Monte Singio

Percorso ad anello sulle tracce della Grande Guerra e geologia del territorio (m 808)

 

Dopo la recente visita al monte Civillina siamo rimasti incuriositi dall'ultimo sistema difensivo messo in atto nella Grande Guerra lungo l'asse Recoaro - Schio e di conseguenza abbiamo voluto visitare le postazioni di artiglieria del monte Singio (o Sindio) e monte Cengio (di Torrebelvicino). Ci sono molti toponimi identici, questo monte Cengio non è il Cengio detto Salto dei Granatieri, nel caso visitate questo link.

Parcheggiata l'auto nei pressi della contrada Manfron di sopra, si procede verso la contrada stessa e nei pressi del capitello si seguono le indicazioni del Sentiero del Singio nr.12.

Inizio del sentieroCapitello della contrada Manfron di sopra

Si esce rapidamente dalla contrada passando nei pressi di un lavatoio da dove la strada sterrata inizia a scendere. La zona è ricca di antiche miniere, e lungo il percorso troviamo diverse tabelle che ne indicano l'esistenza e spiegano la geologia della zona.

Fontana e lavatoioPrima tabella di miniera

Superato un piccolo ponte la strada inizia a salire. Poco dopo il ponte, ad un primo incrocio, mancano le tabelle che indicano il percorso. Prendere a sinistra e continuare la salita.

PonticelloIncrocio senza segnalazione, continuare in salita a sinistra

Si arriva ad una baita ed il sentiero prosegue dietro di essa. Subito dopo una tabella ci fa prendere il sentiero a destra.

Verso la baitaSentiero dietro la baitaParticolare dell'incrocio

Superata una teleferica per il legname si arriva allo spiazzo dei Mercanti. Le indicazioni direbbero di continuare il percorso a sinistra, ma noi proseguiamo in direzione sud-ovest per arrivare in pochi minuti a Passo della Camonda.

(Dall'inizio del percorso al passo della Camonda sono circa 50 minuti.)

particolare del sentieroArrivo della teleferica per il legnameSpiazzo dei mercanti

Strada verso passo della Camonda

Al passo della Camonda una fontana ci permette di assaggiare l'acqua curativa di Recoaro.

Panorama dal passo della CamondaFontanelloCapitello al passo della Camonda

Si torna indietro e stavolta seguiamo il sentiero in salita indicato dalla tabella.

IncrocioParticolare del sentiero

Incrociamo la strada militare definita come Ortogonale 1 con la tabella storica che riporta Civillina. Svoltiamo a sinistra e subito ancora a sinistra dove la strada inizia a scendere.

(Dal passo della Camonda sono circa 25 minuti.)

Al primo tornante in cemento il sentiero si stacca verso nord (c'è la tabella, ma è poco visibile).

Incrocio con Ortogonale 1Uscita dalla strada al tornanteParticolare del sentiero dopo il tornante

Un promontorio erboso con un roccolo ci permette di distinguere chiaramente di fronte a noi il monte Singio.

Il sentiero scende a sinistra poco prima del promontorio.

Roccolo e monte SingioMonte Singio

Si scende per un centinaio di metri, si supera a destra un'altra baita/fienile e si prosegue fino al passo Manfron.

(Dall'incrocio con l'Ortogonale 1 sono 15 minuti.)

Al passo un incrocio di strade e diverse tabelle posso mettere confusione, perché al ritorno dal monte Singio passeremo ancora una volta da qui. Quindi prendete la strada a destra verso sud-est e dopo 10 metri parte sulla sinistra verso nord il sentiero militare che ci porterà a destinazione.

Incrocio al passo ManfronParticolare del sentiero verso il monte Singio

Particolare del sentiero verso il monte SingioParticolare del sentiero verso il monte SingioRosa di Natale lungo il sentiero

Dopo 10 tornanti su di un percorso in salita protetto alla vista del nemico si arriva sulla costa sud del monte.

In costa del monte SingioIn costa del monte Singio

Poco prima della galleria di attraversamento una tabella riporta la storia del posto (vedi sotto). Strano il titolo "Monte Cengio", forse questa tabella doveva essere in un altro posto.

(Da passo Manfron sono 35 minuti.)

