Forte Corbin

Fortificazione italiana della Grande Guerra (m 1096)

 

Abbiamo visitato il forte Corbin il 9 settembre 2012, ma questa è solo l'ultima di tante altre visite che continueranno anche in futuro!

Il forte Corbin non è solo un forte della Grande Guerra ma è IL FORTE che ha dato inizio alla passione per la montagna, per la storia della 1° Guerra Mondiale e delle fortificazioni. Passione iniziata nel 1979, passione che ha coinvolto e convinto tante altre persone. Certo all'epoca il forte non era cosi bello....

Forte Corbin - Foto aereaForte Corbin - Foto aerea

Il forte può essere raggiunto in auto e in mountain bike ma sicuramente è meglio arrivarci a piedi. Partendo dalla chiesa di Treschè Conca ci vuole circa un'ora e un quarto.

Per arrivarci a piedi esistono due alternative, seguendo la strada militare ben segnata da opportune tabelle oppure con il sentiero CAI 804, meglio ancora se si fa il giro completo. Se si segue per il sentiero CAI alla fine diventa un po' complicato trovare il passaggio che si collega al forte, ma si arriva senza problemi.

Sia la strada che il sentiero sono percorribili facilmente e sono pieni di fascino entrambi!

L'auto si può lasciare nei pressi della chiesa dove hanno costruito un balcone con un panorama mozzafiato, ma il fiato teniamolo per l'escursione!

Forte Corbin - Partenza da Treschè ConcaPanorama da Treschè Conca

Inizialmente la strada è asfaltata, ma poi inizia ad essere a fondo naturale.

Forte Corbin - Strada di accesso

Se avete proseguito per la strada, dopo circa 50 minuti di cammino, si trova una piccolo avamposto a guardia della strada militare. Questo posto è diventato famoso per la vicenda di Carlo Stuparich "Irredentista, volontario nella prima guerra mondiale, assieme al fratello Giani, rimasto isolato durante un attacco austriaco, vicino al forte Corbin, in Val Sillà sul Monte Cengio (Altopiano di Asiago), dopo aver perduto tutti i suoi uomini, decise di togliersi la vita per non cadere nelle mani del nemico." (tratto da Wikipedia)

Forte Corbin - AvampostoForte Corbin - AvampostoForte Corbin - Avamposto

Proseguendo si arriva rapidamente al forte, dove nei pressi c'è un parcheggio.

Il forte è una proprietà privata, non sempre aperto alle visite, curato e mantenuto senza contributi pubblici, come quelli utilizzati per la sistemazione di altri forti.

Probabilmente nel lungo periodo sarà un vantaggio perché questo forte rimarrà così com'è e com'era, al riparo dall'incuria della gente.

Forte Corbin - Scorcio dall'esterno

Forte Corbin - Ingresso al forteForte Corbin - IngressoForte Corbin - Ingresso

Subito dopo la cancellata d'ingresso si trova il comando e corpo di guardia, ristrutturato come bar e museo e dove si acquistano i biglietti.

Forte Corbin - Comando e corpo di guardia

Con l'acquisto del biglietto viene anche consegnata una piccola guida che spiega il percorso di visita e la storia del forte.

Qui di seguito viene descritto il percorso nello stesso ordine della guida.

Camminamento sottocosta di collegamento, dove un tempo c'era l'arrivo della teleferica.

Forte Corbin - Camminamento sottocosta di collegamento

Polveriera sotterranea (S.Barbara). E' sempre stata la parte più inquietante quando inizialmente entravo con una torcia che faceva a malapena chiaro dove camminavo. Adesso è illuminata!

Forte Corbin - Ingresso alla polveriera sotterranea (S.Barbara)Forte Corbin - Polveriera sotterranea (S.Barbara)

Alloggi degli ufficiali e servizi vari, che purtroppo sono visibili solo dall'alto. Questi alloggi non hanno una copertura anti proiettile come le altre strutture in quanto dovevano risultare defilate al tiro nemico.

Forte Corbin - Alloggi degli ufficiali e servizi variForte Corbin - Alloggi degli ufficiali e servizi vari

Angolo di raccordo gallerie

Forte Corbin - Angolo di raccordo gallerie

Piazzale ed abbeveratoio. In pochi forti si trovano i servizi per gli animali da soma, al tempo usati ancora moltissimo, però più che un abbeveratoio sembra un lavatoio.

