Sentiero delle Sorgenti

Sentiero delle Sorgenti

Tra fontane, boschi e antiche vie dei vacaroti a Lavarone (m 1263)

 

Zona: Alpe Cimbra, Tonezza, Arsiero
Ore a piedi: 1,20
Difficoltà: T - Turistico
Ulteriori dettagli ,    Mappa e GPX

Il Sentiero delle Sorgenti di Lavarone è una facile passeggiata ad anello con partenza da Bertoldi, frazione di Lavarone sull'Alpe Cimbra, in Trentino. Acqua, boschi e antiche strade rurali accompagnano il percorso alla scoperta delle sorgenti e delle fontane che, in un territorio carsico dove l'acqua tende a scomparire nel sottosuolo, hanno avuto per secoli un ruolo fondamentale per gli abitanti e per l'allevamento. Un itinerario semplice e piacevole, che unisce natura, tradizioni locali e interessanti scorci sul territorio di Lavarone.

 

Dal parcheggio di Bertoldi ci si dirige verso il centro storico della frazione seguendo le indicazioni del Sentiero delle Sorgenti. Le case, raccolte una accanto all'altra, conservano l'aspetto caratteristico dei piccoli nuclei abitati dell'Alpe Cimbra; alcuni edifici sono inoltre decorati con murales che ricordano mestieri e scene della vita di un tempo.

Strada verso il centro storico di Bertoldi di Lavarone

Strada verso il centro storico di Bertoldi di Lavarone

Passaggio tra le case della frazione Bertoldi di Lavarone

Passaggio tra le case della frazione Bertoldi di Lavarone

Murale su una casa nel centro storico di Bertoldi di Lavarone

Murale su una casa nel centro storico di Bertoldi di Lavarone

Passaggio coperto tra le antiche case di Bertoldi

Passaggio coperto tra le antiche case di Bertoldi

Attrezzi della vita rurale di un tempo nel centro storico di Bertoldi

Attrezzi della vita rurale di un tempo nel centro storico di Bertoldi

Attraversato l'abitato si raggiunge la Fontana dei Tomasi e, poco oltre, il pannello con la mappa del percorso. Da qui inizia il vero e proprio Sentiero delle Sorgenti, che ripercorre in parte le antiche strade rurali utilizzate dai “vacaroti”, i guardiani delle mucche che conducevano gli animali alle fontane per l'abbeveraggio.

In un territorio carsico come quello di Lavarone l'acqua superficiale è una risorsa preziosa: per questo sorgenti, fontane e abbeveratoi venivano curati e mantenuti dagli abitanti.

Fontana dei Tomasi a Bertoldi di Lavarone

Fontana dei Tomasi a Bertoldi di Lavarone

Lasciata la fontana si prosegue sulla strada sterrata, entrando progressivamente nel bosco. Il percorso è ben segnalato e non presenta particolari difficoltà, anche se in alcuni tratti il fondo diventa più sassoso.

Strada sterrata all'inizio del Sentiero delle Sorgenti di Lavarone

Strada sterrata all'inizio del Sentiero delle Sorgenti di Lavarone

Lungo il cammino si incontrano diverse sculture in legno e pannelli dedicati all'ambiente e alle tradizioni locali. Alcuni raccontano anche l'utilizzo delle piante officinali, dalle quali un tempo si ricavavano rimedi e unguenti.

Scultura in legno lungo il Sentiero delle Sorgenti di Lavarone

Scultura in legno lungo il Sentiero delle Sorgenti di Lavarone

Fontana Vecia

Fontana Vecia

Il sentiero alterna tratti nel fitto bosco a piccole radure e prati. Le numerose indicazioni rendono semplice seguire il percorso anche in corrispondenza dei diversi incroci.

Bosco lungo il Sentiero delle Sorgenti di Lavarone

Bosco lungo il Sentiero delle Sorgenti di Lavarone

Tratto del Sentiero delle Sorgenti tra prato e bosco

Tratto del Sentiero delle Sorgenti tra prato e bosco

Scultura in legno nel bosco di Lavarone

Scultura in legno nel bosco di Lavarone

Fontana del Trughele

Fontana del Trughele

Patacrin Patacron

Patacrin Patacron

Indicazioni nel bosco lungo il Sentiero delle Sorgenti

Indicazioni nel bosco lungo il Sentiero delle Sorgenti

Frau Pertega

Frau Pertega

Superata la scultura di Frau Pertega si raggiunge una radura, dove si prosegue a destra seguendo le indicazioni per il punto panoramico di Cangaròt. Il relativo cartello è parzialmente nascosto dalla vegetazione e richiede un po' di attenzione.

