Monte Pasubio - Cima Palon e Dente Italiano

Ultimo baluardo che si oppose all'avanzata austriaca iniziata il 15 maggio 1916 (m 2220)

 

Uno dei campi di battaglia più importanti della Grande Guerra è sicuramente il Massiccio del Pasubio.

Il Pasubio poi si divide in tanti settori, ognuno con la sua storia e le sue peculiarità.

Pasubio - Inizio Strada delle 52 Gallerie

Si comincia a conoscere la particolarità di questo luogo dalla "Strada delle 52 Gallerie", l'inizio della nostra escursione. In poche parole, ma si rimanda alla pagina, è una mulattiera militare di 6.555 metri dei quali 2.335 sono suddivise in 52 gallerie (torcia elettrica obbligatoria).

Pasubio - Strada delle 52 GalleriePasubio - Strada delle 52 Gallerie

Augurandosi di trovare bel tempo, questa faticosa salita viene ripagata dai meravigliosi panorami.

Pasubio - Strada delle 52 GalleriePasubio - Strada delle 52 Gallerie

Ossario del PasubioPasubio - Rifugio Papa

Per terminare la salita lungo questa mulattiera e arrivare quindi al Rifugio Papa sono necessarie circa 2 ore e 30 minuti.

Dopo aver ripreso il fiato necessario, abbiamo seguito le indicazioni del "Percorso Tricolore" secondo la direzione fornita dalle stesse frecce.

Pasubio - Inizio sentiero per Cima Palon e Dente ItalianoPasubio - Inizio sentiero per Cima Palon e Dente Italiano

Il percorso prosegue ancora in salita, fino alle pendici del Cogolo Alto, dove finalmente la salita diventa più dolce.

Pasubio - Strada degli ScarubbiPasubio - Cima Cuaro, M.Forni AltiPasubio - In vista al Cogolo Alto

Pasubio - Sentiero sotto a Cogolo AltoPasubio - Pozzo ricovero sotto a Cogolo Alto

Un'ora di cammino dal Rifugio Papa al Cogolo Alto. Qui, oltre a postazioni, ricoveri e cisterna in galleria, si trovano i ruderi di un edificio che era l'abitazione del custode della zona sacra (leggi la storia a fondo pagina).

Pasubio - Cogolo AltoPasubio - Cogolo Alto, casa del custodePasubio - Cogolo Alto, casa del custodePasubio - Cogolo Alto, cisterna in galleria

Il percorso prosegue in falsopiano lungo la cresta del Palon, ed in pochi minuti si arriva a Cima Palon.

Pasubio - Postazione di artiglieria sulla Cresta del PalonPasubio - Sentiero verso Cima Palon

Una trincea porta nella Galleria Papa, ma prima di entrare siamo saliti sulla cima del Palon.

Pasubio - Cima PalonPasubio - Cima Palon, ingresso Galleria Papa

Purtroppo le nuvole hanno celato il panorama, panorama che invece è stato volutamente cancellato dalle tabelle dell'Ecomuseo della Grande Guerra. O forse, trovando spesso condizioni meteorologiche come quelle che abbiamo trovato noi, hanno tentato di rendere le tabelle più simili al panorama effettivo.

Pasubio - Punta della LucchePasubio - Cima PalonPasubio - Cima Palon, vista verso il Dente Italiano

Ora la scelta: proseguire restando fuori dalla Galleria Papa o entrare in Galleria?

Sicuramente la galleria (torcia elettrica obbligatoria)

Pasubio - Galleria PapaPasubio - Cisterna in Galleria Papa

La galleria è stata pulita e resa percorribile. Sono stati sistemati anche parte dei gradini.

Pasubio - Galleria PapaPasubio - Galleria PapaPasubio - Galleria Papa

All'interno della galleria si trovano ricoveri, cisterna, uscite per postazioni. Una vera fortezza sotterranea.

Pasubio - Galleria PapaPasubio - Galleria PapaPasubio - Galleria Papa

Pasubio - Dente Italiano, foto storicaPasubio - Dente Italiano

La Galleria prosegue verso il Dente Italiano. Si incontra la Galleria Ferrario, dove non siamo scesi, preferendo uscire allo scoperto.

Pasubio - Galleria PapaPasubio - Inizio Galleria Ferrario

Da qui, in un attimo, si arriva sotto il Dente Italiano, entrando nella "galleria alta del Dente", un altro complesso di gallerie con sbocchi per la difesa del Dente.

