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Rocca di Manerba

Antica fortificazione medievale (m 190)

 

Rocca di Manerba

Con la bella stagione, consigliamo questa gita a chi ama unire le conoscenze storiche con la natura e i panorami, vista la presenza di antichi reperti sulla sommità, del parco sotto la rocca e dei bellissima vista che si può avere sul Lago di Garda.



L'ingresso della rocca

Rocca di ManerbaRocca di Manerba





Rocca di Manerba

All'entrata della Rocca si trovano i resti inferiori dell'arroccamento, dove vi era la parte logistica con una chiesa, la rocca vera e propria invece é situata nella parte superiore.



Il locale a destra dell'entrata

Rocca di ManerbaRocca di ManerbaRocca di Manerba



questi invece i resti degli edifici che sono alla sinistra dell'ingresso

Rocca di ManerbaRocca di ManerbaRocca di Manerba

Rocca di ManerbaRocca di ManerbaRocca di Manerba



In questa ricostruzione grafica si può confrontare l'aspetto che doveva avere la chiesa e quello che ne resta

Rocca di ManerbaLe mura della chiesa, in primo piano l'absideLe mura della chiesa



Sulla sommità del colle si trova la parte originaria della Rocca

Rocca di ManerbaRocca di ManerbaRocca di Manerba

Rocca di ManerbaRocca di ManerbaRocca di Manerba



Il nucleo della rocca

Rocca di ManerbaRocca di ManerbaRocca di Manerba

Rocca di ManerbaRocca di ManerbaScala d'accesso alla torre



Il basamento della torre, con la scalinata d'ingresso

La base della torreLa scalinata d'accessoLe mura della torre



ancora qualche foto

Particolare della muraturaOgni angolo era sfruttato

Rocca di ManerbaRocca di ManerbaLa sommità della Rocca di Manerba

Rocca di ManerbaRocca di ManerbaRocca di Manerba



Questo é l'unico locale della rocca che presenta ancora una piccola apertura per la luce

Rocca di ManerbaRocca di Manerba - una piccola apertura per la luce



Il lago di Garda é ricco di testimonianze storiche e molte di queste, tra cui la Rocca di Manerba, offrono una bellissima vista panoramica.

Rocca di Manerba - PanoramiRocca di Manerba - PanoramiRocca di Manerba - Panorami



Infine la croce che domina la rocca

La croce sulla RoccaLa croce sulla Rocca

La croce sulla RoccaLa croce sulla Rocca



Il parco sottostante

Il parcoIl parco



Uno sguardo verso il Trentino con il Monte Baldo

Le montagne del Trentino con il Monte Baldo



Gli isolotti vicino la rocca

Gli isolotti intorno alla roccaGli isolotti intorno alla roccaGli isolotti intorno alla roccaGli isolotti intorno alla rocca



La leggenda della Rocca

Racconta che un ferocissimo lupo abitasse sulla rupe di Manerba, occupando un antro a picco sul lago impedendo a chiunque di avvicinarsi.

Dopo vari tentativi di cattura, gli abitanti misero una taglia sulla testa del lupo e fra i giovani che si presentarono ne vennero scelti tre: un giovane di Moniga, uno della Raffa e uno della Pieve vecchia.
Il giovane di Moniga, cacciatore, cercò di attirare il lupo con un'esca viva, ma non ebbe successo e finì per essere spinto giù dalle alte scogliere.
Il pescatore della Raffa, tentò di catturare il lupo con una grande rete ma anch'esso finì come l'altro.
Il giovane della Pieve, contadino, dopo aver chiamato il lupo con finti ululati, affrontò la belva innalzando una croce e gridandogli di arretrare.
Miracolosamente il lupo indietreggiò fino a cadere dalla rupe e morire.
Si narra, che mentre il popolo di Manerba festeggiava il vincitore, erigendo una grande croce in vetta alla Rocca, nel lago i corpi dei due sfortunati giovani si trasformarono in due grandi scogli.



Storia - La Rocca di Manerba

(tratta dai cartelloni in loco)

La Rocca di Manerba, ha attirato l’uomo dalla Preistoria sino al XVI secolo. Le differenti condizioni geomorfologiche e pedologiche, insieme alla diversa esposizione e acclività, hanno anche favorito la diffusione di numerose varietà di essenze mediterranee e rarità botaniche (quali splendide orchidee selvatiche) che fanno del vasto parco (circa 90 ettari) una meravigliosa oasi naturalistica con vista privilegiata sul lago e sulla Valtenesi.

Partendo dal Centro Visitatori e seguendo la strada che conduce alla cima dell’altura si può raggiungere a piedi la fortificazione medievale da cui il sito trae il nome e della quale sono visibili tre circuiti di mura di difesa (XII-XIII sec.), il più interno racchiudente la sommità. Entro la cinta esterna gli scavi hanno identificato una sequenza stratigrafica che va dalla cultura di Lagozza (4000 a.C.) alla seconda metà del XVI secolo, quando, nel 1574, il Provveditore della Repubblica di Venezia Soranzo ordinò la violenta e definitiva distruzione della fortezza, che era ormai diventata sede inespugnabile di banditi.
Sul versante sud-occidentale dell’altura sono stati individuati i resti di una villa romana a cui dovette riferirsi una necropoli scavata nei pressi alla fine dell’800; mentre nell’area del Sasso, vicino ai resti di un antico laghetto intermorenico prosciugato artificialmente nel XVII secolo, sono state rinvenute tracce di un insediamento del Mesolitico (8000-5000 a.C.).