Forte Corbin - Piazzale e abbeveratoioForte Corbin - Piazzale e abbeveratoio

Galleria di collegamento alla trincea scoperta

Forte Corbin - Galleria di collegamento alla trincea scoperta

Osservatorio di valle, un angusto spazio panoramico dove controllare la Val d'Astico.

Forte Corbin - Osservatorio di valleForte Corbin - Osservatorio di valle

Corpo principale, batteria per cannoni da 149 mm.

La struttura è composta da due piani, al piano inferiore magazzini e alloggi, al piano superiore l'area per la batteria di cannoni.

Forte Corbin - Corpo principaleForte Corbin - Corpo principale, cisternaForte Corbin - Corpo principale, corridoio piano terra

Forte Corbin - Corpo principaleForte Corbin - Corpo principale, uscita osservatorio in torrettaForte Corbin - Corpo principale

Per portare le munizioni dalla S.Barbara ai cannoni si utilizzavano dei carrelli su binari e anche due montacarichi. Le tracce dei binari sono evidenti.

Nelle foto qui sotto la prima galleria di collegamento dall'area di raccordo gallerie, che all'inizio delle nostre esplorazioni era completamente bloccata da detriti, e i vani per il montacarichi.

Forte Corbin - Corpo principale, passaggio in rotaia dei proiettiliForte Corbin - Corpo principale, montacarichi per proiettili

Una delle stanze fondamentali era quella per il gruppo elettrogeno.

Forte Corbin - Corpo principale, stanza per gruppo elettrogeno

Intercapedine di ventilazione

Forte Corbin - Corpo principale, controscarpa

Le scale per raggiungere il piano superiore sono state ricostruite.

Forte Corbin - Corpo principale, scale per il piano batteria di cannoni

Il corridoio superiore con gli accessi ai cannoni e le riserve per le munizioni.

Forte Corbin - Corpo principale, piano batteria cannoniForte Corbin - Corpo principale, piano batteria cannoni

Gli arrivi dei montacarichi al piano superiore.

Forte Corbin - Corpo principale, piano batteria cannoni, arrivo montacarichi

Le scalette di accesso ai cannoni. I ganci posti sopra agli ingressi servivano per l'operazione di scavalcamento ovvero per mettere o togliere i cannoni dalle torrette corazzate girevoli.

Forte Corbin - Corpo principale, scalette di accesso ai cannoniForte Corbin - Corpo principale, scalette di accesso ai cannoni

Forte Corbin - Corpo principaleForte Corbin - Corpo principale

Nella copertura superiore sono evidenti i pozzi d'artiglieria dove erano collocati i cannoni coperti dalle cupole corazzate.

Forte Corbin - Corpo principale, pozzi per le cupole blindateForte Corbin - Corpo principale, pozzi per le cupole blindate

Forte Corbin - Panorama verso TonezzaForte Corbin - Forte Campomolon

Trincea scoperta di testa

Forte Corbin - Trincea scoperta di testa

Scale di collegamento tra gallerie

Forte Corbin - Scale di collegamento tra gallerieForte Corbin - Scale di collegamento tra gallerie

Galleria trasversale di collegamento

Forte Corbin - Galleria trasversale di collegamento

Cofano per mitragliatrici (caponiera)

Forte Corbin - Cofano per mitragliatrici, postazione mitragliatriceForte Corbin - Cofano per mitragliatrici (caponiera)Forte Corbin - Cofano per mitragliatrici (caponiera)

Fossato anti-uomo. Doveva essere un ostacolo micidiale per un eventuale aggressore, una volta entrati si rimaneva sotto il tiro della mitragliatrice del cofano a guardia del fossato.

Forte Corbin - Fossato anti-uomo

Trincea coperta. Nelle visite del '79 questa trincea era proprio coperta, ma dalla vegetazione!

Forte Corbin - Trincea copertaForte Corbin - Trincea coperta

Tracce dei coni di scoppio dell'artiglieria austroungarica e area pic-nic.

Forte Corbin - Cono di scoppioForte Corbin - Area pic-nic

Camino di aereazione della polveriera.

Forte Corbin - Camino polverieraForte Corbin - Camino polveriera

Nella foto sottostante una strana formazione rocciosa che si può vedere rivolgendo lo sguardo verso sud, in direzione del Monte Cengio. Viene indicata popolarmente "i omeneti" perché fa pensare a degli uomini in piedi uno vicino all'altro, ma viene anche detta dagli abitanti della Valle dell'Astico "Capel de fero".

