Forte Belvedere-Gschwent

Fortificazione austro-ungarica della Grande Guerra (m 1177)

 

Il forte meglio conservato degli Altipiani di Asiago-Lavorone-Folgaria è senza dubbio il forte Belvedere-Gschwent.

Per sua fortuna, o forse per volontà del Re Vittorio Emanuele, non è stato devastato dai recuperanti del ferro nel periodo tra le due guerre.

Forte Belvedere-Gschwent - Tabella inizio percorso

I'interno del forte è adibito a museo e l'ingresso è a pagamento.

Una tabella, all'inizio della strada di accesso al forte, segnala che all'interno del museo gli animali non possono entrare.

Forte Belvedere-Gschwent - Strada di accessoForte Belvedere-Gschwent - Strada di accessoForte Belvedere-Gschwent - Strada di accesso

Dal sottostante parcheggio la strada è in leggera salita, e bastano una decina di minuti per arrivare al forte.

Forte Belvedere-Gschwent - Vista del forteForte Belvedere-Gschwent - Vista del forte

A prima vista il forte si presenta decisamente maestoso e temibile. "per Trento basto io" si proclamava allora con la convinzione di riuscire da solo a bloccare la via d'accesso a Trento dalla Valdastico.

Forte Belvedere-Gschwent - strada di accesso al forte, biglietterie e barForte Belvedere-Gschwent - Casamatta principale, ingresso al museoForte Belvedere-Gschwent - Casamatta principaleForte Belvedere-Gschwent - facciata casamatta principale

Vicino all'ingresso una tabella a ricordo della visita del Re.

Forte Belvedere-Gschwent - Tabella in memoria della visita del Re Vittorio Emanuele

Ma è ora di entrare, questo forte vi farà togliere il fiato

Forte Belvedere-Gschwent - Ingresso al Museo

Nelle stanze e lungo i corridoi si possono trovare cimeli e fotografie, ed in talune stanze l'ingresso attiva dei filmati.

Forte Belvedere-Gschwent - Inizio del percorso museale, postazione difesa della porta d'ingressoForte Belvedere-Gschwent - postazione difesa della porta d'ingresso

Forte Belvedere-Gschwent - accesso al vano scale

Qui è obbligatorio fermarsi

In una stanza buia, vengono proiettate sopra al plastico del forte la spiegazione di come il forte è costruito, di come funzionavano i riflettori e anche dei bombardamenti subiti.

Forte Belvedere-Gschwent - plastico del forte

Corridoi e stanze, per far capire come si viveva nel periodo della guerra....

Forte Belvedere-Gschwent - corridoioForte Belvedere-Gschwent - stanza museoForte Belvedere-Gschwent - particolari delle attrezzature di medicazione

Forte Belvedere-Gschwent - corridoio e scala secondariaForte Belvedere-Gschwent - corridoio e scala secondariaForte Belvedere-Gschwent - stanza museoForte Belvedere-Gschwent - stanza museo

Forte Belvedere-Gschwent - simulazione di una trinceaForte Belvedere-Gschwent - simulazione di una trincea

.... e come si moriva.

Forte Belvedere-Gschwent - Colombari (obitorio)

Altre importantissime stanze, gruppo elettrogeno, cucina ... la sala comunicazione ve la lascio scoprire da soli.

Forte Belvedere-Gschwent - stanza gruppo elettrogeno

Forte Belvedere-Gschwent - dettagli sugli obiciForte Belvedere-Gschwent - dettagli sugli obiciForte Belvedere-Gschwent - cucine

Il corridoio di servizio agli obici e relative torrette e obici. Il corridoio è strettissimo, mi immagino, se stipavano anche i proiettili, fosse quasi inaccessibile.

Forte Belvedere-Gschwent - corridoio per le batterie di obiciForte Belvedere-Gschwent - postazione per obiceForte Belvedere-Gschwent - simulazione di obice

Vi ricordate che vi doveva "togliere il fiato". E' giunto il momento di perderlo percorrendo lunghe gallerie e innumerevoli gradini per raggiungere le varie postazioni (o fortini) remote.

Forte Belvedere-Gschwent - galleria di collegamento ad una postazione remota

Forte Belvedere-Gschwent - postazione remotaForte Belvedere-Gschwent - postazione remotaForte Belvedere-Gschwent - vista sulla ValdassaForte Belvedere-Gschwent - postazione remota

Forte Belvedere-Gschwent - galleria di collegamento ad una postazione remotaForte Belvedere-Gschwent - postazione per riflettore

Forte Belvedere-Gschwent - Luserna

Forte Belvedere-Gschwent - galleria di collegamento ad una postazione remota

Tra i vari fortini c'è anche il cofano di gola per la difesa ravvicinata da attacchi di fanteria.

Forte Belvedere-Gschwent - fossato di golaForte Belvedere-Gschwent - interno del cofano del fossato di golaForte Belvedere-Gschwent - interno del cofano del fossato di gola

Forte Belvedere-Gschwent - galleria di collegamento ad una postazione remotaForte Belvedere-Gschwent

Sopra al forte la ricostruzione delle cupole corazzate degli obici

Forte Belvedere-Gschwent - ricostruzione cupole obiciForte Belvedere-Gschwent - ricostruzione cupole obici

e il fossato con il cofano descritto prima.

