

Abbiamo visitato la galleria Vittorio Emanuele III il 4 giugno 2011.
Questo è quanto riporta il libretto che si trova gratuitamente nel museo nei pressi dell'ingresso:
GALLERIA "VITTORIO EMANUELE III"
È un'opera di fortificazione militare veramente grandiosa, realizzata in 10
mesi, a partire dal novembre 1917. Fu progettata dal Col. del Genio Nicola
Gavotti per potenziare la difesa del massiccio del Grappa.
Ha uno sviluppo in galleria di circa 5 Km., consta di un braccio principale di
m. 1.500, da cui si irradiano numerosi rami secondari, verso le postazioni dei
pezzi di artiglieria e delle mitragliatrici, gli osservatori e gli sbocchi per
sortite controffensive.
Per realizzare la galleria, ricavata al di sotto della Cima Grappa, alta m. 3 e
larga da 1,80 a 2,50 m,. fu necessario asportare circa 40.000 m.c. di roccia
impiegando 24 perforatrici meccaniche. Essa venne armata e dotata di impianti
tecnici e logistici tali da consentire ai reparti in caverna (circa 15.000
uomini con 72 cannoni e 70 mitragliatrici) la vita ed il combattimento per lungo
tempo.
Gli approntamenti difensivi della galleria concorsero efficacemente ad
assicurare il possesso dell'importante massiccio nel corso della seconda e della
terza battaglia del Grappa.
Oggi solo parte del braccio principale, adeguatamente illuminato, è normalmente
visitabile.
Accanto all'ingresso della galleria sorge il cippo che ricorda i 600 Partigiani
caduti sul Grappa nel periodo 1943-1945.
Purtroppo non è possibile la visita completa della galleria a causa di alcune frane e sbarramenti artificiali. Solo il primo tratto è visitabile in sicurezza, altri due tratti sono solo per esperti ben equipaggiati.
La piantina posta all'ingresso, ma anche più all'interno della galleria, danno bene un'idea di quanto fosse imponente questa fortificazione.
E' possibile accedere alla galleria dalle 9.00 alle 11.45 e dalle 13.30 alle 16.45 (chiuso il lunedì). Ma se arrivate e trovate ancora chiuso chiedete ai militari di servizio al vicino museo che vi apriranno e vi daranno tutte le spiegazioni necessarie.
Stranamente non abbiamo notato, vicino alle postazioni di cannoni, dei locali utilizzati come riservette per munizioni che in altre strutture simili normalmente esistono (Fortino Coldarco). Il militare in servizio al museo ci ha spiegato che le munizioni erano messe nel centro del corridoio.
Una diramazione della galleria porta al vecchio sacrario sotterraneo costruito nel 1925 ed abbandonato per le troppe infiltrazioni d'acqua.
Fine del percorso visitabile!
Altre foto del primo tratto della galleria
La visita alla galleria dura circa 40 minuti, ma dopo è consigliato visitare il vicino museo per approfondire i fatti e l'equipaggiamento di quel periodo.
Per poter accedere alla seconda parte (per esperti) è necessario andare verso il
rifugio, oltrepassare il parcheggio e seguire la strada che porta ad una base
militare abbandonata seguendo le indicazioni per il sentiero CAI nr. 10
Dopo la prima discesa sul sentiero, sulla destra si notano delle feritoie per
cannoni da dove è possibile entrare.
Il punto GPS è 45°52'35,4" N e 11°48'00,8" E.
Se andate prima a destra (verso sud) avrete una bella sorpresa, vi ritroverete
alla fine della galleria visitabile chiusa da un cancello.
Dalla parte opposta al cancello (verso nord) una frana blocca la possibilità di
proseguire.
Sembra però che esista un altro ramo, confermato dal militare del museo, che
prosegue sotto la base militare abbandonata, ma è solo un piccolo tratto.
Altre foto del secondo tratto della galleria
Usciti dalla visita del secondo tratto è possibile visitare anche l'ultimo pezzo proseguendo per il sentiero CAI nr.10. Dopo qualche centinaio di metri si vede sulla destra una vecchia strada militare che riporta alla cima del Grappa dentro alla ex base militare. Lasciate quindi il sentiero e prendete la strada militare. Uscite dal secondo tornante, quello a nord, e dopo pochi metri troverete l'ingresso, anzi l'"USCITA PERTICA". (GPS 45°52'52,7" N e 11°47'54,4" E)
Sopra all'uscita Pertica, un vecchio osservatorio monumentale permette di riconoscere i nomi delle montagne che lo circondano (sempre che non ci siano nuvole come è capitato a noi!).
