Ore a piedi: 3,20
Difficoltà: E - Escursionistico
Ulteriori dettagli , Mappa e GPX
Un anello panoramico e sorprendentemente vario che dal Lago Coe sale verso il Monte Maggio, una vetta di confine tra Trentino e Veneto ricca di storia e ampi scenari alpini. La salita avviene lungo un percorso piacevole e costante, più suggestivo rispetto alla classica strada militare che porta in cima, grazie ai continui affacci sull'altopiano e sulle cime circostanti.
La discesa, invece, richiede un po’ più di attenzione: il sentiero diventa ripido e in alcuni tratti stretto ed esposto su pendii scoscesi, ma rimane comunque percorribile con passo sicuro e condizioni del terreno asciutte.
Dal parcheggio nei pressi del Lago Coe si imbocca la strada che conduce al Museo di Base Tuono. Superato il ponte in legno, si svolta a sinistra proseguendo verso sud-est lungo un comodo tracciato che, con una leggera salita, porta a malga Melegna Zonta.
Inizio del percorso
Lago Coe
Dettaglio dell'incrocio, seguire la prima strada a sinistra
Dettaglio della strada verso la malga
Nei pressi di Malga Melegna Zonta si continua dritti in direzione sud-ovest. La strada prosegue in costante salita, passando accanto ai resti di un ex cimitero militare, testimonianza della presenza bellica su queste montagne.
Incrocio della malga, proseguire dritto
Malga Melegna Zonta
Dettaglio del percorso
Ex Cimitero
Un momento di riflessione davanti a queste croci dove si legge:
“In Memoria. I nostri morti ammoniscono i vivi: Mai più la guerra!”
Accanto, una poesia del Cap. Luttenberger ricorda il valore di questo luogo:
Circondato dagli alberi del bosco
Verdeggia quieto un pianoro prativo.
Semplici croci di legno testimoniano
Che si tratta di tombe di eroi.
Va’, non correre subito,
Togliti il berretto e prega
Per coloro che qui si sono battuti,
Che quanto hanno compiuto non deve essere dimenticato.
La strada prosegue attraversando prati e brevi tratti di bosco, alternando leggere salite e comodi falsopiani. Superato il primo tornante e dopo circa cinquanta metri, si abbandona la strada principale che porta direttamente al Monte Maggio per imboccare il sentiero sulla destra, più ripido fin dai primi metri. Una tabella, purtroppo caduta a terra, segnala il percorso “Gibo Simoni Marathon – Megabike Classic”.
Dettaglio del percorso
Dettaglio del percorso
Dettaglio del tornante, seguire a sinistra
La tabella
Uscita dalla strada
Dopo un paio di tornanti e dopo aver superato un secondo piccolo ex cimitero militare, il sentiero raggiunge la dorsale della montagna. Si oltrepassa il breve valico e si continua per poco in leggera discesa sul versante opposto.
Dettaglio del sentiero
Vista della strada da sopra al sentiero
Dettaglio del sentiero
Il sentiero si congiunge con una ex mulattiera militare che procede verso sud sottocosta, offrendo un passaggio protetto ai soldati che un tempo salivano verso la cima. Questo tratto è particolarmente esposto: alla destra del percorso si apre il ripido versante che scende verso valle, motivo per cui è necessario prestare particolare attenzione.
Incrocio con la mulattiera
Dettaglio del sentiero
Dettaglio del sentiero
Questo tratto diventa ancor più impegnativo se ci si lascia distrarre dal magnifico panorama che si apre verso valle, ampio e suggestivo, capace di catturare lo sguardo a ogni passo.
Panorama verso il Gruppo del Brenta
La mulattiera, in alcuni tratti ancora rinforzata da muretti a secco, prosegue superando una piccola scaletta in pietra. Avanza poi in lieve saliscendi fino a ricongiungersi, nel punto più stretto della dorsale, con la strada militare che sale alla cima.
Dettaglio del sentiero
Dettaglio del sentiero
Scaletta in pietra
Sella verso la strada principale
Strada verso la cima
Da qui, in pochi minuti si raggiungono i pressi della cima del monte, dove resistono ancora alcuni manufatti e trincee militari. Il punto più caratteristico è però la scalinata che conduce alla croce di vetta.