Forte Belvedere-Gschwent - fossato di gola e cofano

Varie vedute, lo Spitz di Tonezza e la Valdastico

Forte Belvedere-Gschwent - Spitz TonezzaForte Belvedere-Gschwent - Valdastico

Ultima foto al forte prima di riprendere la strada per il ritorno.

Forte Belvedere-Gschwent

Piantina del forte presa dal libretto fornito alla biglietteria.

Forte Belvedere-Gschwent - piantinaForte Belvedere-Gschwent - piantina

Per ulteriori informazioni si rimanda al sito ufficiale del Forte Belvedere.


 



Come si raggiunge:

Da Vicenza, uscita autostrada A31 Piovene Rochette seguire le indicazioni per Lavarone. A Lavarone si incontra per prima la frazione di Nosellari e si prosegue in direzione Chiesa. Al primo tornante si trovano le indicazioni per il Forte.

Da Asiago (VI) si procede sulla SP349 direzione Trento. Dopo passo Vezzena la prima località che si incontra è Cappella. Da li seguire le indicazioni per il forte.

Da Folgaria si seguono le indicazioni per Lavarone. A Carbonare si può scegliere per Nosellari o per Chiesa. Da Chiesa si prosegue verso Asiago e a Cappella troverete le indicazioni per il forte.

 

A piedi, dal parcheggio sottostante la strada di ingresso al forte, ci vogliono circa 10 minuti.


 



Mappe Interattive:



Forte Belvedere-Gschwent
SCHEDA PERCORSO
Provincia:Trento
Comune:Lavarone
Coordinate punto di arrivo:45.92277 - 11.28666
(45°55'22" N - 11°17'12" E)
Coordinate parcheggio:45.9288 - 11.28384
(45°55'44" N - 11°17'2" E)
Altitudine di partenza (m):1151
Altitudine di arrivo (m):1177
Dislivello (m):26
Difficoltà del percorso:T - Turistico
Ore a piedi:
(andata e ritorno, esclusa visita)
20 minuti
Come si raggiunge:A piedi, In auto, In mountain bike
Tipologia:Storico, Panoramico




Storia:

tratta dai tabelloni

Forte austro-ungarico della Grande Guerra, costruito tra il 1909 e il 1912. Aveva come compito principale la sorveglianza della Val d'Astico. Posto su un contrafforte roccioso si trovava a metà della linea difensiva degli Altipiani con Forte Spitz Vezzena, Forte Verle e Forte di Campo Luserna ad est ed i forti Cherle, Sommo Alto e Dosso delle Somme ad ovest.

La certezza delle grandi capacità difensive del Forte aveva fatto coniare alla guarnigione il motto "per Trento basto io".

Per la sua costruzione oltre alla tradizionale pietra si utilizzò in maniera massiccia il cemento armato e l'acciaio.

La fortezza era costituita da:

- una casamatta principale su tre piani che ospitava le camerate e tutti i servizi necessari per i circa 220 soldati della guarnigione;

- tre fortini avanzati muniti di mitragliatrici protette da scudi blindati;

- una batteria con tre obici protetti da cupole corazzate girevoli.

L'intera costruzione ha uno sviluppo di circa 200 m. in lunghezza e 100 m. in larghezza; tutte le postazioni sono collegate da gallerie scavate nella viva roccia tutt'ora perfettamente agibili. Tra tutte le fortezze che componevano la "cintura di ferro degli altipiani" è l'unica a conservarsi ancora pressoché integra nella sua forma e struttura originarie.

 

tratta dal libretto fornito all'ingresso del museo

Forte Belvedere-Gschwent è una tra le più grandi fortezze realizzate dal Genio militare austro-ungarico.

Costruito tra il 1908 e il 1912 a strapiombo sulla Valdastico, con gli altri sei forti degli Altipiani aveva il compito di difendere le vie di accesso a Trento e supportare un'eventuale avanzata verso il Veneto.

Allo scoppio della guerra con il Regno d'Italia, nel maggio 1915, subì pesanti bombardamenti da parte delle artiglierie italiane posizionate sull'altro versante della Valdastico.

Dopo l'offensiva austro-ungarica del maggio 1916 (la cosiddetta Strafexpedition) la linea del fronte si spostò verso l'Altipiano di Asiago, concludendo di fatto le operazioni militari in questa zona per la restante durata del conflitto.

Contrariamente alle altre fortezze pesantemente danneggiate negli anni Trenta dall'opera dei recuperanti in cerca di ferro, Belvedere-Gschwent scampò alla demolizione. Nel 2002 il Comune di Lavarone, proprietario del Forte, ne ha curato il restauro con il sostegno della Provincia autonoma di Trento.

Forte Belvedere-Gschwent oggi rappresenta una testimonianza unica della Grande Guerra in Trentino ed ospita un suggestivo e moderno allestimento museale.

 

ndr (strana la differenza di date di inizio costruzione)


 

Data visita: 20/06/2015
Creato il: 11/04/2016

Autore: Corrado DZ.

 

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