Pasubio - uscita Galleria Papa verso il Dente ItalianoPasubio - ingresso Galleria Alta del DentePasubio - Galleria Alta del DentePasubio - Galleria Alta del Dente

Pasubio - Galleria Alta del DentePasubio - Galleria Alta del Dente

Usciti dalla "galleria alta del Dente" siamo saliti in cima al Dente Italiano.

Pasubio - verso il Dente ItalianoPasubio - vista dal Dente ItalianoPasubio - vista dal Dente Italiano verso Cima Palon

Dopo la croce si inizia a scendere lungo una parete completamente divelta. Ad ogni sasso il pensiero di quanto dovevano essere state devastanti le esplosioni. (leggi la storia a fondo pagina).

Pasubio - Dente Italiano, effetti delle minePasubio - Dente Italiano, effetti delle minePasubio - Dente Italiano, effetti delle mine

Pasubio - Selletta dei due DentiPasubio - Piantina dei due Denti

Siamo scesi alla selletta tra i due Denti. Altra scelta difficile: salire al Dente Austriaco o tornare verso il Rifugio Papa?

Decisione sofferta, ma valutando lo stato delle nostre forze abbiamo preferito rinunciare alla visita del Dente Austriaco e proseguire verso il ritorno.

E' importante sapere quando fermarsi, essere troppo stanchi per affrontare la discesa si rischia di farsi male.

Pasubio - Cima Palon e Dente ItalianoPasubio - Dente Italiano, effetti delle minePasubio - Dente Austriaco

Una piccola chiesa

Pasubio - Chiesetta di Santa MariaPasubio - Chiesetta di Santa MariaPasubio - Chiesetta di Santa Maria

e l'Arco Romano costruito sopra al cimitero "Di qui non si passa"

Pasubio - Cima Palon e Dente ItalianoPasubio - Arco RomanoPasubio - Arco Romano

Pasubio - Cimitero 'Di qui non si passa'Pasubio - Cimitero 'Di qui non si passa'

Per la visita a Cima Palon e al Dente Italiano abbiamo impiegato 2 ore e 50 minuti, Da aggiungere alla salita di 2 ore e 30 e alla discesa per gli Scarubbi di altre 2 ore.

 

E il Dente Austriaco? Se riuscite a visitarlo e avete voglia di condividere la vostra esperienza scriveteci


 



Come si raggiunge:

Esistono tre possibili vie d'accesso, tutte asfaltate e ben segnalate, che portano a Colle Xomo e da li si prosegue per altri 1,5 km verso Bocchetta Campiglia:

- da Schio (VI) prendendo la SS46 verso Rovereto dopo circa 17 km in località Ponte Verde si prende la strada a destra

- da Schio (VI) verso S.Caterina di Tretto, al tornate prima del paese si prosegue a sinistra

- da Posina (VI) si attraversa il paese seguendo la segnaletica

 

Il percorso si può fare solo a piedi. Da Bocchetta Campiglia si prosegue per la Strada delle 52 Gallerie. All'uscita dell'ultima galleria si tiene la destra per superare la selletta. A sinistra inizia il "Percorso Tricolore". Le indicazioni sono chiare.


 



Mappe Interattive:



Monte Pasubio - Cima Palon e Dente Italiano
SCHEDA PERCORSO
Provincia:Trento
Comune:Trambileno
Coordinate punto di arrivo:45.79436 - 11.17662
(45°47'40" N - 11°10'36" E)
Coordinate parcheggio:45.77857 - 11.22806
(45°46'43" N - 11°13'41" E)
Altitudine di partenza (m):1216
Altitudine di arrivo (m):2220
Dislivello (m):1050
Difficoltà del percorso:E - Escursionistico
Ore a piedi (esclusa visita):6 ore 30 minuti
Come si raggiunge:A piedi
Tipologia:Naturalistico, Paesaggistico, Storico, Panoramico




Storia:

Cogolo Alto

Il Cogolo Alto (m 2150), conosciuto in Guerra come Cocuzzolo meridionale del Palon, era la posizione immediatamente a ridosso della linea di resistenza italiana sul Pasubio. Come tale divenne luogo in cui erano alloggiate le truppe di pronto intervento, capaci di accorrere in caso di attacco austriaco contro il Dente Italiano, punta più avanzata dello schieramento.

