


Abbiamo visitato Cima Alta il 17 ottobre 2009. Dal parcheggio posto all'ingresso del M.Novegno si arriva dopo circa 30 minuti a piedi all'inizio della salita a Cima Alta, da li altri 30 minuti per arrivare in Cima. Facile da raggiungere senza particolari difficoltà, è raggiungibile anche in mountain bike.
Le trincee e le gallerie sono state sistemate molto bene, ricordarsi la torcia elettrica!
Postazioni di artiglieria e trincea con feritoie.
Nidi per mitragliatrici contraeree.
Postazione per mitragliatrice.
Panorami
Come si raggiunge: Da Schio (VI) seguite le indicazioni per
Bosco di Tretto - S. Caterina. Arrivati alla contrada Rossi troverete la strada
bianca che porta al Monte Novegno.
Dal parcheggio si prosegue fino alla piana della Malga Novegno. In
prossimità delle tabelle dell'Ecomuseo si tiene a destra.
Attraversata la
piana si svolta ancora a destra, sulla sinistra si trovano le tabelle storiche
di Cima Alta e da lì si prosegue il sentiero.
Visualizzazione ingrandita della mappa e calcolo itinerario
Novegno - Cima Alta | ||
| SCHEDA PERCORSO | ||
| Provincia: Vicenza Comune: Schio | ||
| Coordinate punto di arrivo: 45.773065 - 11.313043 (45°46'23.03" N - 11°18'46.95" E) | ||
| Altitudine di arrivo (m): 1692 | ||
| Difficoltà del percorso: T - Turistico Ore a piedi (esclusa visita): 2 ore | ||
| Come si raggiunge: a piedi, in mountain bike | ||
| Tipologia: Storico, Paesaggistico, Panoramico |
Storia: (tratta dai tabelloni trovati in loco)
Pilastro laterale di Passo Campedello, Cima Alta (m 1692) è una delle quote
maggiormente fortificate dell'intero massiccio del Novegno. Dalla strada che
conduce al passo, una bella mulattiera con selciato ben conservato porta in
breve tempo sulla vetta. Lungo questo primo tratto di percorso si possono
visitare alcune interessanti costruzioni: una trincea semicircolare che ancora
oggi conserva tutte le caratteristiche costruttive e logistiche e più in
alto,dopo due tornanti della mulattiera, l'ingresso di un'ampia caverna. Sotto
la vetta di Cima Alta, un piccolo pianoro, una galleria, resti di baraccamenti e
una lunga trincea che aggira la cima.
Questi manufatti e la loro posizione danno la misura di quanto importante fosse
questa cintura fortificata. Seguendo il crinale di vetta si incontrano delle
interessanti costruzioni circolari: sono i famosi nidi di mitragliatrici
antiaeree. Nel panorama circostante si possono vedere in primo piano il
M.Priaforàe il M.Giove, luoghi dove più cruento fu il tentativo di sfondamento
durante la Strafexpedition e che giocarono un ruolo strategico fondamentale
nelle condotte della battaglia.
Quasi tutte queste opere furono fortificate successivamente al ritiro delle
truppe austroungariche oltre la Val Posina, con l'intento di costruire un
sistema pressoché imprendibile nel timore, tutt'altro che infondato, di un
ripetersi del grave rischio corso con l'avanzata del maggio-giugno 1916.
L'offensiva austroungarica scatenata il 15 maggio 1916 con il largo impiego di
artiglierie sul fronte M.Maggio-Toraro-Campomolon, impose dopo il terrificante
bombardamento il graduale arretramento italiano sulla destra del Posina. Nelle
spasmodiche giornate del 12 e 13 giugno durante il massimo sforzo imperiale nel
tentativo di sfondamento, Cima Alta fu sede logistica del Magg.Gen.Carlo Petitti
di Rovereto che aveva da poco assunto il Comando di Settore. Le condizioni della
disperata difesa sono ben delineate in uno dei numerosi fonogrammi trasmessi
alle retrovie.
Da Cima Alta (di Novegno) ore 13: "Le condizioni della difesa si fanno
sempre più gravi a causa della violenza del fuoco e della persistenza deglia
attacchi nemici e a causa delle fortissime perdite specie nei quadri. Per il
momento ritengo di poter resistere, ma non potrei dare affidamento, qualora il
nemico si ostinasse, come sembra, a voler superare ad ogni costo il Novegno.
Reputo quindi necessaria l'assegnazione di nuovi reparti di fanteria per
sostituire quelli più provati".
Arginata l'offensiva austriaca e costretto gli austroungarici nella linea di
difesa: Dente del Pasubio-Sogli Bianchi-Borcola-Majo-Seluggio-Tormeno-Cimone,
nella seconda metà del giugno 1916 ebbe inizio un febbrile e incessante lavoro
per l'organizzazione della sistemazione difensiva che appoggiandosi ai poderosi
capisaldi dell'ultima barriera montana ancora controllata dall'Esercito
Italiano: M.Pasubio - M.Novegno - M.Summano, doveva rendere sicura la pianura
vicentina contro un tentativo d'invasione dalle valli del Posina e dell'Astico.
Al Pasubio si appoggiava questa formidabile fascia di resistenza da cui si
svolgeva lungo il contrafforte montano fra la Val Leogra e la Val Posina e
comprendeva diverse linee delle quali il Novegno ne costituiva il caposaldo
principale.
Di questa organizzazione proprio Cima Alta rappresentava la punta avanzata di un
sistema di gallerie, caverne, nidi di mitragliatrici, ricoveri e depositi di
munizioni. Anche in questa zona, come per la vicina Priaforà, i lavori vennero
realizzati dai reparti del genio del V corpo d'Armata comandati allora dal
Colonnello D'Havet. Oltre ai manufatti c'è da considerare lo straordinario
sforzo logistico compiuto per assicurare, in breve tempo e su posizioni esposte
al tiro nemico, la loro realizzazione. Mulattiere, strade camionabili, servizi
di acqua potabile con condutture partenti dalla centrale di sollevamento di
contrada Bosco di Tretto, centri di raccolta di rifornimenti cui quello della
zona di Campedello, tra Cima Alta e M.Giove, era il più importante, collegato
con due teleferiche e Contrada Alba, costituivano la punta più avanzata e
organizzata del complesso sistema logistico del Novegno.
Creato il: 11/06/10
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