


A Stoccareddo esiste un bellissimo luogo che per posizione e conformazione merita a pieno titolo l'aura di leggende che si narrano sul suo conto. Avrete già capito che la meta di questa nostra passeggiata è lo Spitzknotto o come lo chiamano gli abitanti lo Spizegonotto. Il nome, direttamente dal cimbro, deriva dai grandi sassi piatti Knotte chi si trovano sulla punta Spitz di questo piccolo promontorio che collegato con un istmo al fianco della montagna, si erge nella Val Frenzela. Siamo nelle pendici orientali dell'Altopiano e seguendo con lo sguardo la valle si riesce a scorgere la Valsugana e i primi borghi Valstagna e San Nazario.
Il percorso parte appena fuori del centro ed è chiaramente segnalato da appositi cartelli, l'unico dubbio è nel nome infatti su ogni cartello è indicato con un nome leggermente diverso... Dalla chiesa si percorrono circa 400 metri in direzione di Sasso, fino ad incrociare il capitello di Sant'Antonio qui potete parcheggiare il mezzo. Come seconda opportunità di parcheggio proseguite per altri 100 metri e prendete la prima traversa a sinistra.
Il sentiero parte dalla strada e si snoda attraverso le ultime case del borgo proseguendo nel fondo di una valletta. Volendo il primo tratto del sentiero si può percorrere anche in mountain-bike. Poco a poco la passeggiata rivela tratti caratteristici e molto belli. Piante fiorite su ambo i lati e fusti di alberi che creano gallerie naturali quasi a trasportarti in un mondo appartato.
Si continua attraverso il bosco lungo il fianco della montagna, fino ad intravedere le prime rocce del complesso.
Si arriva così al ciglio della montagna e quindi alla parte più pericolosa. Ma non preoccupatevi, una staccionata vi guida lungo il perimetro di quella che sembra proprio un'isola.
Senza accorgersi quasi inaspettatamente si giunge alla meta e lo spettacolo è duplice. Da un lato, le rocce lavorate dall'acqua e dal vento hanno forse fornito ai primi abitanti dell'Altopiano un luogo da consacrare alla bellezza della natura, dall'altro le pareti quasi a precipizio che si snodano attorno al promontorio creano una cornice che esalta ancor di più la suggestione del luogo.
Arrivati!!!
Rocce che sembrano pilastri...
... e sassi che sembrano pavimenti, qui è la natura a dettare le regole e regna incontrastata.
Così questo luogo aspro e selvaggio riesce a racchiudere in se la magia della natura e a trasmettere una sensazione di armonia e chissà se come lo è per noi e per gli abitanti del posto, lo è stato anche per i primi primitivi frequentatori.
Questo sito, in parte dimenticato e poco conosciuto, ci appaga della visita con la sua naturale bellezza e accende in noi un'ulteriore curiosità sulle leggende che vi gravitano attorno. In primis quella che lo vuole come vertice del triangolo con altri due luoghi carichi di misticismo l'Hanepos nella piana di Marcesina e l'Altarknotto a sua volta vicino al Bostel di Rotzo. Luoghi probabilmente dedicati ai riti propiziatori fin dall'antichità, ma sicuramente carichi di magnetismo e un fascino naturale unico.
Dimenticavo: lo abbiamo visitato il 13 agosto 2007!
Storia: (tratta dai tabelloni trovati in loco)
Cenni storici di Amerigo Baù
Spitzknotto
localmente detto Spizegonotto e rinominato terzo altare dallo storico Giancarlo
Bortoli
Vi trovate in un sito affascinante a strapiombo sulla selvaggia Val Frenzela,
luogo trascurato per decenni, ora recuperato grazie allo storico Giancarlo
Bortoli che su questo luogo ha sviluppato il racconto di Natale 2003 "Il Terzo
Altare".
Per Bortoli, lo Spitzknotto è il Terzo Altare dell'Altopiano assieme al più noto
Altarknotto (nei pressi di Rotzo) e all'Hanepos (incudine del Diavolo) che si
trova in Marcesina, ed è la chiusura del Triangolo dei tre altari dell'Altopiano
anche per la presenza di tre knotte (massi piatti) sulla punta (spitz).
"Altare" dedicato alla dea celtica Freia (Frea-sele, spirito di Frea) che dà il
nome alla valle sottostante che s'immette nella Valsugana a Valstagna, infatti
si può vedere la pianura veneta, Castelfranco e giù fino alla laguna con
Venezia.
Sulla "Knotte" più alta c'è sempre stata una gran croce, ora c'è né una
piccolina di ferro, là voluta da Don Gianfranco Lanzarin, ai piedi della quale
c'è un residuato bellico della prima guerra mondiale che qui avevano una
postazione strategica.
E' sempre stato un luogo frequantato anche dai bambini de Stocarè che si
avvicinavano, almeno fino a qualche decennio fa, con tanta paura e curiosità
perchè si diceva che qui trovano casa le streghe, il "sanguanelo" e gli gnomi
che ne hanno fatto la loro "cittadella".
Si consiglia in ogni modo ai visitatori di accedere con cautela e silenziosi
ammirando la canina, ciclamini, barba di capra, ecc. e inoltre si notano tra i
sassi le tane di tassi, lepri e nidi di falco che qui trovano riparo.
Se avete fortuna e ....fantasia potreste vedere sbirciare fra i massi qualche
gnomo così come li vedevano..... i bambini di Stoccareddo.
Poi se alzate lo sguardo, vedete una Madonnina di Medjugorie che vi sorride e...
vi chiede un'Ave Maria per la Pace.
Vista aerea del sito.
Come si raggiunge: Stoccareddo, Altopiano di Asiago, provincia di Vicenza. Per chi arriva a Stoccareddo da Gallio, proseguire verso Sasso di Asiago - Bassano per circa 400-500 metri fino ad incrociare un capitello sulla destra. Qui potete parcheggiare il mezzo e prendere il sentiero che parte sulla sinistra della strada. Il tragitto è lungo circa 600 metri ed è in leggera pendenza tranne gli ultimi 30 metri ed è percorribile quasi interamente in mountain-bike.
Link alla mappa:
Visualizzazione ingrandita della mappa e calcolo itinerario
Spitzknotto - Spizegonotto | ||
| SCHEDA PERCORSO | ||
| Provincia: Vicenza Comune: Gallio | ||
| Coordinate punto di arrivo: 45.877153 - 11.617068 (45°52'37.75" N - 11°37'1.44" E) | ||
| Difficoltà del percorso: EE - Escursionisti Esperti Ore a piedi (esclusa visita): 10 minuti | ||
| Come si raggiunge: a piedi, in mountain bike | ||
| Tipologia: Culturale, Storico, Paesaggistico, Naturalistico |
Aggiornato il: 23/09/07
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