Col del Boia

Il trodo dei fiori (m 2066)

 

Un facile percorso guidato per conoscere i fiori di montagna.

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Si parte da Passo Brocon lungo il sentiero 396.

Col del Boia

Lungo il sentiero, tutto in salita, sono dislocate diverse tabelle sui fiori che si possono incontrare (dipende dalla stagione).

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Col del Boia

Su questo bivio è meglio scegliere il sentiero 396A. La salita è più dolce e si farà un anello che porta in cima al monte per poi tornare a questo incrocio.

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La successiva tabella ci indica di scendere lungo il 396 oppure di proseguire per pochi minuti per arrivare sulla cima di Col del Boia.

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Sulla cima del colle si trovano ancora tracce di insediamenti militari della Grande Guerra, probabilmente osservatori e postazioni da mitragliatrice.

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Ridiscesa la cima di Col del Boia, si intraprende il sentiero che, per alcuni tratti, si sviluppa all'interno di alcune trincee.

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Come si raggiunge:

Da Bassano del Grappa (VI) in direzione Trento o da Trento in direzione Bassano del Grappa sulla SS47. In prossimità di Grigno si trovano le indicazioni per Castel Tesino. A Castel Tesino seguire le indicazioni per le funivie Lagorai - Passo Brocon.

Col del Boia


 



Mappe Interattive:



Col del Boia
SCHEDA PERCORSO
Provincia:Trento
Comune:Castel Tesino
Coordinate punto di arrivo:46.12534 - 11.66344
(46°7'31" N - 11°39'48" E)
Coordinate parcheggio:46.11863 - 11.68837
(46°7'7" N - 11°41'18" E)
Altitudine di partenza (m):1616
Altitudine di arrivo (m):2066
Dislivello (m):450
Difficoltà del percorso:T - Turistico
Ore a piedi:
(andata e ritorno, esclusa visita)
2 ore 30 minuti
Come si raggiunge:A piedi
Tipologia:Naturalistico, Paesaggistico, Storico, Panoramico




Storia: (tratta dai tabelloni in loco)

Il Trodo dei Fiori

Ideato dal dr. RINO BALLERIN di Castel Tesino che vi profuse amore e conoscenza, il "Trodo" è stato realizzato a partire dal 1980 grazie all'opera del CIRCOLO CULTURALE "ZENT TRENTINA" di Trento.

Nel 1992 sono stati eseguiti i lavori di sistemazione definitiva con l'intervento del Servizio Ripristino e Valorizzazione ambientale della Provincia Autonoma di Trento e con la collaborazione scientifica del Museo Tridentino di Scienze Naturali di Trento.

 

Notizie storiche

Valico di collegamento tra il Tesino ed il Primiero, il Passo del Brocon ha avuto grande importanza fin dal Medioevo quale ambiente di ricca pastorizia tuttora attiva. La strada del Passo, costruita per scopi militari, fu inaugurata nel 1909 dal governo austriaco. Durante la prima Guerra Mondiale la zona venne occupata dalle truppe italiane rimanendo però ai margini delle grosse operazioni belliche che interessarono la vicina catena del Lagorai.

Il tracciato del Trodo recupera una mulattiera militare e le trincee in quota.

 

Il passo Brocon e la Grande Guerra

Il Passo Brocon ha avuto una grande importanza strategica durante la Prima Guerra Mondiale, ed ancora oggi sui suoi pendii si possono vedere gallerie, trincee e qualche reperto bellico.

La zona all'inizio delle ostilità si trovava sotto il dominio austriaco e venne rapidamente occupata nell'estate del 1915 dalle truppe italiane, divenendo per due anni solo una sicura seconda linea.

Gli imponenti appostamenti campali che vi si trovano testimoniano ancora oggi il lavoro di consolidamento di queste posizioni subalterne ma a ridosso di un "fronte difficile". La mulattiera e la trincea sul cui tracciato si snoda il "Trodo dei fiori" fanno parte di queste opere militari. Sono state costruite dagli alpini del Battaglion Val Cismon e dai fanti del 57° Reggimento nella primavera del 1915.

