Forte Serrada - Dosso del Sommo

Fortificazione Austro-Ungarica della Grande Guerra (m 1670)

 

La differenza del forte Serrada o Doss delle Somme (del Sommo) con i forti italiani è essenzialmente nella tecnica e bellezza costruttiva. Mentre gli italiani guardavano più all'estetica e (forse) comodità del personale, quelli austriaci erano costruiti in maniera più robusta con copertura in metallo. Il cannoniere Luis Trenker descrive del forte Verle: "la fortezza aveva molta somiglianza con una nave da guerra; stretti corridoi, oscure casematte, calcestruzzo sopra e sotto, corazze a destra e corazze a sinistra. Per mancanza di luce naturale, presenza di aria cattiva ed umidità, queste fortezze rendevano la vita difficile anche in tempo di pace." La descrizione vale anche per questo forte e per altri visitati.

In effetti, entrando nei forti austroungarici, corridoi e camerate sono tutte strette e piccole a differenza delle ampie camerate dei forti italiani.

Forte Serrada - Strada di accesso

Avevamo programmato di visitare quattro forti in due giorni e di conseguenza abbiamo preferito arrivare in macchina il più possibile vicino agli stessi. Questo forte ha una via di accesso che consigliamo solo ai SUV o fuoristrada e naturalmente anche a piedi o in mountain bike. La strada è molto suggestiva.

Dopo pochi chilometri si incontrano le prime costruzioni. Forse delle caserme esterne. Una scritta avvisa "PERICOLO VIPERE", questo ci ha fatto molto pensare sugli abitanti attuali.

Forte Serrada - Caserma

Ancora un tornante prima del forte e altri ruderi di costruzioni.

Forte Serrada - CasermaForte Serrada - Caserma

Finalmente in cima al monte, dove c'è posto per parcheggiare solo per un paio di macchine.

Forte Serrada - Batteria principaleForte Serrada - Batteria principaleForte Serrada - Batteria principale

Il forte si presenta completamente distrutto, non per effetto della guerra, ma per lo smantellamento dei recuperanti durante le due guerre. Visto lo stato di macerie viene utilizzato dalla "Scuola provinciale cani da ricerca e catastrofe" per addestrare i cani. Quando li abbiamo incontrati pensavamo che cercassero noi

Era in grado di ospitare 250 uomini ed era autosufficiente in tutto, 2 gruppi elettrogeni, forno per il pane, cucine, infermeria e camere mortuarie. Era diviso in due batterie, quelle principale (foto sopra) e quella avanzata.

Forte Serrada - Poterna

L'unione tra le due batterie avveniva attraverso una poterna di 65 metri (passaggio rinforzato) oggi completamente distrutto.

Subito a ridosso della batteria avanzata il fossato di protezione.

Forte Serrada - FossatoForte Serrada - FossatoForte Serrada - Fossato

Gli interi visitabili sono ben pochi, qualche corridoio della batteria principale e qualche stanza a cielo aperto.

Forte Serrada - Interni della batteria principaleForte Serrada - Interni della batteria principaleForte Serrada - Interni della batteria principale

Ma guardando verso valle abbiamo notato due postazioni e, scendendo cautamente, siamo andati a visitarle. Da li partiva una lunghissima galleria con una scalinata di circa 200 gradini per sbucare poi in mezzo ai detriti della poterna

Forte Serrada - Postazioni esterneForte Serrada - Postazioni esterneForte Serrada - Gallerie di collegamentoForte Serrada - Gallerie di collegamento

Interessanti le tecniche costruttive per l'aerazione, i passaggi di cavi elettrici e telefonici e per le tubature.

Forte Serrada - DettagliForte Serrada - DettagliForte Serrada - Dettagli

Nella collina di fronte al forte abbiamo travato altre trincee e gallerie che si affacciavano alla valle sottostante.

Forte Serrada - Postazioni EsterneForte Serrada - Postazioni Esterne

E poi un po' di panorami. E' visibile il forte Sommo Alto a circa 1,5 km di distanza. Tra i due forti si comunicava attraverso segnalazioni luminose.

Forte Serrada - Veduta al forte Sommo AltoForte Serrada - Veduta verso Monte MaggioForte Serrada - Vista verso valle


 



Come si raggiunge:

Da Folgaria (TN) seguire le indicazioni per Serrada. Appena entrati in paese sulla sinistra inizia una stretta strada. Percorretela per circa 500 mt e sulla destra troverete la strada sterrata che porta al forte. Occorrono ancora 4 Km per poterci arrivare e la strada è percorribile solo in mountain bike, a piedi o con un SUV.

L'alternativa più breve per mountain bike e a piedi è partendo da Folgaria seguire le indicazioni per Fondo Grande. Proseguite passando per Fondo Piccolo fino ad arrivare nelle vicinanze di Passo Coe. C'è un bel parcheggio dove lasciare la macchina e proseguire a piedi. Seguite sulla destra il sentiero della pace nr. 136 per circa 1,5 km.