Resti della Grande Guerra
La scala verso la croce
Sulla cima, altre trincee segnano ancora il terreno, memoria silenziosa della guerra. Ma è difficile soffermarsi a lungo su quei pensieri: l’incanto del panorama domina tutto. Davanti si apre un 360° di pura bellezza, con le cime del Trentino e dell’Altipiano che si susseguono senza fine.
Trincea
La croce del monte Maggio
La valle di Laghi
Panorama verso il Gruppo del Brenta
Monte Toraro
Monte Maggio - vista dal drone
Quota 1830 - vista dal drone
Lago Coe - vista dal drone
Scendendo dalla cima si prosegue verso est, raggiungendo in breve la vicina quota 1830, dove si trovano altre postazioni militari e un osservatorio della Grande Guerra, affacciato sul versante orientale.
Quota 1830
Riprendendo il sentiero che passa sotto quota 1830 si incontra un ricovero in caverna e, poco oltre, il punto di sepoltura del Tenente Luigi Ferraris, a cui è intitolato lo Stadio Luigi Ferraris di Genova. La sua storia è riportata in dettaglio a fondo pagina.
Dettaglio del sentiero
Ricovero sotto quota 1830
Posto della sepoltura di Luigi Ferraris
Qui il sentiero si fa molto più stretto ed esposto sulla ripida discesa verso valle. Prosegue in lieve traverso fino a raggiungere un antico cippo di confine del 1853, che segnava il limite tra Veneto e Tirolo.
Dettaglio del sentiero
Panorama verso Laghi
Dettaglio del sentiero
Dettaglio del sentiero
Verso il cippo di confine
Cippo di confine
Cippo di confine
Proseguendo con quattro tornanti si perde ancora quota fino a raggiungere la Bocchetta del Tin. Qui si abbandona il sentiero principale con segnavia per salire al piccolo capitello posto sul promontorio poco sopra.
Dettaglio del sentiero
Sentiero "invisibile" verso il capitello
Capitello
Dal capitello si torna leggermente indietro e si prosegue verso nord-ovest, attraversando un tratto di bosco. Il sentiero esce poi nuovamente nei prati e si ricollega alla strada che riporta verso il laghetto, chiudendo così l’anello.
Dettaglio del percorso dopo il capitello
Dettaglio del percorso
La strada di ritorno
Poco prima del parcheggio si devia a destra per raggiungere Malga Zonta, simbolo della Resistenza italiana durante la Seconda Guerra Mondiale.
Malga Zonta
Malga Zonta
Malga Zonta
Un anello sul Monte Maggio che unisce natura, storia e panorami grandiosi.
Dalle radure di Lago Coe alle trincee di vetta, dai passaggi esposti ai silenziosi luoghi di memoria, questo percorso offre un’esperienza completa e mai monotona. La salita è piacevole e panoramica, mentre la discesa richiede un po’ di attenzione, ma sempre ripagata dagli scorci sull’altopiano e sul confine storico tra Veneto e Trentino.
Un’escursione ideale per chi cerca un itinerario denso di contenuti, capace di raccontare la montagna attraverso ambienti diversi e testimonianze della Grande Guerra. Un giro da vivere con calma, lasciandosi accompagnare dalla natura e dalla storia che qui camminano fianco a fianco.
Come si raggiunge:
Dalla rotatoria principale di Folgaria (TN) seguire le indicazioni per Passo Coe - Base Tuono. Si prosegue per circa 12 km fino ad arrivare al lago.