Tabella e galleriaIngresso della galleriaMonte Singio

Oltrepassata la galleria si arriva ad una postazione di artiglieria ed un osservatorio. Ottima la vista verso Schio e sulla valle del Leogra della quale questa postazione era preposta alla difesa.

Monte Singio - gradini di roccia verso l'osservatorioPanorama verso Torrebelvicino-SchioMonte Singio - osservatorio

Monte Singio - verso la postazione di artiglieriaMonte Singio - postazione di artiglieria

Finita la visita e lo spuntino torniamo indietro ripassando la galleria e prendendo il sentiero che sale a destra poco dopo la tabella storica (segnato sempre come sentiero nr.12).

Croce sul monte Cengio e PasubioParticolare del sentiero verso il monte Cengio

Il sentiero passa nei pressi di un rifugio che va lasciato sulla sinistra. Nei pressi del rifugio si può salire a nord in direzione della croce del monte Cengio dove sono presenti altre postazioni di artiglieria ed un rifugio in galleria. Qui non sono stati fatti interventi di manutenzione come sul monte Singio.

RifugioIndicazione del sentiero, a sinistra si sale sul monte Cengio

Rimanendo a destra in direzione est si segue parte dalla mulattiera del Cengio.

Mulattiera del CengioPunto pericoloso della mulattieraMonte Singio

Circa 400 metri dopo la svolta a nord della mulattiera ed il cartello di pericolo, il sentiero si divide. Prendiamo la salita a sinistra come indicato dalla tabella e facendo una grande curva ci ritroviamo a scendere verso sud.

Monte Enna e monte NovegnoBivio, si prende a sinistra

Il sentiero diventa strada, si incontrano alcuni edifici e ci si ritrova al passo Manfron.

Particolare del sentieroIl sentiero ormai è una stradaParticolari della strada

Da qui, sulla strada in discesa in direzione nord-ovest si prosegue verso la contrada di partenza.

Lungo la discesa diverse tabelle indicano la stratigrafia del terreno facendoci ripercorrere diverse ere geologiche.

Monte Singio - Schema stratigrafico morfologico

Un'ultima deviazione poco prima della contrada ci fa apprezzare ulteriormente il posto.

Deviazione dalla strada principaleContrada Manfron di Sopra

(Da monte Singio sono 55 minuti.)


 



Come si raggiunge:

Da Schio (Vi) in direzione Rovereto-Trento, dopo 1 km dal termine della circonvallazione di Torrebelvicino, si trova sulla sinistra il Ponte Capre, uno stretto e caratteristico ponte in pietra. Si attraversa il ponte in direzione contrada Manfron di Sopra e si prosegue fino alla contrada. Poco prima dell'ingresso alla contrada sulla destra si trova il parcheggio.

Parcheggio della contrada Manfron di Sopra


 



Mappe Interattive:



Monte Singio
SCHEDA PERCORSO
Provincia:Vicenza
Comune:Torrebelvicino
Coordinate punto di arrivo:45.70519 - 11.29424
(45°42'19" N - 11°17'39" E)
Coordinate parcheggio:45.71144 - 11.28381
(45°42'41" N - 11°17'2" E)
Altitudine di partenza (m):494
Altitudine di arrivo (m):808
Dislivello (m):640
Difficoltà del percorso:Escursionistico
Ore a piedi:
(andata e ritorno, esclusa visita)
3 ore
Km totali:8,7
Come si raggiunge:A piedi
Tipologia:Naturalistico, Storico, Panoramico




Traccia GPS:



Storia: (tratta dai tabelloni in loco)

Monte Singio - Foto Storica

L'ARTIGLIERIA

Il caposaldo del Monte Cengio dominante la media valle del Leogra costituiva un punto di forza dell'Ortogonale 2.

Per la sua posizione strategica esso venne dotato di postazioni di artiglieria di piccolo e medio calibro, queste ultime erano posizionate sul monte Sindio lungo una stretta cresta rocciosa strapiombante sulla valle del Leogra e sul passo del Riolo.

Furono costruite quattro piazzole per cannoni da 85 mm tutti rivolti verso est che potevano battere con precisione il fondovalle all'altezza di Torrebelvicino.

Per trasportare i pezzi di artiglieria fu costruita una strada sul ripido versante della montagna con sei tornanti sostenuti da importanti muri a secco, raggiungeva la sommità del Sindio a quota 810.

