Contrada Zanche

Una contrada fantasma nella valle del Mis (m 860)

 

La ricerca delle proprie origini è una cosa che prima o poi nella vita si ha voglia di scoprire, e questo è quello che ho trovato relativo alla mia famiglia.

Tratto da: "pensieri di AGNESE DE ZANCHE (PADOVA 1982)"

 

*** La mia famiglia ***

Circa il 1840, due fratelli, PASQUALE e PIETRO DE ZANCHE fu Antonio, nativi di Gosaldo (Belluno), il primo seggiolaio, il secondo cuoco dei Conti Papafava di Padova, decisero con i loro risparmi di comperare alcuni campi ed una casa a Caselle di Selvazzano, località lontana dal centro e abitata da povera gente in casolari malsani. Prima di partire da Gosaldo, Pasquale, il maggiore, sposò una vedova, MADDALENA BRESSAN, e il fratello Pietro la figlia della vedova, MARIA ELENA MARCON, sedicenne che aveva metà anni del marito. Scesero dalla montagna, trasportando le loro masserizie su zattere, navigando il torrente Mis che dopo alcuni chilometri si sarebbe gettato nel Piave. Quando le zattere non servirono più, caricarono ogni cosa a dorso di muli e quando a Dio piacque arrivarono a Caselle.

Alla domanda "da dove veniamo" abbiamo una risposta certa che risale al 1840. Per qualche sconosciuta ragione i Da Zanche che scesero dal Mis diventarono De Zanche.

 

Tratto da: "Inferno, canto XXII (nella quinta bolgia dell'ottavo cerchio, tra i barattieri, insieme a Frate Gomita, vicario di Nino Visconti giudice di Gallura)" di Dante Alighieri

Quando essi si furono placati un poco, il mio maestro chiese subito al dannato, che ancora guardava la sua ferita: «Chi fu colui dal quale dici che ti sei malamente separato per venire a riva?» E lui rispose: «Fu frate Gomìta, della Gallura, ricettacolo di ogni imbroglio, che ebbe in suo potere i nemici del suo signore (Nino Visconti) e si comportò con loro in modo che ciascuno ne ebbe vantaggio. Ne prese danari e li liberò facilmente, così come racconta; e anche negli altri incarichi fu un barattiere non mediocre, ma sopraffino. È solito stare con lui messer Michele Zanche di Logudoro e le loro lingue non si stancano mai di parlare della Sardegna. Ahimè, vedete il diavolo (Farfarello) che digrigna i denti: io direi altro, ma temo che quello sia pronto a procurarmi sofferenze».

Questo è l'unico riferimento di un Zanche vissuto nel XIII secolo, ma è la contrada che ha preso il nome dai suoi abitanti o sono gli abitanti che hanno preso il nome dalla contrada?

In Italia è frequente trovare contrade e cognomi corrispondenti e in questa contrada vivevano i Da Zanche.

 

La contrada è stata abbandonata dopo l'alluvione del 1966. Probabilmente la chiusura della strada del Mis e l'assenza della zona turistica di California ha influito molto sull'economia della contrada.

Contrada ZancheContrada Zanche - edificio principaleContrada Zanche - fontana e lavatoio

La contrada è composta di 3 edifici ancora con il tetto ed altri 2 edifici solo in pietra e molto vecchi.

Di fronte alla casa principale una fontana ed il lavatoio (probabilmente l'acqua arrivava con una tubatura dal torrente che si trova 10 metri più in basso).

L'edificio principale è costituito da 4 piani ed a fianco uno secondario con legnaia, stalla ed un focolare per il filò.

Contrada Zanche - ingresso edificio principaleContrada Zanche - una cucinaContrada Zanche - una camera da letto

All'interno si trovano ancora alcuni mobili e suppellettili.

Contrada Zanche - soggiornoContrada Zanche - dispensaContrada Zanche - focolare per il filò

Ci sono resti di cartoline, bollette, foglietti delle messe, ed anche un invito ad un matrimonio del 1964.

Contrada Zanche - invito al matrimonioContrada ZancheScatola di biscotti

Contrada ZancheContrada Zanche - stalla

Dietro agli edifici principali un capitello con all'interno un crocefisso, i resti di un altro edificio ed una recente tabella che indica il nome della contrada.

Contrada Zanche - capitelloContrada Zanche - resti di edificioContrada Zanche


 



Come si raggiunge:

Raggiungere la contrada non è molto semplice, è lì, nascosta nel bosco e non ci sono sentieri segnati e battuti. Ci vuole intuito ma è meglio utilizzare il GPS. Noi ci siamo arrivati con l'intuito e l'utilizzo della carta topografica qui sotto.

Cartina topografica

Le prime due volte (anni '80 e 2000) ci siamo arrivati da Gosaldo e quindi per le contrade Zavat e Bezzoi, ma questa volta volevamo arrivarci da California.

Passando vicino al lago del Mis in direzione nord si arriva alla fine del lago dove si può andare a visitare la cascata della Soffia ed i Cadini del Brenton. Si prosegue e la valle diventa più stretta e dove si può ammirare una suggestiva forra.

Terminate le gallerie la valle inizia ad aprirsi e sulla sinistra si trova uno stretto ponte con assi di legno che bisogna attraversare.

Ponte verso California

Purtroppo per noi, la strada oltre alle prime case era ancora chiusa per neve e abbiamo dovuto parcheggiare subito dopo il ponte sulla destra. Normalmente la strada prosegue per poco più di un chilometro dove è possibile parcheggiare.

Parcheggio

Dal parcheggio si prosegue per una cinquantina di metri e si trovano le prime indicazioni per California. Per raggiungerla è necessario guadare il torrente, nel nostro caso, vista la quantità d'acqua, abbiamo faticato non poco per trovare un passaggio dove evitare di bagnarsi i piedi.

