


Abbiamo visitato Bocchetta Portule il 10 agosto 2008.
Il sentiero CAI 826, che ripercorre una importante arteria stradale austroungarica della prima guerra mondiale, parte dalla Malga Larici di Sotto.
La strada ha un dislivello di circa 300 mt ed un tempo di percorrenza di 2 ore. E' un percorso facile, trattandosi di una strada militare, ma calcolate che ci vorranno altre 2 ore per il ritorno!
Eccoci nei pressi della bocchetta, si intravedono scavate nella montagna due enormi feritorie, usate prima dagli italiani come postazioni per cannoni poi dagli austriaci come passaggio coperto per una teleferica.
Nei pressi della bocchetta, marmotte ed una fontanella dove l'acqua fatica un po' ad uscire ....
Altre foto dei dintorni della bocchetta
Anche quest'opera bellica è stata recentemente ripulita e resa più sicura.
Il canale che esce dall'ingresso ospitava il cavo di ritorno della teleferica che portava vettovaglie e munizioni a Cima Portule.
L'interno della galleria è sufficientemente illuminato e non è necessario usare la torcia elettrica (qualcuno del gruppo, però, ispezionando gli angoli bui ha trovato 2 euro!).
Alcuni dettagli del punto di partenza della teleferica, con i blocchi di fissaggio per i motori.
Altre foto dell'impianto della teleferica
Le "finestre".
Dettagli della cisterna costruita dagli austroungarici.
Alcuni panorami, Val d'Assa, Malga Pusterle, Monte Verena con il suo forte e Cima Portule.
Come si raggiunge: Da Asiago in direzione Trento sulla S.S. 349 , usciti dall'abitato di Camporovere proseguendo per circa 10 km, passata l'Osteria del Ghertele, dopo una curva a destra si trova la strada che porta a Larici - Rif.Formica. Si prosegue per altri 6 km fino a Malga Larici di Sotto.
Visualizzazione ingrandita della mappa e calcolo itinerario
Bocchetta Portule | ||
| SCHEDA PERCORSO | ||
| Provincia: Vicenza Comune: Roana | ||
| Coordinate punto di arrivo: 45.955651 - 11.452901 (45°57'20.34" N - 11°27'10.44" E) | ||
| Altitudine di arrivo (m): 1864 | ||
| Difficoltà del percorso: T - Turistico Ore a piedi (esclusa visita): 4 ore | ||
| Come si raggiunge: a piedi, in mountain bike | ||
| Tipologia: Naturalistico, Paesaggistico, Storico |
Altre foto:
Storia: (tratta dai tabelloni trovati in loco)
BOCCHETTA PORTULE
"Allo scoppio del conflitto, la dorsale del Portule (Kempel per gli austriaci) unitamente al massiccio del Verena doveva costituire il punto invalicabile della linea di resistenza italiana. Nello sperone roccioso della bocchetta era stata realizzata dagli italiani una postazione in caverna di cannoni da 120 mm. Il 23 maggio 1916 tuttavia, alle ore 10 una compagnia di Schutzen del gruppo Ellison ed un reparto di alta montagna riuscirono a travolgere le truppe italiane che presidiavano il Portule, respingendo anche gli attacchi dei fanti della Brigata Alessandria ...
Dopo
la conclusione della Strafexpedition, la Bocchetta Portule divenne un punto
nevralgico del sistema logistico della 6° Divisione austriaca. La caverna venne
ampliata per costruire una grande cisterna della capacità di 80 mc rifornita
direttamente dalla sottostante Val Renzola e da cui si dipartivano le condotte
dell'acquedotto che attraverso Campo Gallina raggiungeva le pendici occidentali
dell'Ortigara. Nella Primavera del 1917 inoltre, venne realizzata la stazione di
transito della teleferica T31 che dal Ghertele attraverso i Larici raggiungevano
la Cima di Corno di Campo Verde e quindi le pendici del Corno di Campo Bianco
nella Val Galmarara. Anche nelle Cima del Portule gli austriaci realizzarono
altre due stazioni di transito (di cui rimangono ancora evidenti resti) delle
teleferiche T36 e T30 provenienti rispettivamente dalla Val Sella e dai Larici e
dirette verso M.Pallone e la Busa del Cavallo ....."
da "Guida ai luoghi della Grande Guerra" dell'azienda di promozione turistica di Asiago e la collaborazione del centro studi e documentazione sulla Grande Guerra di Asiago
Le
teleferiche si rivelarono di fondamentale importanza poiché in questi luoghi, il
trasporto di viveri e munizioni tramite autocarreggio risultava svantaggioso e
spesso impossibile. In inverno poi, le abbondanti nevicate rendevano
impraticabile le strade ai messi pesanti e quindi impossibile l'arrivo rapido e
regolare degli approvvigionamenti per le truppe. Le teleferiche, difficilmente
colpibili dall'artiglieria, potevano essere: leggere per collegamenti di prima
linea, campali o pesanti per i collegamenti di retrovia, ad una o due funi, con
trazione manuale o con motore a scoppio.
Creato il: 26/10/08
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