Forte Leone

Fortificazione italiana della Grande Guerra (m 1512)

 

Il forte Leone o di Cima Campo rappresentò la fortificazione per eccellenza del settore Brenta-Cismon. E' facilmente raggiungibile in auto, ma volendo si può lasciare l'auto all'inizio della strada bianca e proseguire a piedi per circa 1,5 km.

Nella visita di ottobre 2021 il forte risulta chiuso. Una tabella riporta: "PERICOLO DI CROLLI E DI CADUTA. Accesso SOLO con accompagnatore. Per informazioni: 3519010135".

Nel passato il forte era sempre stato aperto e nessuno si preoccupava dei crolli e delle cadute .... e come questo forte ce ne sono altri non chiusi che possono avere lo stesso problema, come pure le infinite gallerie della prima guerra mondiale .... L'importante è la prudenza.

Detto questo, se avete intenzione di visitare l'interno, portatevi una torcia. Per entrare non è difficile, seguite il sentiero che sale a sinistra guardando il forte ed è probabile che troviate un varco di accesso.

Forte Leone

La spianata anteriore al forte mette subito in risalto la maestosità della costruzione. Sono chiaramente visibili tutte le feritoie per le postazioni dei fucilieri per la difesa dell'ingresso. L'ingresso del forte era provvisto di un ponte scorrevole.

Forte Leone - Vista anteriore (2011)Forte Leone - Vista anteriore (2006)Forte Leone - Postazione fuciliere per la difesa del fronte del forteForte Leone - Facciata del forte

La difesa della fanteria prosegue con una trincea in perfetto stato. Il muro di fronte metteva allo scoperto eventuali assalitori che diventavano un facile bersaglio per i fucilieri o i mitragliatori.

Abbiamo provato a metterci nei panni del fuciliere. La trincea è perfetta e comoda per la posizione con un fucile in mano. Un po' sotto la trincea un camminamento ben protetto poteva servire per arrivare alle postazioni stando defilati dai colpi nemici e per portare le munizioni a chi era in combattimento.

Forte Leone - Trincea e muro di difesaForte Leone - Dettaglio trinceaForte Leone - vista aerea della trincea

Ma una delle particolarità di questo forte è la lunga estensione di gallerie che permetteva di raggiungere in sicurezza i vari punti di difesa e di offesa.

La Santa Barbara (il deposito munizioni) presenta ancora le tracce della pavimentazione e della copertura all'interno della grotta. L'umidità è altissima, ma in qualche modo riuscivano a tenere le munizioni all'asciutto. E' posizionata all'interno della montagna, in un posto "a prova di bomba".

Forte Leone - Ingresso alla S.Barbara

Dalla S.Barbara alle torrette dei cannoni la strada era lunga e i proiettili pesanti. Venivano usati dei carrelli su rotaie per trasportarne il più possibile.

Forte Leone - Tracce delle rotaie per il trasporto delle bombeForte Leone - Corridio con rotaieForte Leone - camerata

Questo percorso su rotaie passa vicino alle camerate per poi immettersi in una galleria che porta sotto alle postazioni di artiglieria. Da li un montacarichi permetteva di superare il dislivello.

Forte Leone - postazioni per cannoni in cupoleForte Leone - Corridoio per l'accesso alle cupole dei cannoniForte Leone - Postazione cannone

La storia del forte, che abbiamo riportato qui sotto, sinceramente ci ha fatto venire la pelle d'oca e ci ha emozionato moltissimo. Immaginare tutti gli uomini intenti a rallentare l'avanzata degli austroungarici per difendere la ritirata degli italiani, l'accerchiamento, la tentata fuga dalla postazione della mitragliatrice, ed infine l'onore alle armi concesso al comandante Olmi. Deve essere stata una grande battaglia fatta da grandi e valorosi uomini, di entrambi le fazioni.

Forte Leone - La

 


 



Come si raggiunge:

Da Arsiè (BL) si seguono le indicazioni per Col Perer, poi si troveranno le indicazioni specifiche per il forte. La strada è asfaltata fino a 1500 metri prima del forte.


