Caposaldo Monte Giovo

il Caposaldo recuperato (m 609)

 

Nell'area fra Brentonico e Mori, sorge un piccolo colle denominato Monte Giovo, sul quale fu approntato un caposaldo della guerra del '15-'18. Visitandolo troveremo un luogo carico di storia, dove i panorami sono ampi e lo sguardo abbraccia uno spezzone del fronte della Grande Guerra. 

Qui si possono anche vedere tutti i lavori fatti per il suo recupero 

Caposaldo Monte GiovoCaposaldo Monte GiovoCaposaldo Monte GiovoCaposaldo Monte Giovo

La macchina si parcheggia a bordo strada, dal lato opposto vedrete il classico cartello della Grande Guerra e poco più avanti i segnali con le indicazioni, il capitello e la strada che porta al caposaldo  

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La prima cosa da vedere è il cartello illustrativo, che spiega la storia, dove erano posizionate le gallerie e le postazioni attorno al Caposaldo

Caposaldo Monte GiovoCaposaldo Monte GiovoCaposaldo Monte Giovo

 

Iniziamo la visita entrando nella lunga galleria che porta ad una traversone con postazioni per mitragliatrici a destra e a sinistra

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A destra di questa entrata si trova una cannoniera

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A sinistra l'altra cannoniera

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Uscìamo e andiamo verso la scala vicino agli ingressi

Caposaldo Monte GiovoCaposaldo Monte Giovo

 

Salite le scale si va verso i trinceramenti che guardavano verso le postazioni Austriache

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Ecco quello che vedevano gli Italiani dalle trincee

Caposaldo Monte GiovoCaposaldo Monte GiovoCaposaldo Monte GiovoCaposaldo Monte Giovo

 

Terminati i trinceramenti, possiamo tornare per la strada dell'andata oppure proseguendo lungo la trincea che passa a fianco della cannoniera di sinistra, torniamo all'auto dopo aver incrociato un'ultima caverna per mitragliatrici

Caposaldo Monte GiovoCaposaldo Monte GiovoCaposaldo Monte Giovo

 

La postazione lungo la trincea

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Altre foto:

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Mappe Interattive:



Caposaldo Monte Giovo
SCHEDA PERCORSO
Provincia:Trento
Comune:Mori
Coordinate punto di arrivo:45.84003 - 10.96395
(45°50'24" N - 10°57'50" E)
Coordinate parcheggio:45.84085 - 10.9606
(45°50'27" N - 10°57'38" E)
Altitudine di arrivo (m):609
Difficoltà del percorso:T - Turistico
Ore a piedi:
(andata e ritorno, esclusa visita)
10 minuti
Ore in mountain bike (andata e ritorno):5 minuti
Come si raggiunge:A piedi
Tipologia:Storico




Storia: tratta da cartellone in loco

Già prima dell'inizio della Grande Guerra e precisamente negli anni 1910-11-12 il genio militare austro-ungarico aveva iniziato a fortificare alcune zone strategiche del versante nord del monte Baldo e a costruire le prime strade per il transito di uomini e mezzi militari.

All'inizio del conflitto i comandi dell'esercito austro-ungarico decisero di cambiare strategia: accorciare sensibilmente la linea del fronte, arretrando su una seconda linea difensiva considerata di massima resistenza. Con questa operazione, la prima linea non fu posizionata in corrispondenza del confine politico fra impero e regno d'Italia (attuale confine della provincia di Trento con il Veneto e la Lombardia), ma su una linea interna appoggiata ad autentici baluardi naturali, formati da massicce fortificazioni assai munite e servite da ben costruite trincee.

Le motivazioni di questa decisione furono soprattutto di natura tattica e strategica: accorciare la complessa linea del fronte da 450 a 350 km. Nelle zone che dalla Vallagarina arrivano al Lagorai, comportava così l'utilizzo più ridotto di forze e di una maggior capacità difensiva.

Arretrando si poteva contare su un importante sistema di fortificazioni realizzato dagli austriaci a partire dagli ultimi anni del XIX secolo.

