


Abbiamo visitato Porta Manazzo il 24 agosto 2008.
Porta Manazzo è facilmente raggiungibile in macchina e poi a piedi per 5 minuti. Una terrazza naturale verso la Valsugana, Levico e le montagne trentine .... l'importante è trovare una giornata speciale come quella che abbiamo trovato noi!
E se vi capita di andarci di notte, fate attenzione, è il posto preferito degli astrofili che trovano un posto buio con poco inquinamento elettrico.
Poco prima di raggiungere il punto di sosta per l'auto, sulla sinistra, si può scorgere una colonia di marmotte abituate alla presenza dell'uomo. Le abbiamo viste giocare e la solita marmotta di guardia, attenta al pericolo, che sembrava stesse prendendo il sole (meglio portarsi dei binocoli per non disturbale troppo).
L'indicazione per la "cannoniera" è il punto di partenza per proseguire a piedi.
Una trincea protegge e collega l'ingresso per la postazione di due cannoni.
La prima galleria ed il suo interno:
La seconda invece è franata:
La cosa strana è che nei vari testi si legge che le artiglierie di Porta Manazzo furono di primaria importanza nei bombardamenti ai forti di Luserna e Busa Verle. Ma queste cannoniere guardano la valle, non la zona dei forti! Sicuramente saranno servite per disturbare i rifornimenti Austriaci che passavano nella valle sottostante per arrivare nelle zone di guerra.
Ma allora dov'erano i cannoni da 280 mm usati nel primo anno di guerra? Ripensando a quanto visto, ma purtroppo non fotografato, ci sono delle piazzole (6 o 7) lungo la strada che prosegue verso il Vezzena. Sono riparate dalla montagna e in zona di tiro verso i forti suddetti. (Questa osservazione avviene dopo domanda da parte di M.)
Per poter gustare meglio il panorama è consigliabile salire un po' più in alto, meglio se proseguire per Cima Manderiolo.
La Valsugana:
Monte Trentin e Cima Dodici:
Bocchetta Portule e Cima Portule:
Il parcheggio e Porta Manazzo:
Panorama complessivo:
Come si raggiunge: Da Asiago in direzione Trento sulla S.S. 349 , usciti dall'abitato di Camporovere proseguendo per circa 10 km, passata l'Osteria del Ghertele, dopo una curva a destra si trova la strada che porta a Larici - Rif.Formica. Si prosegue fino ai pressi del Rifugio Larici, dove al tornate si proseguoe dritti per Malga Di Porta Manazzo.
Visualizzazione ingrandita della mappa e calcolo itinerario
Porta Manazzo | ||
| SCHEDA PERCORSO | ||
| Provincia: Vicenza Comune: Roana | ||
| Coordinate punto di arrivo: 45.980169 - 11.397442 (45°58'48.61" N - 11°23'50.79" E) | ||
| Altitudine di arrivo (m): 1795 | ||
| Difficoltà del percorso: T - Turistico Ore a piedi (esclusa visita): 10 minuti | ||
| Come si raggiunge: a piedi, in mountain bike | ||
| Tipologia: Naturalistico, Paesaggistico, Storico |
Storia:
Tratto da Fritz Weber - Forte Busa Verle
Maggio 1915
"Cerchiamo ansiosamente un bersaglio. All'infuori delle poche granate
di ieri sera, non abbiamo ancora sparato un colpo. Venir bombardati
senza controbattere, è una cosa intollerabile. I muri delle casematte
presentano già profonde lesioni e potrebbero crollare da un momento
all'altro. Nulla di più estenuante di questa resistenza passiva;
dobbiamo agire.
La batteria sulla cresta del Verena, la sola che finora siamo riusciti
ad individuare, si trova fuori della portata dei nostri pezzi e ci
sovrasta di cinquecento metri. Per le batterie italiane da 280 mm di
Porta Manazzo non abbiamo rilievi e non possiamo far altro che
prenderle sotto il tiro di distruzione." .... "Spariamo ora contro le
batterie campali, nelle conche e nelle valli, nella foresta davanti a
noi, ovunque supponiamo possano essersi annidate. La locanda di Vezzena
è in preda alle fiamme. Granate lacrimogene vengono sparate su Porta
Manazzo, da cui parte il tiro di distruzione contro di noi. Purtroppo,
non riusciamo a raggiungere i grossi calibri da 280 mm in batteria sul
Verena. Sapendo di trovarsi fuori della portata dei nostri pezzi, essi
fanno di noi quello che vogliono. Ogni tre minuti, una parte della
nostra copertura vola in pezzi sotto il loro tiro."
Agosto 1915
"Il forte è scosso dalle sue fondamenta, le pareti tremano e le loro
lesioni diventan sempre più profonde. Lungo i corridoi e nelle
casematte stanno gli uomini con gli occhi che hanno ormai perso
qualsiasi espressione.
<<Adunata di tutta la guarnigione!>>
Due lunghe file nel corridoio principale. Ascoltiamo la voce del
comandante:
<<Ragazzi! Dobbiamo reagire, difenderci! Chi si offre
volontario per far servizio agli obici, faccia un passo
avanti!>>
Silenzio.
Un uomo si fa innanzi, si pianta sull'attenti davanti a Papak, saluta.
E' il capopezzo Aschenbrenner.
<<Nessun volontario - egli dice ad alta voce, in modo da
esser udito da tutti -. La mia squadra sale nella torretta perchè è il
suo turno. Serventi del secondo pezzo: attenti! Per fila destr,
marsh!>>
L'uomo saluta di nuovo, fa dietrofront e si allontana con i suoi
soldati.
Il tenente Papak in persona assume la direzione del tiro. Una
eccitazione nervosa si impadronisce di noi tutti: sparare, distruggere
i diavoli maledetti che ci perseguitano. Granate a ecrasite, shrapnels,
tutto quello che è a portata di mano. Ferro e morte contro Porta
Manazzo! Poiché è di là che provengono i colpi: lo ha stabilito il
nostro osservatorio di Basson.
Nella torretta, i serventi si levano le giacche e le camicie, ché tra
poco ne farà del caldo. Gli sguardi sono fissi sulla tavola dei
segnali. Il proiettile scompare nella camera di scoppio.
<<Fuoco!>>"
Tratto da
Schaumann - La grande guerra 1915/18
21 maggio 1916
Di buon mattino, dopo una sparatoria estremamente violenta, 2
battaglioni dell'87° Regg. Fant., il 24° btg Feldjager e compagnie
dell'11° btg Feldjage s'avventarono nuovamente contro il Costesin che
era difeso da truppe della brigata Alessandria. Dopo un sanguinoso
corpo a corpo gli Austriaci riuscirono a penetrare nelle postazioni.
Nonostante i ripetuti contrassalti ed il fuoco d'appoggio
dell'artiglieria, gli Italiani non furono in grado di riconquistare il
Costesin. Nel pomeriggio gli Austriaci penetrarono anche nel settore
conteso del Marcai. Nei pressi di Porta Manazzo le truppe Italiane si
difesero fino a tarda sera.
23 maggio 1916
Sempre di buon mattino un battaglione della 222.a div. Schutzen avanzò
lungo la linea del fronte e nei pressi di Porta Manazzo incappò nella
strenua opposizione di 2 battaglioni della brigata Lambro, che copriva
il fianco settentrionale della 34.a div. fant. Italiana. Fu una
resistenza tenace che durò parecchie ore; in seguito però gli Italiani
dovettero cedere di fronte alla consistente pressione degli Austriaci.
Creato il: 01/11/08
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