Sul Cogolo Alto, nel versante meridionale, sorgeva un vero piccolo villaggio chiamato "villaggio Marchisio" (dal nome del colonnello Pierangelo Marchisio, comandante del 158° Reggimento fanteria della Brigata Liguria deceduto l'8 agosto 1915 sul fronte isontino) formato da ricoveri in muratura e in legno e da numerose caverne, a cui si accedeva inizialmente come un ardito sentiero di arroccamento proveniente dalla camionabile che saliva dal Pian delle Fugazze. In seguito il rovescio del Cogolo Alto fu collegato alle Porte del Pasubio da un sentiero che percorreva la testata dell'Alta Val Canale. Il fondamentale presidio era costituito da 500 soldati in grado di intervenire tempestivamente in caso di necessità. Le truppe giungevano a Cima Palon percorrendo un camminamento, scavato in roccia e coperto, quindi entravano nella Galleria Papa e giungevano al Dente Italiano.

Nella caverna sommitale del Cogolo Alto, oltre a postazioni per armi automatiche e artiglieria da montagna, era ricavata una grande cisterna in cui era accumulata l'acqua potabile proveniente dalla sorgente di Malga Busi e sollevata fin qui con chilometri di tubazioni. A testimonianza di ciò rimane, poco lontano, un lavatoio in cemento all'aperto.

Sul Cogolo Alto sono presenti i ruderi dell'ex Rifugio Militare, realizzato nella seconda metà degli anni Venti per ospitare il custode della Zona sacra.

 

Cima Palon

Cima Palon (m 2232), massima elevazione del Pasubio, divenne il fulcro principale di tutta la linea difensiva italiana sul Massiccio.

Occupata il 18 maggio 1916 dai soldati italiani che retrocedevano sotto la violenza spinta della Strafexpedition austriaca e poco dopo dai fanti della Brigata Volturno precipitosamente accorsi, fu in seguito trasformata in un'autentica fortezza, vigilante sulla linea di massima resistenza italiana che, con il Dente Italiano, divenne il nucleo centrale della difesa italiana. L'esposizione di queste posizioni ai tiri dell'artiglieria avversaria costrinse le truppe ad incavernarsi, dapprima in buche, poi in galleria che divennero, col passare dei mesi, sempre più ampie e comode. Nell'inverno 1916-17 il generale Achille Papa, allora comandante della Brigata Liguria e poi della 44° Divisione, fece iniziare la costruzione della lunga galleria (che da lui prende il nome) che dalla cima del Palon, in discesa, portava alla Selletta Damaggio, tra il Palon e il Dente Italiano. La Galleria Papa aveva uno sbocco in prossimità della Selletta Damaggio (ad oriente) e, da qui, un camminamento portava in breve all'entrata del sistema sotterraneo del Dente Italiano. In seguito fu realizzato il raccordo diretto tra il Palon e il Dente con un tratto che, dalla Galleria Papa, si portava sotto la Selletta Damaggio e si collegava con la galleria Ferrario del Dente.

Nella Galleria Papa, che era larga 3 e alta 2 metri ed aveva uno sviluppo di 190 metri, si trovavano 4 cannoni da campagna, 7 mitragliatrici, 2 lanciafiamme, riservette per le munizioni, gruppo elettrogeno per illuminazione, centrale telefonica, ricoveri per circa 250 uomini, posto di medicazione e di comando. Vi era inoltre una grande vasca per l'acqua potabile, 60.000 litri, che arrivava con una tubazione proveniente dalla centrale di Malga Busi e che alimentava anche l'altro serbatoio in caverna presso la Selletta Damaggio.

 

Dente Italiano

Il Dente Italiano (m 2220) fu l'ultimo baluardo che si oppose alla travolgente avanzata austriaca iniziata il 15 maggio 1916. Esso fu occupato alle ore 5 del 19 maggio dai fatti del III battaglione del 218° Reggimento della Brigata Volturno, saliti precipitosamente nella notte per la strada degli Scarubbi per opporsi ai reparti Imperiali della 10a Brigata da montagna, che avevano ormai raggiunto il Dente Austriaco. Da allora l'Italienische Platte - com'era chiamato dagli austriaci - divenne la posizione chiave più avanzata di tutto il fronte italiano del Pasubio.

Per consentire la vita sulla tormentata posizione, i genieri italiani ricavarono nella roccia una vera cittadella sotterranea. Nella primavera del 1917 fu costruita la cosiddetta "galleria alta del Dente", a forma di anello che aveva sbocchi laterali per armi automatiche e pezzi di artiglieria. Nella galleria trovarono posto i vari servizi, come il gruppo elettrogeno per l'illuminazione, e depositi viveri, acqua e munizioni, i posti di medicazione, i comandi. La galleria, che era lunga 110 metri con una sezione di 2,20x2,50 m, presentava sul davanti, verso il Dente Austriaco, il cosidetto Pozzo Forni, un'ampia finestra dalla quale venivano sgombrati i materiali di scavo.