Altre foto del terzo tratto della galleria
Dopo aver visitato tutta la galleria, rivisto le piantine, riletto la storia
disponibile, viene questo dubbio:
- la galleria ha uno sviluppo di 5 km ed è mediamente larga 2,20 m, quindi
11.000 mq disponibili
- ipotizziamo che 1/5 dello spazio fosse per le varie postazioni di cannoni /
mitragliatrici / munizioni e vettovaglie, quindi lo spazio disponibile per i
militari è di 8.800 mq
- una persona in piedi occupa uno spazio di circa 70x70 cm, ovvero 0,49 mq
- risulta che nella galleria potevano stare in piedi circa 18.000 persone
Domanda: come facevano a starci 15.000 militari? Non ci sono stanze
dormitorio, avevano le brande lungo i vari corridoi?
Del museo, nella ex Caserma Milano, pieno di cimeli e foto riportiamo la foto di una bacheca che mostra come riconoscere i proiettili della Grande Guerra, visto che è ancora molto facile trovarne è anche bello sapere di chi erano!
Come si raggiunge: Da Romano d'Ezzelino (VI) prendete la SP148, ma di indicazioni ne troverete veramente tante!
Visualizzazione ingrandita della mappa e calcolo itinerario
M. Grappa - Galleria Vittorio Emanuele III | ||
| SCHEDA PERCORSO | ||
| Provincia: Treviso Comune: Crespano del Grappa | ||
| Coordinate punto di arrivo: 45.87271 - 11.801227 (45°52'21.76" N - 11°48'4.42" E) | ||
| Difficoltà del percorso: T - Turistico Ore a piedi (esclusa visita): 30 minuti | ||
| Come si raggiunge: a piedi, in mountain bike, in auto | ||
| Tipologia: Storico |
Storia: (tratta dal libretto del museo)
LE TRE BATTAGLIE DEL GRAPPA
PREMESSA
L'avversa conclusione della 12ª battaglia dell'Isonzo, con la
rottura del fronte italiano a Caporetto ed il conseguente ripiegamento
dell'Esercito sul Piave portarono, nel novembre 1917, il Monte Grappa in prima
linea a sbarramento del settore montano tra il Brenta e il Piave.
Le truppe italiane, dopo una drammatica ritirata, pervennero
alla nuova linea logore e stremate e, malgrado la stanchezza e le gravi
condizioni logistiche e tattiche, si prodigarono alacremente per costruire una
nuova barriera difensiva atta ad arrestare definitivamente il nemico che,
imbaldanzito dal successo, puntava alla totale distruzione dell'Esercito
italiano.
La conquista del Grappa, infatti, avrebbe consentito agli
austro-ungarici di dilagare nella sottostante pianura veneta e colpire alle
spalle il nostro schieramento sul Piave, dal Montello al mare.
Consci dell'importanza del loro compito - «Monte Grappa tu sei
la mia Patria» diceva la loro canzone, i soldati del Grappa, nella prima e nella
seconda battaglia difensiva contesero accanitamente ogni palmo di terreno
all'irruenza nemica, sino a stroncarne ogni velleità offensiva ed a travolgerla
per sempre con la terza battaglia dell'ottobre 1918.
LA BATTAGLIA DI ARRESTO
La prima battaglia difensiva - quella di arresto dell'avanzata
nemica - si svolse in due fasi: dal 14 al 26 novembre e dall'11 al 21 dicembre
1917 .
Gli Austro-ungarici, dopo una massiccia e violenta
preparazione di artiglieria, il 14 novembre attaccano in forze le nuove linee
avanzate italiane, tra Cismon e Piave; la lotta divenne sempre più aspra e
accanita ed il nemico fece ricorso a tutti i mezzi di distruzione in suo
possesso e riuscì a sgretolarne le difese avanzate, sia pure a costo di
gravissime perdite.
Dal 16 novembre vennero via via coinvolti il M. Tematico, il
M. Roncone e il Prasolan; poi, dal 20 novembre, le quote ed i costoni che
convergono a raggiera su Cima Grappa; Col Caprile, M. Pertica, M. Fontanasecca,
col della Beretta, M. Salarolo, M. Spinoncia e M. Tomba. Località tutte di cui
si leggerà poi il nome inciso sulle stele che fiancheggiano la Via Eroica del
Sacrario. Più volte il nemico venne respinto, ma ripeté gli attacchi
accanitamente, con forze sempre maggiori.
