Ore a piedi: 4,00
Difficoltà: E - Escursionistico
Ulteriori dettagli , Mappa e GPX
Per visitare il forte Spitz Vezzena si parte dal passo Vezzena e si segue la strada asfaltata, chiusa al traffico, verso il forte Busa Verle. Passato il forte la strada continua la sua salita dentro un bellissimo bosco. Al secondo tornante una strada a fondo naturale esce dritta, le indicazioni sono per Cima Vezzena. Fino a qui ci sono voluti circa 50 minuti.
Forte Spitz Vezzena
Forte Spitz Vezzena
Forte Spitz Vezzena
Il sentiero continua lungo la strada militare. All'inizio della stessa, sulla destra, sembra ci siano state delle costruzioni, forse un corpo di guardia.
Proseguendo per altri 50 minuti si arriva alla cima.
Forte Spitz Vezzena
Forte Spitz Vezzena
Forte Spitz Vezzena
Il forte presenta intatta la sua facciata verso Levico, mentre la parte verso l'altopiano è un cumulo di macerie.
Forte Spitz Vezzena
Forte Spitz Vezzena
Forte Spitz Vezzena
Forte Spitz Vezzena
Forte Spitz Vezzena
Sono visitabili alcune stanze, una bella scala sale lungo i tre piani. Attenzione ai piani superiori, non ci sono protezioni e neanche i pavimenti!
Forte Spitz Vezzena
Forte Spitz Vezzena
Forte Spitz Vezzena
Forte Spitz Vezzena
Forte Spitz Vezzena
Forte Spitz Vezzena
Forte Spitz Vezzena
Forte Spitz Vezzena
Forte Spitz Vezzena
Forte Spitz Vezzena
Ma quello che fa rimanere senza fiato sono i 1300 metri di precipizio sulla Valsugana. Se la giornata è splendida l'occhio spazia lontanissimo, dal gruppo del Brenta fino alle più lontane Dolomiti.
Sotto di noi, sugli specchi d'acqua di Levico e Caldonazzo, si distinguono chiaramente degli windsurf.
Forte Spitz Vezzena
Forte Spitz Vezzena
Forte Spitz Vezzena
Forte Spitz Vezzena
Forte Spitz Vezzena
Forte Spitz Vezzena
Verso est si distinguono le cime che chiudono l'altopiano dei Sette Comuni.
Per primo un costone detto il Camin, che nella grande guerra gli italiani riuscirono a fortificare (detto il fortino), si intravede una galleria. Poi cima Manderiolo, il Portule fino all'Ortigara.
Forte Spitz Vezzena - il Fortino
Forte Spitz Vezzena
Forte Spitz Vezzena - Cima Portule
Forte Spitz Vezzena
Forte Spitz Vezzena
Lo sguardo a sud per vedere il punto di partenza di Passo Vezzena ed il forte Busa Verle.
Forte Spitz Vezzena
Forte Spitz Vezzena
Il dislivello complessivo è di 500 metri, oltre alla strada esiste un sentiero ben più ripido.
Agosto 2025 - prima del tramonto
Il forte, nel corso degli anni, è stato oggetto di interventi di sistemazione e messa in sicurezza. L’accesso all’interno della struttura è stato chiuso, impedendo l’ingresso per motivi di tutela e conservazione.
Sono stati installati parapetti di protezione lungo i punti più esposti e realizzata una piattaforma panoramica che consente di affacciarsi in totale sicurezza sulla valle sottostante. Da qui lo sguardo spazia ampio, abbracciando il paesaggio fino ai laghi di Levico e Caldonazzo, offrendo un punto di osservazione privilegiato e suggestivo.
Forte Spitz Vezzena
Forte Spitz Vezzena
Forte Spitz Vezzena
Panorama
Piattaforma panoramica
Verso il Vezzena
Laghi di Caldonazzo e Levico
Come si raggiunge:
La partenza dell'itinerario (a piedi od in mountain bike) è dal Passo Vezzena (TN), per raggiungerlo da Asiago (VI) si seguono le indicazioni per Trento o da Lavarone (TN) si seguono le indicazioni per Asiago.