 



Mappe Interattive:



Forte Serrada - Dosso del Sommo
SCHEDA PERCORSO
Provincia:Trento
Comune:Folgaria
Coordinate punto di arrivo:45.8793 - 11.18858
(45°52'45" N - 11°11'19" E)
Altitudine di arrivo (m):1670
Difficoltà del percorso:T - Turistico
Ore a piedi:
(andata e ritorno, esclusa visita)
1 ora 30 minuti
Come si raggiunge:A piedi, In auto, In mountain bike
Tipologia:Paesaggistico, Storico, Panoramico




Storia: (tratta dai tabelloni trovati in loco, per terra e semidistrutti)

Il forte era costituito da un edificio di tre piani lungo circa 100 metri rivolto a nord-ovest dove cerano gli alloggi e i servizi e da due blocchi di batterie di obici disposte l'una davanti all'altra sul declivio verso sud. Un ampio fossato a tratti doppio e profondo circa 7 metri circondava in maniera articolata tutto il forte. Postazioni di mitragliatrici in posizione ancora più avanzata si trovavano inoltre all'estremità meridionale del forte rivolte verso Passo Coe, e sul lato occidentale a controllo del pendio roccioso della Valle di Terragnolo. Sul lato orientale portava 6 cupole posticce di zinco per ingannare il tiro nemico.

Armamento previsto nel progetto del 1911:

- 4 obici da 105 in cupola girevole

- 2 obici in casamatta

- 4 cannoni di piccolo calibro

- 21 mitragliatrici

Fin dagli inizi del 1900 l'Impero Austroungarico, in previsione di un conflitto con l'Italia, aveva iniziato la costruzione di una cintura di fortificazioni nella zona di Lavarone, Folgaria, Luserna e Vezzena. Nella zona di Folgaria i tre forti di San Sebastiano (Cherle), delle Somme e del Sommo Alto, costruiti tra il 1911 e il 1913, dovevano sbarrare l'accesso al nemico nel tratto di confine tra la Val D'astico e il Passo della Borcola. - il resto del tabellone ha solo dei pezzi indecifrabili -.


 

Data visita: 23/06/2007
Creato il: 26/08/2007

Autore: Corrado DZ.

 

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;-) :-) :-D :-( :-o :-O B-) :oops: :-[] :-P
Commento
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Ho visitato il forte ieri, incredibile vedere tutti quei buchi ancora fondi dei proiettili di grosso calibro! Ieri era domenica e per tutto il giorno ho avuto come "compagnia" il rumore delle ruspe che scavavano per l'ennesima pista da sci. E' assurdo come si sia lasciato al profitto di pochi, la devastazione di uno dei luoghi più belli degli altipiani Vicentini-Trentini! Pensare a quanti giovani per assurdo obbligo abbiano dovuto spargere il loro sangue in questi monti fà veramente rabbia vedendo con che velocità,con un colpo di benna,si vada a sotterrare il ricordo o la memoria di questa inutile strage!
Giovanni # 21/11/2011 13:08:23
Grazie! La prossima volta ci farò caso e... starò attento! :-D
E complimenti per questo sito, i reportage che fate sono piacevoli e interessanti! :-)
Alessandro # 05/10/2011 12:15:56
Ingresso alle posizioni avanzate
Ciao Alessandro,
esiste un passaggio dalla poterna di collegamento fra le due batterie. E' un passaggio stretto e nascosto dalle macerie.
Attenzione a non battere la testa!

Corrado
Corrado # 27/09/2011 12:22:07
Ciao, ho visitato questo forte recentemente. Ho visto anch'io da fuori quelle posizioni avanzate da cui parte la scala che raggiunge la poterna. Ma come avete fatto a raggiungerle?? Sembrano abbastanza "a picco" rispetto alla valle e non sono riuscito ad individuare un sentiero che le raggiungesse
Alessandro # 27/09/2011 12:01:51
Visita video effettuata il 28 agosto 2011
http://www.youtube.com/watch?v=4QBPSRUuvcU
Carlo # 29/08/2011 23:47:11
Altro link d'interesse
http://www.nondimenticare.com/forte%20dosso%20sommo%20alto.html
Carlo # 29/08/2011 11:01:15
Riflessione sul luogo.
Ora intorno alle rovine quando esse non sono ricoperte di neve, rinverdiscono i prati, e nella bella stagione i fiori di montagna si tingono di vivissimi colori. Ma sotto la corteccia della terra c'e ancora il nero di un sangue giovane ed incolpevole. Nelle spianate dei pascoli, dove si aprono ancora le voragini dei grossi calibri che cercavano l'avversario ed il suo annientamento, ti stupisci di non risentire l'orrenda voce del cannone ed il sibilo dei proiettili devastatori. I forti militari, ora generalmente in rovina, alzano ancora i loro monconi di muratura, ad ammonire il futuro di chi non abbia cara la pace, come non l'ebbero cara quelli che da questi mostri di ferro e cemento cercarono invano la gloria del casato ed il possesso della terra.
Carlo # 04/12/2010 14:53:14


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