Il 26 novembre, con un violento combattimento, la brigata
"Aosta", reparti del 94ª fanteria e del battaglione alpino "Val Brenta"
ricacciarono da Col della Beretta la divisione austro-ungarica "Edelweiss" ed
ebbe così termine la prima fase della battaglia di arresto. Essa era stata la
più dura e la più importante, perché venne sostenuta dai soldati italiani quando
non era stata ancora superata la terribile crisi della ritirata.
Nonostante l'accanimento degli attacchi, condotti con netta
superiorità di forza, il nemico venne fermato dal disperato eroismo dei nostri
soldati. Sul Grappa, come sul Piave, il soldato italiano compì prodigi di
valore, superiori ad ogni aspettativa e riuscì a bloccare tutti gli sforzi
austriaci per mettere fuori combattimento l'Italia.
Fu solo dopo questa dura prova che, riacquistata la fiducia
nelle nostre reali capacità, il 5 dicembre le truppe Alleate affluite in Italia
entrarono in linea da Monfenera a Nervesa con il XXXI C.A. francese ed il XIV
C.A. britannico. Riordinate le sue forze, l'11 dicembre il nemico riprese con
rinnovato vigore l'offensiva: nel vivo della lotta erano ancora Col della
Beretta, Col dell'Orso, M. Spinoncia, Col Caprile, M. Asolone.
Nonostante la strenua resistenza italiana, il nemico riuscì a
strappare il Valderoa e l'Asolone, giungendo ad affacciarsi sulla piana di
Bassano. Ma gli ulteriori attacchi furono ovunque respinti ed il 21 dicembre il
nemico fu costretto a desistere da ogni ulteriore tentativo.
La battaglia d'arresto era così vinta.
LA BATTAGLIA DIFENSIVA
Durante la stasi invernale, l'organizzazione difensiva venne
rafforzata con lavori in roccia, trinceramenti, postazioni e reticolari, in
previsione di altri e più massicci attacchi.
La sistemazione sul Grappa era assai difficile perché ormai
ridotta alle ultime propaggini montane verso la pianura, tanto che il Gen.
Conrad ne definì la condizione come «quella di un naufrago aggrappato ad una
tavola di salvataggio, per cui sarebbe bastato mozzargli le dita per vederlo
annegare». Ma doveva fare i conti con la tenacia e il valore dei soldati
italiani.
Venne aperta nella viva roccia, al di sotto della cima del
massiccio, la famosa galleria “Vittorio Emanuele III”.
L'opera - vero capolavoro d'ingegneria militare - fu dotata
di formidabili postazioni di artiglieria in caverna e di sbocchi offensivi per
contrattacchi.
il piano nemico prevedeva di sferrare con una armata - la 11ª
- l'attacco principale dagli Altopiani e dal Grappa per giungere attraverso la
piana di Vicenza, alle spalle delle nostre difese sul Piave, che la 5ª e la 6ª
Armata austro-ungarica avrebbero attaccato frontalmente.
La grande battaglia, dall'Astico al mare, che prese poi il
nome di “Battaglia del Solstizio”, si accese nella notte del 15 giugno 1918. Fu
improvvisa, ma non inattesa dal nostro Comando Supremo che, avuto sentore delle
intenzioni del nemico, riuscì a far scatenare un potente tiro di
contropreparazione quasi contemporaneamente a quello di preparazione delle
artiglierie nemiche, riducendone sensibilmente gli effetti distruttivi. Sul
Grappa, nell'attacco che ne seguì, gli Austriaci, protetti da una fitta nebbia,
riuscirono ad irrompere nelle prime linee del IX C.A. e raggiungere Col del Moins e col Moschin,
spingendo pattuglie fino al ponte San Lorenzo.
Anche al centro, nel settore del VI C.A., il nemico attaccò
direttamente Cima Grappa da più direzioni: a destra, nel settore del XXVIII
C.A., dopo ripetuti attacchi e contrattacchi, riuscì ad affermarsi sulla linea
Solarolo-Valderoa.
Ma la sua irruenza fu subito bloccata e nella giornata
successiva, il 16 giugno, i nostri irresistibili contrattacchi riuscirono a
ricacciare il nemico da quasi tutte le posizioni conquistate.
Sul basamento della colonna romana collocata a Ponte San
Lorenzo, la nostra vittoriosa reazione è ricordata dall'epigrafe: "Qui giunse il
nemico e fu respinto per sempre il 15 giugno 1918”.