La "galleria alta del Dente" fu in seguito collegata alla "galleria Papa" proveniente da cima Palon con un tratto ricavato sotto la depressione che separa le due cime (Selletta Damaggio). In autunno, dal punto più basso della galleria Papa, fu realizzata la "galleria Ferrario", con due rami che uscivano ad est e ad ovest. Essa ebbe uno sviluppo di circa 140 metri e permetteva alle truppe che vi giungevano dal Palon, di uscire alle spalle dell'attaccante nel caso avesse sfondato la linea di difesa.

Il Dente Italiano era armato con 5 mitragliatrici, 2 bocche da fuoco d'artiglieria ed un lanciafiamme, integrate da 12 mitragliatrici appostate sulla vicina Cima Palon e sul Cogolo Alto. In esso potevano trovare posto circa 500 uomini con tutti i mezzi di sussistenza necessari. Nella parte bassa del Dente, da luglio 1917, fu realizzato un sistema di gallerie di contromina che da ovest a est cingevano il lato nord della posizione, nel tentativo di opporsi all'avanzare delle gallerie Austriache.

 

Guerra di mine

Alla fine di settembre del 1917, iniziò una serie di esplosioni che, fino al marzo dell'anno successivo, sconvolsero il profilo del Dente Italiano, provocando perdite non indifferenti da entrambe le parti. Vi furono complessivamente 10 esplosioni: 5 austriache (29 settembre, 24 dicembre 1917 e 2 febbraio, 4 febbraio, 13 marzo 1918) ed altrettante Italiane (2 ottobre, 22 ottobre 1917 e 21 gennaio, 13 febbraio, 5 marzo 1918).

L'ultima mina austriaca (13 marzo 1918) fu la più grande esplosione verificatasi su tutto il fronte italiano nella Grande Guerra. Furono allestite due camere di scoppio, riempite con 20 e 30 tonnellate di esplosivo per un totale di 50.000 kg e furono predisposti 200 punti di accensione. Alle 5,27 si verificò la colossale esplosione, al boato segui lo schianto delle rocce frantumate e quindi una straordinaria eruzione di fiamme, alte fino a 30 metri, e di almeno 30 esplosioni di gas. Le fiamme penetrarono anche nel Dente Austriaco, invadendo la galleria Ellison e uscendo sulla sommità, investendo 2 ufficiali e 13 soldati che stavano per rioccupare l'avamposto, 3 di essi morirono e gli altri restano gravemente intossicati e ustionati. Le perdite italiane furono considerevoli: 5 morti e 2 feriti del Genio, 49 morti e 21 feriti nella fanteria (Brigata Piceno).

Si concluse così, senza senza alcun risultato tattico, la grandiosa guerra di mine sul Pasubio, durata ben 17 mesi provocando complessivamente 112 caduti italiani, mentre si contarono 29 morti fra minatori e kaiserjager austriaci.

 

Camminamento Ghersi

Il "Camminamento Ghersi" fu ordinato nell'estate 1917 dal generale Giovanni Ghersi, Roma 55a divisione italiana di fanteria, che dal 21 luglio assunse la guida del settore Pasubio.

Inizialmente il camminamento fu ideato per collegare il Dente Italiano con i capisaldi difensivi avanzati sul versante Cosmagnon: i caratteristici cocuzzoli denominati Panettoni (Basso, Medio con le due quote alta e bassa, Alta) protetti sul davanti da più ordini di reticolati e difesi da numerose mitragliatrici, furono uniti mediante un profondo camminamento alla Selletta che separa il Dente Italiano dalla Cima Palon (Selletta Damaggio). Successivamente fu realizzato anche il tratto che, dall'uscita della Galleria Ferrario est, toccava il cosidetto Costone delle Bombarde e raggiungeva la Selletta Comando di quota 2081. Il corridoio, scavato in roccia e rinforzato in alcuni punti con muri a secco legname, permetteva il collegamento ai trinceramenti avanzati del Pasubio, attraverso il campo di battaglia da ovest ad est. In questo modo, in caso di attacco nemico, i difensori potevano accorrere nei settori più minacciati. Il Camminamanto Ghersi fu realizzato dalla 171a compagnia zappatori del Genio, con il concorso di altri soldati di fanteria.

 

Zona sacra del Pasubio

La parte centrale e meridionale del crinale sommitale del Massiccio del Pasubio, comprende il Cogolo Alto, Cima Palon, la Selletta Damaggio, il Dente Italiano e la Selletta dei Denti è stata dichiarata "Zona Sacra" con il Regio Decreto Legge del 29 ottobre 1922, n.1386. Questo speciale riconoscimento identifica quelle parti dei campi di battaglia dell'intero fronte italo-austriaco sulle quali, pur nella limitata loro estensione territoriale, si registrò un alto numero di vittime.