 



Mappe Interattive:



Forte Leone
SCHEDA PERCORSO
Provincia:Belluno
Comune:Arsiè
Coordinate punto di arrivo:45.99963 - 11.68864
(45°59'59" N - 11°41'19" E)
Altitudine di arrivo (m):1512
Difficoltà del percorso:Turistico
Ore a piedi:
(andata e ritorno, esclusa visita)
0
Come si raggiunge:A piedi, In auto, In mountain bike
Tipologia:Paesaggistico, Storico, Panoramico




Altre Foto:

Forte Leone - Galleria di unione tra la parte bassa e il corridio cannoniForte Leone

Forte Leone - Galleria di collegamento alle trinceeForte Leone - Per le necessità di tutti i giorni

Forte Leone - Accesso alla trincea

Forte Leone - L'alba dal forteForte Leone - Uscita sopra il forteForte Leone - Un altro particolare della trincea


 



Storia: (tratta dai tabelloni trovati in loco)

Piantina del Forte LeoneLegenda della piantina del Forte Leone

Il Forte Leone di Cima Campo venne costruito tra il 1906 ed il 1912 sotto la direzione dell'ingegnere Maggiore Antonio Dal Fabbro di Sedico (Belluno) come parte della linea di difesa Brenta-Cismon. Il Forte era armato da 6 pezzi "Armstrong" 149/35 sotto cupole, 8 pezzi 75/27, 5 mitragliatrici in casamatta e 6 in torrette a comparsa.

Le vicende storiche che riguardano il Forte Leone iniziarono solo dopo la rotta di Caporetto, quando il generale Cadorna affidò al battaglione alpino Monte Pavione, comandato dal maggiore Roberto Olmi, il compito di proteggere la ritirata delle truppe italiane provenienti dal fronte montano fino al passaggio del complesso fortificato di Primolano: una difesa ad oltranza del Forte non fu mai presa in considerazione. Nel Forte, oltre al comandante, vi erano 12 ufficiali, tra i quali uno del Genio, un medico, un cappellano militare, oltre a 230 uomini di truppe: 200 del Battaglione Monte Pavione appartenente al 7° Reggimento Alpini e 30 del Battaglione Val Natisone. Il gruppo austriaco comandato all'assalto era composto da: 1a e 2a compagnia, plotone d'assalto, mitraglieri del k.k.Tiroler Landsturm-Bataillon I, mitraglieri del Schützenregiment e compagnia degli Standschützen di Merano.

Il giorno 12 novembre 1917, tra le ore 7:00 e le 8:00, cominciò l'attacco avvolgente al Forte.

L'avvicinamento risultò difficoltoso: a sud-ovest il pendio era molto erto e roccioso, ad ovest, all'interno del fitto bosco, le truppe italiane sparavano all'impazzata.

Dopo i primi momenti di stallo e difficoltà, segnati anche dalla stanchezza delle truppe austriache da giorni impegnate in estenuanti marce, l'assalto riprese. L'attacco finale fu guidato dal capitano Berkic nonostante poco prima avesse ricevuto l'ordine di arrestarsi sulle posizioni conquistate fino ad allora. Ormai il Forte era completamente accerchiato ed Olmi alle 16:00 ordinò alle sue truppe di abbandonare le trincee esterne e di rifugiarsi all'interno della fortezza.

 

Forte Leone - foto storica

Alle 17:00 arrivò la telefonata che le truppe italiane da tutta la giornata aspettavano: le truppe in ritirata erano al sicuro, il forte poteva essere abbandonato e fatto saltare. Mestamente Olmi rispose che ormai era troppo tardi, ma comunque era felice che il loro sacrificio fosse stato utile. Come ultima, strenua difesa, il comandante inventò uno stratagemma: alcuni soldati avrebbero lanciato dalle torrette le ultime granate rimaste, mentre gli alpini avrebbero girato il cappello in modo da portare la penna nera sul davanti, forse potevano in questo modo scappare simulando il pennacchio dei Kaiserschutzen. Gli austriaci si accorsero dell'inganno e spararono sulla colonna dei fuggitivi, solo una ventina riuscì a scappare, mentre tutta la guarnigione fu fatta prigioniera.

Il forte agli occhi degli austriaci si rivelò integro, tuttavia le torrette blindate erano disarmate ed i cannoni puntati sulla valle altro non erano che tronchi d'abete verniciati di nero. Tutto era pronto, inoltre, per essere fatto saltare e le casematte erano già provviste di collegamenti per la detonazione: l'assalto improvviso delle truppe austroungairche impedì tutto ciò.