Il Comando Supremo, nel citare all'ordine del giorno l'eroico
comportamento dell'Armata del Grappa, affermò, nel bollettino di guerra del 18
giugno 1918: “ciascun soldato, difendendo il Grappa, sentì che ogni palmo del
monte era sacro alla patria!”.
Le 640 medaglie al valor militare concesse per quella
battaglia, di cui 486 a soldati semplici, ne sono la luminosa dimostrazione.
La vittoriosa conclusione della battaglia difensiva ebbe un
effetto determinante per l'esito della guerra contro l'Impero austro-ungarico.
LA BATTAGLIA OFFENSIVA
Il compito affidato all'Armata del Grappa era quello
d'irrompere nel solco feltrino per facilitare l'azione di rottura delle Armate
8ª e 10ª dal Piave verso Vittorio Veneto.
All'alba del 24 ottobre 1918 venne scatenata - questa volta
per iniziativa italiana - la terza battaglia del Grappa.
La battaglia, preceduta dal violento tiro di preparazione
della artiglieria si sviluppò su Asolone, Cima Pertica, Osteria del Forcelletto, Prassolan e Valderoa, dove l'impeto vennero raggiunti importanti successi,
nonostante la tenace difesa ed i ripetuti contrattacchi mossi dal nemico il 27 e
28 ottobre, contro il Pertica ed il Valderoa.
Il 29 ottobre la 4ª Armata, in concomitanza della grande
battaglia offensiva del Piave, balzò avanti in tutti i settori, irrompendo come
una valanga sul nemico e travolgendo ogni residua resistenza.
Alle ore 15 del 3 novembre (ora dell'armistizio) l'Armata
aveva raggiunto la linea Borgo in Valsugana - Fiera di Primiero in Val Cismon.
La battaglia era vinta! L'Armata del Grappa aveva bene assolto
il compito che la Patria le aveva affidato.
Creato il: 01/09/11
IMPORTANTE: Il materiale presente nel sito è puramente indicativo. L'utilizzo libero e personale delle informazioni, contenute all'interno del sito, è e rimane di responsabilità dell'utente. Non ci si assume alcuna responsabilità giuridica nel caso di incidente o danni di qualsiasi genere ed origine nell'uso del citato materiale. La visualizzazione o la stampa di informazioni contenute nel sito www.montagnando.it implicano, in modo imprescindibile, la presa visione e l'accettazione di quanto contenuto nell'allegata NOTA INFORMATIVA DI RESPONSABILITA' riguardante la "responsabilità dell'utente" nell'utilizzo delle sopracitate informazioni.
Attenzione: per visualizzare gli annunci pubblicitari viene utilizzato un cookie DoubleClick DART. L’utilizzo di questo cookie consente a Google di pubblicare annunci mirati per gli utenti. Questi cookie non permettono in alcun modo di identificare personalmente l’utente e non includono dati personali.
io vorrei capire come la galleria sia stata utilizzata e costruita durante la prima guerra. Se costruzione inizio' nel novembre 1917 (nel mezzo della prima difesa del grappa) e duro' 10 mesi sembra che essa sia stata completata solo in tempo per la terza finale battaglia del grappa dell ottobre 1918 e costruita sotto il tiro del nemico. e non terminata in tempo per la battaglia del giugno 1918.
Ritengo che la costruzione di qualsiasi opera militare durante il periodo di una guerra sia sempre con l'intenzione di non perdere una posizione considerata strategica.
Questa opera, come altre, sono iniziate non sapendo quando sarebbe finito il conflitto, ma sapendo che non dovevano lasciare quel posto al nemico. E così i lavori iniziano con tutte le cautele possibili per mascherare l'opera al nemico ma sempre con il rischio di non riuscire a portarlo a termine.
Ogni metro scavato e ogni postazione realizzata erano sicuramente un rafforzamento della linea di difesa.
Come il Monte Grappa, anche il Pasubio e l'Ortigara erano comunque in costante miglioramento dal progetto iniziale di difesa.
Secondo me, chi ha costruito queste opere, non ha avuto i meriti che hanno avuto altri militari nelle valorose azioni di guerra, senza peraltro pensare che, magari, per lo slancio eroico sono partiti proprio da quelle postazioni.
Per chi è amante del calcio è come dare merito solo a quello che ha segnato il goal e non ha quello che a passato la palla a chi a segnato!
Grazie
Corrado