Forte Corbin - i omeneti o capel de fero

Panorami della Val d'Astico, Monte Cimone, Monte Cavioio, Arsiero.

Forte Corbin - ArsieroForte Corbin - Monte CimoneForte Corbin - Cima CavioioForte Corbin - Arsiero

Al piano superiore della sede del comando e del corpo di guardia sono state adibite due stanze per un piccolo museo.

Forte Corbin - MuseoForte Corbin - MuseoForte Corbin - Museo

Altre foto del museo

Questa è la foto storica migliore, sono evidenti dettagli non più presenti, come il muro di contenimento detto bastione.

Forte Corbin - Foto storica

Per sapere ancora di più sul forte Corbin, è possibile acquistare presso lo stesso forte, un libro curato dagli stessi proprietari.

Forte Corbin - Il libro

INFO

"Museo Storico Militare Forte di Punta Corbin"

Località Corbin,

36010  Treschè Conca di Roana (VI)

Per informazioni e prenotazioni:

Fam. Panozzo,

Via Rossi 24

36010 Treschè Conca di Roana (VI)

Tel:  349-2685543; 368-227954

email: fortecorbin@tiscali.it

www.fortecorbin.it

Servizi: visite guidate, zona pic-nic, punto di ristoro

Gestione a cura della Famiglia Panozzo

Orari di apertura:

Aprile, Maggio, Giugno, Settembre, Ottobre, Novembre: Domenica,  ore  10:00-18:00

Luglio, Agosto: tutti i giorni, ore 10:00-18:00

Aperture straordinarie nelle festività.

Visite guidate e aperture infrasettimanali su prenotazione.


 



Come si raggiunge:

Da Vicenza percorrete la S.S. 349 in direzione Altopiano di Asiago (strada del costo). Arrivati a Treschè Conca, raggiungere la chiesa e proseguire seguendo le indicazioni per Forte Corbin, percorrendo circa 4 km.


 



Mappe Interattive:



Forte Corbin
SCHEDA PERCORSO
Provincia:Vicenza
Comune:Roana
Coordinate punto di arrivo:45.83355 - 11.38571
(45°50'1" N - 11°23'9" E)
Coordinate parcheggio:45.84035 - 11.42077
(45°50'25" N - 11°25'15" E)
Altitudine di partenza (m):1082
Altitudine di arrivo (m):1096
Dislivello (m):100
Difficoltà del percorso:T - Turistico
Ore a piedi:
(andata e ritorno, esclusa visita)
2 ore 30 minuti
Come si raggiunge:A piedi, In auto, In mountain bike
Tipologia:Storico, Panoramico




Storia:

La costruzione del Forte di Punta Corbin iniziò già nel 1906. L'arditezza dell'opera colpisce subito per la sua collocazione su uno sperone di roccia proteso a picco sulla Val d'Astico per la difesa della vallata. La mole corazzata è testimone dell'importanza strategica che le venne attribuita, almeno fino al primo balzo in avanti del fronte. La complessità e la raffinatezza della struttura propongono in modo esemplare quanto di meglio l'ingegneria militare del tempo potesse elaborare. L'anticipo che Forte Corbin si trovò ad avere nei confronti del conflitto gli diede il tempo di venire rifinito come il modello "tipico" della fortezza italiana di alta montagna.

Qui come altrove, però, l'impiego di opere fisse così grandi si rivelò anacronistico. Lo sforzo italiano, combinandosi forse con una tattica avversaria di disimpegno nel primo anno, riuscì inizialmente ad allontanare il fronte ma presto la superiorità di gittata dei cannoni dei forti italiani fu vanificata dalla modernità delle armi nemiche. La carenza di medi calibri in zona avanzata, infatti, privò i forti italiani dei pezzi migliori, che vennero trasportati altrove. Nelle cupole del Corbin, al posto delle canne, si collocarono dei tronchi d'albero affinché il nemico ritenesse il forte ancora armato. Nel maggio 1916, giunti al fronte avversario nuovi calibri di grande potenza, il Corbin fu bombardato con giganteschi proiettili da 380 e da 420 mm e fu occupato dagli Austriaci fino al 25 giugno, quando si esaurì la Strafexpedition e il fronte si spostò sulla Val d'Assa più a nord.

