


Abbiamo visitato Il forte Sommo Alto il 23 giugno 2007. Noi ci siamo arrivati in macchina ma è raggiungibile anche con una seggiovia.
Il forte è stato recentemente sistemato e messo in sicurezza. Era un fortino di supporto tra i due più grandi Forte Serrada e Forte Cherle con solo due obici ed un complesso sistema di difesa da eventuali attacchi della fanteria.
Come gli altri forti, anche questo ha subito i danni maggiori nel periodo tra le due guerre per il recupero del ferro utilizzato nella costruzioni di armi per la seconda guerra mondiale.
Le stanze si presentano adesso come un unico blocco con tante porte e finestre.
E' possibile vedere tutti e tre i piani attraverso i corridoi perfettamente percorribili.
Il corridoio più alto unisce le batterie e l'osservatorio centrale.
Mentre dal corridoio più in basso partono le gallerie per le postazioni avanzate e per l'uscita di emergenza in caso di assedio.
<Altre foto del forte e degli interni
Abbiamo percorso tutte e tre le gallerie e, dopo la prima di quasi 200 gradini, appena abbiamo iniziato le scale di un'altra galleria c'è venuto uno spontaneo "NOOOOO" per la stanchezza che già avevamo!
Le batterie avanzate sono interessanti per posizione e costruzione, ma la trincea che circonda il forte lo è ancora di più.
Alcuni particolari interessanti, una feritoia per fucilieri con ancora la protezione in metallo e, forse, la camera mortuaria per tre bare.
Per comunicare con i forti vicini si usava un metodo di segnalazione ottica e il codice Morse. Un piccolo foro permetteva all'addetto alle trasmissioni di vedere nella direzione del forte di fronte e, nel foro più grande, veniva infilata la luce di segnalazione. Questo metodo non permetteva l'intercettazione da parte degli avversari, sempre che non si trovassero sulla linea ottica. Nelle foto sotto il particolare dei tubi ottici verso Forte Serrada (Dosso del Sommo).
Una tabella ricorda il recupero parziale del forte da parte degli alpini, e una scritta parziale dell'epoca del forte che cosa voleva indicare?
All'interno di una galleria abbiamo travato tracce di uno scarpone, forse di qualche ufficiale che ispezionava i lavori ma con il cemento ancora fresco!
La splendida giornata ci ha permesso di scrutare i monti vicini, compreso l'Adamello.
E questa è la porzione di panorama verso l'Adamello.
I due forti vicini e visibili sono il Forte Cherle e Forte Serrada (Doss delle Somme o Dosso del Sommo). E' meglio avere con se un binocolo!
Nel visitare il forte ci siamo un po' attardati, forse troppo!
Altre foto sui dettagli, postazioni esterne e panorami
Come si raggiunge: Da Folgaria (TN) seguire per Francolini, Fondo Grande. Passato Fondo Piccolo, prima di arrivare a Passo Coe, prendere la strada bianca sulla sinistra. Si procede per circa 2 Km e si imbocca una strada sulla destra che in un centinaio di metri porta al forte. E' possibile raggiungerlo tranquillamente in auto, bici e a piedi.
L'alternativa è fermarsi a Francolini e prendere la seggiovia che porta al rifugio Stella d'Italia. Da li si arriva con una facile passeggiata di 10 minuti.
Visualizzazione ingrandita della mappa e calcolo itinerario
Forte Sommo Alto | ||
| SCHEDA PERCORSO | ||
| Provincia: Trento Comune: Folgaria | ||
| Coordinate punto di arrivo: 45.891891 - 11.200564 (45°53'30.81" N - 11°12'2.03" E) | ||
| Altitudine di arrivo (m): 1613 | ||
| Difficoltà del percorso: T - Turistico Ore a piedi (esclusa visita): 0 | ||
| Come si raggiunge: in mountain bike, in auto | ||
| Tipologia: Storico, Paesaggistico, Panoramico |
Altre foto del forte e degli interni
Altre foto sui dettagli, postazioni esterne e panorami
Storia: (tratta dai tabelloni trovati in loco)
Venne costruito tra il 1911 ed il 1914 sulla sommità dell'altura (1613 m) da cui
ha preso il nome. Aveva la funzione, in concerto con i forti Cherle e Dosso del
Sommo, di controllare il settore orientale dell'altopiano di Folgaria, in
particolare il solco di Val Orsara e il settore di Passo Coe. Nei progetti
originali doveva essere un'opera intermedia con funzioni di casermaggio ma
successive valutazioni strategiche lo elevarono al ruolo di fortezza. Per
ragioni di economia fu però armato con soli due obici da 10 cm in cupola
corazzata girevole.
