


Abbiamo visitato il Novegno - Monte Priaforà il 12 ottobre 2007.
Per raggiungerlo dall'osservatorio astronomico (nella conca del Novegno) ci vuole circa un'ora. In alcuni tratti la salita è impegnativa, si può arrivare in mountainbike quasi fino all'arco naturale, poi si prosegue solo a piedi.
Eccolo, un arco naturale con un'altezza di circa 5 metri di altezza visibile anche dal SS 349 del Costo mentre si sale verso Asiago (in linea d'aria dista 8,5 Km e si vede come un puntino bianco appena sotto la cima del monte).
Attraversato l'arco si trovano delle postazioni della prima guerra mondiale.
Dall'arco naturale si sale ancora per arrivare alla cima del monte. Purtroppo il tempo non era dei migliori e le nuvole ci hanno nascosto il panorama che avremmo potuto vedere (qui è visto dal vicino Monte Rione). Poco importa vista la simpatica compagnia che abbiamo conosciuto mentre pranzavamo, ci siamo spartiti vino, dolce e caffé corretto.
Altre foto del sentiero, arco naturale e la cima del monte
Ma qualche schiarita ci ha permesso di vedere almeno i paesi sottostanti!
Nei pressi della cima (in posti poco accessibili) varie caverne, ricoveri e postazioni della prima guerra mondiale.
Ma oltre alle grotte scavate dall'uomo ci sono anche grotte naturali!
Altre foto di panorami, caverne e ricoveri
La grotta più importante e maestosa (che probabilmente verrà ripulita per facilitarne la visita) è a qualche centinaio di metri dall'arco naturale e sede di una batteria di cannoni.
La galleria è molto ampia e lunga, dopo una cinquantina di metri si biforca per poi riunirsi nelle 4 postazioni per i cannoni.
Particolare veramente interessante, ritrovato in alcune stanze scavate nella roccia, sono i resti di come queste grotte erano rivestite di tavole per rendere l'ambiente asciutto. Alcune file di cunei in legno piantate sulla roccia permettevano di fissare delle tavole al soffitto e alle pareti ed infine veniva fatta una base in cemento per la pavimentazione (probabilmente anche questa rivestita).
Le postazioni per i cannoni sono molte ampie, ed in alcuni posti si ritrovano anche delle scritte dell'epoca.
Particolare interessante è una piccola trincea fortificata in muratura, a difesa dell'ingresso, che ci dava l'impressione di un fortino messicano.
Altre foto del complesso della postazione di batteria e della trincea armata
Come si raggiunge: Da Schio (VI) seguite le indicazioni per Bosco di Tretto - S. Caterina. Arrivati alla contrada Rossi troverete la strada bianca che porta al Monte Novegno.
Visualizzazione ingrandita della mappa e calcolo itinerario
Novegno - Priaforà | ||
| SCHEDA PERCORSO | ||
| Provincia: Vicenza Comune: Posina | ||
| Coordinate punto di arrivo: 45.786489 - 11.319688 (45°47'11.36" N - 11°19'10.88" E) | ||
| Altitudine di arrivo (m): 1659 | ||
| Difficoltà del percorso: T - Turistico Ore a piedi (esclusa visita): 2 ore | ||
| Come si raggiunge: a piedi, in mountain bike | ||
| Tipologia: Naturalistico, Paesaggistico, Storico, Panoramico |
Altre foto:
Sentiero, arco naturale e la cima del monte
Complesso della postazione di batteria e della trincea armata
Storia: (dal Web)
Dopo la caduta del Col Santo, le
truppe alpine austriache dilagano nella valle del Leno di Terragnolo e,
superato il Colle della Borcola, nella Val Posina. Anche le alture a
Est del Posina che guardano Tonezza e la conca di Laghi vengono
occupate dai Kaiserjaeger. Il tentativo iniziale della 18a Brigata
Alpina A.U. è quello di aggirare il Pasubio attraverso Bocchetta
Campiglia e Colle Xomo e quindi scendere verso Schio e la pianura
veneta.
Il 25 Maggio 1916 iniziano aspri combattimenti sotto gli ampi terrazzi
di Colle Xomo e le pendici di Monte Alba, che dureranno fino alla metà
di Giugno. Gli AustroUngarici guadagnano terreno, ma la linea
principale, validamente difesa dai reparti della 27a Div. Italiana
(Brigate Sesia, Sele e Volturno) non dà segni di cedimento. La lotta si
sposta più a Est, verso monte Spin, propaggine sinistra del Gruppo del
Novegno e quindi, dopo la caduta delle alture in riva sinistra del
Posina, Monte Majo, Altopiano di Tonezza, Monte Cimone, la linea
italiana si porta sulle alture in riva destra (28 Maggio).
Il 29 Maggio, preceduti da forte bombardamento d'artiglieria, gli
Austriaci (Battaglioni Kaiserjaeger) riprendono furiosi attacchi contro
i ripidi versanti della dorsale montuosa. Il 30 Maggio 1916 la linea
italiana viene intaccata con la perdita del Priaforà, propaggine Nord
del Novegno.
Ultimo giorno di Maggio: la linea italiana, difesa nella zona del
Novegno dalla 35a Divisione e dalla 9a Div. più a Est, corre dalla
cresta di questo per scendere fino a passo Campedello e risalire al
trincerone di Monte Giove, di fronte al Priaforà. Da qui la linea corre
sulla sommità dei Colletti di Velo per entrare in Val d'Astico davanti
al paese di Velo d'Astico, abbandonato.
Quindi la linea prosegue per il fondo valle fino alla frazione Seghe di
Velo e, passato l'Astico al ponte di Schiri, risale le pendici di Monte
Cengio.
Gli attacchi austroungarici riprendono i primi di Giugno soprattutto
contro Monte Giove e i Colletti di Velo, ma il forte sbarramento di
artiglieria italiano, specie delle batterie piazzate sul Monte Summano,
impediscono seri vantaggi per il nemico.
Il 12 Giugno un formidabile schieramento di artiglieria posto
soprattutto sull'altopiano di Tonezza, apre la strada all'attacco delle
fanterie austriache contro il trincerone di Monte Giove. La linea
italiana sembra cadere, ma un provvidenziale sbarramento di artiglieria
costringe gli austriaci a riparare nelle proprie trincee.
Al mattino del 13 riprende l'attacco a.u., ma anche questa volta si
spegne contro le ormai provate truppe italiane che vengono nei giorni
successivi rinforzate da rincalzi.
A metà Giugno inizia la controffensiva italiana sull'Altopiano di
Asiago e anche nel settore Posina le ormai stanche fanterie a.u. si
ritirano su una linea più facile da difendere, che si svolge sulla
sinistra del Posina dal Monte Majo al Cimone. Il Priaforà viene
rioccupato dagli italiani e anche la conca di Arsiero, abbandonata
dagli Imperial-Regi viene rioccupata dalle truppe italiane.
Con la successiva conquista del Cimone da parte italiana e la
riconquista austriaca con lo scoppio della nota mina, il fronte si
assesta sulle posizioni che resteranno immutate fino al 1918.
Creato il: 24/01/08
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