Mappa e traccia GPS:
SCHEDA PERCORSO | |
|---|---|
Zona: | Alpe Cimbra, Tonezza, Arsiero, Altopiano dei 7 Comuni o di Asiago |
Provincia / Comune: | Trento / Levico Terme |
Categoria: | Fortificazioni |
Tipologia: | Paesaggistico, Storico, Panoramico |
Periodo storico: | Prima Guerra Mondiale |
Coordinate punto di arrivo: | 45.978989 - 11.343228 (45°58'44" N - 11°20'35" E) |
Coordinate parcheggio: | 45.958910 - 11.327172 (45°57'32" N - 11°19'37" E) |
Altitudine di partenza (m): | 1414 |
Altitudine di arrivo (m): | 1908 |
Altitudine minima (m): | 1414 |
Altitudine massima (m): | 1908 |
Dislivello (m): | 543 |
Difficoltà del percorso: | E - Escursionistico |
Ore a piedi:(complessive, esclusa visita) | 4 ore |
Km totali: | 13,30 |
Come si raggiunge: | A piedi, In mountain bike, Con le ciaspole |
Tipo di tragitto: | Percorso di ritorno coincide con quello di andata |
Storia:
(tratta dai tabelloni in loco)
Il forte fu costruito dal 1907 e all'inizio della grande guerra non era ancora terminato. Era armato solo di mitragliatrici per la difesa ravvicinata. Lo scopo del forte era l'osservazione dell'altopiano di Asiago e della Valsugana, visto la sua elevata posizione.
Proprio per la sua posizione fu difficoltoso essere colpito dall'artiglieria italiana, dove i proiettili cadevano sulla sottostante valle. Un tentativo di attacco da parte degli italiani fu respinto il 30 maggio 1915.
La guerra dei forti
Il generale Roberto Brusati, comandante della 1^ armata, che occupava le posizioni avanzate dell'altipiano di Lavarone e del settore di Vezzena, aveva ordinato di attaccare i forti austriaci e i trinceramenti di questa zona, in ottemperanza alle direttive del generale Luigi Cadorna. Prendeva inizio la cosiddetta "guerra dei forti", che sottopose a dura prova la resistenza delle strutture dei forti voluti dal Conrad. Già il 24 maggio del 1915 i cannoni di Porta Manazzo e del Forte Campolongo avevano bombardato e colpito il Verle e il Luserna, mentre i mortai del Forte Campomolon e le artiglierie del monte Toraro bombardavano i forti austriaci del settore di Folgaria.
Il cannoni del Forte Verena invece colpirono più volte lo Spitz, tanto che alcuni proiettili lo sfiorarono andando ad esplodere sulle case di S. Giuliana in Valsugana, prontamente evacuate; altri proiettili caddero presso la stazione di Levico. Nei giorni successivi il Forte Cima Vezzena venne colpito oltre che dalle granate del Verena anche dai grossi proiettili da 280 mm del cannone da marina della Val d'Assa. Poi fu la volta del Forte Verle, colpito fra il maggio e l'agosto del 1915 da quasi novemila proiettili italiani, durante il quale fu gravemente danneggiato: il comandante Gimpelmann lo abbandonò, i pochi uomini rimasti resistettero, continuarono a ripararlo, respinsero i fanti italiani e nel 1916 diedero il via, con i pezzi rimasti in efficienza, alla Strafexpedition.
Durante "guerra dei forti", dalle testimonianze e dalle fotografie, si possono individuare i gravi danni subiti dal Verle, ma il più danneggiato fu sicuramente il Forte Campo di Luserna, gravemente danneggiato durante il bombardamento italiano dell'agosto del 1915, durante il quale il comandante Nebesar tentò la resa alzando bandiera bianca, impedita a cannonate dai vicini forti Belvedere e Verle.
L'attacco al Forte Pizzo
"Alle ore 3.55 del 24 maggio (1915) - narra il ten. Fabbri comandante del battaglione alpini Bassano il forte Verena con due colpi squillanti come metallo... intona il suo inno di guerra" (cit. U. Mattalia, pag. 44). All'indomani dell'entrata in guerra dell'Italia, le cannonate tra i forti nemici avevano coinvolto la zona di Vezzena, il settore Lavarone e Folgaria, coinvolgendo sia le fortificazioni austriache che le fanterie italiane.
Sempre il tenente Fabbri racconta che "alla fine di maggio le truppe alpine di stanza al Marcai ebbero l'ordine di assalire e conquistare il forte Cima Vezzena: la 63^ compagnia alpini uscì dalle trincee del Marcai avanzando in silenzio verso Cima Vezzena. Il primo reticolato ed il secondo furono aperti e la compagnia di alpini sali verso la cima, favorita da una fitta nebbia che copriva lo Spitz Verle [...]". In uno dei bombardamenti del forte una granata era penetrata in una torretta uccidendo una quindicina di soldati della guarnigione. La torretta fu lanciata in aria per poi rotolare sul pendio sottostante. In seguito i militari dello Spitz chiesero l'intervento dell'artiglieria, in grado di fermare
il proseguimento dell'assalto al forte. Gruppi di alpini, frammischiati a fanti, si ritirarono, lasciando dietro di sé numerosi caduti e feriti gravi.
Data visita: 25/07/2010 - 10/08/2025
Data pubblicazione: 01 Agosto 2010
Ultimo aggiornamento: 15 Febbraio 2026
Autore: Corrado De Zanche