Radura lungo il Sentiero delle Sorgenti prima del punto panoramico

Radura lungo il Sentiero delle Sorgenti prima del punto panoramico

Indicazione per il punto panoramico di Cangaròt a Lavarone

Indicazione per il punto panoramico di Cangaròt a Lavarone

Continuando a salire dolcemente si raggiunge il punto panoramico di Cangaròt. Dopo un percorso quasi interamente immerso nel bosco, qui la vegetazione si apre regalando una bella vista sull'Alta Valsugana e sulle montagne che la circondano.

Ultimo tratto verso il punto panoramico di Cangaròt

Ultimo tratto verso il punto panoramico di Cangaròt

È uno dei punti più panoramici dell'intero itinerario e merita sicuramente una breve sosta prima di riprendere il cammino.

Panorama sull'Alta Valsugana dal punto panoramico di Cangaròt a Lavarone

Panorama sull'Alta Valsugana dal punto panoramico di Cangaròt a Lavarone

Dal punto panoramico si ritorna sul sentiero e si prosegue in discesa, sempre seguendo le indicazioni del percorso.

Scultura lungo il sentiero dopo il punto panoramico di Cangaròt

Scultura lungo il sentiero dopo il punto panoramico di Cangaròt

Fontana de Le Pom

Fontana de Le Pom

Fontana de Le Pom

Fontana de Le Pom

Poco oltre si incontra il bivio tra il percorso breve e quello lungo. Noi abbiamo scelto la variante lunga, che aggiunge circa un chilometro all'itinerario e prosegue nel bosco lungo una traccia sempre ben evidente.

Bivio tra il percorso breve e il percorso lungo del Sentiero delle Sorgenti: per la variante lunga si prosegue a destra

Bivio tra il percorso breve e il percorso lungo del Sentiero delle Sorgenti: per la variante lunga si prosegue a destra

Sentiero nel bosco lungo la variante lunga del Sentiero delle Sorgenti

Sentiero nel bosco lungo la variante lunga del Sentiero delle Sorgenti

Il percorso diventa qui un po' più appartato e continua nel bosco incontrando altre curiose sculture ed elementi naturali che accompagnano la passeggiata.

Scultura inserita tra le rocce lungo la variante lunga del percorso

Scultura inserita tra le rocce lungo la variante lunga del percorso

Grande masso e area di sosta lungo il Sentiero delle Sorgenti

Grande masso e area di sosta lungo il Sentiero delle Sorgenti

Proseguendo si raggiunge il Vascon dei Stengoloti, una vasca in muratura alimentata dall'acqua che testimonia ancora una volta l'importanza che sorgenti e punti d'acqua avevano per chi viveva, allevava il bestiame e lavorava in questi boschi.

Sentiero verso il Vascon dei Stengoloti

Sentiero verso il Vascon dei Stengoloti

Vascon dei Stengoloti lungo il Sentiero delle Sorgenti di Lavarone

Vascon dei Stengoloti lungo il Sentiero delle Sorgenti di Lavarone

Interno della vasca del Vascon dei Stengoloti

Interno della vasca del Vascon dei Stengoloti

Superato il Vascon si continua nel bosco e il percorso inizia progressivamente a perdere quota. Lungo la discesa si incontrano altri piccoli punti d'acqua e semplici abbeveratoi, a ricordare ancora una volta il tema che accompagna l'intero itinerario.

La discesa conduce alla Fontanela dela Rautebis, una delle sorgenti storiche più caratteristiche del percorso e luogo legato anche alle leggende tramandate nella zona di Bertoldi.

Fontanela dela Rautebis

Fontanela dela Rautebis

Da qui inizia il rientro verso Bertoldi. Si continua nel bosco seguendo le indicazioni del Sentiero delle Sorgenti; poco alla volta la vegetazione si apre nuovamente sui prati e compaiono le prime case della frazione.

