


Abbiamo visitato Campo Gallina il 27 giugno 2010 percorrendo il sentiero CAI 830.
Già alle 9.30 del mattino abbiamo avuto difficoltà a trovare parcheggio, ma è bello vedere che tanta gente ama la montagna. Si parte da Malga Galmarara (la strada a sinistra) su di una vecchia strada militare.
Prima sosta forzata al baito di busa del Molton, un lunghissimo passaggio di pecore invadeva completamente la carreggiata. Avevamo anche iniziato a contarle, ma dopo il primo centinaio ed il rischio di addormentarsi abbiamo preferito sospendere ....
La strada non è particolarmente difficile, anzi le salite sono lievi e c'è inizialmente una parte di bosco che rende più fresca la passeggiata.
Nei pressi della pozza di malga Portule un capriolo si và a dissetare. Ogni anno nell'altopiano si vedono sempre di più animali selvatici, bello per noi e bello per i bambini che la passeggiata la affrontano sempre più volentieri sapendo che potrebbero vedere qualche animale in libertà.
Eccoci alla zona monumenti, importante trivio austro-ungarico nella grande guerra.
Il monumento della Eugen strasse e uno dei tre ingressi del deposito munizioni (si trova a circa 100 mt dal trivio in direzione Campo Gallina).
Altre foto della zona Monumenti
Siamo a Campo Gallina dopo 2 ore e 20 minuti. La fatica non si è fatta sentire, la fame si!
Qui, nel 1917, hanno abitato fino a 25.000 militari austro-ungarici. Il pezzo forte è la ex chiesetta.
Il monumento al generale Mecenseffy e la zona del comando.
Arrivi o transiti di teleferiche. Durante la Grande Guerra le teleferiche furono molto utilizzate per rifornimenti veloci a lunghe distanze.
Selletta Mecenseffy. Una lapide ricorda il tragico momento della perdita di un grande generale.
Altre foto della selletta Mecenseffy
Dopo 5 ore e mezza dalla partenza altra sosta al mitico Bivio Italia. E mentre ci rifocillavamo, oltre allo splendido panorama (cima XII) alcune marmotte si stavano intrattenendo in discussioni varie. Parlavano della neve, che in qualche angolo ancora persisteva, o della alta probabilità di pioggia?
Dal Bivio Italia si può decidere se scendere lungo la strada o proseguire per il sentiero 830 che passa vicino al baito. Ci siamo divisi ed è risultata più veloce la discesa lungo la strada. Il sentiero a volte è un po' difficoltoso sempre in mezzo ai mughi e poco panoramico.
Arrivo a Malga Galmarara dopo 7 ore dalla partenza comprese di soste e visite varie.
Per ulteriori informazioni sul sentiero: http://www.caiasiago.it/sentieri/830.htm

Come si raggiunge: Da Asiago in direzione Trento. Usciti dall'abitato di Camporovere dopo circa 3 km e subito dopo una curva a destra sempre
sulla destra inizia una strada a fondo naturale con indicazione "Galmarara". Si
prosegue per questa strada fino al termine della stessa per circa 7 km. Non è
messa molto bene, soprattutto dopo i tornanti.
Visualizzazione ingrandita della mappa e calcolo itinerario
Campo Gallina | ||
| SCHEDA PERCORSO | ||
| Provincia: Vicenza Comune: Asiago | ||
| Coordinate punto di arrivo: 45.964684 - 11.467924 (45°57'52.86" N - 11°28'4.53" E) | ||
| Altitudine di arrivo (m): 1900 | ||
| Difficoltà del percorso: T - Turistico Ore a piedi (esclusa visita): 5 ore | ||
| Come si raggiunge: a piedi, in mountain bike | ||
| Tipologia: Storico, Naturalistico |
Storia: (tratta dai tabelloni trovati in loco)
Dopo la costruzione nel giugno del 1916 della Eugen strasse e la successiva
realizzazione della Karl Strasse e della Zoviello strasse, il trivio dei
Monumenti divenne un punto nevralgico del sistema logistico della 6° Divisione
di fanteria austro-ungarica. Qui terminava la teleferica da campo n.14
proveniente dalla Val d'Assa e transitava la teleferica n.13 diretta a Campo
Gallina. Oltre a numerosi baraccamenti lungo la Karl strasse venne scavata dai
reparti del Genio una imponente caverna, con tre entrate, destinata a deposito
munizioni. A sud del trivio venne realizzato un piccolo cimitero.