Il numero dei caduti non è ben accertato ma si aggira sulla ventina di soldati austriaci e sulla quarantina di italiani. Nel dopoguerra Forte Corbin fu ancora per qualche anno alloggio di reparti militari in addestramento e in seguito venne sottoposto a vigilanza del Corpo Forestale. Con autorizzazioni vere e fasulle fu spogliato di quanto rimaneva e infine i "Recuperanti" raggiunsero il Corbin con mazze ed esplosivo per estrarre tutto il ferro possibile, apportando enormi danni all'intera struttura.

Il forte di Punta Corbin è una fortezza italiana della Prima Guerra Mondiale costruita sull'Altopiano di Asiago. Oggi è riconosciuto dalla Soprintendenza di Verona come museo storico militare ed è l'unico forte dell'altopiano non solo recuperato, ma anche musealizzato. Infatti, ciò che lo caratterizza rispetto ad altri luoghi di guerra dell'Altopiano è l'attenta musealizzazione a scopo didattico. La conservazione delle tracce del passato fa del Forte Corbin un luogo fondamentale per la diffusione della memoria della Grande Guerra sull'Altopiano di Asiago. Al suo interno inoltre ospita una mostra permanente di reperti trovati sul posto, documenti, frammenti di diario e fotografie d'epoca che rivelano com'era il forte nel periodo '15-'18.

Le visite al museo

Le visite guidate sono svolte dai proprietari che in questi anni hanno studiato e approfondito la storia della Grande Guerra e gli avvenimenti del Forte Corbin e dell'Altopiano.

La visita di Forte Corbin è composta da una prima parte pratica, che consiste nel visitare concretamente la fortezza in tutti i suoi spazi comprendendone la struttura e la funzionalità, e una seconda parte per così dire più "intellettuale", che si svolge all'interno del museo, dove si possono osservare le immagini e gli oggetti relativi a ciò che si è visto precedentemente.

Durante la visita del forte si propone ai visitatori un percorso che possa far comprendere non solo come e dove vivevano i soldati in tempo di guerra, ma anche concretamente gli effetti che la guerra ha avuto sull'ambiente, sulla struttura e sulla popolazione.

La visita guidata dura in media 1 ora e 30 minuti, ma ciò può variare a seconda dell'età e delle conoscenze del gruppo che si accompagna. Le visite infatti sono realizzate in maniera diversa per bimbi, famiglie, studenti, adulti, esperti, considerando le conoscenze medie delle comitive.

Storia del museo

Il forte di Punta Corbin è una fortezza italiana della Prima Guerra Mondiale che faceva parte della linea fortificata costruita all'inizio del '900 sull'Altopiano di Asiago. Attivo solo nel primo anno di combattimento, il Corbin ebbe un ruolo marginale nello svolgersi delle vicende belliche, fu occupato dalle truppe austroungariche durante la strafexpedition del 1916 e poi ripreso dagli italiani. Alla fine del conflitto fu usato per addestramenti e in seguito abbandonato. Nel corso del '900 subì le conseguenze delle contingenze sociali, politiche ed economiche del Paese. Depredato dai recuperanti, fu venduto dal demanio e acquistato nel 1942 dalla famiglia Panozzo che, dal 1982 a oggi, ne cura il recupero. Nel corso degli anni i proprietari hanno realizzato un restauro di tipo conservativo che ha mantenuto il forte il più possibile originale in modo che si possano percepire gli effetti della guerra e del tempo che è trascorso. Grazie al suo stato di conservazione, nel 1997 il Corbin è stato apprezzato anche da Alberto Angela, che con la troupe di Super Quark ha scelto di girarvi un documentario sul tema dell'archeologia militare. Nel 2009 la musealizzazione del forte si è ulteriormente sviluppata con la pubblicazione di una guida specifica sul Corbin adatta a tutti i tipi di visitatori. I lavori di cura e manutenzione sono costanti e frequenti e ciò garantisce il miglioramento del museo nel suo complesso. Nel corso dei lavori di pulizia e rimozione delle macerie, infatti, emergono spesso reperti di vario genere che vengono poi esposti nella mostra all'interno del forte. La quantità di oggetti, fotografie e documenti rinvenuti negli anni ha indotto i proprietari ad allestire un nuovo e più grande museo, inaugurato nell'estate 2011.


 

Data visita: 09/09/2012
Creato il: 15/11/2012

Autore: Corrado DZ.

 

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