Sentiero nel bosco dopo la Fontanèla del Trùghele

Sentiero nel bosco dopo la Fontanèla del Trùghele

Indicazioni lungo il percorso di rientro verso Bertoldi

Indicazioni lungo il percorso di rientro verso Bertoldi

Fontanela de l'Etelar

Fontanela de l'Etelar

Sentiero in discesa durante il rientro verso Bertoldi

Sentiero in discesa durante il rientro verso Bertoldi

Il bosco si apre sui prati nei pressi di Bertoldi

Il bosco si apre sui prati nei pressi di Bertoldi

Rientro verso le case di Bertoldi al termine del Sentiero delle Sorgenti

Rientro verso le case di Bertoldi al termine del Sentiero delle Sorgenti

Arrivo nell'abitato di Bertoldi di Lavarone

Arrivo nell'abitato di Bertoldi di Lavarone

Fontana nel centro di Bertoldi di Lavarone

Fontana nel centro di Bertoldi di Lavarone

Il Sentiero delle Sorgenti è una passeggiata breve e senza particolari difficoltà, ma riesce a raccontare un aspetto importante della vita sull'Alpe Cimbra: il rapporto con l'acqua. Quelle che oggi possono sembrare semplici fontane o piccoli abbeveratoi erano un tempo punti fondamentali per il bestiame e per chi viveva e lavorava in questi boschi.

Un percorso semplice, quindi, ma ricco di piccoli elementi da osservare, capace di raccontare attraverso l'acqua una parte della storia, della vita rurale e delle tradizioni di Lavarone.


Come si raggiunge:

Alla rotatoria di Lavarone, nella frazione Gionghi, si prende la strada in direzione Bertoldi. Raggiunta la frazione si trovano diversi parcheggi nei pressi del punto di partenza del Sentiero delle Sorgenti; la maggior parte dei posti auto è a pagamento.

Apri la mappa Google per il calcolo itinerario


Mappa e traccia GPS:

Mappa e traccia Sentiero delle Sorgenti

Sentiero delle Sorgenti

SCHEDA PERCORSO

Zona:

Alpe Cimbra, Tonezza, Arsiero

Provincia / Comune:

Trento / Lavarone

Categoria:

Montagne

Tipologia:

Naturalistico, Storico, Panoramico

Coordinate punto di arrivo:

45.958982 - 11.251642
(45°57'32" N - 11°15'5" E)

Coordinate parcheggio:

45.950976 - 11.261216
(45°57'3" N - 11°15'40" E)

Altitudine di partenza (m):

1189

Altitudine di arrivo (m):

1263

Altitudine minima (m):

1189

Altitudine massima (m):

1263

Dislivello (m):

76

Difficoltà del percorso:

T - Turistico

Ore a piedi:


(complessive, esclusa visita)
1 ora 20 minuti

Km totali:

4,40

Come si raggiunge:

A piedi

Tipo di tragitto:

Percorso ad anello

Storia:

