


Abbiamo visitato Il forte Serrada o Doss delle Somme (del Sommo) il 23 giugno 2007.
La differenza con i forti italiani è essenzialmente nella tecnica e bellezza costruttiva. Mentre gli italiani guardavano più all'estetica e (forse) comodità del personale, quelli austriaci erano costruiti in maniera più robusta con copertura in metallo. Il cannoniere Luis Trenker descrive del forte Verle: "la fortezza aveva molta somiglianza con una nave da guerra; stretti corridoi, oscure casematte, calcestruzzo sopra e sotto, corazze a destra e corazze a sinistra. Per mancanza di luce naturale, presenza di aria cattiva ed umidità, queste fortezze rendevano la vita difficile anche in tempo di pace." La descrizione vale anche per questo forte e per altri visitati.
In effetti, entrando nei forti austroungarici, corridoi e camerate sono tutte strette e piccole a differenza delle ampie camerate dei forti italiani.
Avevamo programmato di visitare quattro forti in due giorni e di conseguenza abbiamo preferito arrivare in macchina il più possibile vicino agli stessi. Questo forte ha una via di accesso che consigliamo solo ai SUV o fuoristrada e naturalmente anche a piedi o in mountain bike. La strada è molto suggestiva.
Dopo pochi chilometri si incontrano le prime costruzioni. Forse delle caserme esterne. Una scritta avvisa "PERICOLO VIPERE", questo ci ha fatto molto pensare sugli abitanti attuali.
Ancora un tornante prima del forte e altri ruderi di costruzioni.
Finalmente in cima al monte, dove c'è posto per parcheggiare solo per un paio di macchine.
Il forte si presenta completamente distrutto, non per effetto della guerra, ma per lo smantellamento dei recuperanti durante le due guerre. Visto lo stato di macerie viene utilizzato dalla "Scuola provinciale cani da ricerca e catastrofe" per addestrare i cani. Quando li abbiamo incontrati pensavamo che cercassero noi!
Era in grado di ospitare 250 uomini ed era autosufficiente in tutto, 2 gruppi elettrogeni, forno per il pane, cucine, infermeria e camere mortuarie. Era diviso in due batterie, quelle principale (foto sopra) e quella avanzata.
L'unione tra le due batterie avveniva attraverso una poterna di 65 metri (passaggio rinforzato) oggi completamente distrutto.
Subito a ridosso della batteria avanzata il fossato di protezione.
Altre foto sulla strada, caserme e batteria principale
Gli interi visitabili sono ben pochi, qualche corridoio della batteria principale e qualche stanza a cielo aperto.
Ma guardando verso valle abbiamo notato due postazioni e, scendendo cautamente, siamo andati a visitarle. Da li partiva una lunghissima galleria con una scalinata di circa 200 gradini per sbucare poi in mezzo ai detriti della poterna!
Altre foto sugli interni e gallerie
Interessanti le tecniche costruttive per l'aerazione, i passaggi di cavi elettrici e telefonici e per le tubature.
Nella collina di fronte al forte abbiamo travato altre trincee e gallerie che si affacciavano alla valle sottostante.
E poi un po' di panorami. E' visibile il forte Sommo Alto a circa 1,5 km di distanza. Tra i due forti si comunicava attraverso segnalazioni luminose.
Altre foto dei dettagli tecnici e panorami
Come si raggiunge: Da Folgaria (TN) seguire le indicazioni per Serrada. Appena entrati in paese sulla sinistra inizia una stretta strada. Percorretela per circa 500 mt e sulla destra troverete la strada sterrata che porta al forte. Occorrono ancora 4 Km per poterci arrivare e la strada è percorribile solo in mountain bike, a piedi o con un SUV.
L'alternativa più breve per mountain bike e a piedi è partendo da Folgaria seguire le indicazioni per Fondo Grande. Proseguite passando per Fondo Piccolo fino ad arrivare nelle vicinanze di Passo Coe. C'è un bel parcheggio dove lasciare la macchina e proseguire a piedi. Seguite sulla destra il sentiero della pace nr. 136 per circa 1,5 km.
Visualizzazione ingrandita della mappa e calcolo itinerario
Forte Serrada - Dosso del Sommo | ||
| SCHEDA PERCORSO | ||
| Provincia: Trento Comune: Folgaria | ||
| Coordinate punto di arrivo: 45.879295 - 11.188583 (45°52'45.46" N - 11°11'18.9" E) | ||
| Altitudine di arrivo (m): 1670 | ||
| Difficoltà del percorso: T - Turistico Ore a piedi (esclusa visita): 1 ora 30 minuti | ||
| Come si raggiunge: a piedi, in mountain bike, in auto | ||
| Tipologia: Storico, Paesaggistico, Panoramico |
Altre foto sulla strada, caserme e batteria principale
Altre foto sugli interni e gallerie
Altre foto dei dettagli tecnici e panorami
Storia: (tratta dai tabelloni trovati in loco, per terra e semidistrutti)
Il forte era costituito da un edificio di tre piani lungo circa 100 metri rivolto a nord-ovest dove cerano gli alloggi e i servizi e da due blocchi di batterie di obici disposte l'una davanti all'altra sul declivio verso sud. Un ampio fossato a tratti doppio e profondo circa 7 metri circondava in maniera articolata tutto il forte. Postazioni di mitragliatrici in posizione ancora più avanzata si trovavano inoltre all'estremità meridionale del forte rivolte verso Passo Coe, e sul lato occidentale a controllo del pendio roccioso della Valle di Terragnolo. Sul lato orientale portava 6 cupole posticce di zinco per ingannare il tiro nemico.
Armamento previsto nel progetto del 1911:
- 4 obici da 105 in cupola girevole
- 2 obici in casamatta
- 4 cannoni di piccolo calibro
- 21 mitragliatrici
Fin dagli inizi del 1900 l'Impero Austroungarico, in previsione di un conflitto con l'Italia, aveva iniziato la costruzione di una cintura di fortificazioni nella zona di Lavarone, Folgaria, Luserna e Vezzena. Nella zona di Folgaria i tre forti di San Sebastiano (Cherle), delle Somme e del Sommo Alto, costruiti tra il 1911 e il 1913, dovevano sbarrare l'accesso al nemico nel tratto di confine tra la Val D'astico e il Passo della Borcola. - il resto del tabellone ha solo dei pezzi indecifrabili -.
Creato il: 26/08/07
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esiste un passaggio dalla poterna di collegamento fra le due batterie. E' un passaggio stretto e nascosto dalle macerie.
Attenzione a non battere la testa!
Corrado
E complimenti per questo sito, i reportage che fate sono piacevoli e interessanti!