L'opera ardita fu ultimata nel 1918 dalla 113a Compagnia del Genio Zappatori che nella parte finale realizzò anche due gallerie lunghe rispettivamente 40 e 10 metri.

Monte Singio - Foto Storica

PASSO DI MANFRON - IL MONTE CENGIO

Alla fine del 1916 le opere difensive nella valle di Manfron si limitavano ad una trincea continua alla base del monte Cengio fino a incontrare la valle del Leogra sopra il ponte delle Capre.

In questo punto aveva inizio una linea difensiva lungo il torrente Leogra verso Torrebelvicino e Magrè che prenderà il nome di "Destra Leogra".

I lavori di fortificazione del Monte Cengio iniziarono nella primavera del 1917 quando il generale Luigi Cadorna, Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, ordinò di rivedere le difese lungo la dorsale Agno - Leogra. Ha così inizio un importante programma di difesa del Cengio consistente principalmente nel posizionamento di cannoni di medio e piccolo calibro sulla sommità.

Una carrettabile risaliva dal passo di Manfron sul per il ripido versante meridionale e raggiungeva la cresta di sud-est del Sindio grazie anche a due gallerie completate nel 1918 dalla 113a compagnia del Genio Zappatori.

Una linea difensiva, parte dell'Ortogonale 2, scendeva dal Civillina, attraversava il passo di Manfron e saliva fino alla cima del Cengio per poi raggiungere il fondovalle del Leogra sempre rivolta a nord-est era servita sul versante del Leogra da una comoda mulattiera.

Per rifornire d'acqua i fanti e gli artiglieri del caposaldo era stato costruito un acquedotto che portava l'acqua con una pompa di sollevamento fino ad una cisterna.

Monte Singio - Foto Storica

PASSO CAMONDA - LE LINEE DIFENSIVE STRATEGICHE

La linea strategica Ortogonale 1, che da Campogrosso proseguiva con andamento lineare sullo spartiacque tra la valle dell'Agno e del Leogra, era caratterizzata dai caposaldi del Cucco Moro, delle Some e della Locchetta e sul passo della Camonda si inseriva nel complesso sistema difensivo del Monte Civillina - Monte Cengio.

Le linee del caposaldo del Civillina, a partire dalla fine del 1916, hanno subito continue variazioni a seconda del cambiamento di strategia adottato nel corso della guerra dopo la Strafexpedition.

Una prima linea, proveniente dallo Spitz di Recoaro, tagliava il torrente Agno e passando per contrada Fracassi attraversava il passo della Camonda per puntare poi verso est mantenendosi in quota fino alla valle di Manfron, cingendo così la base del Civillina. Essa faceva parte della prima versione della linea strategica Ortogonale 2 a sbarramento delle valli dell'Agno e del Leogra.

Monte Singio - Foto Storica

Questa linea, a seguito delle direttive del Gen. Cadorna, capo di Stato Maggiore dell'Esercito, fu abbandonata e sostituita nella primavera del 1917 con due linee verticali: il Sentinello più a sud e quella del Passo della Camonda fino alla cima del caposaldo, inserita nella nuova Ortogonale 1; entrambe erano dotate di postazioni per mitragliatrici in caverna e servite da due comode mulattiere. Una terza mulattiera saliva sul versante est della montagna dal passo di Manfron, a ridosso della linea Civillina - Monte Cengio.

La linea Sentinello - Monte Civillina - Passo di Manfron - Monte Cengio era parte della versione definitiva dell'Ortogonale 2 che appunto incrociava ortogonalmente la nuova Ortogonale 1 sulla sommità del Civillina.

Sul Civillina era in postazione la 502a batteria da fortezza dotata di 4 cannoni da 149 mm con una gittata massima di 6.300 m. I pesanti pezzi di artiglieria erano stati trainati fin sulla cima grazie ad una agevole camionabile proveniente da Magrè costruita appositamente prima dell'inizio della guerra.

La batteria era difesa da due compagnie del 6° Reggimento Artiglieria da Fortezza, alloggiate in baracche di legno e servite di acqua potabile per mezzo di un acquedotto per sollevamento da una sorgente nei pressi di contrada Retassene.


 

Data visita: 05/02/2022
Creato il: 09/03/2022

Autore: Corrado De Zanche

 

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