Al comandante Olmi vennero concessi gli onori delle armi in merito alla strenua difesa del forte: esso potè portare la sua pistola d'ordinanza fino al campo di prigionia.

 

Nel novembre 1918 il Forte fu danneggiato dal parziale minamento dell'esercito austroungarico in ritirata.

 

Forte Leone - foto storicaForte Leone - foto storica

LA GUERRA DI FORTE LEONE

Con l'entrata in guerra dell'Italia (24 maggio 1915) gli austriaci fecero arretrare il proprio confine militare da Primolano fino allo sbarramento fortificato di Levico in Valsugana. Tale manovra rese inutile l'intero sbarramento italiano Brenta-Cismon, troppo distante dalle nuove linee austro-ungariche. L'intero parco d'artiglieria e di mitragliatrici in dotazione allo sbarramento fu quindi progressivamente spostato verso la linea del fronte e le fortificazioni diventarono semplici edifici per depositi di munizioni o ricovero truppe. Dei 6 cannoni in cupola presenti ne rimasero in dotazione solo 2. Nel giugno del 1916 il forte assunse un ruolo difensivo nel tentativo di bloccare il dilagare degli austro-ungarici nella piana di Marcesina sull'Altopiano di Asiago nel corso dell'offensiva nota come Strafexpedition (maggio - giugno 1916) sparò in modo tanto accanito che un cannone esplose (16 giugno 1916 ore 14.00) per eccessiva usura della canna.

Il forte fu di nuovo coinvolto in azione bellica nei primi giorni di novembre del 1917 durante la ritirata delle truppe italiane dalla Bassa Valsugana e Lagorai verso il Massiccio del Grappa. Il forte, assieme al suo gemello forte Cima Lan, divenne un caposaldo utilizzato per rallentare la calata degli austriaci nel feltrino. A difendere l'area fu inviato il Gruppo Sirolli con due battaglioni alpini: il Monte Pavione ed il Val Brenta con la 1a batteria da montagna. Tra il 10 e 12 novembre tutta l'area divenne un campo di battaglia. Il giorno 11 forte Cima Lan fu fatto saltare dagli italiani in ritirata. Il giorno successivo forte Leone era ormai circondato da reparti della 10 Tiroler Landsturmbaon e dagli Standschützen comandati dal capitano Berkic. Alla sera, dopo aver finito le munizioni, i reparti italiani asserragliati e comandati dal maggiore Olmi dovettero arrendersi, senza riuscire a far saltare in aria il forte già minato. Il forte fu così occupato dagli austriaci che lo utilizzarono per tutto il 1918 come alloggio e deposito e lo sfruttarono come riserva di materiale edile (pietre e legname) per scopi bellici. Fu fatto saltare dagli stessi austriaci in ritirata il 2 novembre 1918, due giorni prima del termine della guerra.

 

Forte Leone - Schema della struttura

LE CARATTERISTICHE DI FORTE LEONE

Forte Leone si può definire una batteria corazzata e rappresentò la fortificazione per eccellenza tra tutte quelle realizzate in questo settore. Esso fu realizzato tra il 1906 e 1911 secondo i più moderni dettami della tecnica militare nel campo delle fortificazioni. Il corpo batteria di calcestruzzo ha una larghezza 15 m ed è lungo circa 85 m. É diviso in tre sezioni dove trovavano posto 6 cupole d'acciaio modello Amstrong girevoli a 360° con all'interno altrettanti cannoni calibro 149 A (in acciaio) con un raggio d'azione di 12 km. Il loro compito era quello di colpire la vicina Valle del Brenta e tutte le vie di comunicazione austriache verso l'Altopiano dei Sette Comuni. Oltre a questi erano presenti altri 8 cannoni da 75A adatti a colpire il settore settentrionale di Monte Picosta - Celado.

Il forte era difeso da una profonda trincea di superficie che correva sulla sommità del monte sotto la quale si trova l'opera. Questo trinceramento era realizzato in calcestruzzo con piccole piazzole per appostare mitragliatrici su treppiede. A tale elemento difensivo si accedeva tramite percorsi sotterranei protetti. Ad ulteriore difesa del forte erano presenti sei torrette blindate a scomparsa che ospitavano 6 mitragliatrici tipo Maxim mod. 1906, mentre altre 6 mitraglie erano ospitate in casamatta con feritoie su punti sensibili del forte. Quasi tutto il perimetro del forte era poi difeso da un semifosso ricoperto di reticolati e da un muro alto 2,5 m con numerose feritoie di difesa. L'accesso avveniva tramite un ponte scorrevole.