Solamente quattro luoghi, "quali capisaldi sacri dell'epica lotta" furono dichiarati "Zona Sacra": le sommità del Monte Grappa, del Sabotino e del San Michele, questi ultimi due nei dintorni di Gorizia, e il Monte Pasubio, il quale "è la chiave di tutta la fronte tridentina dall'Adamello al Brenta".

La "Zona Sacra" è delimitata sul terreno da trenta cippi di pietra bianca collocati nel 1925, sui quali sono riportati i nominativi dei reparti italiani combattenti sul Massiccio e di coloro che meritarono la Medaglia d'Oro al Valor Militare. Nella seconda metà degli anni Venti, sulla cima del Cogolo Alto, fu edificata una costruzione, oggi diroccata, che ospitava il custode della "Zona Sacra", incaricato di accompagnare i numerosi visitatori, tra i quali i tantissimi ex combattenti, a visitare i campi di battaglia del Pasubio.

Purtroppo all'epoca non fu inserito nella "Zona Sacra" anche il Dente Austriaco, sicuramente il luogo ove furono più cruenti i combattimenti. Sembra che in tempi successivi vi sia stata la richiesta di includere nella "Zona Sacra" oltre al Dente Austriaco anche le Sette Croci, il Groviglio e il Cocuzzolo dei Morti; il decreto di allargamento non fu tuttavia mai promulgato.

 

Cimitero "Di qui non si passa"

Il cimitero italiano "Di qui non si passa", chiamato, erroneamente anche "Cimitero di Sette Croci", sorgeva su un cocuzzolo (q.2035) poco lontano dalla rotabile che collegava Porte del Pasubio con la Selletta Comando di quota 2081. Era uno dei più grandi cimiteri che erano sorti sulla sommità del Pasubio, a ridosso immediato del fronte dei combattimenti. Fu realizzato dai fanti della Brigata Liguria giunti sul Massiccio nel luglio 1916, comandati dal generale Achille Papa.

Nel cimitero, sistemato a terrazzi e recintato da un basso muro a secco, riposavano le salme di 164 Caduti, sepolti in fosse sulle quali lapidi, tutti uguali, riportavano il nome del caduto, il reparto di appartenenza e la data della morte. In molti casi era scritto solamente "Caduto per la Patria" in quanto parecchi corpi non erano stati identificati al momento della sepoltura. Nella parte superiore del cocuzzolo era stato costruito un piccolo monumento, costituito da un cippo piramidale in pietra su cui era fissato un proiettile di artiglieria di grosso calibro. Il cimitero "Di qui non si passa" della Brigata Liguria, fu per molti anni meta di pellegrinaggi di ex combattenti e loro familiari che vi salivano il 2 luglio, a ricordo della delebre battaglia del 1916.

Il 12 settembre 1926, a cura dei Mutilati di guerra vicentini, fu posta la scritta "Di qui non si passa", un motto che la Brigata Liguria si meritò dopo la sanguinosa battaglia di Monte Zovetto del giugno 1916. Nel 1928 le salme dei caduti furono esumate e trasportate nel Sacello Ossario del Pasubio sul Colle Bellavista, dove riposano con quelle di oltre 5.000 combattenti in esso custodite.

 

Arco Romano

L'Arco Romano, eretto in pietra del Pasubio, fu costruito nel 1935 su iniziativa del Comune di Schio e dedicato ai caduti dispersi nel campo di battaglia pasubiano.

L'opera fu edificata all'interno del muretto perimetrale che delimitava il Cimitero "Di qui non si passa", realizzato durante la guerra dai fanti della Brigata Liguria, e prese il posto del monumentino costruito in origini dai soldati sul cocuzzolo di quota 2035, poco sopra la galleria ossario destinata a raccogliere i resti umani di tanto in tanto rinvenuti. L'Arco ROmano fu inaugurato solennemente il 15 agosto 1935 alla presenza di numerosi ex combattenti e autorità militari e civili, tra cui il Maresciallo d'Italia Guglielmo Pecori Giraldi, comandante della Prima Armata durante la guerra.


 

Data visita: 02/07/2016
Creato il: 02/08/2016

Autore: Corrado DZ.

 

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le mie montagne
:-) la dove troverò il mio riposo eterno, sognerò e vivrò, li dove i molti alpini sono caduti, e li che voglio dare il mio ultimo respiro....
Giosafatte # 11/04/2017 14:40:43


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