Leggende trovate lungo il percorso

PATACRIN PATACRON

Ogni primavera, con lo sciogliersi della neve, il signor Duillio, il calzolaio del paese, insieme al signor Valentíno, il fabbro, si trovano per andare alla ricerca delle spunziòle (spugnole, un tipo di fungo primaverile).
Partono alla volta dei pascoli sopra la frazione Bertoldi e, dopo una mezz'oretta, arrivavano alla sorgente del Trughele per dissetarsi. Quella primavera fu diversa dal solito, la loro passeggiata si trasformò in un'avventura.
Erano alla fontana del Trughele a bere, quando videro spuntare un gigante che con le sue grosse mani piegava le cime degli abeti per farsi largo nel bosco. Duillio e Valentino, impauriti, si nascosero dietro degli arbusti per osservare questa creatura sconosciuta ed enorme da lontano. Questo gigante che si chiamava Patacrin Patacron, si avvicinò ad un grande sasso poco più avanti di loro, si fermò e cercò qualcosa sul masso...un bottone!
I due amici pensarono che forse una cosa molto strana e bastò il tempo di pensarlo che videro il sasso sollevarsi e il gigante scomparire sotto terra. Aspettarono delle ore prima di rivedere il sasso muoversi ... ne uscì il gigante che scomparve nel bosco.
Incuriositi, Duillio e Valentino si avvicinarono al masso per capire come si fosse potuto muovere. Videro un bottone e, da curiosi che erano, non riuscirono a non premerlo. Il sasso di nuovo rotolò su sé stesso lasciando intravedere cosa celava.
Sembrava un passaggio segreto, si vedeva una scaletta che scendeva nelle profondità della montagna. Scesero, perché se fossero tornati indietro ora nessuno gli avrebbe creduto.
Alla fine della scala c'erano animali, maiali, conigli e galline ma, ad attirare la loro attenzione, furono i lamenti provenienti da delle gabbie sul fondo della "grotta".
Lo stupore fu molto quando scoprirono che nelle gabbie c'erano i bambini di Bertoldi che il Patacrin Patacron aveva rapito e nascosto nella sua tana.
I due amici capirono subito cosa fosse accaduto e, senza perdere un attimo, iniziarono a portare fuori da quel buco nella montagna i bambini senza farsi scoprire per riportarli in paese alle loro famiglie.
Il Patacrín Patacron si era allontanato dalla sua tana per andare a vedere la sua CALCARA (dove si bruciano i sassi per fare la calce) per controllare se il fuoco fosse ancora vivo. Tutti gli abitanti della frazione spaventati da questo gigante che aveva rapito i loro bambini pensarono di vendicarsi del rapimento dei loro primogeniti in modo che non capitasse mai più.
Chiamarono i cacciatori più esperti, non si poteva sbagliare … e mentre il gigante era distratto dalle fiamme del suo fuoco questi spararono e venne ucciso. Dopodiché tutti i bambini ripresero a giocare nelle vie del paese e nei boschi senza paura del gigante, liberi dal PATACRIN PATACRON!

 

La Leggenda DI FRAU PERTEGA

Si raccontava e si racconta ancor oggi, che molti anni fa c'era una rozza e sgraziata donna chiamata Frau Pertega (donna molto alta) che viveva su questo monte. La gente del paese era terrorizzata da questa strega, nessuno l'aveva mai vista da vicino ma tutti ne avevano sentito parlare.
Si raccontava fosse una donna non troppo vecchia, ma con delle rughe molto profonde, i capelli sempre arruffati e unti e vestiva abiti vecchi e sporchi.
Un giorno, Frau Pertega, che viveva sul monte più alto di Lavarone, il monte Cimone, era talmente assetata che scese come un uragano verso la frazione qui sotto, Bertoldi. Il signore "Pero Mec" (soprannome) quella sera stava tornando a casa dal "filò" (spesso la sera familiari e amici si trovavano a casa di qualcuno di loro per raccontarsi la giornata) e, arrivato sulla soglia di casa sua, non immaginate quale fu il suo stupore e lo spavento nel vedersi spuntare davanti Frau Pertega.
La donna, con fare minaccioso, gli domandò in prestito due secchi e un mestolo per prendere dell'acqua dal pozzo del signor Mec.
Pero Mec, impaurito, ma anche indispettito dall'arroganza della strega, le diede due ceste e un mestolo pieno di buchi. Frau Pertega non era poi così scaltra, ma piuttosto rozza e sciocca quindi afferrò con forza i cesti e il mestolo e si avviò verso il pozzo senza pensare.
Arrivata alla fontana provò a riempire le ceste con l'acqua, ma presto si accorse che non riusciva a raccoglierla. Nel frattempo il signor "Pero Mec", soddisfatto per aver beffato la donna che era considerata “un pericolo pubblico", si rinchiuse in casa, spense le candele e aspettò in silenzio.
Pero Mec sapeva benissimo che se ne sarebbe resa conto e sarebbe tornata...
Frau Pertega, accorgendosi della beffa, si diresse a grandi passi verso la casa di quell'uomo, pronta per la vendetta.
Come abbiamo detto non era molto sveglia e trovando tutto chiuso e buio pensò che in casa non ci fosse nessuno. Sconsolata, non le restò altro da fare che ritornarsene sui suoi passi verso il Monte Cimone.
Il signor "Pero Mec", che era nascosto dietro le tende di casa sua la vide allontanarsi e tirò un sospiro di sollievo, per questa volta gli era andata bene. Sapeva però che quella donna molto brutta e sciocca abitava sul Monte Cimone e prima o poi sarebbe scesa di nuovo nella frazione di Bertoldi ...


Data visita: 19/08/2026
Data pubblicazione: 09 Settembre 2026

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