Fu così che dall'inizio del conflitto fino all'inverno del 1915 le truppe della prima armata dell'esercito italiano si impegnarono nella conquista di una vasta fascia di territorio, con il conseguente ripiegamento degli austriaci sulle nuove posizioni difensive da loro prestabilite (la cosidetta "Tiroler Widerstandslinie").

Nella nostra zona questa fascia di arretramento comprendeva il Monte Baldo, la Valle del Carmeras (Loppio e Mori), una parte della Val Lagarina, il Zugna, la Vallarsa e buona parte della Valle di Terragnolo.

Con l'occupazione della zona nord del Monte Baldo da parte delle truppe italiane, vengono quindi eseguiti molteplici lavori di adattamento del territorio ad uso bellico. Si costruiscono trincee, camminamenti, ricoveri in galleria, postazioni di artiglieria, acquartieramenti per le truppe, una fitta rete di teleferiche che dal fondo della valle dell'Adige trasportavano viveri e materiali fin sulle cime dei monti.

L'occupazione del Monte Baldo da parte delle truppe italiane inizia il 26 maggio 1915 e il 27 maggio fu occupato L'Altissimo.

Tra il 22 e il 28 ottobre 1915 le truppe italiane entrarono a Brentonico spingendosi fino alla zona del castello di Dossomaggiore.

Il 20 Ottobre 1915 furono conquistate le Alture a nord e nord est di Crosano

Il 25 Ottobre 1915 scendendo dall'Altissimo le truppe italiane occuparono le posizioni di Dosso Casina e Dosso Remit.

Il 27 - 28 ottobre 1915 furono occuparono le posizioni del Monte Giovo e le alture di Tierno, Besagno e Talpina.

Dai bollettini ufficiali italiani, sembra che da questo momento in poi, le azioni belliche, anche dure, con continui attacchi di artiglierie e bombardamenti, furono però sostanzialmente di posizione, con azioni da ambo le parti (anche notturne) di penetrazione delle rispettive pattuglie che venivano però respinte.

Il bollettino di guerra del primo maggio 1916 riporta la notizia che "l'artiglieria nemica provocò con i suoi tiri l'incendio di Castione a sud di Mori".

Il bollettino del 5 giugno 1916 riporta che "dopo il consueto bombardamento coi maggiori calibri, l'avversario tentò ieri un'azione diversiva contro il tratto di fronte Monte Giovo - Tierno, fu respinto con gravi perdite".

Ancora il bollettino italiano dell'8 settembre 1916: " Nella zona di valle d'Adige respingemmo piccoli attacchi contro le nostre posizioni di Monte Giovo".

Il bollettino italiano del 19 novembre 1916 riporta invece " in valle d'Adige, la notte sul 18 il nemico bombardò le nostre posizioni lungo le pendici del Monte Giovo, a mezzodì di rio Cameras; indi nuclei di fanteria assalì il villaggio di Sano, da noi occupato il 26 ottobre. Fu contrattaccato e disperso".

Sempre secondo il bollettino del 14 ottobre del 1918, a pochi giorni dalla conclusione della guerra " nella giornata di ieri le nostre pattuglie penetrate nelle posizioni avanzate a nord di Sano annientarono le piccole guardie che le presidiavano e riportarono prigionieri, armi e materiale".

Il 16 ottobre 1918 riporta infine "colpi di mano a Sano a sud ovest di Mori".


 



Come si raggiunge:

Dall'uscita autostradale di Rovereto sud seguire le indicazioni per Mori, da li si seguono le indicazioni per Brentonico dopo pochi km sulle destra troverete un incrocio con le indicazioni per Castione seguitele, prima del paese lungo la statale a destra troverete un piccolo parcheggio e a sinistra il classico cartello della Grande Guerra


 



Tempi di percorrenza:

Dal parcheggio alle fortificazioni ci vogliono 10 minuti a piedi, in bici poco meno mentre con l'auto non si arriva


 

Data visita: 06/08/2016
Creato il: 03/03/2018

Autore: Denis B.

 

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