Comandante del forte fu il capitano Rudolf Kalifius.
Fin dall'inizio del conflitto Forte Sommo Alto partecipò con i propri obici ad
azioni offensive contro le posizioni italiane dislocate tra monte Maronìa e
l'altopiano dei Fiorentini. La sua azione più incisiva si ebbe nel maggio del
1916 in occasione dell'Offensiva di Primavera (Strafexpedition). Non fu mai
preso d'assalto dalle fanterie italiane e in prossimità della ritirata, nel
novembre 1918, aprì il fuoco contro le linee nemiche fino all'esaurimento delle
munizioni.
La struttura fortificata
Chiamato dagli Austroungarici Werk Sommo, fu progettato dal Capitano della Stato
Maggiore del genio Schönherr che ne diresse anche i
lavori di costruzione. Costò 982.000 corone austriache, armamento escluso. E'
strutturato su tre piani: il piano interrato da cui si dipartono i tunnel che
portano alle postazioni avanzate, il piano terra che ospitava gli alloggi della
truppa ed i locali di servizio (centrale elettrica, telefonica, depositi etc.) e
il blocco batterie, al primo piano, sotto la copertura di calcestruzzo,
collegato alla torre osservatorio e agli obici in cupola. Privo di fossato, era
protetto da un muro e da un terrapieno di cui oggi è visibile il basamento.
Come gli altri forti era una struttura del tutto
autonoma, capace di operare in completo isolamento con l'esterno. Era dotato di
un generatore diesel che forniva l'elettricità per l'illuminazione interna, per
i riflettori e per i ventilatori mentre l'approvvigionamento idrico era dato da
due cisterne capaci di una riserva di 380 ettolitri ciascuna, alimentate da un
acquedotto e apparato di pompaggio. Era collegato telefonicamente con la
centrale di Folgaria e disponeva di un sistema di trasmissione di segnali ottici
con Forte Cherle, Forte Dosso del Sommo e con la linea arretrata di monte
Cornetto. La guarnigione del forte era composta da 6 ufficiali e 162 uomini di
truppa.
L'armamento e le postazioni avanzate - L'armamento principale era dato da due obici da 10 cm - mod. 09 - collocati in cupole girevoli in acciaio (spessore di 25 cm), inframmezzate da una cupola osservatorio. L'armamento secondario disponeva invece di 18 mitragliatrici modello 07/12 delle quali 14 in corazza fissa.
Il collegamento con le postazioni avanzate, disposte a settentrione e ad oriente del forte, era reso possibile da due tunnel: quello orientale di circa 100 m e quello settentrionale, sviluppato su rampe di scale, di circa 200 m. Un'eventuale evacuazione della fortezza era invece resa possibile da una galleria di sicurezza che si stacca ad ovest del complesso fortificato.
Creato il: 26/08/07
Aggiornato il: 25/10/07
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Inoltre volevo aggiungere che la seggiovia per salire ci impiega 15 minuti e costa 5.5€ solo andata e 8 € A/R (ad oggi).
Ciao e complimenti per il sito, mi piacerebbe essere come voi ...
La strada di accesso al forte, lato passo Coe, è vietata al transito, a partire dal Rifugio Camini, quindi si deve procedere a piedi con una facile passeggiata di circa 20min.
Fare attenzione a dove si parcheggia: parcheggio a pagamento! (0,50€/h).
Le due laterali percorribili anch'esse presentano pero sulla parte di sinistra una frana creatasi a circa meta percorso e alal fine dell'intera galleria non vi sono sbocchi d'uscita , mentre dalla galleria di destra dopo averla percorsa interamente essendo ben conservata si sbocca alle postazioni.
Sembra quasi di tornare indietro nel tempo e rivivere in quei luoghi la difficile quotidianità di cui queste opere corazzate furono protagoniste assieme a soldati che vi vissero e vi morirono, ieri macchine poderose di offesa per bloccare i desideri nemici ed oggi rimaste mute testimonianze di un lungo periodo di guerra.