 

Strade militari austriache "Lo stradone del Brocon"

Questa strada camionabile fu costruita dall'Austria esclusivamente a scopo militare. Nel 1903 l'Italia aveva iniziato la costruzione del Forte di Cima Campo, immediatamente a ridosso del confine con l' Austria. Esso avrebbe dovuto dominare con cannoni a lunga gittata tutta la zona del Tesino, della Valsugana fino a Levico e del Brocon. Per fronteggiare la fortificazione l'Austria possedeva i lontani forti di Busa Verle sull'altipiano di Vezzena. Per poter proteggere il traffico militare anche verso Primiero, progettò una camionabile che si snodasse in terreno coperto, irraggiungibile dal tiro dei cannoni italiani. Il suo percorso avrebbe agevolato rapidi spostamenti di truppe, vettovaglie e materiale bellico ed avrebbe costituito la spina dorsale di un sistema di fortificazioni dal Tesino a Fiera di Primiero, collegate da strade secondarie, che diramandosi da essa, avrebbero raggiunto le cime di Picosta, del Col della Zimogna, di Agaro ed i versanti del Vanòi. L'Austria mascherò il carattere militare del futuro stradone affidandone il progetto e la costruzione al Ministero dei Lavori Pubblici, anziché a quello della Guerra e chiamando i Comuni a parteciparvi con un contributo finanziario.

Già nella primavera del 1905 numerose squadre di geometri ed ingegneri austriaci picchettarono il tracciato. Nel tardo autunno dello stesso anno il progetto fu ultimato e presentato ai Comuni della zona, chiamati a contribuire alla spesa in rapporto alle loro possibilità finanziarie ed ai vantaggi che sarebbero loro derivati. Nel 1908 il nuovo stradone era ultimato, con un percorso effettivo, dal Tesino al Primiero, di 45 chilometri.

Per ricordarne la costruzione le imprese appaltatrici eressero al Passo un monumento in granito a forma di obelisco, attorniato da un'aiola selciata. Sul basamento posero una targa in bronzo con un elogio all'Imperial Regio Governo ed i loro nomi Amedeo Boso, Celestino Sordo e Giuseppe Zampiero.


 



Flora e Fauna: (tratta dai tabelloni in loco)

Aspetti geologici

La stratigrafia, pre-quaternaria, presenta le seguenti formazioni calcareo-dolomitiche:

Dolomia Principale: calcari dolomitici e dolomie biancastre o grige (Val Cortella);

Calcari Grigi di Noriglio e Oolite di S. Vigilio: grigi o color nocciola, ben stratificati, ricchi di fossili tra cui lamellibranchi, cefalopodi, gasteropodi (Sud del Monte Agaro, Col del Toc, Monte Coppolo);

Rosso Ammonitico Veronese: formazione nodulare selcifera, rosso mattone o roseo (Sud di M.te Gorgantile e M.te Agaro);

Biancone: calcari biancastri fittamente stratificati (M.te Gorgantile, Col della Remitta);

Scaglia Rossa: tetto della stratigrafia locale.

Marne e calcari rosso-violacei (M.ga Arpaco, M.ga Zanca, fino a M.ga Marande, Passo del Brocon).

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Aspetti botanici

Situato nel settore prealpino del versante meridionale delle Alpi, il Col del Boia testimonia gli effetti delle passate glaciazioni che hanno provocato migrazioni vegetali nel continente euroasiatico.

Dryas octopetala, Polygonum viviparum, Salix reticulata, sono specie di origine artica;

Aconitum napellus, Aster alpinus, Leontopodium alpinum, Cortusa matthioli, sono di lontana origine asiatica;

Sempervivum tectorum, Polygala chamaebuxus, Erica carnea, Achillea clavenae, Helianthemum, Daphne, trovano il loro antico ceppo originario nella flora afro-mediterranea;

Primula auricula è di formazione centroeuropea.

Interessante la compresenza di elementi della flora calcarea e di quella cristallina.

Col del Boia

Aspetti zoologici

Importante via di passo di uccelli migratori: beccaccia, cesena, tordella, fringuello, ecc. (vedi toponimo "Pizzo degli uccelli"). Presenza di taccola, gallo forcella, poiana, coturnice, falchetto, lepre, volpe, ermellino, capriolo.

NOTA: un comportamento non rumoroso può dare l'occasione di osservarli e fotografarli.


 

Data visita: 09/06/2019
Creato il: 11/04/2020

Autore: Corrado DZ.

 

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