Bastione Buovo

Dentro le mura medioevali di Padova alla golena S.Massimo (m 25)

 

Un salto nel medioevo Padovano, per riscoprire antichi passaggi.

La breve visita ci porta dentro un bastione e lungo un camminamento all'interno delle mura.

Bastione BuovoBastione Buovo - Ingresso alla casamatta inferiore

Il Bastione e il camminamento interno è stato recentemente ristrutturato.

Bastione Buovo - IngressoBastione Buovo - Ingresso

L'ingresso presenta le tabelle con foto della ristrutturazione, la pianta e la storia che è riportata a fondo pagina.

Bastione Buovo - TabelleBastione Buovo - Tabelle

E' incredibile la fattura di questa grande sala, una costruzione possente.

Bastione Buovo - Casamatta inferioreBastione Buovo - Casamatta inferioreBastione Buovo - Casamatta inferiore

Il passaggio dentro alle mura è stato opportunamente rinforzato.

Bastione Buovo - Galleria verso il torrione VenierBastione Buovo - Galleria verso il torrione VenierBastione Buovo - Galleria verso il torrione VenierBastione Buovo - Galleria verso il torrione Venier

Verso la fine della galleria l'acqua nasconde il pavimento. Qualcuno ha tentato di creare un passaggio con dei mattoni ... ma altri si sono tolti le scarpe ...

Bastione Buovo - Galleria verso il torrione VenierBastione Buovo - Galleria verso il torrione Venier

Al termine del camminamento siamo al torrione Venier, dove sembra esserci un porticciolo coperto e protetto.

Bastione Buovo - Porticciolo

Ritornati indietro per lo stesso camminamento ed usciti all'esterno, si può visitare la casamatta superiore, ora utilizzata come deposito.

Bastione Buovo - Ingresso casamatta superioreBastione Buovo - FeritoiaBastione Buovo - Feritoia

Bastione Buovo - Interno della casamatta superioreBastione Buovo - Interno della casamatta superioreBastione Buovo - Interno della casamatta superiore

Bastione Buovo - Vista del torrione Venier

All'esterno le mura sono percorribili fino al torrione Venier. Tra le mura e il corso d'acqua è stato ricavato un luogo per manifestazioni.

Bastione Buovo - Percorso di rondaBastione Buovo - PorticcioloBastione Buovo - Percorso di ronda

Bastione Buovo - Torrione VenierBastione Buovo - Torrione VenierBastione Buovo - Torrione Venier

 

Ulteriori dettagli sulla storia delle mura di Padova sono disponibili sul sito Comitato Mura di Padova.

 

I cancelli per la visita al torrione non sono sempre aperti, gli orari sono:

Sabato: primavera-estate 16.00-18.30, autunno-inverno 14.30 17.00

Domenica: 9.00-12.00

La gestione è a cura degli Amissi del Piovego

Per informazioni: 3487077807

Bastione Buovo


 



Come si raggiunge:

Il Bastione si trova a Padova, nei pressi dell'ospedale universitario, tra Via Giuseppe Orus e Via S.Massimo (entrambi sensi unici).

Per arrivare in macchina è quindi necessario arrivare da Via Belzoni e poi Via Ognisanti, oppure parcheggiare nella zona del Planetario di Padova / Obitorio (Via Alvise Cornaro) e proseguire a piedi per 5 minuti.


 



Mappe Interattive:



Bastione Buovo
SCHEDA PERCORSO
Provincia:Padova
Comune:Padova
Coordinate punto di arrivo:45.40456 - 11.89679
(45°24'16" N - 11°53'48" E)
Coordinate parcheggio:45.40539 - 11.8957
(45°24'19" N - 11°53'45" E)
Altitudine di partenza (m):25
Altitudine di arrivo (m):25
Difficoltà del percorso:T - Turistico
Ore a piedi (esclusa visita):5 minuti
Come si raggiunge:A piedi, In auto, In mountain bike
Tipologia:Storico




Storia:

Il torrione Buovo o del "Portello Vecchio"

Prende il nome dal mastro muraro Angnolo Buovo, esecutore delle direttive dell'architetto Sebastiano Mariani e del capitano generale Bartolomeo D'Alviano, ricordato dal Sanudo nei cantieri del fronte orientale. È chiamato anche del Portello Vecchio, perché nelle vicinanze era situato il porto delle barche che facevano la spola con le saline di Chioggia e vi era la porta medioevale con tal nome, chiusa solo nel 1519 quando si apre quella del Portello Nuovo. È l'unico torrione di cui si può cogliere ancora l'altezza originaria, perché è circondato dall'acqua, se pure su due livelli, dato che sul lato est vi è addossato un sostegno idraulico. Il gran cilindro ha un diametro di 42 metri e lo spessore della muratura supera i 6. Contiene due livelli sovrapposti di casematte, ciascuno con una coppia di cannoniere. Il livello inferiore è accessibile mediante una galleria, il cui asse non è rivolto verso il centro del bastione, ma è spezzato, in modo da non vedere, né colpire, direttamente l'interno. La sala interna, con grande volta a botte lunettata, misura quasi metri 18 x 9 e vi si apre direttamente la cannoniera verso settentrione, ora interrata. Un locale minore, di 6,5 metri di luce, che si ripete al piano superiore, serve la cannoniera che guarda all'occidente. Dal vano principale si stacca verso nord una lunga galleria di contromina, larga 3,20 metri e racchiusa nello spessore della muraglia del Castelnuovo. Delle due postazioni del piano superiori, quella orientale è parzialmente a cielo aperto, come quelle superiori del bastione Alicorno. L'ingresso che disimpegna le 2 casematte, poco più di un corridoio tripartito, è coperto con un complicato sistema di sei raccordi voltati. Sulla sommità del terrapieno interno è stato edificato il serbatoio idrico ottagonale dell'ex macello.

 

Il torrione Venier o del "Portello Nuovo"

È detto anche del Portello Nuovo, che, infatti, controlla da lontano. È stato ultimato nel 1518, come ricorda una bella iscrizione del capitano Giuliano Gradenigo, un tempo collocata sul fianco nord del torrione sotto a un leone, dove oggi restano solo alcune lastre coperte da una cornice. Per tale motivo alcuni autori lo chiamano anche torrione Gradenigo, come il Castelnuovo. Nel 1517, durante la sua costruzione, era provveditore alle fabbriche Pietro Venier. Collocato sul saliente formato dalle mura piegate con un angolo di gola di 84°, la rondella ha un diametro di 48 metri e la corda in gola di 35. A contatto con l'acqua presenta una zoccolatura lapidea simile a quella del Castelnuovo. Le casematte interne non sono state rilevate. Ora è però tornata visibile l'apertura esterna contornata in pietra della cannoniera occidentale, mentre quella meridionale resta sepolta nella golena del giardino Fistomba. Sullo spazio superiore e circostante nei primi anni del '900 è stata costruita la scuola con aule all'aperto dedicata ad Enrichetta Luzzatto Dina, una delle tre scuole tenacemente volute da Alessandro Randi, medico dell'ufficio sanitario comunale per combattere la tubercolosi.


 

Data visita: 06/06/2015
Creato il: 18/07/2016

Autore: Corrado DZ.

 

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