Presenza umana nell'antichità

Le più antiche tracce di frequentazione umana della zona, individuate nell'aera del Sasso vicino ad un antico laghetto inframorenico, sono rappresentate da strumenti in selce riferibili ad un abitato del Mesolitico (8000-5000 a.C.).

Un insediamento del Neolitico Medio é invece presente nell'area di Sopra Sasso, tra la Rocca e la riva del lago, ed é probabile che rinvenimenti di frammenti di Vasi a Bocca Quadrata sulla rocca siano testimonianza della sua frequentazione nel medesimo periodo. Nel Neolitico tardo - cultura della Lagozza (intorno al 4000 a.C.) - un insediamento sul terrazzamento superiore, arginato da imponenti muri a secco in pietra locale, occupava un'area decisamente estesa e forse dotata di strutture difensive come suggerisce la posizione chiaramente strategica dell'abitato stesso - e sembra potersi considerare come un centro di un certo rilievo, presumibilmnete con una funzione di controllo sull'area circostante; forse analogamente ad un insediamento simile, identificato a Est del lago sul versante collinoso al di sotto della sommità del promontorio roccioso della Rocca di Rivoli.

Il rinvenimento di una successiva sequenza stratigrafica di depositi d'occupazione comprendenti l'Età del Rame, da mettere in relazione con il contemporaneo sito di sepolture collettive del Riparo Valtenesi, situato sulla riva del lago proprio al di sotto della Rocca e al successivo periodo campaniforme, rappresenta uno dei risultati di maggiore rilievo conseguito durante gli scavi.



Attività rituali sulla Rocca di Manerba

Dal Bronzo Finale all'epoca romana

La grande sacralità di questa zona e la sua frequentazione culturale già a partire dall'Età del Rame (III millennio a.C.) ha le sue prime attestazioni nell'area settentrionale del terrazzo del Riparo Valtenesi, al livello del lago, dove, in un'epoca precedente la costruzione della camere sepolcrali multiple, erano presenti focolari, lenti di argilla arrossata sul fuoco e buche di palo isolate, queste ultime interpretate ipoteticamente come alloggiamenti di statue-stele in legno.

Testimonianze della celebrazione di riti sulla sommità della Rocca risalgono invece a non prima del Bronzo Finale (XI-X secolo a.C.), a partire dal quale é stato datato un cospicuo gruppo di oggetti in bronzo, probabilmente parte di un più vasto contesto forse assimilabile ad un "luogo di offerte su roghi votivi" all'aperto, sconvolto dalle successive attività associate alla costruzione della cisterna tardoromana lungo il pendio che conduce alla sommità. L'insieme comprende principalmente spilloni decorati, ma anche frammenti di fibule e di altri oggetti, databili fino ad almeno la seconda fase della prima Età del Ferro (VIII secolo a.C.).

In seguito, presumibilmente tra la tarda età repubblicana e la prima età imperiale romana (fine I secolo a.C. - inizio I secolo d.C.), venne eretto sul bordo meridionale della sommità della Rocca un piccolo edificio, un probabile "tempietto" con il fronte aperto, segno forse della monumentalizzazione del luogo di culto e della sua ridedicazione alla dea Minerva, nella quale é da identificare una divinità indigena assimilata a quella romana e dal cui nome può essere derivato poi quello di "Manerba". Proprio alla dea Minerva era dedicata un'iscrizione, rinvenuta sulla sommità della Rocca, attualmente dispersa e nota attraverso il codice Parisinus del Ferrarino (fine XV secolo) e da un disegno nel successivo codice Mediceo.



Dove si trova

Manerba del Garda si trova sulla sponda bresciana del lago di Garda, all’interno del comprensorio della Valtènesi



Come si raggiunge

Dall'Autostrada A4 Torino-Venezia prendere l'uscita Desenzano e poi seguire i cartelli stradali in direzione di Salò; da Trento tenete per Riva del Garda, poi seguire la segnaletica per Malcesine e Manerba del Garda; altrimenti da Riva del Garda andate verso Limone, percorrete la Gardesana per poi arrivare a Salò e infine a Manerba.



Tempi di percorrenza

Il tempo di percorrenza é minimo, parcheggiando l'auto al vicino museo della rocca e proseguendo sulla strada, in dieci minuti si arriva a quella che era l'entrata della rocca.



Mappe Interattive

Posizione del parcheggio:


Posizione della Rocca di Manerba:




Rocca di Manerba
SCHEDA PERCORSO
Provincia:Brescia
Comune:Manerba del Garda
Coordinate punto di arrivo:45.55738 - 10.57202
(45°33'27" N - 10°34'19" E)
Coordinate parcheggio:45.55655 - 10.56899
(45°33'24" N - 10°34'8" E)
Altitudine di partenza (m):150
Altitudine di arrivo (m):190
Dislivello (m):40
Difficoltà del percorso:T - Turistico
Ore a piedi (esclusa visita):10 minuti
Km totali:0,2
Come si raggiunge:A piedi, In auto, In mountain bike
Tipologia:Naturalistico, Storico, Culturale





Data visita: 06/01/2014
Creato il: 26/04/2014
Aggiornato il: 17/02/2016

Autore: Denis B.

 

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