


Abbiamo visitato la Batteria San Rocco il 19 aprile 2008.
La postazione si trova in un colle sopra Arsiero in direzione di Posina subito ai piedi del Monte Cavioio da dove parte un sentiero per lo stesso.
Sarà stata la stagione o il fatto che era piovuto la mattina il panorama ci ha colpito tantissimo.
La batteria si chiama S.Rocco proprio per la presenza di una chiesa dedicata a questo Santo.
La batteria, costruita intorno al 1870 serviva a difesa del nuovo confine con la vicina Austria, e fu probabilmente soppiantato dal vicino Forte Cornolò costruito poco prima degli inizi della Grande Guerra.
Ma forse sarà servito anche come supporto proprio durante il conflitto.
Il posto è talmente bello e facile da raggiungere in macchina che è un posto ideale per i pic-nic .... e per le immondizie che ci lasciano cercando di nasconderle nelle gallerie. Ma quelli che lo fanno ci pensano che non viene nessuno a pulire?
Oltre ad un ingresso e alcuni passaggi protetti, le postazioni di batteria si presentano coperte di terra.
Altri dettagli sulla strada di accesso, chiesetta e batteria
Il sentiero che porta verso il Monte Cavioio presenta altre gallerie rifugio e anche queste piene di immondizie. In questo caso chi ha lasciato lo scempio ha anche fatto un po' di strada a piedi per raggiungerle, forse una passeggiatina per digerire meglio!
Guardando lontano, senza soffermarci troppo nelle grotte, si può vedere il Monte Cengio, Monte Favaro, Monte Summano, Priaforà.
Piantina e notizie dal sito www.fortificazioni.net:
Armamento principale: Quattro cannoni in bronzo da 87mm. La struttura della batteria è composta da:un ingresso in galleria posto sotto il traversone centrale in comunicazione a due locali interrati laterali destinati a riservette dei proiettili. Un camminamento scoperto collegava la galleria dell'ingresso ai due locali interrati e dei gradini consentivano l'accesso alle postazioni dei cannoni.
Come si raggiunge: Dal centro di Arsiero si prende in direzione Posina. Poco prima di una galleria si gira a destra verso la contrada San Rocco (Via Piaggio). Si prosegue fino all'omonima chiesetta, prendendo la strada che gli passa davanti si arriva dopo un centinaio di metri.
Visualizzazione ingrandita della mappa e calcolo itinerario
Batteria S.Rocco | ||
| SCHEDA PERCORSO | ||
| Provincia: Vicenza Comune: Arsiero | ||
| Coordinate punto di arrivo: 45.80776 - 11.340377 (45°48'27.94" N - 11°20'25.36" E) | ||
| Altitudine di arrivo (m): 461 | ||
| Difficoltà del percorso: T - Turistico Ore a piedi (esclusa visita): 0 | ||
| Come si raggiunge: in mountain bike, in auto | ||
| Tipologia: Storico, Paesaggistico |
Altre foto:
Strada di accesso, chiesetta e batteria
Storia: (da internet)
Il territorio della Comunità Montana "Alto Astico e Posina", confinante a nord e a ovest con l'antica frontiera di Stato, che fino ai primi giorni di novembre del 1918 separava il Regno d'Italia dal Tirolo austro-ungarico, aveva assunto una grande importanza militare fin dal 1866, alla fine della terza guerra d'indipendenza, quando col trattato di pace di Praga, firmato il 23 agosto di quell'anno, l'Austria cedette il Veneto all'Italia. 5 Per rendere più sicuro il nuovo confine, qualche anno dopo fu costruita la batteria fortificata sul Colle di San Rocco, che sbarrava lo sbocco della Val Posina, per impedire eventuali invasioni di truppe nemiche attraverso il Passo della Borcola. Nel 1882 il Regno d'Italia aderì alla Triplice Alleanza, un trattato con finalità difensive che lo legava all'Impero austro-ungarico e a quello tedesco, perciò i lavori di fortificazione della linea di confine furono sospesi.
Dopo la riconquista austro-ungarica del Cimone, in questo settore la linea difensiva nemica si stabilizzò definitivamente sulla "Winterstellung", situata su posizioni inespugnabili; mentre la prima linea italiana dai Sogli Bianchi scendeva in Val Caprara, passava sul Monte Pruche, costeggiava per un breve tratto il versante destro della Val Posina raggiungendo poi Cavallaro, Monte Gamonda, Monte Aralta, il Sojo Rotto, e il Colle di San Rocco, per risalire infine sul Monte Cavioio e proseguire a mezza costa lungo il versante destro della Val d'Astico, in direzione nord, fino ai resti del forte di Casa Ratti, dove attraversava il torrente e risaliva il versante opposto fino a raggiungere e costeggiare il ciglio meridionale della Val d'Assa. Dall'autunno del 1916, entrambi i contendenti impiegarono le proprie truppe per rafforzare ulteriormente le loro sistemazioni difensive, scavando numerose postazioni in caverna e ricoveri sotterranei per i soldati. In quel periodo, il Genio militare italiano realizzò una seconda linea, di massima resistenza, completata nella primavera del 1917, che scendeva dal Pasubio, seguiva le creste che delimitavano il versante destro della Val Posina e raggiungeva il Monte Summano, dal quale scendeva a valle lungo Costa La Rancina, attraversando in direzione nord-est il torrente Astico in corrispondenza del Castello di Meda, trasformato in un robusto caposaldo con numerose postazioni in caverna per artiglierie, e percorrendo le campagne di Cogollo per poi risalire sul Monte Cengio lungo una cresta fortificata che dominava lo sbocco della Val d'Astico nella conca di Arsiero. Dopo una visita compiuta in zona dal generale Cadorna il 9 aprile 1917, questa linea di massima fu modificata e fatta scendere dal Priaforà fino ai piedi del Monte Aralta, dove attraversava il torrente Posina in corrispondenza della Montagnola, per poi risalire a Cima Vangelista e collegarsi alle trincee del Monte Cavioio, protetto dal caposaldo 13 avanzato di Quota Neutra, scavato interamente all'interno del torrione roccioso, su vari piani collegati da gallerie elicoidali gradinate, e armato con numerose mitragliatrici.
Creato il: 08/06/08
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