston, che significa “la pietra del corvo” o “la pietra di confine”.
Contrà Turchia
Turchia è la prima contrada che si incontra dopo il valico del Sejo, la mulattiera selciata di origine romana, che arriva dalla pianura e immette nella vallata di Gomarolo. Turco è un cognome registrato nel 1551 nell’estimo di Conco e può essere all’origine del nome della contrada. Ma il nome “Turchia” può derivare anche dal cimbro Tur-Kehle che significa “porta della strettoia”. Tur è presente anche in “Tortima”, con la variante Tor, e anche Tortima è una porta al culmine della strada del Sette.
A Turchia il Sejo si dirama in tre direzioni:
- A est inizia il Caversale, la mulattiera che risale il crinale verso la contrada Costa e i valichi orientali dell’Altopiano.
- Proseguendo sul fondovalle attraversa Gomarolo e sale dolcemente verso la contrada Colpi. Da qui piega a destra fino a raggiungere il crinale di Conco.
- A ovest inizia la via, forse più antica, che si inerpica per la contrada Cunchele e risale il crinale di Conco con un percorso breve e diretto verso il valico della Bocchetta.
Contrà Bissacca
La contrà Bissacca è situata all’inizio dell’antica via del Caversale, citata già nel 1451. La via armentaria risale il crinale verso la contrada Costa e porta ai valichi orientali dell’Altopiano. Il nome della contrada deriva da Bissacca, cioè dal cognome degli abitanti originari che è registrato negli estimi fin dal 1551.
Oggi lo spopolamento della contrada ha causato la perdita di questo cognome e lo ha portato in altre parti d’Italia e in paesi stranieri dove sono arrivati gli emigranti partiti da qui.
La contrada si trova alla confluenza della Valle di Gomarolo con quella di Fontanelle, detta anche Val del Gatto.
Il nome “Gatto” non deriva dalla passione vicentina per questo animale, ma dal termine germanico Gatro che significa: “cancello, accesso” (gate in inglese).
Val del Gatro è dunque la Valle del Cancello, e lo stretto canale, che caratterizza l’inizio della valle nei pressi della contrada, pare giustificarne pienamente il nome.
Popolazione delle contrade
Dati riportati dai pannelli, che indicano come fonte l’Anagrafe Comunale e lo “Stato d’Anime” del 1802. Il trattino riproduce l’assenza di un numero nel pannello.
| Contrada | 1802 | 1921 | 2023 |
| Trotti | 20 | 0 | 3 |
| Alto | 28 | 111 | 12 |
| Boffi | – | – | 4 |
| Turchia | 24 | – | 4 |
| Bissacca | – | 76 | 1 |
Fonte: pannelli informativi dell’Anello di Gomarolo, fotografati il 4 ottobre 2026.
Data visita: 04/10/2026
Data pubblicazione: 07 Ottobre 2026
Autore: Corrado De Zanche