All'indomani della fine dell'Offensiva di primavera del 1916 (meglio nota come
Strafexpedition), Campo Gallina rappresentò una delle più importanti ed al
contempo interessanti basi logistiche in quota realizzate dall'esercito
austro-ungarico sulla parte settentrionale dell'Altopiano. Essa fu costantemente
ampliata e sempre meglio organizzata fino all'autunno del 1917, e risultò
particolarmente attiva nel corso dell'offensiva italiana del giugno 1917
(battaglia dell'Ortigara). La base comprendeva ricoveri per l'ampio parco
veicoli che percorreva l'estesa rete stradale realizzata in poco più di un anno,
un attrezzato ospedale da campo, baracche e depositi, teleferiche, una graziosa
chiesetta ed un piccolo cimitero. Non mancavano nemmeno forni per il pane, le
prese di arrivo dell'acquedotto della Val Renzola, ed impianti fissi per la
disinfestazione dai pidocchi. Campo Gallina fu inoltre sede del comando della 6°
Divisione austro-ungarica affidata fino alla sua morte, dovuta ad un colpo di
artiglieria italiana, al Gen. Arthur Edler von Mecenseffy. La base venne
considerata un obiettivo di primaria importanza per i bombardamenti aerei ed i
concentramenti delle artiglierie italiane a lunga gittata; di fatto essa
costituiva il cuore pulsante della complessa macchina logistica austriaca.
Soprattutto dalla sua efficienza gli austriaci dovettero la sopravvivenza della
linea difensiva Colombara-Forno-Chiesa-Ortigara/Lepozze, articolata e
continuamente sviluppata e migliorata, sia durante l'inverno 1916/17 sia dopo
l'offensiva italiana del giugno 1917.
Costruita interamente in legno dai reparti della 6° Divisione di fanteria
austro-ungarica, la chiesetta venne dedicata al Kaiser Karl I. A termine della
guerra, nell'estate del 1919, la chiesetta venne smontata e portata a Roana dove
fu rimontata ed inaugurata il 7 ottobre dello stesso anno funzionando
provvisoriamente per le funzioni religiose della comunità fino alla ricostruzione
della Chiesa parrocchiale distrutta ad opera dell'artiglieria italiana e
britannica nel corso della guerra.
Sulla chiesetta ricostruita la comunità di Roana issò una lapide commemorativa
che recitava: "Questa cappella dal nemico eretta sulle impervie rocce di Cima
Portule, segnacolo di resurrezione e di pace qui trasportarono i roanesi".
L'altare originale della chiesetta è ancor oggi conservato all'interno della
Chiesa parrocchiale di Roana.
Il massiccio parallelepipedo in pietra, cui manca oggi il prisma originario di
copertura (distrutto probabilmente dall'artiglieria italiana nel corso delle
esercitazioni degli anni '60), ricorda il FmLt Arthur Edler von Mecenseffy
ex-comandante della 6° Divisione di fanteria austro-ungarica. L'alto ufficiale
cadde il 6 ottobre 1917 a Q.2055 della "Kaiser Karlstrasse", non lontano da
Bivio Italia, in seguito all'esplosione di una granata italiana che centrò
fortunosamente l'auto con cui stava rientrando da una ispezione al fronte
ferendolo mortalmente. Il monumento venne però realizzato in prossimità della
sede del Comando della 6° Divisione a Campo Gallina mentre sul punto della morte
venne semplicemente murata una lapide ancor esistente. Comandante per un
lunghissimo periodo della grande unità austro-ungarica, il FmLt Mecenseffy era
nato a Vienna nel 1865 e prima della 6° aveva comandato la 10° Divisione di
fanteria e ricoperto incarichi di stato maggiore nella 2° e nella 4° Armata. Nel
settembre del 1916 era subentrato al GM Rudolf Muller al comando della 6°
Divisione schierata nel settore nord dell'Altopiano contribuendo in modo
significativo alla sistemazione difensiva del fronte di competenza e
all'organizzazione del complesso sistema logistico.
Sepolto inizialmente sull'altopiano, il suo corpo venne esumato subito dopo su
disposizione del FM Conrad e trasferito nella cripta di famiglia a Vienna dove
riposa tuttora. L'iscrizione sul monumento recita:
Al suo Comandante caduto il 6.10.1917
Arthur Elden von Mecenseffy
Imperiale e Regio Tenente Maresciallo
La 6° Divisione di Fanteria riconoscente
La grande base logistica di Campo Gallina, straordinario complesso in quota,
mirabile per articolazione e varietà di manufatti, ospitava anche i comandi
logistici della 6° Divisione di fanteria (c.te FmLt. Arthur von Mecenseffy) e
della 6° Brigata di artiglieria campale (c.te Col. von Rabl) che ne costituiva il
principale supporto tattico. Posti entrambi nella parte settentrionale della
base, la più vicina ai rispettivi comandi tattici, offrivano una sistemazione
che non mancava di comodità e persino di una certa civetteria. In una situazione
di cronica scarsità d'acqua, infatti, era presente perfino una cisterna per il
bagno degli ufficiali.
Dal giugno del 1916 all'autunno del 1917 la Divisione, schierava in linea la 12°
Brigata (che comprendeva il 20° e il 7° Feldjager ed il 17° Reggimento "kronprinz")
e l'11° Brigata (che comprendeva il 27° Reggimento "Konid der Belgier" ed il 2°
Reggimento bosno-erzegovese). Dopo aver sostenuto l'offensiva italiana del
giugno 1917 (la Battaglia dell'Ortigara) nell'autunno la Divisione partecipò ai
sanguinosi combattimenti contro le Melette di Gallio ed il Monte Zomo dovendo
poi essere ritirata dall'Altopiano a causa delle ingenti perdite subite.
Creato il: 07/07/10
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