Mappa e traccia GPS:
SCHEDA PERCORSO | |
|---|---|
Zona: | Alpe Cimbra, Tonezza, Arsiero |
Provincia / Comune: | Trento / Folgaria |
Categoria: | Montagne, Sacrari, Cimiteri e Lapidi di Guerra |
Tipologia: | Paesaggistico, Storico, Panoramico |
Periodo storico: | Prima Guerra Mondiale, Seconda Guerra Mondiale |
Coordinate punto di arrivo: | 45.849145 - 11.221869 (45°50'56" N - 11°13'18" E) |
Coordinate parcheggio: | 45.870949 - 11.231774 (45°52'15" N - 11°13'54" E) |
Altitudine di partenza (m): | 1536 |
Altitudine di arrivo (m): | 1853 |
Altitudine minima (m): | 1536 |
Altitudine massima (m): | 1853 |
Dislivello (m): | 324 |
Difficoltà del percorso: | E - Escursionistico |
Ore a piedi:(complessive, esclusa visita) | 3 ore 20 minuti |
Km totali: | 10,40 |
Come si raggiunge: | A piedi |
Tipo di tragitto: | Percorso ad anello |
Storia:
(tratta dai tabelloni in loco)
QUOTA 1830 DI MONTE MAGGIO
Il 23 agosto 1915 in questo luogo, colpito da un proiettile shrapnel austriaco da 152 mm, cadde Luigi Ferraris, Tenente di complemento del 1° Reggimento di Artiglieria da Fortezza (nato a Firenze il 18.11.1887 e caduto il 23.8.1915)
La sua storia
La famiglia, originaria di Saluzzo (CN), dopo essersi trasferita a Firenze, dove Luigi era nato, si spostò a Genova. Ferraris, descritto come alto, biondo, robusto e di bell'aspetto, dotato di carisma e decisione, il 16.2.1903 si iscrisse alla sezione giovanile del Genoa Cricket and Football Club, prima società di calcio italiana, fondata nel 1893. Debuttò a quattordici anni e nel 1904 fu componente della formazione che vinse il primo Campionato delle seconde squadre. Dal 1907 al 1911 fece parte della rosa della prima squadra del Genoa disputando, anche da capitano, trentacinque partite e segnando un goal. Nel 1910 Luigi Ferraris e Giacomo Marassi furono i primi due calciatori del Genoa a essere convocati nella Nazionale Italiana.
Nel 1911 si laureò in ingegneria e fu assunto prima dalla O.E.G. - Officine Elettriche Genovesi e, poi, dalla Pirelli di Milano. Allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, in quanto dipendente di un'azienda strategica, venne dispensato dalla chiamata alle armi, ma chiese ed ottenne di poter andare a combattere al fronte, in prima linea. Con il grado di Tenente fu assegnato al 1° Reggimento di Artiglieria da Fortezza e inviato, come ufficiale osservatore, al monte Coston d'Arsiero. Per meglio svolgere il suo incarico nella Valle Posina, chiese di essere impiegato a Monte Maggio (qt. 1853).
Il 23 agosto 1915 venne mortalmente colpito da un proiettile shrapnel da 152 mm, sparato dal forte austriaco Doss del Sommo, mentre si trovava a quota 1830, all'interno della baracchetta che serviva da mensa ufficiali, essendovi entrato per caso nel ritornare al suo osservatorio poche decine di metri sovrastante. Luigi Ferraris fu seppellito dai suoi compagni nelle vicinanze del luogo della morte, assieme ai quattro commilitoni. Accanto a lui la tomba dell'alpino del Battaglione Vicenza Leone Bianco di Santorso (VI). Nel dopoguerra il padre Ettore raggiunse Monte Maggio e dopo lunghe ricerche riuscì a trovare il 10.12.1918 l'esatto luogo di sepoltura del figlio. La salma fu esumata il 24.6.1919 e cremata a Vicenza il giorno successivo. Le ceneri furono trasportate a Saluzzo il 26.6.1919 e tumulate nella tomba di famiglia, dove tuttora riposa e su cui furono posizionate la targa e la croce di ferro.
Lo stadio del Genoa venne a lui intitolato il 1° gennaio 1933, alla presenza della sua famiglia al completo, quale primo socio del club caduto nella Grande Guerra.
MALGA ZONTA
Tra il luglio e il settembre 1944 le forze di occupazione tedesca misero in atto una serie di rastrellamenti finalizzati a reprimere l'attività partigiana presente nell'area di confine tra Veneto e Trentino. Con il nome in codice di «Operazione Belvedere», dal 12 al 14 agosto 1944 reparti tedeschi entrarono in azione tra l'altopiano di Folgaria e la Val Posina, dove si erano concentrati nuclei del Gruppo Brigate Garibaldi Ateo Garemi. Il mattino del 12 agosto quattordici partigiani (guidati da Bruno Viola il Marinaio) e tre malghesi furono sorpresi a Malga Zonta. Dopo un conflitto a fuoco nel quale rimasero uccisi tre soldati tedeschi, partigiani e civili furono allineati contro il muro della malga e fucilati. Da allora Malga Zonta è luogo simbolo della Resistenza.
Data visita: 06/09/2025
Data pubblicazione: 03 Dicembre 2025
Autore: Corrado De Zanche