Attorno alla struttura principale erano presenti altre caserme in grado di ospitare di circa 400 soldati, con anessi depositi militari, un proprio acquedotto, cucine e forni per la panificazione.

 

Forte Leone - foto storica

SBARRAMENTO BRENTA-CISMON

Le fortificazioni italiane del settore Brenta-Cismon nacquero per difendere le valli di questo settore prealpino da possibili invasioni da parte dell'Austria. Esse avevano anche una funzione offensiva in un ipotetico caso di conflitto, sebbene tra il Regno d'Italia, Impero asburgico e Regno di Germania fosse stato stipulato nel 1882 il trattato della "Triplice Alleanza". Le fortificazioni furono erette in due periodi, tra il 1884 e il 1896 e 1906 e il 1914. Quelle del primo periodo presto risultarono superate dall'evoluzione tecnica dei materiali di costruzione, delle artiglierie e delle tattiche militari, tanto che quelle del secondo periodo furono progettate e realizzate in modo completamente diverso, secondo il modello del Generale Rocchi, basato sulla scuola dei forti corazzati costruiti con un ampio uso di calcestruzzo e corazzature.

Nel complesso lo sbarramento Brenta - Cismon prevedeva oltre una decina di fortificazioni permanenti. Per citarne alcune, poco distante da qui, ad est, fu costruito il Forte di Cima Lan, ad ovest il Forte Leone, a sud le batterie in barbetta del Col del Gallo e la Tagliata della Scala in Canal di Brenta ed infine verso sud-ovest oltre la Valsugana sull'Altopiano di Asiago il Forte Lisser.

Il sistema Brenta - Cismon non poté mai dimostrare la sua reale efficacia in combattimento, in quanto allo scoppio della guerra gli austro-ungarici decisero di ritirarsi a ridosso del loro sistema difensivo, composto anche qui di forti corazzati tra Levico e Caldonazzo, riducendo così la fortezza Brenta - Cismon a mera funzione logistica e di osservazione, in quanto troppo distante dalla linea di combattimento. A seguito dello sfondamento di Caporetto l'Esercito Italiano dovette procedere con una ritirata generale verso le nuove linee tra Massiccio del Grappa e Fiume Piave (1917 - 1918). Nel corso di questa ritirata dal fronte montano, tra il 5 e 10 novembre 1917, nel settore Bassa Valsugana - Lagorai - Cima d'Asta - Monte Cauriol - Cardinal - Busa Alta, queste fortificazioni ritornarono alla ribalta come punti di resistenza per rallentare l'avanzata austro-ungarica e accelerare la ritirata italiana. Molti di questi forti una volta svolta la funzione di resistenza, furono minati e fatti esplodere al momento del loro abbandono, per non lasciarli intatti in mano nemica. Anche gli austro-ungarici al momento della loro ritirata nel novembre 1918 fecero saltare parte delle fortificazioni cadute nelle loro mani nel novembre 1917.


 

Data visita: Settembre 2004 / Ottobre 2021
Creato il: 03/10/2006
Aggiornato il: 15/12/2021

Autore: Corrado De Zanche

 

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Commento
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Strada per Forte Leone
Buona sera, volevo sapere se tutte le strade x arrivare al forte sono aperte.
Grazie.
Michele De Polo # 11/01/2019 16:36:44
Aggiornamento "turistico":
Il forte è attualmente visitabile solo a pagamento con visita guidata (5 € a testa) nei giorni indicati nel sito: http://www.forteleone.it/
Francesco # 18/08/2014 10:36:12
Ho "scoperto" il forte di cima campo negli anni 70 durante le vacanze in tesino ed era il luogo preferito delle nostre escursioni ...lo abbiano visitato quasi tutto (all'epoca si poteva, non era pericoloso) e grazie a mio padre e ad un amico reduce dalla campagna di Russia) il gruppo alpini di Arsie' ha istituito la cerimonia dell'alzabandiera ad agosto. ...era per noi ragazzini un luogo magico ed ogni volta che torno lassù è un'emozione.....
Angela semeghini # 09/08/2014 17:05:19


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