IndicazioniPunto di passaggio sul torrente

Superato il torrente si arriva in California ed il sentiero, segnato in blu e rosso, prosegue in salita verso Bezzoi. Risulta evidente dalle pietre presenti sul ciglio che il percorso è su un'antica mulattiera.

CaliforniaCalifornia

Dopo un paio di tornanti ci si trova nei pressi di un piccolo ponte di legno. Nella tabella è riportato "I Gheber". Poco prima della tabella si può salire a destra per prendere il sentiero originale, ma noi lo abbiamo scoperto solo al ritorno.

Sentiero verso Bezzoi

TabellePonticello

Superiamo il ponticello e saliamo ancora di un paio di tornanti, ma guardando la cartina capiamo che la direzione non è quella giusta, bisognava andare a nord. Lasciamo il sentiero in direzione della presunta contrada, sapendo che avremmo dovuto oltrepassare i tralicci della corrente. Arrivati nel prato sotto i tralicci scorgiamo, ma è meglio dire, immaginiamo di vedere delle tracce sull'erba. Decidiamo di seguirle vedendo che rientrano nel bosco dalla parte opposta da dove siamo usciti noi. In effetti, oltrepassato un tronco, la traccia potrebbe essere un sentiero.

Passaggio oltre il pratoPassaggio oltre il prato

Si scende per pochi metri e troviamo una mulattiera, poco evidente, ma ci convinciamo che è la strada giusta.

Si prosegue con qualche difficoltà per la presenza di alberi abbattuti. Altri due tornanti (di cui uno è impraticabile per la presenza di un albero) e proseguendo si intravedono finalmente le case!

TornanteQualche albero abbattuto

La contrada Zanche è di fronte a noi, dall'altra parte di un torrente in secca.

Contrada Zanche

Per il ritorno abbiamo cercato di seguire il più possibile il sentiero originale, ma per i troppi alberi caduti abbiamo dovuto risalire sotto i tralicci e scendere lungo il prato. Discesa MOLTO impegnativa ... e al termine di nuovo il sentiero.

La ripida discesa (vista da sotto)Termine della discesaIl sentiero originale

Sotto potete scaricare il percorso che abbiamo fatto o potete trovarlo sull'app Wikiloc.


 



Mappe Interattive:



Contrada Zanche
SCHEDA PERCORSO
Provincia:Belluno
Comune:Gosaldo
Coordinate punto di arrivo:46.20949 - 11.96604
(46°12'34" N - 11°57'58" E)
Coordinate parcheggio:46.20688 - 11.97423
(46°12'25" N - 11°58'27" E)
Altitudine di partenza (m):665
Altitudine di arrivo (m):860
Dislivello (m):185
Difficoltà del percorso:Escursionisti Esperti
Ore a piedi:
(andata e ritorno, esclusa visita)
1 ora 30 minuti
Km totali:2,7
Come si raggiunge:A piedi
Tipologia:Storico




Traccia GPS:



Storia: (tratta dai tabelloni in loco)

Contrada Zanche

California era diventata nel corso degli anni un piccolo centro turistico aggregato intorno ad un ristorante-albergo divenuto oramai abbastanza noto in tutta la provincia di Belluno; gli autobus di linea arrivavano qui al capolinea, una bella strada permetteva agevoli collegamenti verso Tisèr e, anche se meno agevoli, verso la valle del Mis e quindi la Valbelluna.

Nuove case erano state edificate grazie alla benefica linfa del turismo, ma purtroppo quel terribile novembre del 1966 fermò ogni progetto di sviluppo e di mantenimento delle popolazioni nell'alta valle del Mis.

Dallo studio "I dissesti causati dall'alluvione del 1966 nella Provincia di Belluno" redatto da W.Brugner, G.Cargnel e A.Valdinucci e pubblicato nel Bollettino del Servizio Geologico d'Italia, si possono estrarre interessanti commenti e spiegazioni in merito al fenomeno alluvionale che in questa valle sembra abbia raggiunto uno dei suoi apici maggiori: "... Nel territorio di Gosaldo le pendici furono devastate da frane, i piccoli solchi vallivi erosi sui fianchi e sul fondo, le strade gravemente dissestate, le abitazioni per gran parte lesionate, molte distrutte o parzialmente demolite; il torrente Mis ed il Molini (o Gosalda) sovralluvionati, il capoluogo (Don) e la frazione California investiti da cumuli di detriti e da cataste di blocchi trascinati dalle acque in piena ..." e, continuando oltre, "... Le piogge del 4 e 5 novembre 1966 e la conseguente piena eccezionale trasformarono però la valle in un orrido solco, dai fianchi devastati da frane e con il fondo ingombro da cataste di blocchi misti e sfasciame minuto, che a luoghi sopraelevarono il greto del torrente di vari metri ...". Ancora nella descrizione "...Questi (depositi alluvionali), infatti, sopraelevarono di parecchi metri il letto del Mis e del Gosalda (quest'ultimo nel tratto terminale) trasformando il verde fondovalle in una bianca e piatta petraia nella quale divagavano le acque dei torrenti ...".

Ora di tutti questi sconvolgimenti rimane ben poco a parte un generale abbandono di tutta la valle; l'intera valle del Mis subì però un considerevole stravolgimento tale da provocare il collasso di intere parti di territorio sia dal punto di vista morfologico, sia sociale ed economico.


 

Data visita: 26/03/2022
Creato il: 27/04/2022

Autore: Corrado De Zanche

 

Altri itinerari nelle vicinanze:



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Grazie Corrado per questa escursione.
Chissà se potrò andare in frazione Zanche....
Complimenti per la dercrizione e per le foto.
Vittorio # 01/05/2022 12:06:34


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